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Wimbledon: 40 anni fa l’epica finale tra Borg e McEnroe. Rivivila su SuperTennis

Appuntamento oggi alle ore 16.45 con “Slam story”: la tv della FIT ripropone la finale più bella tra due campioni protagonisti di una rivalità epica e intramontabile

di Angelo Mancuso | 04 aprile 2020

E’ stata la prima grande rivalità mediatica del tennis: Borg e McEnroe hanno segnato la storia dei questo sport. Sul campo erano esattamente l’opposto, quasi ossessionati l’uno dall’altro, agli antipodi per carattere e personalità. Fuori molto più simili di quanto si pensi. Bjorn era impenetrabile, ma uscito dal campo era un estroverso. Il suo miglior amico era Gerulaitis e Vitas non era certo un tipo tranquillo, viveva di notte. John invece come lo vedevi in campo, così era fuori. Insofferente a ogni formalismo, indisponente. Una rivalità epica e intramontabile. Glaciale Borg, soprannominato l’Orso svedese per la quasi totalità di emozioni in campo. Ribelle e sopra le righe il secondo, famoso per la baruffe e gli scatti d’ira con arbitri e spettatori, tanto da meritarsi l’appellativo di “Super Brat”, Super Moccioso. Un perfetto contrasto di stili: il destrorso contro il mancino, il difensore contro l’attaccante, il ghiaccio svedese contro il fuoco americano, la solidità contro la geniale follia.

Cinque luglio 1980, 40 anni fa: a Wimbledon va in scena una delle partite che hanno fatto la storia del tennis. In campo c’era Borg, quattro volte campione, svedese e dai capelli lunghi. Dall’altra parte della rete ecco McEnroe, il ragazzo di New York dai capelli crespi e dall’animo focoso e irriverente. Il destrorso contro il mancino, il difensore contro l’attaccante, il ghiaccio svedese contro il fuoco americano, la macchina contro la geniale follia. E’ la finale tra i due che gli appassionati ricordano e celebrano maggiormente. Perché? Semplice, l’angelo ha trionfato sul demonio. Quella sfida sull’erba di Wimbledon rimane nell’animo di tutti come un commovente ricordo di un periodo d’oro, quando il tennis ha raggiunto un picco di popolarità e influenza culturale mai avuto prima.

Quella finale nel tempio del tennis fu un poema epico, tanto da ispirare un film di successo uscito nella sale cimemaografiche nel 2017 e che proprio questa sera verrà trasmesso da Raitre. Oggi alle 16.45 SuperTennis la ripropone agli appassionati, ivi compreso il tie-break nel quarto set. C’è chi lo ha definito il tie break del secolo. McEnroe tuttavia sottolinea sempre che tutti ricordano più quel tie break finito 18-16 per lui, piuttosto che la vittoria dell’anno successivo. “L’ho vinto - ha spesso sottolineato - l’avrò visto in tv cento volte, ma poi quel match l’ho perso al quinto”. Sì perché quello fu il giorno di Borg. Avrebbe dovuto attendere un anno per prendersi la rivincita sempre ai Championships dando il là al rapido declino dello svedese, poi sfociato in un precoce ritiro dello svedese a soli 26 anni. I due tra il 1978 e il 1981 si sono affrontati 14 volte, con un bilancio in parità: 7 vittorie ciascuno.

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stecapi
01 aprile 2020

grandissimo giocatore e campione Borg