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Garbin: "Dalle azzurre arrivano segnali di ripresa"

La capitana di Fed Cup spera che la Giorgi risolva i problemi al polso e intanto si gode l'ascesa di Paolini e Cocciaretto per tentare la risalita nel World Group

di Stefano Izzo | 02 dicembre 2019

E’ quando si scivola in basso che bisogna avere la forza per rialzarsi. Cogliendo quei segnali positivi di cui può essere costellato anche un percorso tutto in salita e ricco di ostacoli. E’ quanto sta facendo Tathiana Garbin, capitano di una barca azzurra alla ricerca della rotta per riaffacciarsi nelle acque cristalline della Fed Cup. Quando l’Italia il 21 aprile scorso, perdendo a Mosca, venne condannata dalla Russia ad uscire dal World Group 2, Jasmine Paolini navigava alla posizione 175 del ranking; la tennista chiuderà l’anno entro le 100 e da numero uno azzurra. Mentre Elisabetta Cocciaretto era addirittura over 700, prima della repentina scalata che l’ha portata ad archiviare la stagione da numero 171. Ecco qui allora i primi mattoni per riedificare il castello azzurro, le cui fondamenta sono tuttora rappresentate da Camila Giorgi, nonostante sia reduce da un’annata funestata da continui guai fisici che l’hanno relegata ai margini della Top 100.


PAOLINI-COCCIARETTO PER RIPARTIRE

Sono questi gli appigli cui aggrapparsi per la risalita. E capitan Garbin non esita a cogliere gli ultimi input positivi. “La nostra Nazionale è alla ricerca di una nuova dimensione. Dopo gli anni magici c’è stato un contraccolpo, ma in questi ultimi mesi le prospettive sono tornate ad essere più rosee. Sono arrivati ottimi segnali da Paolini e Cocciaretto. Jasmine sta raccogliendo i frutti del lavoro svolto in questi anni. Già l’anno scorso si era avvicinata molto ai livelli appena raggiunti, ma era stata frenata da alcuni problemi fisici. La sua costanza e la voglia di giocare fino alla fino alla fine, di non mollare mai, le hanno permesso di ottenere gli ultimi risultati. Sarà una figura di riferimento per noi, come può lo può diventare anche la Cocciaretto che, non dimentichiamolo, ha appena 18 anni e in questa stagione ha avuto un’ascesa incredibile, vincendo due tornei da 60 mila dollari (Asuncion in Paraguay e il torneo cileno di Colina ndr). E’ nel giro della Fed Cup già da due anni ed è stato il giusto premio per la determinazione e la caparbietà che ci mette quando è sul campo”.

ASPETTANDO CAMILA

L’Italia ha un pedigree da ricostruire il prossimo febbraio, dal 3 al 9 in Estonia, sul cemento indoor del Tallink Tennis Center di Tallinn. Azzurre inserite nel girone B insieme ad Austria, Bulgaria, Croazia, Estonia, Grecia e Ucraina. Le prime due classificate di ciascun girone delle sfide zonali si qualificheranno poi al play off di aprile 2020. “Sarà una competizione molto dura contro avversarie di valore. Ma la squadra che sta venendo fuori ci lascia ben sperare. Sarà fondamentale ritrovare la Giorgi ai suoi livelli. Ha perso parte della stagione per i problemi al polso, rognosi da debellare, che ne hanno condizionato il rendimento, impedendole di esprimersi come sa. Ha bisogno di ritrovare continuità e sono tuttora convinta che il suo tennis possa valere le prime 10 della classifica. Camila ha dimostrato di tenere tantissimo alla Nazionale, da parte sua ho ricevuto il massimo della disponibilità e sono contenta di averla come nostra portabandiera”.

LA FUCINA DI FORMIA

Programmare per ricostruire e risalire la china. Il Centro Federale di Formia è la fucina per forgiare per l’Italia del futuro. “C’è una grande collaborazione e senso di responsabilità nel settore federale – continua Garbin – Vittorio Magnelli, che ha contribuito alla crescita di giocatrici come Pennetta, Vinci e Schiavone, sta facendo un ottimo lavoro insieme ad Enzo Izzo. Dietro le giocatrici di punta, su cui abbiamo impostato questo nuovo corso, c’è molta sostanza. Penso a Lisa Pigato ed Eleonora Alvisi, che sono 2003, o una 2002 come Melania Delai. Hanno tutte grandi qualità, stanno svolgendo un gran lavoro anche a Formia ed hanno notevoli margini di miglioramento. Abbiamo impostato un lavoro mirato alla crescita della personalità prima ancora dell’aspetto tecnico. Bisogna essere per diventare; questa è la prima regola che insegniamo alle più giovani. Abbiamo un vivaio che promette bene. Giulia Martinelli e Denise Valente sono 2004 con grandi qualità. Così come tra le 2005 abbiamo Federica Urgesi e Anna Paradisi, campionessa italiana under 14. Sono convinta che la strada imboccata sia quella giusta. Anche se ci vorrà tempo e pazienza per vedere i risultati”. Se sono rose fioriranno.

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