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In Svezia si gioca e senza distanze di sicurezza. E in Bielorussia tifosi di cartone allo stadio

Nel paese scandinavo contagi e morti in aumento senza lock down, ma a Stoccolma venerdì scorso si è disputato un torneo di esibizione: hanno partecipato 16 giocatori. E nel paese dell'est europeo, tra i pochi in cui non è scattato il lock down, si gioca a porte aperte il campionato di calcio

di Angelo Mancuso | 13 aprile 2020

Non abbastanza preparati ad affrontare l'emergenza Coronavirus. Il premier svedese Stefan Löfven ha ammesso le sue responsabilità per quanto sta accadendo nelle ultime settimane in Svezia, dove i contagi da coronavirus e i deceduti sono in aumento. Il paese scandinavo è stato uno dei pochi a non adottare un lock down totale per arginare la diffusione della pandemia e si è affidato "al grande senso di responsabilità dei cittadini nel seguire le raccomandazioni". Venerdì scorso alla Jarfalla Arena, palazzetto indoor di Stoccolma, si è giocato un torneo di tennis. In campo sono scesi 16 giocatori svedesi (8 uomini e 8 donne) di classifica modesta in un torneo che si svolgerà dalle 16 alle 19. “Tutti i match si giocheranno rispettando le raccomandazioni delle autorità svedesi che attualmente consentono di giocare a tennis”, avevano puntualizzato gli organizzatori. Parole smentite dai fatti: nella foto si vedono i due vincitori Simon Ytbarek e Julita Saner, insieme a Rafael Ymer, sicuramente senza almeno il metro di distanza di sicurezza imposto dall’emergenza sanitaria.
Paradossale, poi, quanto sta accadendo in Bielorussia: sono stati posticipati i tornei di tennis nazionali in calendario fino al 30 aprile, secondo quanto raccomandato dal governo, ma si continuano a giocare tornei di esibizione (su alcuni à anche possibile scommettere) ai quali partecipano molto giocatori che non hanno ranking ATP o WTA.
Cambiando sport, proprio la Bielorussia è uno dei quattro paesi in cui nonostante la pandemia si continuano a disputare i campionati nazionali di calcio: gli altri tre sono Tagikistan, Nicaragua e Burundi. In Bielorussia le partite non sono a porte chiuse, anche se la maggior parte dei tifosi rinuncia per paura del coronavirus di recarsi allo stadio. La Dinamo Brest, campione in carica, ha lanciato l’iniziativa di acquistare i biglietti speciale per avere sugli spalti un manichino con le proprie fattezze: in questo modo si evita il contagio e si aiuta la lotta al Covis-19. L’incasso viene infatti devoluto in beneficenza e all’iniziativa hanno risposto tifosi di varie parti del mondo, dall'Inghilterra agli Emirati.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha chiesto alla Bielorussia di evitare che si formino assembramenti e quindi anche di fermare le manifestazioni sportive che, come il campionato di calcio, si stanno svolgendo, e a porte aperte. Nonostante ciò, il leader bielorusso Aleksandr Lukashenko con le sue dichiarazioni colorite ha contribuito a creare un’immagine della Bielorussia Covid-negazionista: è uno di pochi Stati che non hanno chiuso le frontiere e non hanno dichiarato il lock down. Lukashenko, che governa un Paese di 10 milioni abitanti da 25 anni, ha bollato il coronavirus come psicosi e ha sottolineato che il nemico più temibile non è il virus, ma il panico. E tra i rimedi contro il Covid-19 ha indicato la vodka, la sauna e i cibi grassi.

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