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Tirrenia e l'emergenza Coronavirus

Tra difficoltà e precauzioni il tennis nel centro federale non si ferma. Solo quattro dei nostri giovani talenti si allenano regolarmente a Tirrenia, alcuni sono bloccati nella “zona rossa”.

di Alessandro Rocca | 09 marzo 2020

L’emergenza Coronavirus continua a cambiare in maniera sempre più radicale la nostra quotidianità e di ora in ora aumentano le misure restrittive imposte dal Governo per cercare di contenere il contagio. In questo momento estremamente delicato abbiamo cercato di capire insieme a Giancarlo Palumbo, Responsabile organizzativo del Centro Tecnico di Tirrenia e del settore under 18, quale impatto stia avendo l’emergenza Coronavirus sull’attività tennistica all’interno del centro federale.

“I ragazzi per ora continuano ad allenarsi regolarmente. Questo è stato possibile visto che le altre federazioni, come la Federazione Italiana Scherma e la Federazione Italiana di Atletica Leggera, a partire da venerdì scorso hanno deciso di annullare tutti i raduni programmati nel Centro di Preparazione Olimpica, riducendo così la presenza di persone all’interno della struttura. Di fatto il centro in questo momento ospita soltanto l’attività tennistica e gli allenamenti del Livorno Calcio”.

Le ulteriori restrizioni inserite nell’ultimo decreto governativo che effetti stanno avendo sull’organizzazione dei ragazzi e dello staff tecnico?

“Il centro ospita soltanto quei ragazzi che erano già nella struttura e che non sono usciti nelle ultime settimane. Si tratta di Francesco Forti, Riccardo Balzerani, Francesco Maestrelli, e Fabrizio Andaloro, gli unici in questo momento presenti a Tirrenia. Per gli altri non è possibile tornare visto che attualmente sono bloccati a casa. E’ il caso per esempio di Luca Nardi che dopo aver vinto a Sharm El Sheikh il primo future della carriera è tornato nella sua Pesaro, una delle quattordici province interessate dalle misure maggiormente restrittive. Stesso discorso per Lorenzo Rottoli e Federico Iannacone tornati in Lombardia. Non può raggiungere Tirrenia neanche Matteo Donati tornato ad Alessandria per motivi familiari.

Anche noi tecnici stiamo convivendo con queste difficoltà. Io ad esempio non posso raggiungere la mia famiglia a Ferrara mentre Mosè Navarra tornato a Pordenone ha scelto per ora di rimanere a casa. Oltre al sottoscritto sono a Tirrenia in questo momento Umberto Rianna, Gabrio Castrichella e i preparatori fisici”.

E per quanto riguarda i tennisti impegnati nei tornei all’estero?

“Siamo in costante contatto con loro. Emiliano Maggioli e Matteo Arnaldi sono impegnati questa settimana in Portogallo mentre Luciano Darderi è in Croazia e nessuno ha avuto problemi a raggiungere le rispettive destinazioni. 

L’attività tennistica dunque non si ferma ma quali sono le precauzioni adottate per tutti coloro che sono rimasti a Tirrenia.

“Per quanto riguarda l’allenamento non ci sono stati grandi cambiamenti fatta eccezione per la chiusura della palestra. La parte relativa alla preparazione fisica viene svolta all’aperto mentre è ancora possibile utilizzare i campi al coperto grazie al grande spazio disponibile e all’esiguo numero dei ragazzi. In una sessione di allenamento ci sono dalle quattro alle sei persone al massimo (quattro tennisti e due tecnici) in una superficie di circa 1600 mq2. In questo modo è possibile rispettare le distanze richieste”.

 

Cosa accade negli altri ambienti del Centro?

“Grande attenzione è rivolta alla sala dove vengono consumati i pasti. Il personale che si occupa della ristorazione è stato dotato di guanti e mascherine e utilizza prodotti igienizzanti per diminuire ogni rischio quanto più possibile. Anche a tavola ovviamente viene garantita la distanza interpersonale come richiesto.  Tutte le precauzioni necessarie sono state prese anche per quanto riguarda le stanze di tutti gli ospiti”.

Quali altri provvedimenti verranno adottati?

“In attesa di nuovo sviluppi abbiamo intanto annullato tutti i raduni e gli stage che erano in programma fino al 15 marzo. I ragazzi che devono partire per i tornei all’estero rinunceranno soltanto se i paesi di destinazione renderanno ufficiale il divieto di ingresso per i cittadini italiani”.

Commenti

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joefrazier
09 marzo 2020

Ma sollevare qualche dubbio sulle disposizioni governative?Se si gioca all’aperto senza contatti e spogliatoi chiusi?E se giocano due familiari che contagio provocano?