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Binaghi: “I nostri ragazzi sono un esempio. Ora serve una nuova grande casa”

Il presidente della FIT, a Parigi per seguire i giovani azzurri, ha sottolineato i grandi progressi del notro tennis (e del padel ) a tutti i livelli. “Abbiamo avuto uno sviluppo vertiginoso: è ora di ragionare su una nuova sede. Siamo negli stessi uffici di quando la nostra dimensione era un terzo. O un quinto”

07 giugno 2021

Lorenzo Musetti, solo 19 anni e già negli ottavi a Parigi

Lorenzo Musetti, solo 19 anni e già negli ottavi a Parigi

Credo che all’età di Musetti, a questo livello, in un torneo così importante, contro il n.1 del mondo, contino molto di più le cose positive che abbiamo visto rispetto alle delusioni che inevitabilmente ci sono state in un match che alla fine è stato perso.

Credo che di cose belle, positive, ne abbiamo viste veramente tante nei primi due set. Poi il risultato probabilmente soffre del fatto che abbiamo giocato una partita molto combattuta contro Cecchinato, siamo arrivati meno freschi del nostro rivale che oltre a essere un grande campione è un grande atleta. Però ci siamo. Lorenzo c’è. Giocherà a tennis credo un’altra quindicina d’anni e noi torneremo qua a vedere prestazioni del genere con un tennis magari ancora più completo, un fisico ancora più resistente”.

E’ un Angelo Binaghi tutt’uno con la squadra dei suoi giovani azzurri, quello che si collega da Parigi con lo studio di SuperTennis, alla fine della sfida tra Lorenzo Musetti e Novak Djokovic.

“Io credo che ci siano tutti gli auspici. Certo non abbiamo fatto ancora niente di quello che le ragazze hanno realizzato nei 10 anni d’oro, dal 2006 al 2015, però credo che la fotografia di oggi siano i tre più forti di tutti i tempi che combattono contro tre giovani italiani. Meglio di così non avremmo potuto sognare. Poi sulla prestazione di oggi contano molto di più le cose positive, la tenuta di gara, la grinta che Lorenzo ha mostrato nei primi due set che poi la vittoria di un grande campione, un giocatore maturo che Lorenzo non può essere a 19 anni”.

A chi gli fa notare che Musetti è uno che con il suo tennis riesce ad appassionare, è un testimonial del nostro sport Binaghi risponde allargando il discorso a tutta la nuova generazione.

“Il dato incredibile è che questi ragazzi, Jannik, Matteo, Lorenzo, al di là del livello di gioco, di assoluto valore mondiale, sia l’essere uomini. L’essere uomini in campo, avere il coraggio giusto, combattere fino in fondo. Non sento parolacce, non sento insulti ai giudici di linea, sono orgoglioso del fatto che questi ragazzi rappresentano un esempio dentro e fuori dal campo così come furono le ragazze 10 anni fa. Così come devono essere i grandi campioni, gli sportivi di alto livello, perché devono essere di esempio per le nuove generazioni. E loro assolutamente lo sono: mai una parola fuori posto”.

La giornata speciale per il nostro tennis è anche l’occasione per parlare di progetti futuri, dei prossimi passi di una Federazione in grande crescita

“Non possiamo che cercare di fare il possibile e l’impossibile perché questi ragazzi raggiungano i risultati che meritano e facciano diventare, come qualcuno ha detto recentemente, il tennis (e anche il padel) lo sport italiano del prossimo decennio. Poi ci sono delle cose che dobbiamo fare nel backstage ed è evidente che tra i risultati dei ragazzi, gli Internazionali d’Italia, le ATP Finals, l’esplosione del padel, il nostro processo di crescita è diventato vertiginoso e purtroppo, siccome il sistema dello sport italiano non asseconda una crescita, nel senso che noi abbiamo gli stessi uffici di 15 anni fa quando avevamo una dimensione pari a un terzo o un quinto di quella che abbiamo oggi, è evidente che abbiamo il problema non solo di cercare professionisti di livello sempre più alto (non tanto nel settore tecnico, dove ci siamo, quanto in tutte le aree a supporto della federazione) ma anche un grande problema logistico, perché non sappiamo più dove metterli".

"Nel momento in cui pensiamo a una possibile nuova sede della Federazione è corretto ragionare su una struttura, come succede qua in Francia, che ospiti anche il settore tecnico, non solo gli uffici della Federazione. O come succede in America, che sia una sede non solo all’avanguardia sotto tutti i punti di vista ma che possa anche ospitare tornei di qualunque livello. Questa è una cosa alla quale stiamo pensando da tempo. Purtroppo però le mille le cose che abbiamo da fare non ci permettono di dedicare tutto il tempo che servirebbe. Anche perché è una cosa che va fatta in un arco temporale di svariati anni. Quindi non la vedrete né domani né dopodomani ma necessariamente ci stiamo pensando”.

Non so quale sarà la parte d’Italia più adatta ad ospitare uno sviluppo del genere, a supportare la grande casa di quello che oramai è il secondo sport italiano, che comincia ad avvicinarsi sempre di più al divino calcio. – ha concluso il presidente della FIT- Però nel frattempo se voi andate negli uffici della Federazione, e vi fate un giro anche in quelli delle altre Federazioni, vedrete che la nostra è proporzionalmente la più piccola ma anche probabilmente la più scalcinata in termini di strutture e di arredi. Perché noi in tutto questo frangente abbiamo pensato che piuttosto di avere una nostra casa scintillante, come tante altre Federazioni più piccole della nostra hanno, fosse molto più importante creare una nuova casa, una grande casa, che fosse anche quella di tutti gli appassionati e abbiamo creato SuperTennis. E siamo contenti di averlo fatto. Crediamo che sia stato importante non solo per la crescita del nostro movimento sportivo ma anche dei nostri migliori ragazzi e dei loro coach. Adesso ci occuperemo di trovare una struttura, una casa più materiale, tradizionale”.

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