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Non è vero ma ci credo: le superstizioni dei campioni

Stessa doccia, stesso numero di rimbalzi della pallina prima di servire, esercizi di respirazione e perfino stessa biancheria intima. Ecco le abitudini irrinunciabili dei top player, tra chi la prende sul serio e chi ci scherza su

di Tiziana Tricarico | 24 marzo 2020

Ok, possiamo anche chiamarle abitudine o routine (che fa più figo). Resta il fatto che tutti, ci piaccia o no ammetterlo, siamo un po’ superstiziosi. Ed anche i campioni dello sport non fanno eccezione, a cominciare dai tennisti. A parte Rafael Nadal che ha fatto della sua routine di tic e manie, implementata e perfezionata nel corso degli anni, una sorta di scienza esatta e che svetta perlomeno tre gradini sopra gli altri, ecco alcune delle superstizioni più comuni tra i tennisti che svelano le loro manie in un video realizzato dall’ATP.

“Utilizzo sempre la stessa doccia e lo stesso lavandino e se sono occupati aspetto o vado via”, scherza Fabio Fognini. Rituale invece il modo di palleggiare del Next Gen Jannik Sinner alla battuta: “Faccio rimbalzare cinque volte la pallina se devo servire una prima, quattro se devo servire una seconda”.

 

Il numero uno del mondo Novak Djokovic ha una routine tutta sua prima di un match: “Cerco di concentrarmi su me stesso e di fare un po’ di meditazione ed esercizi di respirazione. Questo per mettermi in condizione di analizzare il gioco dei miei avversari ed il mio”. Stan Wawrinka preferisce invece semplicemente ascoltare musica e scambiare qualche parola con il suo coach Magnus Norman.

La scaramanzia di John Isner si svela proprio con la sua arma più micidiale: “Ogni volta prima di servire faccio rimbalzare la pallina in mezzo alle gambe” - dice - “non è una cosa che faccio a livello conscio: so soltanto che mi dà un buon ritmo alla battuta”. Sulla stessa linea anche il Next Gen Dennis Shapovalov: “Far rimbalzare la pallina prima di servire aiuta a calmarsi e a concentrarsi”.

David Goffin usa lo stesso spogliatoio e la stessa doccia, idem Grigor Dimitrov: invece Stefanos Tsitsipas non si limita alla stessa doccia: “Utilizzo anche lo stesso bagnoschiuma, lo stesso shampoo, lo stesso balsamo per i capelli, cose così”. Di superstizioni ne ha un bel po’ anche Roberto Bautista Agut che se il torneo va bene oltre la stessa doccia utilizza la stessa biancheria intima per l’intera settimana. Meno complicate le abitudini di Nick Kyrgios (“Non voglio avere rituali”) che entra in campo con le scarpe da gioco in mano e le indossa prima dell’inizio del palleggio di riscaldamento.

“Cerco di riscaldami una mezzora prima del match, di mangiare due ore e mezza prima ma non perché sono cose che portano fortuna” - sottolinea Daniil Medvedev - “ma perché mi fanno sentire al meglio in campo! Ma se la transportation rimane bloccata nel traffico ed arrivo in ritardo non significa che automaticamente penso che non posso ottenere un risultato o mettere la palla in campo…”.

Ama complicarsi tanto la vita invece un altro russo rampante, Andrey Rublev, che ha una routine diversa a seconda del torneo(!): “Durante la Kremlin Cup per esempio sono andato a cenare sempre allo stesso ristorante ordinando sempre, esattamente, lo stesso cibo” - ammette il 22enne moscovita - “a Doha per tutta la settimana ho pranzato sempre allo stesso tavolo, ad Adelaide non importava a che ora finissi di cenare ma dovevo prendere del formaggio”. Come dargli torto visto che i tre tornei poi li ha vinti….
Molto più riservato il connazionale Karen Khachanov: “Non vi dirà tutta la verità: preferisco tenere le mie manie per me”, dice ridendo.

Fuori dal coro Alexander “Sascha” Zverev: “Dò un bacio ai miei due cani che non possono entrare in campo”, dice il ragazzone di Amburgo che non si separa praticamente mai dai suoi amici a quattro zampe.

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