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Si torna in campo: ci stiamo riappropriando di abitudini e passioni

Fioccano sui social i messaggi dei nostri campioni che tornano ad allenarsi in circoli, club o accademie dopo due lunghi mesi di lock down. Anche se con qualche modifica e cautela da apportare in osservanza alle regole sanitarie

di Angelo Mancuso | 08 maggio 2020

Ti rendi conto di quanto qualcosa significhi quando ti viene portato via… Questo è tennis”, firmato Fabio Fognini che da un paio di giorni è tornato ad allenarsi sul campo (e con lui la consorte Flavia Pennetta) al circolo di Arma di Taggia, dove è cresciuto e ha trascorso il lungo periodo di lock down a causa della pandemia da coronavirus. Primi colpi anche per Jannik Sinner a Bordighera, all’Accademia di Riccardo Piatti, il suo coach: “Mi sento molto grato di essere tornato in campo. Auguro a tutti il meglio e continueremo a combattere”. Complessivamente il 18enne altoatesino seguirà un macro-ciclo di sette settimane, poi a seconda di quando riprenderà la stagione deciderà con il suo staff cosa fare. Intanto giocherà 4-5 volte a settimana a tennis, fondamentale per un giovane come lui.

Fioccano i messaggi sui social dei nostri campioni che tornano in campo. E’ cominciata la fase 2 dell’emergenza sanitaria, il tennis in Italia è ripartito, primo tra gli sport: secondo uno studio commissionato dal CONI al Politecnico di Torino e pubblicato nei giorni scorso, risulta la disciplina più sicura con un indice di rischio tendente a zero (0,1) su una scala da 1 a 4. “Molto meglio che i primi giorni di scuola”. Il sorriso di Lorenzo Sonego è nascosto dalla mascherina, ma lo si intuisce. Il piemontese si sta allenando con l’amico e coetaneo Andrea Vavassori sui campi in terra del Circolo della Stampa Sporting di Torino, la sua città. Con loro c’è Gipo Arbino, l’allenatore di sempre di Lorenzo. Il club si trova nella zona sud: dal circolo si può ammirare lo stadio Olimpico Grande Torino, squadra della quale Sonego è grande tifoso “Vengo in macchina per comodità visto che ho il borsone, ma anche a piedi ci metterei 5 minuti”, racconta in una intervista al Corriere dello Sport. Gli spogliatoi e il bar ovviamente sono chiusi, nel rispetto delle norme sanitarie. Al cambio di campo ecco uno dei nuovi rituali al quale dovremo abituarci. Prima di prendere asciugamano e bottiglietta d’acqua, Lorenzo versa un po’ di gel igienizzante sulle mani e comincia a sfregarsele. “L’importante è disinfettarsi spesso le mani, non toccarsi la faccia o i capelli - racconta - in allenamento non ho problemi perché indosso sempre il cappellino, mentre in partita di solito metto la fascia”.

La speranza è riaprire totalmente al più presto, come conferma Stefano Motta, vice direttore del club, sempre al Corriere dello Sport: “Vorremmo riportare in campo almeno 30 giocatori di alto livello e ripartire con la scuola tennis e, al tempo stesso, pensiamo anche ai nostri, soci che sono uno dei pilastri del nostro circolo”. Pensi alle porte chiuse e alle parole dette da Vincenzo Santopadre, coach di Matteo Berrettini, in una intervista a "Repubblica": "Il pubblico è indispensabile al tennis come le palline e le racchette. Ma stavolta è diverso. Il pubblico non ci sarà e sarà un’altra bella sfida per i giocatori".

Come per tutti sarà una sfida convivere con il virus. Ma dopo due lunghi mesi di lock down durante i quali il tempo è rimasto come sospeso, gradualmente si torna a giocare nei circoli: un momento di gioia e un bel segnale. Tra sensazioni ritrovate e nuove regole da applicare ci stiamo riappropriando delle nostre abitudini e delle nostre passioni, anche se con qualche modifica e cautela dettati dal buon senso che deve sempre guidarci. Buon tennis a tutti.

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