-

Todi: inarrestabile Moroni, è in semifinale!

Sulla terra rossa del Tennis Club quarti fatali invece per Gaio e Cecchinato. Sfide live su SuperTennis

di | 21 agosto 2020

Gian marco Moroni in semifinale al Todi challenger 2020

Gian Marco Moroni esulta (foto Magni)

Una gran rimonta per continuare a sognare. Non si ferma la corsa di Gian Marco Moroni agli “Internazionali di tennis Città di Todi”, challenger ATP 100 dotato di un montepremi di 88.520 euro ed organizzato da MEF Tennis Events, in corso sui campi del Tennis Club della città umbra, primo torneo internazionale maschile post lockdown.

Nel match che ha chiuso il programma dei quarti il 22enne romano, n.236 ATP, ha battuto in rimonta per 26 75 63, in due ore ed undici minuti, il tedesco Cedrik-Marcel Steebe, n.133 ATP e quarto favorito del seeding. Moroni ha ripreso un match che sembrava oramai perso: sotto 52 5-3, il romano ha infilato una striscia di cinque giochi di fila che gli ha permesso di pareggiare il conto dei set (7-5) e di partire con il piede giusto nella frazione decisiva. Il 29enne di Muehlacker ha accusato il colpo, Gian Marco ne ha approfittato allungando sul 5-1, ha un po’ tirato il fiato ma poi ha siglato al primo match-point (6-3) la sua incredibile rimonta.

"Sul 2-6 3-5 è partita la lotta. Non potevo arrendermi così facilmente, ho tirato fuori l'orgoglio e ho iniziato a battagliare. Piano piano ho allungato gli scambi, il mio avversario ha commesso qualche errore di troppo e ho girato il match. Ora testa alla semifinale: non voglio fermarmi", ha commentato a caldo ‘El Bufalo’.

Sabato Moroni si giocherà un posto in finale con il tedesco Yannick Hanfmann, n.143 ATP e settima testa di serie, che dopo aver stoppato negli ottavi la corsa di Lorenzo Musetti, 18enne di Carrara, n.284 ATP, si è ripetuto anche ai danni di Marco Cecchinato, 27enne palermitano n.113 ATP e secondo favorito del torneo, sconfitto 64 64, in un’ora e 17 minuti.

Yannick Hanfmann (foto Magni)

Contento e soddisfatto il 28enne di Karlsrhue al termine del match: “Sono entrato in campo da sfavorito contro un grande atleta che giocava in casa. Ho sfruttato alla perfezione il servizio e ho spinto bene sul suo rovescio: credo che la mia aggressività sia stata decisiva”.

Poi i complimenti all’organizzazione del torneo per l’attuazione delle misure di sicurezza: “Devo ammettere che stanno facendo davvero un ottimo lavoro. In giro per il circolo vedo che tutti rispettano i protocolli e c’è un clima disteso che aiuta noi tennisti a concentrarci sulle partite. Ci sentiamo fortunati a fare finalmente il nostro mestiere sicuri e protetti”.

Il tedesco, attuale numero 143 del mondo, è diventato professionista dopo un’esperienza in NCAA con la maglia della University of Southern California: “Penso che oramai sia evidente l’utilità del college tennis per diventare un atleta di altissimo livello. Ci sono tantissimi esempi tra i quali John Isner, Steve Johnson e Cameron Norrie: spero di essere io il prossimo. È una tappa formativa da tutti i punti di vista, sono molto contento di averla vissuta in passato”.

Quarti fatali anche per Federico Gaio: il 28enne faentino, n.130 Atp e terza testa di serie, ha ceduto per 75 46 64, dopo quasi due ore e tre quarti di battaglia, al francese Antoine Hoang, n.136 ATP e sesta testa di serie. Peccato perché Gaio è stato in vantaggio in tutti e tre i set e in quello decisivo è stato avanti 4-2 prima di subire un parziale di quattro giochi di fila dal suo avversario.

Il 24enne di Hyeres sabato in semifinale troverà lo spagnolo Bernabe Zapata Miralles, n.212 ATP, che ha superato l’argentino Facundo Bagnis, n.134 ATP e quinta testa di serie, ritiratosi sul punteggio di 5-3 per il suo avversario a causa di un problema all’adduttore della coscia sinistra.

Federico Gaio in azione (foto Magni)

Tutti uniti per Sofia

Sabato, dopo la finale di doppio, verrà messa all’asta la racchetta autografata di Andreas Seppi, numero 88 del mondo. Il ricavato sarà destinato all’acquisto di un farmaco (zolgensma) per Sofia, una bambina di appena 4 mesi a cui 2 settimane fa è stata diagnosticata la SMA di primo livello (atrofia muscolare spinale), una malattia genetica rara, grave ed in rapida progressione.
Loading...

Altri articoli che potrebbero piacerti