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Travaglia a New York: aspettando il 1° Slam ai tempi del Covid

Il tennista marchigiano, archiviata la sconfitta di Cincinnati, lavora sodo a Flushing Meadows per trovare la giusta condizione atletica in vista dello US Open 2020. In un clima surreale

di | 25 agosto 2020

L'imponente impianto di Flushing Meadows

L'imponente impianto di Flushing Meadows

Nella “bolla“ delBillie Jean King National Tennis Center di Flushing Meadows Stefano Travaglia lavora duramente per preparare e curare ogni minimo dettaglio in vista dello US Open 2020, l’edizione che si preannuncia come la più surreale della storia, il primo Slam ai tempi del Covid .

Per il  28enne di Ascoli Piceno, numero 86 ATP, la campagna americana è iniziata dalWestern&Southern Open, il  torneo solitamente  di scena a Cincinnati ma che quest’anno si gioca a New York. Non è andata benissimo dal punto di vista del risultato, sconfitto da Gombos nel primo turno di qualificazioni ma ciò che contava era ben altro, ovvero riprendere confidenza con i grandi impegni internazionali e ritrovare la migliore condizione atletica dopo il lungo periodo di inattività. L’ obiettivo è farsi trovare pronto per la sua ottava partecipazione nel main draw di un Major .

Stefano Travaglia è pronto per l'avventura nello Slam newyorkese

Abbiamo raggiunto telefonicamente Steto che ci ha raccontato le sue sensazioni ma anche la situazione a New York e le rigidissime  misure anti Covid messe in atto dalla USTA per i giocatori e giocatrici.

“La situazione è molto tranquilla , l’ hotel in cui soggiorniamo è ad uso esclusivo di noi giocatori e dello staff del torneo, nessuno può uscire se non per recarsi a Flushing Meadows con la transportation. La connessione è ottima anche se la durata del viaggio è sempre la stessa degli anni precedenti, un’ora ed un quarto dalla nostra struttura ricettiva” (il Covid non ha rallentato il traffico newyorkese).

A Flushing state vivendo una situazione assolutamente atipica

“Il Billie Jean King National Tennis Center e’ completamente vuoto, isolato dal resto del mondo . Il ristorante  e’ lo stesso degli anni precedenti ma i tavoli ed i posti a sedere sono pochissimi e per ordinare niente menù alla carta ma si utilizza il proprio cellulare scannerizzando un apposito QR Code. Per allenarsi la situazione è ottimale perché sei solo tu ed il tuo coach. Ma le emozioni e l’ atmosfera che ti regala il pubblico sono inappagabili, giocare senza di loro sarà davvero surreale.”

L'Artur Ashe Stadium a Flushing Meadows

Stefano Travaglia in compagnia di Matteo Berrettini a Flushing Meadows

Sei a New York con il tuo coach,  Simone Vagnozzi?

“Sì, dopo aver trascorso lunghissimi giorni di preparativi in Italia tra organizzazione del viaggio , assicurazione medica, biglietti aerei e visti speciali convalidati dall’Ambasciata americana e dalla USTA, siamo partiti insieme.Adesso ci stiamo allenando duramente, abbiamo diversi giorni a disposizione per farlo dopo  la sconfitta nelle quali di Cincinnati (a New York, ndr) . Stiamo prestando molta attenzione all’aspetto atletico, con la supervisione di Davide Cassinello che ci segue dall’ Italia, per arrivare pronti tennisticamente e fisicamente a questo Slam” .

Con Gombos al  Western&Southern Open  hai lottato per tre set ma non sei riuscito a portare a casa la vittoria. Che gara è stata?

“Ho affrontato un giocatore che predilige le  superfici veloci e che ha nel servizio il suo skill migliore. Ho giocato un’ ottima partita che avrei potuto anche vincere. Tatticamente ho avuto troppi alti e bassi durante il match, non sono stato solido come nel secondo set. Aspetti su cui lavorare in questi giorni ma dopo 5 mesi di stop forzato credo che non avrei potuto fare di più. A Cincinnati molti match tra qualificazioni e primo turno sono stati vinti da giocatori dalla classifica inferiore. Dopo questo lungo periodo di inattività è necessario ritrovare il ritmo partita, avere la pazienza di ricominciare gradualmente, anche se ci vorranno diversi tornei prima di ridare i giusti giri al motore. Tornare a giocare in un Master 1000 e in uno Slam non è sicuramente facile ma deve essere un trampolino di lancio per ritrovare la continuità e la brillantezza che avevo guadagnato quando tutto si fermò, quando qualche giorno  prima del lockdown avevo fatto il mio indimenticabile esordio in Coppa Davis contro la Corea del Sud”.

Per il tennista marchigiano sarà la terza apparizione nel tabellone principale dello US Open. Nel 2017 arrivò al secondo turno , sconfiggendo nel primo Fabio Fognini. L’ anno successivo si fermò al primo turno , battuto da Hurkacz. La scorsa edizione si arenò nelle sabbie mobili delle qualificazioni. Ma adesso l’importante sarà ricominciare a giocare ad alti livelli ed avere la pazienza di ritrovare se stessi.

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