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Gaudenzi: “L’obiettivo è giocare altri 2 Slam e 6 Masters 1000". C'è anche Roma

In una conference call con la stampa italiana l’ex tennista azzurro, che da gennaio è presidente dell’Atp, ha parlato della pandemia da coronavirus che ha bloccato la stagione e del futuro del tennis mondiale. "Gli Internazionali tra settembre e ottobre nelle quattro settimane che riserveremo alla terra", ha detto

di Angelo Mancuso | 09 aprile 2020

Il futuro del tennis dopo l’emergenza Coronavirus? Secondo Andrea Gaudenzi, l’ex tennista azzurro che da gennaio è presidente dell’Atp e che ieri ha parlato in conference call dalla sua casa di Londra con la stampa italiana, sta su una piattaforma unificata che sappia promuoverlo come prodotto vincente. Per questo è fondamentale che le tante componenti che governano il tennis mondiale, circuito maschile ATP, femminile WTA, ITF, tornei del Grande Slam, siano compatti e uniscano le forze collaborino invece di combattersi. “Da questa crisi possono nascere opportunità enormi, una delle quali è uno spirito di collaborazione interna che poi faceva parte del mio piano di collaborazione maggiore fra ATP, WTA, ITF e Slam perché alla fine facciamo tutti parte di uno sport solo, ci rivolgiamo agli stessi fan, facciamo parte di una storia che raccontiamo insieme”. Il modello è la musica che ha saputo rinascere sul digitale, una sorta di spotify del tennis.

Tornei grandi e piccoli che saltano, campioni a casa, classifiche congelate. L’obiettivo primario di questa stagione tennistica devastata dal coronavirus è riuscire a chiudere l’anno avendo giocato altri due Slam (gli Australian Open si sono disputati lo scorso gennaio) e 6 Masters 1000, compresi un paio sulla terra terra, dunque gli Internazionali BNL d’Italia (tra settembre e ottobre a Roma come ha detto il presidente delle FIT Angelo Binaghi in un’intervista all’Ansa), per poter poi ospitare regolarmente le ATP Finals all’02 Arena (15-22 novembre) oppure anche altrove. Al momento di Masters 1000 sono saltati i due appuntamenti sul cemento americano (Indian Wells e Miami e Monte Carlo sulla terra. “Io rappresento l’ATP - ha sottolineato Gaudenzi - ma gli Slam sono gli Slam, noi abbiamo le Finals ATP a fine anno. Resto ottimista sulla possibilità di giocare in estate negli Stati Uniti, costruendo poi una stagione sulla terra rossa di quattro settimane dopo il Roland Garros dove sistemare due Masters 1000, Roma compresa tra settembre e ottobre. Il mio obiettivo è giocare più tornei possibile nelle settimane che avremo a disposizione, arrivando alle Finals di Londra dopo aver salvato tre Slam e 6 Masters 1000. Quindi il 70% per cento dei punti, noi alla fine incoroniamo il n.1 del mondo… Stiamo pensando a riprogrammare anche tutti gli altri tornei, challenger compresi. Stiamo collaborando molto con Wta, ma nessuno ha la bacchetta magica".

In piena sintonia con il CEO Massimo Calvelli, anche lui italiano, Gaudenzi ha dunque confermato come il tennis mondiale debba ripartire dai suoi asset principali, ovvero Slam e Masters 1000, categoria quest’ultima di cui fa parte Roma. "Noi italiani - ha sottolineato - siamo il Paese che con la Cina ha sofferto più di tutti. L’ATP si è fermata e tutto il tennis. C’è una grande preoccupazione, molte domande e poche risposte. Nessuno sa quando potremo effettivamente riprendere”. Al momento lo stop è fissato fino al 12 luglio con la dolorosa cancellazione dell’intera stagione sull’erba, Wimbledon compreso. Di sicuro il tennis come come strategia primaria ha scelto quella di salvaguardare salute e sicurezza di appassionati e giocatori. “Abbiamo cancellato Indian Wells quando la NBA giocava ancora - ha proseguito Gaudenzi - una strategia rischiosa perché a Indian Wells tutti i giocatori erano già lì, ansiosi di giocare. Abbiamo contemplato l’opzione di giocare a porte chiuse, ma poi abbiamo subito deciso per il no”.

Gaudenzi è tornato anche sul Roland Garros, con il torneo spostato dal 20 settembre al 4 ottobre, frutto di una decisione unilaterale degli organizzatori. L’ex davisman azzurro ha smorzato i toni molto duri nei confronti dello Slam parigino usati da più parti nelle scorse settimane, facendo capire tra le righe che non ci saranno sanzioni come la ventilata non assegnazione di punti Atp. “Il Roland Garros ha fatto un passo indietro, ha capito e ha detto parliamone. Anche l’US Open ha piani per spostare il suo torneo se la situazione non migliora quest’estate. Il principio che ci ispira è molto semplice: cercare di giocare il più alto numero dei tornei possibili con le settimane disponibili, per preservare non solo punti e prize money, ma soprattutto per poter offrire lo spettacolo agli spettatori. Quanto è avvenuto ha dimostrato che questo sport ha bisogno di più regole, di trovare il modo di coesistere non solo nel calendario. Al centro di tutti ci sono i nostri fan, chi legge i giornali, chi compra i biglietti, sono loro ai quali dobbiamo rispondere. Il cliente ha sempre ragione. Sappiamo per esempio che il tennis ha quattro regole diverse per ogni Slam al quinto set. I media, i dati, i diritti TV vengono tutti venduti separatamente. Gli Slam e alcuni Masters 1000 sono combined e il tennis resta uno sport molto frammentato. Nessuno sa quando potremo tornare a giocare in totale sicurezza: parlare di agosto, settembre, novembre è tutto ipotetico".

Tra le ipotesi allo studio c'è anche quella di prolungare la stagione fino a dicembre annullando di fatto l'off season che tradizionalmente precede la ripresa nell'anno successivo. "Il problema potrebbero essere i palazzetti non disponibili in date già concordate per altri eventi - spiega Gaudenzi - e questo vale per le Finals di Londra e per altri tornei come Vienna o Basilea. Ripeto, il mio indirizzo è semplice: giocare il più alto numero di tornei possibile nel periodo che ci sarà concesso”.

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