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L’odissea di Giulia: “Dal Messico all'Italia, viaggio che non dimenticherò”

La Gatto-Monticone, che di recente ha esordito in Fed Cup, racconta dalla sua casa di Torino in una intervista a Tuttosport il rientro da Messico all’Italia dopo il blocco dei circuiti del tennis per l’emergenza coronavirus

07 aprile 2020

E’ riuscita ad esordire in Fed Cup nella trasferta a Tallin, in Estonia, poco prima dello stop dei circuiti per l’emergenza coronavirus e nel ranking WTA congelato alla data del 16 marzo 2020 è in 151esima posizione, terza giocatrice italiana dopo Camila Giorgi (89) e Jasmine Paolini (95). Giulia Gatto-Monticone, piemontese di 32 anni, sulle pagine di Tuttosport (l’articolo è firmato da Roberto Bertellino) racconta il difficile rientro di qualche settimana fa dal Messico dove stava giocando a Irapuato un ITF da 25mila dollari. Era insieme al compagno e coach Tommaso Tozzo.

Un viaggio che non dimenticheremo mai  - racconta la 32enne piemontese - con l’ansia del non poter tornare e con il continuo contatto con i nostri familiari che ci esortavano a farlo il prima possibile. Non è stato facile perché da Irapuato a Città del Messico abbiamo dovuto viaggiare in macchina. Circa 300 chilometri in 7 ore. Poi il dubbio e un po’ di panico di poter volare su Parigi, con gli sguardi dei locali che iniziavano ad assumere sempre più toni scuri nei confronti dei presunti ‘untori’ italiani. Siamo partiti il giovedì sera e dopo aver dormito una notte a Parigi, senza la possibilità di volare su Malpensa, ormai chiusa, abbiamo optato per il TGV, arrivando il sabato sera in una Torino deserta”.

Giulia è nella sua casa di Torino con la famiglia. Sta lavorando molto sul piano fisico, per ora nessun allenamento con la racchetta: “Mi impegno con due sedute fisiche al giorno - si legge sempre su Tuttosport - 'aggiustandomi’ con elastici e rulli, cercando di consumare le maggiori energie possibili, anche perché altrimenti diventa difficile prendere sonno la notte. Poi pulisco, riordino e leggo, testi di psicologia, meditazione”.

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