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Il ballo dei debuttanti in Coppa Davis

Sonego, Mager e Travaglia contro i coreani sognano l'esordio assoluto in maglia azzurra. La storia dei loro predecessori alla "prima" in Nazionale

di Stefano Izzo | 03 marzo 2020

Lorenzo Sonego, Gianluca Mager e Stefano Travaglia. Italia-Corea sarà anche un ballo dei debuttanti in Coppa Davis, se per uno dei tre o anche di più lo scopriremo venerdì e sabato, quando Corrado Barazzutti renderà note le sue scelte sulla formazione da schierare a Cagliari. Senza Matteo Berrettini, il capitano azzurro dovrà individuare un secondo singolarista da affiancare a Fabio Fognini. Con ogni probabilità toccherà a Sonego, numero 46 Atp che, pur senza giocare, ha già fatto parte della spedizione che lo scorso novembre ha preso parte alla Finals di Madrid. Possibile anche che se gli azzurri riusciranno ad archiviare il discorso qualificazione prima degli ultimi due singolari, Barazzutti regali l’ebbrezza dell’esordio in Nazionale anche gli altri volti nuovi.

La storia dell’Italia è fatta di tante prime volte, alcune fortunate, altre meno. Matteo Berrettini, il grande assente che a Cagliari avrebbe giocato da numero 1, ha debuttato nella Nazionale maggiore esattamente un anno fa: India-Italia sull’erba di Calcutta. Assente Fabio Fognini, il 23enne romano ha impiegato 58 minuti per bagnare l’esordio in maglia azzurra, battendo 64 63 il numero uno indiano Prajnesh Gunneswaran. Perso poi il doppio insieme a Simone Bolelli contro Bopanna-Sharan, ci ha pensato Andreas Seppi ad evitare ulteriori brividi al team di Barazzutti, conquistando il punto del 3-1.

La pluridecennale storia di Fabio Fognini al servizio dell’Italia in Davis è iniziata nel 2008. A Montecatini, 2° turno Gruppo I Euro/Africa, toccò proprio al ligure allora 21enne, aprire le danze di Italia-Lettonia con Ernest Gulbis, che in quell’occasione fu più genio che sregolatezza applicato alla racchetta, vincendo 76 61 61. La coppia Seppi-Starace, tra doppi e singolari, portò poi a casa un prezioso quanto sudato 3-2. Fabio, che a Cagliari sarà ancora una volta l’alfiere azzurro, da allora ha messo in fila ben 45 gettoni in Davis in 21 ties.

L’altro decano presente contro la Corea in Sardegna è Simone Bolelli. Una storia iniziata 14 anni fa in Israele, a Ramat l’Italia perde 3-2 nel primo turno del Gruppo I Euro/Africa. Il bolognese debutta nel secondo singolare contro Noam Okun, che si impone senza cedere neanche un set. A discorso chiuso, Bolelli si consola con la prima vittoria in azzurro, 75 63 su Dudi Sela.

Degli italiani ancora in attività, Andreas Seppi è con Fognini in cima alle presenze in azzurro. Dal 2004 sono 45 i gettoni accumulati dall’altoatesino, che debuttò poco più che ventenne proprio al Tc Cagliari in una Italia-Georgia, match valido per il primo turno del Gruppo II. Nel secondo singolare di giornata, Seppi perse in cinque set con Irakli Labadze, ma si riscattò immediatamente regalando il punto decisivo agli azzurri grazie alla vittoria in tre set su Lado Chikhladze, arrivata addirittura di lunedì dopo uno stop per pioggia.

 


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VETERANI E METEORE

Riavvolgendo il nastro ad inizio millennio, troviamo Filippo Volandri gettato nella mischia sul veloce di Helsinki in un Finlandia-Italia del Gruppo I Euro/Africa già deciso a favore degli azzurri. Sul 3-0 in nostro favore, arrivò la sconfitta del livornese i due set con Jarkko Nieminen. Buona la prima per Potito Starace, nel 2004, Italia-Bulgaria 5-0 a Teramo nel primo turno, vittoria in tre set su Todor Enev nel secondo singolare. Nel 2005 primo turno del Gruppo I, Daniele Bracciali ha onore ed onere di aprire la sfida tra Lussemburgo e Italia contro Gilles Muller. La vittoria in quattro set dà il la al 5-0 per gli azzurri, rafforzato anche dal bis in doppio con Giorgio Galimberti contro Muller e Scheidweiler. Corsi e ricorsi ci portano al 2009 di nuovo al TC Cagliari, dove Flavio Cipolla, attuale coach di Mager, debuttò in doppio con Potito Starace perdendo 97 al quinto col duo slovacco Mertinak-Polasek. Fognini porterà poi a casa il punto del 3-1 domando Hrbaty e regalando a Cipolla la passerella finale con vittoria in due set contro Lukas Lacko. Fu l’unica presenza del romano in Nazionale, come Marco Cecchinato, che nel 2016 a Pesaro prese parte al cappotto dell’Italia sulla Svizzera, orfana di Federer e Wawrinka. A giochi già fatti, il Ceck, allora 90 Atp, battè Adrien Bossel 63 75. Fugace apparizione anche per Alessandro Giannessi, che nel 2017 a Charleroi, Belgio-Italia 3-2 nel quarto di finale del World Group, giocò il quinto ed ormai ininfluente match contro Joris De Loore, regalando l’inutile secondo punto agli azzurri. Nel 2010 esordio con brindisi anche per Paolo Lorenzi, co-protagonista nel 4-1 Italia in Olanda, grazie al successo in due set contro Igor Sijsling che coincise con il quarto punto in nostro favore.

LA DAVIS DEI BIG

La Davis, è storia nota, è competizione a sé in un mondo quello del tennis improntato per lo più sulla sfera individuale. Lo spirito di squadra e di appartenenza, la capacità di fare gruppo, di sacrificarsi per il proprio Paese spesso ha tirato fuori quello spunto in più, capace in più di un’occasione di sovvertire favori e pronostici. Ha iniziato a vincere in Davis ad appena 18 anni Rafa Nadal. Nel 2004, l’iberico venne sconfitto in tre set sul sintetico di Brno dal ceco Jiri Novak, ma sul 2-2 si caricò la Spagna sulle spalle conquistando in tre set il punto decisivo contro Radek Stepanek. In quell’edizione, Nadal alzerà la prima delle cinque Davis messe in bacheca.

La storia di Federer con la maglia rossocrociata inizia 20 anni fa a Neuchatel, indovinate un po’, proprio contro l’Italia, 1° turno Gruppo I. Sua Maestà Roger regolò Davide Sanguinetti in quattro set. A sconfitta certificata, Gianluca Pozzi si toglierà lo sfizio di battere Federer in due set.

Il primo assaggio di Novak Djokovic in Davis avvenne a Belgrado nel 2004 e fu una data storica. Un Nole appena 16enne partecipò al 5-0 della Serbia sulla Lettonia, superando in due set Janis Skroderis. Fu quella la prima vittoria in assoluto a livello Atp del futuro numero 1.

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