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Su Repubblica il segreto della riscossa dell'ItalTennis maschile

Dietro la nuova generazione di fenomeni c'è il cambiamento avviato anni fa dalla Federazione. Non più finanziamenti a pioggia. Molti Challenger organizzati in casa favoriscono la crescita dei nostri giocatori

27 settembre 2019

Il Rinascimento del tennis maschile italiano. Un articolo uscito oggi su il Venerdì di Repubblica, a firma di Angelo Carotenuto, analizza il dietro le quinte della new generation di tennisti azzurri, che vede la sua punta di diamante in Matteo Berrettini ed altri gioiellini a corredo, giovani e giovanissimi, già affermati come Marco Cecchinato e Lorenzo Sonego o aspiranti campioni, su tutti Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e Giulio Zeppieri.
Un percorso avviato da anni dalla Federazione, che adesso sta vedendo finalmente maturare i suoi frutti. Fino a parlare di nuova età dell’oro, ad oltre quaranta anni dalla generazione di fenomeni, scolpita nell’unica Coppa Davis presente nella bacheca azzurra.
Ma come si è arrivati ad avere 2 giocatori in odor di Top 10 (Fognini ne è appena uscito, e Berrettini), 6 tra i Top 100, addirittura 16 tra i primi 200, come Spagna, Stati Uniti e Francia (nessuno ne ha di più)?

LA RIVOLUZIONE DELLA FEDERAZIONE

Dietro l’attesa svolta c’è più di un motivo. E’ finita l’era dei finanziamenti a pioggia: la Federazione va a premiare e sostenere i giocatori più promettenti scovati da un gruppo di talent scout. L’Italia, inoltre, è il secondo Paese al mondo, dopo gli Usa, per numero di Challenger organizzati (si è passati da 7 di venti anni fa ai 19 attuali). Questo consente ai nostri giocatori di costruirsi una classifica, affrontando meno viaggi e quindi meno costi. La Federazione contribuisce all’organizzazione e in cambio ottiene di gestire le wild card per i nostri atleti.
Il centro federale di Tirrenia resta un punto di riferimento ma non è più il fulcro in un sistema, che va verso la sinergia tra tecnici federali e maestri locali. Il mix perfetto che ha portato all’esplosione proprio di Berrettini, cresciuto da Vincenzo Santopadre ed affiancato poi dall’allenatore della Federazione, Umberto Rianna.
Il settore tecnico giovanile dall’Under 12 all’Under 16 è affidato all’Istituto Superiore di Formazione diretto da Michelangelo Dell’Edera. Dal 2009 ad oggi le scuole tecniche sono quasi raddoppiate, si è passati da 1200 a 2000. Un unico protocollo, che prevede fin dagli Under 10 anche lo studio della lingua inglese con verifiche durante i raduni. Misure del campo, delle racchette e palline uguali in tutta Italia.
Ecco come, dopo quasi mezzo secolo, l’Italia della racchetta è tornata a sognare ad occhi aperti.

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