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US Open a rischio: “Decideremo a metà giugno”. E l’Usta taglia gli stipendi ai dipendenti

Grande incertezza, si valuta anche l’ipotesi delle porte chiuse. Pessimista il sindaco di New York De Blasio

di Angelo Mancuso | 18 aprile 2020

Dopo la cancellazione di Wimbledon, per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale (l’ultima edizione saltata risale al 1945), con lo stop dei circuiti per il momento fissato sino al 12 luglio, anche gli US Open, prossimo grande appuntamento della stagione, sono in pericolo per la pandemia da COVID-19. Lo Slam a stelle e strisce è in calendario dal 31 agosto al 13 settembre prossimi, con le qualificazioni al via il 24 agosto. “Non abbiamo ancora stabilito una data in cui prendere una decisione”, ha sottolineato Michael Dowse, direttore esecutivo dell’USTA, la federtennis Usa, durante una conferenza stampa in cui ha illustrato "Tennis Industry", un progetto per sostenere economicamente il tennis fermo pure negli Stati Uniti. “La situazione cambia velocemente e i preparativi per gli US Open non sono una cosa rapida, anche se si tratta del quarto Slam della stagione e il tempo è dalla nostra parte. Probabilmente decideremo cosa fare nella seconda metà di giugno, siamo in contatto continuo con le autorità sanitarie e con una nostra equipe di esperti virologi perché la prima preoccupazione è la salute di atleti e appassionati”, ha aggiunto, annunciando che la USTA ha deciso di tagliare del 20 per cento lo stipendio ai suoi dipendenti appunto per recuperare fondi da destinare ai maestri e al tennis di base in sofferenza per lo stop forzato e il lock down.

Nei giorni scorsi si era parlato dell’ipotesi di giocare gli US Open porte chiuse. L’impianto di Flushing Meadows intanto è diventato un ospedale per ospitare temporaneamente 350 posti letti e per preparare i pasti durante la pandemia. Pessimista il sindaco di New York, Bill De Blasio, che ha detto di “non essere fiducioso” sulla possibilità che il torneo possa svolgersi nelle date previste. “Pensiamo di riaprire le scuole a settembre - ha sottolineato il primo cittadino di New York - ma al momento non abbiamo fiducia per quanto riguarda giugno, né per luglio e agosto. Ed è escluso che anche a settembre ci potranno essere assembramenti”. Soprattutto durante la prima settimana del torneo l'impianto, che si trova nel quartiere del Queens, arriva a registrare anche 60mila presenze giornaliere. Ovviamente, oltre agli US Open, sono a forte rischio i due Masters 1000 sul cemento americano in Canada e a Cincinnati in calendario nelle prime settimane di agosto.


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