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Il ritorno alle origini di Gianluigi Quinzi

Il 24enne marchigiano, dopo 21 mesi di digiuno è tornato al successo nel Future di Weston, in Florida. Per rimettersi in gioco ha deciso di tornare nella sua terra d'origine, il Veneto

di Roberto Cozzi Lepri | 05 febbraio 2020

Nel giorno del suo 24esimo compleanno, lo scorso 2 febbraio, Gianluigi Quinzi si è regalato la finale al Futures 25000 dollari di Weston, in Florida. 24 ore dopo quella finale è riuscito a vincerla superando in 3 set lo svedese Christian Lindell. Gianluigi non stringeva un trofeo tra le braccia da ben 21 mesi. L’ultima volta era una domenica di fine maggio del 2018 quando all’ultimo atto del Challenger di Mestre trionfò su Gian Marco Moroni. Poi il nulla o quasi. Dopo un 2019 condizionato da infortuni e caratterizzato da scarsi risultati ( 46 gare giocate, 3 quarti di finale nei Challenger di Punta del Este, Bergamo e Perugia e una semifinale all’ITF Futures di Monastir), GQ ha deciso di ritornare alle origini, riassaporare l’aria e gli affetti della sua seconda casa, il Veneto e rimettersi in gioco ripartendo dal basso, dai Futures. In questa chiacchierata il tennista nato a Cittadella ma marchigiano da sempre, ci ha parlato della sua grande voglia di ricominciare a divertirsi con la racchetta in mano senza porsi grandi obiettivi, della serenità interiore ritrovata, degli affetti più cari, degli infortuni che non hanno minato la sua forza e la consapevolezza di poter ancora recitare un ruolo di primo piano nel mondo del tennis.


RIPARTIRE DAL BASSO PER TORNARE IN ALTO

Gianluigi, che effetto fa tornare a vincere nel primo torneo della stagione dopo un lungo digiuno?

"Sinceramente non me l’aspettavo ma ero sicuro di aver svolto un ottimo lavoro durante la preparazione invernale. Gara dopo gara mi sentivo sempre più fiducioso sia a livello fisico che mentale. Riassaporare il successo mi ha dato una grande iniezione di fiducia, la cosa di cui avevo più bisogno in questo momento".

Questo di Weston è il tuo 12esimo titolo Futures in carriera. Nei prossimi mesi ti vedremo impegnato soprattutto nel circuito ITF ?

"Sì, l’orientamento sarà questo. Voglio ripartire dal basso con i piedi ben piantati a terra, consapevole di dover giocare sempre con grande umiltà contro giocatori che non ti regalano nulla. Cercherò di dare il massimo ma soprattutto di essere positivo sia nelle vittorie che nelle sconfitte provando a scalare la classifica ATP. Credo in me stesso e sono convinto di valere molto di più del ranking attuale" ( La settimana scorsa era al numero 410 e con la vittoria in Florida dovrebbe arrivare alla 380esima posizione ).

Chi ti segue adesso? Ti sei affidato ad un coach in particolare oppure hai adottato altre soluzioni?

Ho un gruppo di lavoro che si dedica a me al Tennis Club Padova che è diventato il mio quartier generale.

Lì è seguito dal direttore tecnico del club Martin Pereyra e dal suo staff composto tra gli altri da Eduardo infantino, consulente del circolo e dal maestro nazionale Sebastian Vazquez che per molti anni ha lavorato al Circolo Tennis di Porto San Giorgio. “Seba” accompagnava Gianluigi negli USA, all’accademia di Nick Bollettieri ed in seguito ha allenato Elisabetta Cocciaretto.

“Li voglio ringraziare per la passione e disponibilità che mettono in campo per seguirmi. Sono bravissime persone che credono in me ogni giorno, mi fanno sentire coccolato e protetto. Non solo Padova ma anche Spagna. Ad Alicante ho effettuato una parte della preparazione invernale in vista della trasferta negli Stati Uniti e ci ritornerò nel corso dell’anno per lavorare sulla stagione outdoor. Nei tornei internazionali mi seguirà Javier Hernandez ma la base resta comunque Padova".

Quindi si tratta di un vero e proprio ritorno alle origini per te che sei nato a Cittadella anche se sei marchigiano, anzi sangiorgese a tutti gli effetti?

"Esatto, sono tornato a casa, alla ricerca di quegli affetti che avevo trascurato in passato avendo trascorso molto tempo all’estero. A Padova vivo in centro insieme ai miei zii, i miei nonni abitano a 30 chilometri, vivo con i profumi ed i sapori della mia infanzia . Qui ho ritrovato la tranquillità e la serenità per lavorare bene".


MODELLO KOBE BRYANT

Cosa non ha funzionato lo scorso anno?

"Il 2019 è stato complicato a causa dei vari infortuni all’alluce del piede. Sono stato fermo a lungo e quando rientravo avevo paura di farmi nuovamente male, sentivo dolore, non ero sicuro ma sfiduciato. Adesso sto meglio grazie a plantari nuovi e a molte mesoterapie . Non sono ancora al 100% ma la strada intrapresa è giusta".

Adesso con quali ambizioni e propositi ripartirai?

"Affronto il 2020 senza obiettivi. Voglio solamente divertirmi, essere positivo anche se quando perdo, vivere alla giornata lontano da stress e negatività, godermi il tennis che è lo sport che amo. Ho avuto tante pressioni fin da piccolo che adesso le scaccio, cerco solamente tranquillità e felicità. Sono un ragazzo fortunato, faccio quello che mi piace, giro il mondo, pratico sport e mi diverto, grazie al sostegno della mia famiglia. Kobe Bryant diceva che se non credi a te stesso, chi ci crederà? Io credo fermamente alle mie potenzialità altrimenti non sarei qua a provarci e riprovarci ancora, ancora e ancora".

La tua famiglia ha sempre avuto un ruolo determinante nella tua crescita. Siete sempre stati molto legati. Ma ci sono anche altre persone che ti stanno vicino anche e soprattutto nei momenti difficili

"I miei genitori e mio fratello li ho sempre avuti accanto, ma c’è anche Ilenia, la mia ragazza. Stiamo insieme da 2 anni, vive a Matelica, è una studentessa universitaria prossima alla laurea e lavora come modella. Lei crede molto in me, nei periodi difficili ha avuto la forza e la capacità di spronarmi e di guardare avanti. Poi c’ è Emiliano (Guzzo, presidente della FIT Marche) che è una sorta di fratello maggiore. Mi segue fin da quando ero un bambino e mi ha sempre incitato a lottare, tutti i giorni. Dopo la vittoria in Florida mi ha detto: Gian, la maratona è ancora lunga però la vinciamo! “

La grande ascesa della tua concittadina e amica Elisabetta Cocciaretto come la commenti?

"Eli si merita tutto questo. E’ una bravissima ragazza che con grande umiltà in questi anni si è sempre impegnata per raggiungere certi risultati . Di giovani brave come lei in Italia ne vedo pochissime".

Ma ti manca Porto San Giorgio?

"Quando sento la nostalgia delle Marche e di mamma e papà salgo in macchina ed in 3 ore sono a Porto San Giorgio. Ma qui a Padova è tutto perfetto per me”.

Scriveva Saramago che: ” Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre”. Bentornato Gian.

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