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Zeppieri studia Medvedev e non si pone limiti

Insieme a Sinner e Musetti fa parte della nouvella vague del tennis azzurro. Mancino, tanta energia e grande tenuta mentale, il tennista laziale ha cominciato ha ormai compiuto il grande salto dal circuito junior a quello pro. E a novembre lo attendono le qualificazioni alle Next Gen Atp Finals di Milano

di Luca Fiorino | 26 settembre 2019

Rovescio bimane potente, grande servizio mancino e tanta energia dentro e fuori dal campo. Giulio Zeppieri è uno dei tre volti di spicco della fiorente Next Gen azzurra. Nato a Roma il 7 dicembre 2001, Zeppieri ha mosso i primi passi nel tennis all’età di 5 anni sotto l’egida di Piero Melaranci con cui è cresciuto presso la Capanno Tennis Academy di Latina. Dopo qualche buon risultato nel corso dell’attività giovanile, si è messo particolarmente in luce a inizio stagione agli Australian Open junior. A Melbourne è stato difatti in grado di sbaragliare la folta concorrenza arrivando a spingersi sino in semifinale salvo poi uscir di scena sconfitto da Lorenzo Musetti. “Non è mai facile giocare contro un amico - confida Giulio - e ammetto di aver pagato un po’ l’emozione del momento. Ho gestito male la tensione ma nonostante la sconfitta mi sono sentito ancora più determinato ad allenarmi con maggior voglia e impegno. L’unico obiettivo che avevo e ho tuttora è provare a costruirmi come persona e giocatore. Naturalmente vorrei vincere sempre ma non è fondamentale. Almeno ad oggi”.

Non tutti a 17 anni appena compiuti possono vantare la sua grinta e una tenuta mentale così di spessore. Quanti giovani sono migliorati esponenzialmente come lui in così poco tempo dal punto di vista sia tecnico che tattico? “Da quando ho deciso di intraprendere questa strada - racconta Giulio - non mi sono mai fermato. Due anni fa ricordo che lavorai ininterrottamente con Piero (coach Melaranci, ndr) per tre mesi sull’apertura dritto per migliorare quella che era indiscutibilmente la mia più grande lacuna tecnica. D’altronde puoi giocare bene quanto vuoi di rovescio ma è col dritto che devi fare male al tuo avversario e cercare la via del vincente. Nel tennis moderno la combinazione servizio-dritto è imprescindibile”.

Quanti a quell’età sanno metabolizzare le battute d’arresto, imparare la lezione e ripartire più motivati e forti di prima? Solo coloro che hanno nel DNA la voglia di competere, sacrificarsi e migliorare giorno dopo giorno. “La sua qualità migliore da sempre è la determinazione” - confessa non a caso mamma Elisabetta -. “Ama la PlayStation, odia perdere e non si tira mai indietro davanti a una nuova sfida. Quando si prefigge un obiettivo - prosegue - non getta mai la spugna e si impegna fino a quando non realizza il suo scopo”. Avete presente il salto in alto? Se Giulio ottenesse un proprio primato personale, da lì a pochi minuti avrebbe già la testa a chi ha fatto meglio di lui per provare a superarlo. Questa è la sua filosofia di vita: non accontentarsi mai, alzare l’asticella e passare al prossimo livello esattamente come nei videogiochi".


Mondo Junior e pro a confronto

Negli ultimi mesi i progressi sono stati repentini e ben visibili. A inizio aprile è giunto il primo successo Challenger in quel di Barletta, nel torneo successivo ha collezionato due vittorie consecutive a Francavilla al Mare a circa due settimane di distanza dalla prima gioia nel circuito. L’acuto è poi giunto due mesi più tardi a Parma dove ha colto la sua prima semifinale superando in rigoroso ordine Enrico Dalla Valle, Paolo Lorenzi, Nerman Fatic e Martin Cuevas. Un salto di qualità notevole malgrado fossero le primissime esperienze in un contesto totalmente nuovo.

