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Lorenzi: “Il mio tennis in Florida con l’autocertificazione”

Il 38enne senese sta partecipando all’International Tennis Series, un mini torneo di esibizione a Bradenton, in Florida, che si concluderà il 25 aprile

di Angelo Mancuso | 20 aprile 2020

In tempi di emergenza da coronavirus e lock down in tutto il mondo, tornare in campo fa un bell’effetto. E da sabato scorso in Florida, sui campi in cemento outdoor di Bradenton, Paolo Lorenzi ha ricominciato a sentirsi un tennista in attività. Il 38enne senese sta partecipando all’International Tennis Series, un mini torneo di esibizione tra sei giocatori che si disputa con le regole delle Next Gen Atp Finals (due set su tre sulla distanza di 4 game) e che andrà avanti fino al 25 aprile. Gli altri cinque giocatori sono gli statunitensi Emmett Ward, numero 1.931 del ranking ATP, Evan King, 28enne di Chicago numero 407 ATP,  Preston Brown (18 anni, 1.978 ATP), Jamie Cerretani, doppista di 38 anni, e Adrian Andreev, 18enne bulgaro numero 697. Ogni giorno scendono in campo quattro giocatori a rotazione sui sei al via.

I tennisti coinvolti hanno dovuto chiedere il permesso all'ATP e alla TIU, ovvero la Tennis Integrity Unit, l’organismo anti corruzione che vigila sulla regolarità delle partite. Inoltre hanno dovuto firmare una sorta di autocertificazione: “Un foglio in cui c'è scritto che se ti prendi il coronavirus non puoi denunciare nessuno”, spiega Lorenzi, attualmente numero 121 del ranking mondiale, che da un paio di anni vive a Sarasota. “Qui, però, c’è un lock down diverso rispetto all'Italia - sottolinea - possiamo andare al parco a correre, giocare a tennis nei campi privati. La mascherina e i guanti sono fortemente consigliati, ma non sono obbligatori. Io e mia moglie comunque usciamo solo per fare la spesa".

Sui campi di Bradenton naturalmente, nel rispetto delle indicazioni sanitarie, non ci sono arbitri, giudici di linea o raccattapalle. “Ogni giocatore si porta le proprie palline da casa - spiega sempre il senese all'Ansa - non ci diamo la mano e le sedie vengono sanificate dopo ogni partita. Negli spogliatoti abbiamo assegnate zone diverse. Non c'è alcun contatto, ma il tennis è fortunato e avvantaggiato rispetto ad esempio al calcio non essendo uno sport di contatto. Da queste parti, ad esempio, continuano a giocare anche a golf”. Lorenzi spera che tra qualche mese si possa tornare alla normalità e che il circuito, per il momento fermo fino al 12 luglio, possa ripartire. “Mi piace pensare positivo. A metà luglio, primi di agosto penso e spero si possa tornare a giocare sul serio”.

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