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Sonego come Barazzutti: fa sventolare il tricolore

Il torinese vince il primo torneo ufficiale giocato a livello mondiale dopo il lockdown e conquista il primo scudetto rimesso in palio dalla FIT dal 2004. Un titolo conquistato 7 volte dall’attuale capitano di Coppa Davis

di Enzo Anderloni - Foto G. Sposito | 28 giugno 2020

Lorenzo Sonego ha fatto la differenza. E’ andato a conquistare il titolo di campione Italiano assoluto crescendo turno dopo turno, fino a mettere tutta la differenza tra sé e gli altri che il suo n.46 nella classifica mondiale certificava già in partenza.

Ha ascoltato una versione toccante dell’inno di Mameli, voce e chitarra acustica, insieme al sindaco di Todi,  Antonino Ruggiano, all’assessore al Turismo e allo sport della Regione Umbria Paola Agabiti e al consigliere FIT Raimondo Ricci Bitti. E ha alzato il trofeo, ricevuto lo scudettino ricamato, ringraziato tutti.

Aveva rischiato tantissimo all’esordio contro il pugliese Andrea Pellegrino, n. 341 del mondo, contro il quale ha dovuto annullare tre match point consecutivi.

Ha passeggiato in finale (6-4 6-3), sia pure sotto il sole cocente, contro Andrea Arnaboldi, n. 282 del mondo, il giocatore tra i 32 del tabellone che meglio ha messo a frutto le doti di solidità sulla terra battuta, superando nei quarti di finale la seconda testa di serie, Federico Gaio, n.130 del mondo.

Il canturino, 32 anni, non è mai andato oltre il n.152 in classifica mondiale, ma vanta due qualificazioni per il tabellone principale al Roland Garros. E per ottenere quella del 2015 aveva battuto il record di durata di una partita due set su tre. Nel secondo turno delle ‘quali’ superò in fatti il francese Pierre-Hugues Herbert 6-4 3-6 27-25, in 4 ore e 30 minuti di gioco. Un primato assoluto per durata e numero di game, 71.

Questo per far capire che Arnaboldi è uno che non teme di duellare sulla lunga distanza sui campi rossi. Bisogna sfondare il suo gioco mancino.

Sonego, che pur nasce regolarista, crescendo si è dovuto trasformare in bomber per scalare la classifica professionistica. Un’evoluzione che passa da un servizio sempre più incisivo e da un atteggiamento sempre più votato a prendere il comando dello scambio, chiudendo il punto appena si ha la palla buona. Quello che fanno i top player.

E siccome il torinese (e torinista) top player è intenzionato a diventarlo, sta lavorando sodo per essere sempre più aggressivo, con la guida saggia e avveduta dello storico coach Gipo Arbino e del tecnico federale Umberto Rianna.

Lo scorso anno ha colto il primo titolo Atp sull’erba turca di Antalya. Oggi il primo scudetto. Un titolo dal sapore antico che è stato sulla maglietta di Fausto Gardini 7 volte), Nicola Pietrangeli (7 volte), Adriano Panatta (7 volte), Corrado Barazzutti (7 volte), Paolo Canè, Diego Nargiso.

Di sicuro aggiungerà fiducia al suo cammino di crescita che a soli 25 anni gli offre una prospettiva molto ampia.

Incontenibile la gioia di Sonego: “Ho vinto partite sofferte sin dal primo turno, ho rischiato di tornare subito a casa ma con cuore e grinta ho recuperato. Volevo far bene e sono riuscito ad alzare il livello partita dopo partita: in finale ho giocato alla perfezione, era necessario per battere Arnaboldi che ha disputato un grande torneo. Questo titolo è il frutto del lavoro delle ultime settimane, sono contentissimo”. 

L’allievo di Gipo Arbino rimane in Umbria per un’altra sfida: “Ora c’è il torneo di Perugia, poi se tutto andrà bene partirò per l’America. Intanto mi godo questo successo che dedico alla mia ragazza, alla mia famiglia, al mio team e a chi ogni giorno crede in me e mi permette di migliorare”. 

In conclusione i complimenti all’organizzazione di MEF Tennis Events e della Federazione Italiana Tennis: “Non credevo di trovare un torneo organizzato così bene dopo tutto quello che abbiamo vissuto i mesi scorsi. Organizzazione pazzesca, campi molto buoni, il circolo lo conoscevo già: faccio i complimenti a chi ha reso possibile tutto questo”

E’ il vincitore del primo torneo vero al mondo dopo il lockdown. Non un’esibizione (come le tante, più o meno riuscite, viste in giro per il mondo), non un videogioco (come al Masters 1000 di Madrid): una maratona di una settimana sulla terra battuta sotto il sole di fine giugno con tanti giocatori di valore e di buon livello Atp.

Come per esempio quel Lorenzo Musetti, 18 anni, n.284 del mondo, che nei quarti di finale gli ha tenuto testa anche in termini di gioco.

Può andarne orgoglioso, Sonego, e guardare avanti. Come ha tenuto lui stesso a sottolineare, sarà già in campo la prossima settimana a Perugia per la seconda tappa del circuito ZzzQuil tennis tour 2020. In tabellone troverà anche lo spagnolo Pablo Andujar, n. 53 del mondo. Un buon test per il prosieguo, sulla strada per la ripresa del circuito Atp, prevista per il 14 agosto a Washington.

 

Campionati Italiani Assoluti

Todi 20-28 giugno 2020

Finale: Lorenzo Sonego b. Andrea Arnaboldi 6-4 6-3

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Le autorità della premiazione- In campo per la premiazione Raimondo Ricci Bitti (consigliere della Federazione Italiana Tennis), Antonino Ruggiano (sindaco di Todi), Paola Agabiti (assessore allo sport della Regione Umbria), Marcello Marchesini (presidente del Tennis Club Todi 1971 e di MEF Tennis Events), Giorgio Di Palermo (direttore del torneo) e Riccardo Ragazzini (giudice arbitro del torneo). La soprano Aurora Scorteccia ha cantato l’Inno di Mameli accompagnata dalla chitarra di Michele Rosati.

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