-

Il sole tornerà a tramontare sull'All England Club...

Dall’anno della nascita, il lontano 1877, i Championships non si giocheranno per l’undicesima volta e mai si erano fermati dal 1946

di Angelo Mancuso | 01 aprile 2020

La notizia era nell’aria dalla passata settimana e puntuale è arrivata l’ufficialità: Wimbledon, il torneo dei tornei, è stato cancellato. Rassegniamoci: quest’anno Church Road non si animerà di interminabili file (la celeberrima "queue") e di controlli, di favoriti e di sconfitte inattese sull’erba spesso traditrice per chi non sa come addomesticarla. E non ci saranno le solite polemiche e discussioni infinite sulla lentezza della superficie, sulla mescola usata dai giardinieri. I cancelli resteranno tristemente chiusi, nessuno li aprirà puntualmente alle 10 di ogni mattina per le due settimane più attese dagli appassionati di tennis. L'ultima fotografia resta quella del sole che tramonta sull'All England Club al termine di una delle finali più belle di sempre andate in scena un anno fa sul sacro prato del Centre Court. La gioia di Djokovic, i match point falliti dal campione più amato da grandi e bambini, al secolo Federer, un sfida indimenticabile. “Devastato”, ha scritto proprio King Roger sul suo account Twitter. Un commentoche lascia il segno: sull’erba londinese il Divino ha trionfato otto volte. Mai i Championships si era fermati dal 1946. E da quando sono nati, nel lontano 1877, non si giocheranno per l’undicesima volta. Durante il primo conflitto mondiale saltarono quattro edizioni, dal 1915 al 1918. Sei invece quelle cancellate a causa della Seconda Guerra mondiale, dal 1940 al 1945).

Siamo nel bel mezzo di una pandemia: nessuno fino a qualche settimana avrebbe mai immaginato che le cose avrebbero preso questa piega. Nessuno di noi ha mai vissuto niente di immaginabile, imparato a fare i conti con parole come “lockdown”, “quarantena”, “distanziamento sociale”, “periodo di incubazione”. La realtà ha purtroppo superato l’immaginazione. E’ una guerra, come quella che ci raccontano i nostri nonni (al telefono per rispettare il distanziamento sociale...), ma questa volta contro un nemico invisibile. Oscuro. “Almeno allora sentivamo arrivare gli aerei e andavamo nei rifugi”, una delle frasi più ricorrenti. E il pensiero corre al 1940: era il 22 giugno quando la Francia si arrendeva all’inesorabile avanzata tedesca e firmava la resa. Adolf Hitler entrava a Parigi e la Gran Bretagna era l’unico baluardo della libertà: fosse caduta in mano ai nazisti tutta l’Europa sarebbe stata sotto il controllo nazista. Era impossibile invaderla via mare attraverso il canale della Manica e allora scattò l’operazione “Leone marino” della Luftwaffe. I tedeschi iniziarono a sorvolare i cieli di Londra, svegliata sempre più spesso dal suono degli allarmi antiaerei. L’11 ottobre 1940 un caccia bombardiere sganciò cinque bombe sull’All England Lawn Tennis Club distruggendo parte del centrale, più di 1.200 posti a sedere. Era l’inizio di anni difficili per l’aristocratico quartiere londinese e per lo sport prediletto dal maggiore Wingfield.

In realtà il tempio del tennis già dal 1939 era stato adattato a base d’appoggio per l’esercito britannico. La sala del circolo era diventata la mensa, la sala lettura un dormitorio, gli spogliatoi funzionavano da pronto soccorso. Il tennis era diventato un vecchio ricordo. I bombardamenti andarono avanti per qualche anno e idella cattedrale del tennis restarono muri sventrati, crateri di bombe, finestre distrutte e annerite. Wimbledon tornò nel 1946, in un impianto ancora segnato dai danni e con i lavori di ricostruzione in corso. Quella prima edizione post-bellica fu vinta da Yvon Petra e Pauline Betz. Dopo tanti anni di orrore, morte e sofferenza si poteva finalmente tornare a godere di questo sport e della pace nel mondo. Wimbledon riaprirà le sue porte anche questa volta. Non ci è dato sapere quando la nostra vita tornerà alla normalità: ora possiamo solo lottare tutti insieme contro questo subdolo nemico. Con forza e rispetto per chi questa guerra l’ha già persa.

Commenti

Partecipa anche tu alla discussione, accedi