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Universiadi – Natasha Piludu

Da tre anni si laurea campionessa nazionale universitaria la giocatrice di Bari con origine sarde: “Che mese di luglio indimenticabile per me: Napoli 2019 e poi la laurea! Dopo l'esordio a Taipei 2017 ora punto a giocare il mio miglior tennis, senza però mettermi pressione fissando degli obiettivi”

di Gianluca Strocchi | 05 luglio 2019

Sarà un luglio caldo, e non solo meteorologicamente parlando, per Natasha Piludu. Prima l’impegno con le Universiadi, sui campi del Circolo Tennis Napoli da venerdì 5 a sabato 13, e poi due settimane più tardi un altro appuntamento importante come la laurea in Scienze Motorie, all’Università degli Studi di Bari.

PILUDU: “UNIVERSIADI E POI LA LAUREA: CHE MESE” - Credo che ricorderò a lungo questo mese della mia vita – sottolinea la 24enne tennista pugliese di origini sarde – considerando le emozioni ravvicinate che mi attendono. Già la cerimonia di apertura allo Stadio San Paolo è stato un momento forte e ora siamo pronti a difendere i colori dell’Italia sui campi del lungomare, la stessa location che qualche anno fa ha ospitato la Coppa Davis. So che sarà per me un’esperienza bellissima, da condividere con ottomila atleti universitari di altri 127 Paesi. Due anni fa a Taipei fu qualcosa di inimmaginabile, peccato solo che per un disguido dell’organizzazione dopo un lunghissimo viaggio ci toccò andare subito in campo, senza avere la possibilità di smaltire il fuso e ambientarci. Ecco perché sono molto motivata a fare bene in questa edizione: punto a giocare il mio miglior tennis, senza però mettermi pressione fissando degli obiettivi. Una decina di giorni fa ho sostenuto l’ultimo esame e a fine mese mi laureo, sono quindi pronta a godermi appieno questa Universiade”.

“IL CALDO NON MI SPAVENTA, A TAIPEI ERA INSOPPORTABILE” - Dopo essersi aggiudicata i Campionati nazionali universitari al Circolo Tennis L’Aquila a metà maggio (aveva conquistato il titolo anche a Catania 2017 e lo scorso anno a Campobasso), Natasha ha fatto tutto quel che era nelle sue possibilità per farsi trovare pronta all’evento multidisciplinare internazionale più importante degli ultimi anni in Italia. “Ho disputato gli Open del circuito BNL, poi abbiamo svolto un richiamo di preparazione per arrivare al top della condizione atletica a Napoli. Sicuramente ci sarà un po’ di tensione iniziale ma spero di rompere il ghiaccio prima possibile. E devo dire che il caldo non mi spaventa, vivo al Sud della Penisola e quindi sono abituata a certe temperature. Poi non potrà mai essere peggio del caldo umido che c’era a Taipei, reso ancora più duro dai campi in cemento: per resistere facevamo ricorso al ghiaccio sulla testa ai cambi campo”, ricorda la Piludu, che ha un preciso modello a cui ispirarsi nel circuito.

“AMO SERENA WILLIAMS, IN CAMPO ATTACCO” - “Adoro Serena Williams, per il timing che ha sulla palla e le permette di fare ogni cosa, ma anche per come si muove e per tutto quello che rappresenta. Poi per quel che mi riguarda tennisticamente ho un’idea di gioco mia, che sintetizza vari stili. Credo di essere una giocatrice con buone basi, dal dritto al rovescio al servizio. Soprattutto sono una a cui piace attaccare, non solo attendere gli errori delle avversarie. Qualcuno, forse anche per una questione di provenienza geografica, mi ha accostato a Flavia Pennetta. Devo cercare di migliorare, e ho sempre cercato di farlo, soprattutto la testa, in particolare nelle scelte tattiche”, si racconta l’atleta allenata da Raffaele Gorgoglione e Gianluca Pozzi per la parte tecnica, dal padre Sergio per palestra e preparazione atletica.

“CIRCOLO TENNIS BARI UNA GRANDE FAMIGLIA” - A conferma della propensione offensiva del suo tennis i tre titoli ITF di doppio vinti nel 2017, tutti ad Hammamet, in Tunisia, uno in coppia con Gaia Sanesi e due con Angelica Moratelli. “Mi piace il doppio perché, essendo partita da un gioco di squadra come la pallavolo, è sempre bello avere qualcuno con cui condividere gioie e dolori. E speriamo che a Napoli, insieme a Camilla Abbate, siano più le prime…- l’auspicio di Natasha, best ranking 814 Wta in singolare e 667 Wta in doppio – Comunque amo pure il singolo perché misuro me stessa e perché sono cresciuta considerando il tennis uno sport individuale. Ho preso in mano la racchetta a nove anni e il Circolo Tennis Bari è la mia vita: sono nata e vissuta lì, conosco tutti e ogni angolo di quel circolo. Sono contenta di fare ancora parte di quella grande famiglia, in ottobre disputeremo la serie A2 e spero di non allontanarmi mai. Così come desidero rivolgere un grazie anche al Centro Universitario Sportivo di Bari e a UNIBA per il supporto nei confronti di noi studenti-atleti. Non a caso, siamo in quattro nelle varie discipline a rappresentare questa università a Napoli 2019”.

“IL MIO FUTURO? NEL MONDO DELLO SPORT” - A un presente ricco di impegni si aggiungono le idee chiare per il futuro. "Mi iscriverò alla specialistica perché in futuro vorrei rimanere a lavorare nel mondo dello sport. Amo ad esempio tutta la componente di preparazione fisica che c’è anche nel tennis, sempre più importante, una passione che ho ereditato da mio padre, che è stato preparatore atletico anche a Coverciano e insegnante di educazione fisica nelle scuole già all’età di 24 anni. Per carattere mi piace pensare e vivere il presente, però l’idea di poter trasmettere a qualcuno più giovane di me certe competenze ed esperienze, una volta abbandonato il tennis agonistico - conclude Natasha – è una prospettiva che mi attrae”.

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