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Vittoria e Carola, le amiche del tennis di nuovo in campo: “Bellissimo”

In un articolo pubblicato sul Corriere della Sera le due amiche raccontano la felicità provata nel tornare a giocare sulla terra rossa. In pieno lockdown il video in cui palleggiavano da un terrazzo all’altro delle proprie abitazioni è diventato virale

24 maggio 2020

Bellissimo, bellissimo”, non fanno che ripetere le due ragazzine. Vittoria Olivieri, 13 anni, e Carola Pessina, 11, le ricorderete? Le due giovanissime tenniste di Finale Ligure, che in pieno lockdown da coronavirus, per vincere la noia palleggiavano da un terrazzo all’altro come fossero su un campo da tennis. Il video, rilanciato anche dal sito dell’ATP, ha fatto il giro del mondo, è diventato virale e ha battuto tutti in termini di visualizzazioni, Federer e Nadal compresi: oltre 10 milioni solo su Twitter.  Da quel momento sono diventate il simbolo dello sport che non voleva arrendersi alla pandemia regalando un sorriso in un momento buio.

Finalmente sono tornate davvero sulla terra rossa e raccontano la loro felicità sulle pagine del "Corriere della Sera" in un articolo a firma Fabrizio Caccia. Dopo tanta attesa sono tornate a giocare al circolo di Finale Ligure. “Non eravamo più abituate a palleggiare sulla terra rossa, però è una passeggiata rispetto al cemento del terrazzo”, racconta Vittoria. “Tornare sul nostro campo è stato bellissimo”, aggiunge Carola. “Ora la gente di Finale Ligure ci ferma per strada – si lege sempre sul Corriere delle Sera – per farci i complimenti”, sottolineano. Vittoria ha un desiderio: “Chissà se Fabio Fognini manterrà la sua promessa di ricerverci ad Arma di Taggia, sarebbe bello giocare insieme a lui e Flavia Pennetta…”. Il video con le due ragazzine che palleggiavano dal terrazzo ha ricevuto su Facebook anche i like di Federer, Djokovic, Nadal, delle nostre Roberta Vinci e Sara Errani.

La loro impresa - sottolinea Dionisio Poggi, direttore tecnico del circolo di Finale Ligure - ha fatto tornare la voglia di giocare a tante persone. Chi aveva appeso la racchetta al chiodo per darsi al calcetto ora ha cambiato idea. Il tennis, in fondo, assicura il distanziamento sociale”.

ARTICOLO CORRIERE DELLA SERA


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