“A dire il vero è stato meno traumatico di quanto pensassi. Ho dovuto innalzare la qualità del mio gioco sin da subito e abituarmi a determinati ritmi. Credo di aver avuto un impatto più che positivo ma questo non mi deve frenare, deve rappresentare uno stimolo per fare sempre meglio. Ogni volta che mi imbatto in qualcosa di nuovo tendo a non spaventarmi mai. Spesso mi chiedono dove sia scattata la molla che mi abbia fatto credere definitivamente nelle mie potenzialità - dice -. Ebbene, penso che attraverso le esperienze maturate sia tu a capire dove puoi spingerti. Se non provi e testi sul campo non potrai mai sapere. Tennista modello? Senza ombra di dubbio Daniil Medvedev poiché mi trovo molto in lui anche caratterialmente. Non molla mai di un centimetro, corre come un treno e anche senza giocare un tennis così appariscente ti mette comunque in estrema difficoltà con i suoi colpi penetranti e profondi. Avevo già detto a inizio anno ad alcuni amici che avrebbe fatto passi da giganti a breve entrando in top 5. Se volete vi porto qualche testimone! (ride, ndr)”.


L'effetto traino fra gli azzurri

Gli ultimi piazzamenti ottenuti fra i big e i giovani italiani non sono passati di certo inosservati agli occhi di appassionati e addetti ai lavori. Un periodo d’oro per il movimento maschile azzurro con Fabio Fognini e Matteo Berrettini a guidare il plotone e tutti gli altri pronti a ripercorrere le orme dei due top 15. “Ci carica e ci sprona a far meglio sapere che dei nostri connazionali - rivela Zeppieri - si riescano a disimpegnare egregiamente in ambito internazionale. Non credo sia un caso che dall’exploit di Cecchinato al Roland Garros della passata stagione siano poi emerse altre grandi vittorie. Magari gli scorsi anni senza poter contare su questi risultati e su tanti giovani emergenti questo non accadeva ma oggi le cose sono cambiate. Oggi possiamo contare su un movimento sempre più in crescita e ai vertici del tennis mondiale. È uno stimolo, nel nostro piccolo, anche tra me, Lorenzo, Jannik e tutti gli altri oltre che un motivo di vanto per il nostro Paese. Tutto ciò rappresenta un bellissimo punto di partenza”.

Il rapporto tra i Fab 3 junior del tennis azzurro

Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e Giulio Zeppieri sono i tre nomi più chiacchierati fra le giovani speranze del tennis nostrano e rappresentano il futuro del tennis italiano e mondiale. Seppur con tempi, percorsi ed età differenti, ognuno di loro sta provando già a segnare un solco nel tennis professionistico. Tre talenti in erba diversi sotto più punti di vista che nonostante la competizione non smettono mai di incitarsi a vicenda.

“Lorenzo è il mio migliore amico nell’ambiente. Condividiamo insieme tante esperienze e prendiamo parte quasi settimanalmente agli stessi tornei. Siamo quasi sempre a cena insieme e ogni giorno sui campi di allenamento. C’è un rapporto speciale tra noi due e spero un domani di poter leggere in cima al ranking il mio nome con accanto il suo. Sarebbe una soddisfazione enorme. Jannik? L’ho un po’ perso di vista da quando ha preso il volo ma siamo sempre stati in buonissimi rapporti. È un talento straordinario che ha fatto qualcosa di inumano. È un bravissimo ragazzo, molto simpatico e alla mano a cui gli auguro il meglio”. Con tale tenacia e perseveranza nulla è irraggiungibile. Giulio Zeppieri ha le armi tecniche e le qualità morali necessarie per regalarsi un futuro roseo. Intanto lo attendono a Milano le qualificazioni alle Next Gen Atp Finals di Milano: appuntamento a allo Sporting Milano 3 dall'uno al tre novembre.

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