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Flushing Meadows come non si era mai visto

Flushing Meadows mobilitato per fronteggiare l’emergenza da Covid-19 a New York

03 aprile 2020

Sotto il governo collaborazionista di Vichy, durante la Seconda guerra mondiale, il Roland Garros divenne un campo di raccolta di ebrei francesi, ungheresi, polacchi, italiani e prigionieri politici ritenuti pericolosi per i nazisti. All’All England Club, sede di Wimbledon, colpito dalle bombe dell’aviazione tedesca l’11 ottobre del 1940, si allevavano galline, tacchini e maiali. E sempre il circolo più prestigioso del mondo alloggiarono i reggimenti del 54th East Surrey Regiment. Oggi siamo alle prese con l’esplosione della pandemia da coronavirus e anche il mondo del tennis sta dando il suo contributo. Le strutture dei campi coperti di Flushing Meadows, che ospita gli US Open, per fronteggiare l’emergenza coronavirus negli Stati Uniti sono state messe a disposizione dei servizi sanitari per realizzare 350 posti letto, mentre le cucine del Billie Jean King Tennis Center producono quotidianamente 25mila pasti al giorno. Non solo: il rinnovato “Louis Armstrong Stadium”, il secondo centrale di Flushing Meadows, è diventato un deposito per tonnellate di forniture mediche e alimentari per aiutare le persone colpite a New York, città che sta vivendo una situazione gravissima. Intanto Danny Zausner, direttore esecutivo dell’USTA, ha dichiarato che gli US Open “dovrebbero tenersi come previsto” a partire dal 24 agosto con le qualificazioni e dal 31 agosto al 13 settembre con i tabelloni principali.

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