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Azzurre: partenza lanciata. Alle 15 l’Estonia della Kontaveit in tv

L’Italia parte bene a Tallin battendo con un secco 3-0 l’Austria. Qualche sofferenza solo nel primo match della Giorgi, che poi domina. Ottima prova della Paolini, bene anche la coppia inedita Gatto Monticone-Trevisan

di Angelo Mancuso - da Tallin | 05 febbraio 2020

Pronostico rispettato: Italia batte Austria 3-0 nella prima sfida del Gruppo I zona Europa/Africa 2020 in corso al Tallink Tennis Centre (cemento indoor) di Tallin, in Estonia, che mette in palio l’accesso ai play-off di aprile. Le azzurre partivano favorite perché è vero che in Fed Cup e quando difendi la maglia della nazionale il ranking talvolta conta meno che nei tornei del circuito e può giocarti brutti scherzi, ma la classifica ha pur sempre il suo peso specifico. Soprattutto se le distanze sono così ampie. Come nel caso della sfida tra Camila Giorgi e Mira Antonitscht, rispettivamente numero 100 (ma la 28enne marchigiana è scesa in classifica dopo un 2019 in cui è stata condizionata da un fastidioso infortunio al polso) e numero 638. Anche se l’austriaca, figlia d’arte (il papà Anton è stato numero 40 Atp negli anni Novanta), che ha prso il posto della numero uno Barbara Haas, ha vinto a sorpresa il primo set giocato decisamente sottotono dall’azzurra. Poi Camila ha ritrovato la misura dei colpi e ha dominato senza rischiare nullla: 46 63 60. Un primo parziale che le è sfuggito dopo che aveva recuperato un break di svantaggio (era sotto 3-2). Fatali il turno di battuta concesso alla 21enne di Vienna sul 4-4 (due banali errori di diritto), ma soprattutto le sei palle break sprecate nel game successivo. Ottima però la reazione della Giorgi nel secondo set: con un parziale di 12 punti a zero è volata sul 3-0, quindi 6-3 e tutto rinviato al terzo. Un set in cui Camila non ha concesso più nulla all’austriaca: 6-0 con l’azzurra lucida nell’annullare d due palle break alla Antonitscht nel secondo e nel quarto game.
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LE PAROLE DI CAMILA

“All’inizio mi muovevo male - racconta l'azzurra - ero contratta, lenta. Dopo quel brutto primo set ho cominciato a muovermi meglio, le gambe che sono uno dei miei punti di forza erano più veloci e ho preso il comando degli scambi. Ho anche cercato di più la rete, è un aspetto sul quale stiamo lavorando molto. Appena la mia avversaria accorciava cercavo di chiudere con un colpo al volo”.

PAOLINI IN POCO PIU’ DI UN’ORA

Sono bastati appena 67 minuti a Jasmine Paolini per sbarazzarsi di Julia Grabher, numero 221 Wta, che si era aggiudicata in tre set l’unico precedente a Campinas nel 2019. La 24enne toscana, attualmente numero 94 del ranking (è entrata nelle top 100 dopo un ottimo finale di 2019), giocava per la prima volta da numero uno della squadra e in campo ha dimostrato grande lucidità e concentrazione: 63 61. Nel primo set le è bastato il break al sesto game (4-2), dopo che aveva fallito due occasioni già nel quarto gioco. Tutto facile nel secondo parziale in cui dopo aver ceduto il primo game con Grabher alla battuta, ha infilato sei giochi consecutivi e chiuso al terzo match point. La differenza l’ha fatta il servizio: la Paolini ha totalizzato 23 punti su 27 prime.

IL COMMENTO DI JASMINE

“Sono soddisfatta del mio rendimento - sottolinea la toscana - all’inizio c’è stato qualche game combattuto, ma ho tenuto bene anche mentalmente, sapevo di essere favorita e di dover portare a casa il punto. La pressione di giocare da numero uno della squadra? E’ una responsabilità in più, ma con le mie compagne ci conosciamo da tantissimo tempo e siamo un bel gruppo. Siamo tutte importanti e pronte a dare il nostro contributo”. Giovedì c’è l’Estonia dello spauracchio Anna Kontaveit, numero 22 Wta e reduce dai quarti di finale agli Australian Open. “Sono a disposizione del capitano. Dovrò alzare ancora il livello - dice - servire e rispondere al meglio. E non dovrò avere cali di concentrazione, sarà importante non avere alti e bassi”.

DOPPIO OK

In chiusura Giulia Gatto Monticone, all’esordio in maglia azzurra e Martina Trevisan, hanno fissato il punteggio sul 3-0 battendo con un doppio 64 Melanie Klaffner/Sinja Kraus. Una vittoria per l’inedita coppia azzurra che può essere importante in caso di arrivo a pari punti nel girone, quando potrebbe diventare decisivo il quoziente set. “All’inizio ero un po’ tesa - ammette la 32enne piemontese - Martina mi ha aiutato a superare qualche momento di difficoltà. Questo doppio ci è servito per conoscerci meglio”. Conferma la Trevisan: “La scorsa settimana avevamo provato insieme il doppio, stiamo imparando a conoscerci”.

IL BILANCIO DELLA GARBIN

Soddisfatta, e non potrebbe essere altrimenti, il capitano azzurro. “C’è stata un po’ di preoccupazione nel match della Giorgi, ma il primo match nelle sfide di Fed Cup è sempre il più difficile, il più delicato. Camila ha pagato la tensione e troppa fretta nel chiudere alcuni punti. Poi ha preso il controllo degli scambi e dei colpi, era nettamente più forte della Antonitscht. Alla Paolini avevo chiesto di giocare con solidità e semplicità e Jasmine lo ha fatto alla perfezione, senza sbavature. Volevamo vincere il doppio, anche se a punteggio acquisito. Giulia e Martina sono state concrete e aggressive quando serviva. Un doppio nuovo che avevamo provato la scorsa settimana in allenamento”. Il pensiero è già rivolto all’Estonia, in quella che potrebbe essere la sfida chiave del girone: “Le nostre giocatrici devono sentirsi in piena fiducia perché stanno tutte attraversando un buon periodo di forma - aggiunge il capitano azzurro - sarà un match duro perché avremo di fronte un’avversaria di grande livello come la Kontaveit”.

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