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ATP e WTA: piano B senza US Open, c’è Roma a settembre. E Djokovic propone un fondo di solidarietà

Dirck Hordoff, vicepresidente della federazione tedesca di tennis, lo ha anticipato con un tweet. Pianificato un aiuto economico a favore dei tennisti e delle tenniste in difficoltà. Il serbo, numero uno del mondo e presidente del Player Council dell'associazione giocatori professionisti, d'accordo con Federer e Nadal, raccoglie risorse per aiutare i giocatori in difficoltà

di Angelo Mancuso | 19 aprile 2020

C’è già un piano B per la ripresa dei circuiti maschile e femminile del tennis nel caso in cui gli US Open, in calendario dal 31 agosto al 13 settembre prossimi, con le qualificazioni al via il 24 agosto, non si dovessero disputare per la pandemia da coronavirus. Una ipotesi di calendario è stato anticipata con un tweet, come è già successo in altre occasioni nelle ultime settimane, da Dirck Hordoff, vicepresidente della federazione tedesca di tennis. Senza lo Slam americano il mese di settembre sarebbe dedicato alla stagione europea sulla terra rossa con gli Internazionali BNL d’Italia e Madrid collocati prima del Roland Garros, già spostato dal 20 settembre al 4 ottobre. Ci sono poi altri tornei sulla terra che, come Roma, sono stati sospesi e rinviati, non cancellati, e che potrebbero essere ricollocati a settembre se gli US Open non si giocheranno: Monaco, Amburgo, Kitzbuhel. La priorità dell’ATP, e lo ha confermato il presidente Andrea Gaudenzi nei giorni scorsi, è comunque quella di salvare i Masters 1000 e gli ATP 500. Il circuito maschile proseguirebbe con i tornei di Pechino, Tokyo, Shanghai, per poi far ritorno in Europa con la stagione sul veloce indoor: Basilea, Vienna, Parigi-Bercy e le ATP Finals a Londra. In ogni caso le decisioni verranno prese non prima della fine di maggio, come sottolineato dallo stesso Gaudenzi. Prima sarebbe un azzardo visto che l'emergenza coronavirus in tutto il mondo non è ancora rientrata.

Lo stesso Hordoff ha anticipato che durante un meeting in video conferenza dell’ITF svoltosi un paio di giorni fa e che ha coinvolto tutti gli organi che governano il tennis mondiale, quindi ATP, WTA e tornei dello Slam, è stato pianificato un intervento di aiuto economico a favore dei tennisti e delle tenniste impossibilitati a giocare e a guadagnare, con i circuiti fermi almeno fino al 12 luglio. Un’esigenza particolarmente sentita da chi occupa posizioni in classifica che non consentono guadagni stratosferici: per molti si tratta di mantenere un difficile equilibrio fra entrate e uscite. Sarebbe quindi stato deciso un aiuto rivolto a chi si trova tra il n. 250 e il n. 700 dei ranking mondiale: si parla di 10.000 dollari a testa.


In questo senso si sta muovendo anche Djokovic, presidente del Player Council dell’ATP. Dopo un confronto con Nadal e Federer, il numero uno del mondo ha proposto la creazione di un fondo con il contributo dei giocatori compresi nei top 100 del ranking di singolare e nei primi 20 della classifica di doppio e destinato ai colleghi in difficoltà, variabile a seconda della posizione da 5mila a 30mila dollari e per un importo totale stimato di 1.050.000 dollari, quasi 920mila euro. “La maggior parte dei giocatori compresi nei primi 250 del mondo hanno giocato a inizio anno gli Australian Open, il che garantisce loro una discreta quantità di denaro - ha sottolineato il serbo in una lettera inviata all'ATP - è sotto il 250esimo che dobbiamo aiutare i giocatori. Molti stanno pensando di abbandonare il tennis professionistico perché non possono sopravvivere economicamente. Ci sono giocatori nel gruppo tra il 250esimo e il 700esimo posto che non sono supportati dalle federazioni o che non hanno sponsor. L’Atp ha circa 700 membri e dobbiamo cercare di prenderci cura di tutti loro. Sono la base del tennis professionistico”. Con i contributi previsti da ITF, tornei dello Slam e ATP la somma potrebbe superare i 4 milioni di dollari, oltre 3,5 milioni di euro.

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