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Bucarest: avanti Travaglia e il "maratoneta" Giustino

Al debutto nel challenger "Trofeul Tiriac-Nastase" il marchigiano, n.1 del tabellone, supera Rosol, mentre il campano piega in rimonta dopo oltre tre ore l'indiano Nagal. ln tabellone anche Cobolli, Bonadio e il qualificato Arnaldi

20 settembre 2021

Stefano Travaglia Cordenons challenger

Stefano Travaglia esulta (foto FB Eurosporting)

Esordio positivo per Stefano Travaglia e Lorenzo Giustino nel tabellone principale del "Trofeul Tiriac-Nastase", torneo Challenger ATP dotato di un montepremi di 44.820 euro che si disputa sui campi in terra rossa di Bucarest, in Romania.

Il 29enne di Ascoli Piceno, n.98 del ranking e primo favorito del torneo, ha regolato 64 63, in un'ora e 23 minuti di gioco, il ceco Lukas Rosol, 36enne di Brno, n.259 ATP: Travaglia al secondo turno troverà dall'altra parte della rete il vincente del match in programma martedì fra Flavio Cobolli, n.264 del ranking, e il qualificato russo Ivan Gakhov, n.504 ATP: il 19enne romano ha vinto l'unico precedente con il 24enne mancino nato a Mosca, lo scorso anno negli ottavi del torneo Future ITF di Sharm-el-Sheikh. 

Il 29enne napoletano, n.229 del ranking, si è imposto in rimonta, con il punteggio di 36 75 75, dopo oltre tre ore di lotta, sull'indiano Sumit Nagal, n.185 ATP e quinta testa di serie. Giustino si giocherà un posto nei quarti con il vincente del match - in programma martedì - fra il francese Geoffrey Blancaneux, n.296 ATP, e Matteo Arnaldi, n.476 ATP ("best ranking" per lui), promosso dalle qualificazioni: non ci sono precedenti tra i due.

Al via c'è anche Riccardo Bonadio, 28enne di San Vito al Tagliamento, n.305 del ranking, sorteggiato al primo turno contro il britannico Jay Clarke, n.191 ATP (il 23enne di Derby si è imposto in entrambi i precedenti, giocati a livello ITF).

Nelle qualificazioni si è fermato al turno decisivo Raul Brancaccio. Eliminati all'esordio, ieri, invece Francesco Forti, Julian Ocleppo e Giovanni Fonio.

ORDINE DI GIOCO

SINGOLARE

DOPPIO

QUALIFICAZIONI

Matteo Arnaldi esulta (foto Milesi)

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