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Caruso e Sonego pronti a un esordio "da vichinghi"

“Sabbo” a Melbourne chiamato a sfidare Tsitsipas, semifinalista 2019: “Una partita che non vedo l’ora di giocare perché se arrivi a questi match significa che stai lavorando nella giusta direzione”. Lorenzo debutta contro Kyrgios: “Con lui può succedere di tutto, mi sento comunque fortunato perché giocherò su un campo prestigioso”

di Dario Castaldo - da Melbourne | 19 gennaio 2020

Classifica alla mano, quello che dovrebbe avere più chances è Lorenzo Sonego. Tra il piemontese e il suo avversario di primo turno ci sono appena 26 posizioni, ma dall’altra parte della rete l’allievo di Gipo Arbino si ritroverà Nick Kyrgios, che dopo il ritiro di Alex de Minaur affronta lo Slam di casa da numero 1 australiano, forte del traino di un’ATP Cup positiva e dell’iniziativa che ha dato il via alla grande raccolta fondi da destinare alla Croce Rossa locale e alle vittime degli incendi. Un’operazione che ha contribuito a sciacquarne la coscienza nel fiume Yarra e a ripulirne l’immagine di bad boy davanti all’opinione pubblica.

È verosimile, insomma, che Nick abbia dalla sua tutto il calore di un pubblico che non sempre ne aveva perdonato gli eccessi, ma che questa volta sembra disposto a chiudere un occhio e ad adottare il figliol prodigo. Kyrgios avrà anche dalla sua il precedente della scorsa estate, quando a Cincinnati si impose su Sonny per 7-5 6-4. In quella partita, il 24enne di Canberra tirò fuori dal cilindro alcuni colpi allucinanti, ma poi sui canali social condivise un hot shot del torinese. Imprevedibile dentro e fuori dal campo, Nick ha raggiunto a Melbourne Park i quarti nel 2015 e gli ottavi nel 2018, ma anche collezionato un’uscita al primo turno, due al secondo e una al terzo. E per sua stessa ammissione si carica più col tifo contrario che con quello a favore.

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Sonego: “Con Kyrgios può succedere di tutto”

Speriamo che sia vero e che io riesca ad approfittarne – sorride il Karate Kid di Torino, nato esattamente due settimane dopo Kyrgios –. Ci sono giornate in cui Nick non te la fa vedere, ma con lui può succedere di tutto. Del match di Cincinnati, per esempio, ricordo che a fine partita non ho avevo capito nulla perché lui giocava ogni punto in maniera diversa dal precedente. L’unica cosa che avevo imparato è che dovevo lavorare sulla risposta. Ma mi sento comunque fortunato perché giocherò su un campo prestigioso e comunque lui avrà da perdere più di me. Per cui farò vedere che sono un vichingo – conclude Sonego - e cercherò di far innamorare gli australiani di me, portando un po’ di pubblico dalla mia parte”.

Caruso sfida Tsitsipas con un pensiero alla cabala

Operazione che cercherà di mettere in atto anche Salvatore Caruso, altro azzurro al quale la dea bendata non ha dato una mano al momento del sorteggio. Il siciliano affronterà nel pomeriggio australiano di lunedì Stefanos Tsitsipas, numero 6 del mondo, semifinalista del 2019 down under e sempre sostenuto dal tifo scatenato della comunità ellenica. “È una partita che non vedo l’ora di giocare – spiega il 27enne di Avola, che concede al suo avversario 88 posizioni - perché se arrivi a disputare questi match significa che stai lavorando nella giusta direzione”. Con coach Paolo Cannova, Sabbo sta cercando di migliorare tutti gli aspetti del suo gioco, in particolare il servizio. “Quando ho visto il sorteggio non ho pensato a nulla di particolare. Tsitsipas ha dimostrato di avere picchi di rendimento importanti, ma a questi livelli un giocatore vale l’altro”. Magari la cabala può aiutare, visto che il favoloso 2019 di Matteo Berrettini era passato anche attraverso un primo turno australiano contro il greco: “E allora che sia di buon auspicio, comunque vada”.

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