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E’ morto Ashley Cooper, leggenda australiana. Nel 1958 sfiorò il Grande Slam

Il suo anno migliore fu il 1958, quando conquistò Australian Open, Wimbledon e US Open. Il cordoglio di Laver

di Angelo Mancuso | 22 maggio 2020

Nello stesso giorno in cui il mondo del calcio piange la scomparsa di Gigi Simoni a 81 anni, allenatore recordman di promozioni in Serie A e vincitore di una Coppa Uefa con l'Inter, anche il mondo del tennis è in lutto. Ci ha lasciati a 83 anni, dopo una lunga malattia, Ashley Cooper, leggenda australiana nella seconda metà degli anni Cinquanta. Nel 1957 conquistò il suo primo titolo dello Slam agli Australian Open battendo in finale il connazionale Neale Fraser insieme al quale nella stessa stagione vinse il titolo di doppio agli Us Open. L’anno d’oro di Cooper è stato il 1958, quando il campione nato a Melbourne sfiorò il Grande Slam diventando uno dei dieci giocatori nella storia ad aggiudicarsi tre Slam nella stessa stagione. Trionfò agli Australian Open, a Wimbledon e agli US Open, fallendo solo l’assalto al Roland Garros: sulla terra rossa parigina si fermò in semifinale sconfitto da Luis Ayala. Non era baciato dalla classe dei Laver o dei Rosewall, suoi illustri connazionali, ma giocava un tennis di grande solidità e rapidità negli spostamenti, frutto di allenamenti durissimi, ore di corsa e sollevamento pesi. Un antesignano in un’epoca di artisti della racchetta: lui vinceva ma con un difetto all’epoca imperdonabile: non era spettacolare. Per qualche anno i risultati non arrivarono: dal debutto le migliori performance di Cooper erano la semifinale al Roland Garros (1956) i quarti agli Australian Open (1954, 1955 e 1956) e agli US Open che giocavano a Forest Hills (1956) e gli ottavi a Wimbledon. Sempre un passo dietro i fenomeni aussie della sua generazione. Poi, quasi inatteso, il salto di qualità dal 1957, quando oltre a vincere lo Slam australe, raggiunse la finale a Wimbledon, battuto da un gigante del tennis, il mitico Lew Hoad.

In carriera ha anche vinto due edizioni della Coppa Davis ed è stato numero uno del mondo nel 1957 e nel 1958 (negli anni Cinquanta-Sessanta, quando ancora i computer non c’erano, la classifica mondiale veniva stilata dal giornalista Lance Tingay, che scriveva per il "Times"). Cooper nel 1991 è entrato a far parte della International Tennis Hall of Fame, poi nel 2007 è stato insignito dal proprio paese dell’Officer of the Order of Australia per il suo impegno nel tennis.


Ashley è stato un gigante del gioco sia come brillante giocatore che come astuto amministratore e ci mancherà molto - ha detto Craig Tiley, CEO di Tennis Australia - è stato anche il più umile dei campioni e un grande padre di famiglia”. Un altro ex grande australiano, Rod Laver, ha dichiarato: “E’ così triste sapere della morte di Ashley. Era un campione meraviglioso, dentro e fuori dal campo. E che rovescio! Tanti ricordi preziosi. Addio amico mio”.

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