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Sofia ha rotto il ghiaccio… e sogna Roma

A Palermo, la scorsa settimana, la Rocchetti ha conquistato il suo primo titolo Junior: a Schio, a fine luglio aveva vinto il suo primo match nel circuito pro. Quattro chiacchiere con la 17enne marchigiana, che da questa settimana si allena a Trento, al Gruppo Sportivo Argentario

di Tiziana Tricarico | 20 settembre 2019

E’ una ragazza che sa già piuttosto bene quello che vuole Sofia Rocchetti. Classe 2002, la giovane tennista di Jesi si è regalata per i suoi 17 anni, compiuti il 23 agosto, il suo primo trofeo ITF Junior, conquistato la scorsa settimana sulla terra rossa di Palermo. Ha iniziato a giocare a tennis un po’ per caso la marchigiana che vive a Chiaravalle (“Dai 6/7 anni praticavo sia nuoto che tennis: poi ho scelto”). Il suo colpo migliore è il diritto mentre deve ancora lavorare sul rovescio e soprattutto sul servizio, “indispensabile nei tornei del circuito pro”. Da questa settimana ha iniziato ad allenarsi a Trento, al Gruppo Sportivo Argentario, il circolo per il quale giocherà la serie B: il suo coach è Nicola Bruno.

Dai primi passi a Chiaravalle all’esperienza di Foligno

“In famiglia nessuno giocava a tennis, io sono la prima! Ho iniziato al Circolo Tennis Roberto Beni di Chiaravalle, quindi sono andata a Jesi con Luca Quintiliani. Poi, a febbraio del 2018, sono stata convocata dalla Federazione e sono andata ad allenarmi a Foligno, dove sono rimasta per un anno e mezzo - racconta -. La giornata tipo prevedeva sveglia alle 7.30, in campo alle 9 dopo il riscaldamento, tennis fino alle 11 e poi atletica fino alle 13. Una pausa per il pranzo e per un po’ di riposo e poi ancora tennis dalle 15 alle 17: quindi un po’ di stretching e due ore a scuola”. Sofia non nasconde che è stato difficile scegliere di lasciare il Liceo Scientifico Sportivo pubblico che aveva frequentato nei primi due anni per andare a Foligno: “Da allora studio da privatista. Andare a scuola mi è sempre piaciuto molto ed è stata una decisione sofferta perché me la sono sempre cavata piuttosto bene. La materia che preferisco? Matematica, anche se non è quella in cui vado meglio. Comunque da quest’anno frequenterò, sempre una scuola privata, per tre mattine e due pomeriggi”.

La settimana in terra siciliana

Il successo nel Grade 3 andato in scena al Circolo Tennis Palermo è stato il primo di Sofia nel circuito Junior: “Ad inizio settimana proprio non pensavo di poter fare questo risultato. Ma dopo i primi due match (contro Mencaglia e Caldera; ndr) mi sono resa conto che giorno dopo giorno stavo giocando sempre meglio. Poi nei quarti c’è stata la maratona vinta contro la Jimenez Kasintseva che mi ha dato molta fiducia mentre in semifinale invece di affrontare la Alvisi (favorita numero uno del torneo; ndr) ho trovato la rumena Zvonaru, con Eleonora che mi ha dato qualche dritta…. La finale, la prima in assoluto, è stata davvero emozionante - racconta -: avevano organizzato la presentazione con bandiere, inni e tutto il resto e questo mi ha messo ancora più pressione. Contro la Karner (austriaca, seconda testa di serie; ndr) sono partita malissimo: poi sotto 5-1 ho iniziato a fare il mio gioco e a prendere fiducia chiudendo in due set. E’ stata una gran bella soddisfazione”.

Le prime esperienze da pro

La marchigiana si è già cimentata in qualche torneo da professionista e lo scorso luglio a Schio, dopo aver superato le qualificazioni, ha vinto anche il suo primo match in un main draw superando in rimonta Giulia Carbonaro (classe 2000) prima di cedere poi in tre set a Sara Gambogi (classe 1999). “Nei tornei del circuito pro le avversarie hanno molta più esperienza ed il tennis è molto diverso: non si può cercare soltanto di non sbagliare, altrimenti si finisce per subire il gioco dell’avversaria - dice -. Adesso l’obiettivo è trovare una mia identità di gioco, cambiare mentalità e capire cosa fare quando il punto è importante”.

Programmi e obiettivi

Sabato partirà per la Croazia per giocare il Grade 4 di Veli Losinj: “Devo riconfermare una sessantina di punti conquistati lo scorso anno in Marocco. Poi torno a casa per una settimana di allenamenti prima di partire per la Spagna: giocherò due Grade 2 di fila a Sanxenxo. L’obiettivo prossimo è giocare gli Australian Open Junior a gennaio. In futuro? Se tutto andrà come speriamo io ed il mio team vorrei arrivare tra le top 100 o magari anche tra le top 50”.

Non solo tennis

“Nel (poco) tempo libero cerco di stare con la mia famiglia: ho due sorelle ed un fratello. Poi esco con gli amici. Ascolto musica pop, italiana soprattutto e leggo la sera prima di addormentarmi: in questo momento ho per le mani ‘Hunger games’. I social? Uso abbastanza Instagram ma non me ne faccio una malattia…”. Come tutti i tennisti o quasi anche Sofia è scaramantica: “Metto il polsino sempre nella stessa maniera, se vinco uso sempre lo stesso completino, cioè lo cambio ma scelgo lo stesso abbinamento”. E poi c’è una telefonata prima di ogni match: “Ciao mamma, sto entrando in campo”. Immancabile.

Idoli e sogni nel cassetto

“Ammiro Federer, ma proprio tanto tanto: magari potessi giocare come lui! Ma come atteggiamento in campo mi piace Nadal. La giocatrice che preferisco invece è Bianca Andreescu, sia per i colpi che per il carattere. E poi ero una grande fan di Flavia Pennetta - aggiunge -. Come tennis credo di assomigliare un po’ alla Halep, anche fisicamente, ma lei è davvero una campionessa. Il sogno nel cassetto? Ovviamente conquistare uno Slam, magari il Rolan Garros visto che la terra è la superficie sulla quale mi esprimo meglio. Ma anche vincere al Foro Italico sarebbe fantastico”.

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