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TIU lancia l’allarme: alla ripresa rischio corruzione nei tornei non riconosciuti

In attesa del ritorno dei circuiti mondiali ATP, WTA e ITF, secondo la Tennis Integrity Unit gli eventi non ufficiali sono ad elevato rischio corruzione. E lancia "Return to tennis"

di A.M. | 18 aprile 2020

A lanciare l’allarme è la Tennis Integrity Unit (TIU). Il tennis mondiale professionistico e non è fermo per la pandemia da coronavirus, ma in un comunicato l’organo che si occupa di contrastare la corruzione nel tennis sottolinea come fino allo stop c’è stato un incremento di segnalazioni rispetto al primo trimestre del 2019 (38 contro 21). La TIU ha quindi lanciato una campagna di sensibilizzazione sull’argomento dal nome “Return to tennis”. Da più parti si è avanzata l’ipotesi di organizzare circuito nazionali per la ripresa del tennis, consapevoli che viaggiare sarà molto complicato ancora per mesi (se ne parla anche in Italia). La TIU li accoglie con favore in quanto saranno una opportunità per i giocatori di riprendere l’attività, Tuttavia sottolinea l’elevato rischio di corruzione di questi tornei. “Dal momento che questi eventi possono non essere organizzati o riconosciuti dagli organi di governo o dalle associazioni nazionali - si legge nella nota - è molto importante che gli atleti capiscano di essere comunque soggetti al regolamento anti-corruzione”. A preoccupare la TIU è ad esempio quanto sta accadendo in Russia, uno di pochi Paesi in cui si sta giocando a tennis nonostante l’emergenza sanitaria. A continuare l’attività non sono solo alcuni tennisti professionisti in incontri di esibizione, ma anche gli amatori e la maggior parte delle partite sono disponibili sui siti di scommesse con la possibilità di effettuare puntate pre-match e anche live.

Nello stesso comunicato si annuncia anche che è stato scelto il nome della nuova agenzia che rimpiazzerà l’attuale TIU: si chiamerà International Tennis Integrity Agency (ITIA).


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