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Bergamo: stop nei quarti per Marcora e Arnaboldi

Nel "Trofeo Faip-Perrel" il 30enne di Busto Arsizio cede al francese Couacaud, mentre il Next Gen di Taipei Tseng sbarra la strada al mancino di Cantù

22 febbraio 2020

Non sarà un tennista italiano ad iscrivere il proprio nome nell'albo d'oro del "Trofeo Faip-Perrel", torneo challenger da 46.600 euro di montepremi in corso sul green-set del PalaNorda di Bergamo. I quarti di finale sono infatti stati fatali a Roberto Marcora e Andrea Arnaboldi, ultimi due esponenti della pattuglia tricolore. Il 30enne di Busto Arsizio, numero 150 del ranking mondiale e secondo favorito del torneo, finalista dodici mesi fa in questo torneo (fermato solo dal lanciatissimo Jannik Sinner), ha ceduto per 76(4) 63, in un'ora e 53 minuti di gioco, al francese Enzo Couacaud, numero 208 Atp e settimo favorito del seeding. In serata, poi, nel match che chiudeva il programma, il 32enne canturino, numero 292 della classifica mondiale, è stato sconfitto con un doppio 64 dal cinese di Taipei Chun-hsin Tseng, numero 301 della classifica mondiale, proveniente dalle qualificazioni.

Nella parte alta del tabellone hanno staccato invece il pass per le semifinali il francese Hugo Gaston, numero 248 Atp e 15esima testa di serie, che ha regolato con un doppio 64 il turco Cem Ilkel, numero 199 della classifica mondiale e quinto favorito del torneo, e l'ucraino Illya Marchenko, numero 253 Atp, che si è imposto in rimonta, per 67(5) 76(3) 60 sull'altro francese Baptiste Crepatte, numero 365 del ranking.

A contendersi il titolo di doppio ci saranno in campo - sabato - due italiani: da una parte Julian Ocleppo in coppia con il ceco Zdenek Kolar e dall'altra Andrea Vavassori, al fianco dello svizzero Luca Margaroli (sono la seconda testa di serie).  Match intrigante, perché proprio Vavassori e Ocleppo hanno giocato parecchio insieme, vincendo ben tre Challenger prima di separare le loro strade: sarà curioso vederli uno contro l'altro. 

L'intera programmazione delle ultime due giornate godrà della trasmissione in diretta su Youtube, sul canale ufficiale del torneo, ricalcando l'offerta predisposta da tornei molto importanti, come l'Australian Open (che offre su Youtube i propri play-off, e per anni ha trasmesso le qualificazioni).

Couacaud muro di gomma per Marcora

Nato alle Mauritius, il (quasi) 25enne francese ha rappresentato un vero e proprio “muro di gomma” per Marcora. Aiutato dalla superficie piuttosto lenta, Couacaud ha messo in atto una fase difensiva notevolissima, costringendo Marcora a prendere 3,4,5 rischi per ogni punto. Nel primo set si arrivava al tie-break, poi Marcora sciupava un minibreak di vantaggio. E pensare che era stato lui l'unico ad aver avuto palle break nel parziale. Nel secondo, lo strappo arrivava al terzo game. Un Marcora un po' stanco dopo le fatiche delle scorse settimane le ha provate tutte per restare a galla, spinto dagli oltre 1000 appassionati in tribuna, compresi i suoi familiari. Per fare il punto, tuttavia, doveva fare molta più fatica del suo avversario e prendere troppi rischi. Restava a galla sul 2-4, in un game eterno, di ben 26 punti. Nel successivo aveva le ultime chance, tre palle break che avrebbero rimesso in discussione il tutto: Coaucaud le giocava tutte da campione, senza lasciare particolari rimpianti al lombardo. Persa l'occasione, si è disunito e ha chiuso con un doppio fallo. Per il francese, numero 208 ATP, un risultato meritato in virtù di un tennis davvero puntuale e una condizione atletica impressionante: ha rispedito al mittente gli assalti di Marcora con una naturalezza davvero sorprendente.

PING PONG TSENG BLOCCA ARNABOLDI

L'ultima speranza tricolore era affidata ad Andrea Arnaboldi. Il canturino ce l'ha messa tutta, ma non ha potuto nulla contro la baby-star Chun-hsin "Jason" Tseng, classe 2001 ed ex numero 1 junior. La sensazione è che fosse un'occasione irripetibile per battere il taiwanese, destinato a comparire in palcoscenici ben più prestigiosi, peraltro in tempi brevi. È finita 6-4 6-4 e sono bastati due break, uno per set, a sigillare il punteggio finale. Tseng ha l'aria del predestinato: in caso contrario, difficilmente un coach affermato come Patrick Mouratoglou lo avrebbe messo nella sua ala protettrice sin da ragazzino. Non è particolarmente alto, ma è dotato di un tennis di pressione davvero notevole, sublimato da un rovescio bimane che è in grado di giocare a occhi chiusi. Nel primo set, lo strappo è arrivato già al primo game. Nel secondo doveva attendere l'1-1 per scappare via. E Arnaboldi? Ha giocato una buonissima partita, fatta di scambi mozzafiato e tantissime soluzioni spettacolari. Forse ha esagerato nell'accettare il dialogo da fondocampo, però non era facile togliersi dal bombardamento del taiwanese, comunque bravissimo a non farsi irretire dagli slice radenti di "Arna", che peraltro ha anche cercato di "sporcare" la palla con il dritto. L'azzurro ha lottato fino alla fine e si è anche procurato qualche chance nell'ultimo game. Ha avuto tre palle break, ma Tseng le ha giocate da campione. Per certi versi, è sorprendente che un giocatore così forte sia ancora intorno al numero 300 ATP. Crescerà in fretta.

Tabelloni e ordine di gioco

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