-

Coronavirus: lo show non può andare avanti

Anche il tennis si inchina all'emergenza di polmonite virale che sta causando centinaia di morti in Cina. Cancellati i tornei in programma a marzo nel paese asiatico

di Stefano Izzo | 01 febbraio 2020

La mappa del contagio è costellata di puntini rossi, non più concentrati in un angolo della Cina. Due casi accertati anche in Italia. L’emergenza coronavirus, inizialmente circoscritta al Paese asiatico, è diventata una vera e propria pandemia. “Emergenza sanitaria globale” è l’ultima allarmante fotografia scattata dall’Oms, Organizzazione mondiale della sanità, sulla polmonite virale che nel continente asiatico ha già ucciso centinaia di persone. Inevitabile, quindi, che anche il mondo dello sport, tennis compreso, finisca in quarantena. L’ATP non è rimasta a guardare ed il primo provvedimento emesso riguarda la cancellazione dei tornei in calendario a marzo in Cina. Si tratta di quattro Challenger previsti a Qujing, Zhuhai, Zhenzhen e Zhangjiagang. Per il momento non sono state indicate date alternative in cui eventualmente recuperare gli appuntamenti saltati. Anche l’ITF ha preso le medesime contromisure, annullando le tappe di Tianjin, Xiamen, Shenzhen e Zhuhai, in programma tra febbraio e marzo. Ricadute anche sul Gruppo I della divisione Asia/Oceania di Fed Cup, inizialmente previsto a Dongguan, meno di 900 km da Wuhan, da dove si è diffusa l’epidemia. L’ITF ha disposto il cambio di sede e si giocherà in Kazakistan, a Nur-Sultan, il nuovo nome della capitale Astana, dal 4 all'8 febbraio.


TUTTO FERMO IN CINA

I provvedimenti in ambito tennistico, al momento, non vanno oltre marzo nella speranza che l’emergenza possa tornare sotto controllo. Anche se a 360 gradi si comincia a ragionare sul lungo periodo e le attività sportive siano già completamente paralizzate in Cina. La Chinese Football Association, la Federcalcio cinese, ha disposto il rinvio di tutte le partite in programma, mentre alcuni match si erano disputati inizialmente a porte chiuse con gli spalti desolatamente deserti. I Mondiali indoor di Atletica leggera, in programma a Nanchino dal 13 al 15 marzo, sono stati posticipati al 2021. Cancellate le gare di Coppa del Mondo di sci previste a Yanqing per il 15 e 16 febbraio sulle piste olimpiche di Pechino 2022, mentre anche la Federazione internazionale automobilistica è vigile sulla situazione in vista del Gran Premio di Formula E del 21 marzo a Sanya, un'isola a sud della Cina, e del GP di Formula 1 a Shanghai del 19 aprile, entrambi a rischio. Guantoni legati anche nel pugilato: gli incontri di qualificazioni olimpiche per l'Asia e l'Oceania in programma proprio a Wuhan dal 3 al 14 febbraio, sono stati dirottati ad Amman, in Giordania.

PERICOLO PSICOSI

Fuori dalla Cina, invece, si convive con la psicosi per i contatti con gli atleti provenienti dal paese asiatico. L'ultimo episodio riguarda la nazionale di calcio femminile cinese messa in quarantena in Australia, dopo essere transitata per Wuhan la scorsa settimana. Giocatrici e staff saranno tenute sotto stretta osservazione in un hotel di Brisbane fino al 5 febbraio. A Malaga, in Spagna, è scattato l’allarme per l’arrivo della squadra di calcio di Wuhan per un periodo di preparazione. Il Krasnodar, squadra russa che doveva giocare un'amichevole con i cinesi, ha cancellato l'impegno. The show must go on, adagio che non può valere quando l’allarme è planetario.

Commenti

Partecipa anche tu alla discussione, accedi