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Il buio oltre la rete: anche i campioni raccontano le loro paure a “Behind the raquet”

Keys al blog per tennisti creato dall’ex tennista Noah Rubin: “Sono stata bullizzata e depressa”. Dalla Gauff a Medvedev e Bautista Agut hanno confessato le loro paure e tensioni. Per molti giocatori, quelli meno noti, lo stress è inoltre legato ai problemi economici, soprattutto in questo periodo di pandemia e stop del tennis

di Angelo Mancuso | 26 aprile 2020

Mi dicevano che ero grassa, sono stata bullizzata e per due anni ho sofferto di depressione e chiuso con i miei amici e mia madre”. A confessarlo è stata Madison Keys, 25enne tennista statunitense finalista agli US Open 2017 e numero 13 del ranking mondiale. La Keys ne ha parlato a “Behind the raquet”, il blog creato dall’ex tennista Noah Rubin nel quale campioni e figure meno note del mondo del tennis raccontano le proprie esperienze, debolezze e paure. Un lettino virtuale dello psicoterapeuta che consente di aprire una finestra sul buio dietro il mondo dorato della racchetta, dove talvolta non tutto scintillante è come può apparire dell’esterno.

Un’altra tennista americana, Cori Gauff, 16enne baby star del tennis mondiale, qualche settimana fa aveva rivelato i suoi attacchi di panico e di aver sofferto anche lei di depressione, tanto da pensare di smettere con il tennis prima di esplodere la scorsa estate a Wimbledon. La canadese Bianca Andreescu, vincitrice a sorpresa degli ultimi US Open, ha invece raccontato le paure di fronte al suo nuovo ruolo dopo il trionfo a New York, un peso difficile da sostenere a soli 19 anni. Il russo Daniil Medvedev, ormai stabilmente tra i top ten dopo i grandi risultati della seconda metà del 2019 (compresa la finale agli US Open), ha confessato la frustrazione e le insoddisfazioni dei primi tempi nel circuito, quando dopo ogni sconfitta pensava con ansia ai soldi che aveva perso. Lo spagnolo Roberto Bautista Agut ha raccontato la sua sofferenza per la perdita del padre mentre lui era lontano, a Madrid dove giocava le finali di Coppa Davis. E lo stesso gli era accaduto con la madre mentre era al Roland Garros. Tante storie che descrivono l’impatto delle tensioni personali che si incrociano con lo sport.

Per molti giocatori lo stress è inoltre legato ai problemi economici: fatta eccezione per le stelle del circuito, tutti gli altri devono affrontare le spese di trasferte e degli allenatori: se giocano e vincono poco diventa spesso impossibile far quadrare i conti. Il problema si è poi acuito a causa dello stop del tennis per la pandemia da coronavirus, tanto che ATP,; WTA e ITF stanno creando un fondo a sostegno dei giocatori più in difficoltà.

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