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Wimbledon e il coronavirus: la polizza limita solo i danni

GlobalData, società britannica esperta in analisi finanziarie, analizza nel dettaglio le grosse perdite in bilancio dello Slam londinese cancellato a causa della pandemia da coronavirus: dai biglietti a media e sponsor, per finire con le tradizionali fragole con panna

di Angelo Mancuso | 28 maggio 2020

Siamo fortunati ad avere l’assicurazione e questo ci aiuta. Gli assicuratori, i broker e tutti quelli che sono stati coinvolti hanno svolto un lavoro eccellente”, aveva sottolineato Richard Lewis, direttore generale dell’All England Club, commentando nelle scorse settimane l'annuncio della cancellazione di Wimbledon. L’idea di estendere la copertura assicurativa risale al 2003, in seguito ai timori per l’epidemia da Sars. Da allora l’organizzazione l’ha sempre rinnovata di anno in anno: va da sé che si tratta anche di uno dei pochi che poteva permettersi di stipularla. Nelle casse dell’AELTC entreranno 139 milioni di sterline di risarcimento per la pandemia da coronavirus, circa 155 milioni di euro. Il torneo più antico e famoso del mondo cadrà per quanto possibile sul morbido, che a Church Road vuol dire sui prati, dopo aver già dato appuntamento agli appassionati di tutto il mondo al 2021. Quest’anno il torneo non si giocherà (l’ultima edizione saltata, a causa della guerra, nel 1945) e dunque gli organizzatori non dovranno affrontare gli ingenti costi di preparazione e quelli legati al montepremi complessivo, che supera i 50 milioni di euro tra singolare e doppio maschile e femminile. Di fatto lo Slam londinese recupererà la metà della cifra che avrebbe incassato e che prevedeva entrate per circa 280 milioni di euro.
Il danno resta comunque notevole e GlobalData, società britannica esperta in analisi finanziarie, ha sottolineato nel dettaglio le entrate che i Championships avrebbero dovuto godere quest'anno. Confermato l'enorme danno provocato dall'assenza di media e sponsor. Tuttavia una grande fetta di guadagno è garantita anche dai biglietti: "I prezzi variano molto per i biglietti di Wimbledon - spiega l’analista di GlobalData Jake Kemp - l'anno scorso oscillavano tra le 7 e le 227 sterline. I tickets sono sempre molto richiesti e il torneo avrebbe avuto il potenziale per vendere 42.737.000 di sterline in biglietti nel 2020, considerando i 500.397 fan presenti nel 2019". Per non parlare dell’esposizione mediatica che avrebbe garantito circa 71 milioni di sterline. Anche gli sponsor giocano un ruolo importante con circa 42 milioni. Sempre GlobalData sottolinea anche il dato relativo alla vendita delle fragole e panna, un classico irrinunciabile nel torneo londinese: la perdita si attesta su oltre 400mila sterline, un mancato introito che si riverserà anche sull’economia locale che pagherà la perdita di una gran parte degli incentivi economici derivanti dal turismo.

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