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Quando Murray emulò Perry a Wimbledon: rivivi su SuperTennis la finale 2013

La tv della FIT ripropone questa sera la finale che incoronò lo scozzese: un trionfo che i sudditi di Sua Maestà la regina Elisabetta attendevano da 77 anni

di Angelo Mancuso | 04 aprile 2020

Andy Barron Murray lo scozzese quando perdeva, il britannico dal giorno in cui sul mitico Centre Court dell’All England Lawn Tennis Club di Londra ha sollevato il trofeo più ambito, quello di Wimbledon, il torneo dei tornei, che incarna le radici, la storia e la tradizione del tennis. Era il 2013: un trionfo atteso dai sudditi di Sua Maestà la regina Elisabetta per 77 lunghi anni, da quando nel 1936 Fred Perry centrò il terzo titolo di fila ai Championships.

Questa sera alle 19.45, per la serie “Slam Story Gli indimenticabili”, SuperTennis ripropone la finale tra Murray e Novak Djokovic che incoronò lo scozzese nuovo campione di Wimbledon. Impresa mai riuscita ad altri, non a Tim “Timbledon” Henman, quattro volte semifinalista dal 1998 al 2002, né a Henry “Bunny” Austin, finalista nel 1938. L’ultimo prima di Andy. Dodici mesi prima, correva il 2012, Murray aveva versato lacrime amare perdendo la finale contro Roger Federer, salvo poi prendersi la rivincita sullo svizzero nel torneo olimpico, l’oro più pesante della spedizione britannica. Questa vittoria nasce da lì, dal successo agli US Open 2012, che aveva interrotto il digiuno del Regno Unito nei tornei dello Slam iniziato nel 1977 con la vittoria di Virginia Wade a Wimbledon, e dal forfait Roland Garros 2013, studiato proprio per giocare a Londra il torneo dei sogni.

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