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La ricetta per diventare davvero… Forti

Il 20enne di Cesenatico con buoni risultati nel circuito ITF e nei Challenger sta facendosi largo nel tennis professionistico: “Dentro è scattato qualcosa in termini di convinzione, ma niente obiettivi di classifica”. Un suo tweener candidato dall’Atp a colpo dell’anno

di Gianluca Strocchi | 16 agosto 2019

Tre mesi fa aveva rotto il ghiaccio nel circuito professionistico, alzando al cielo il trofeo a Casale Monferrato proprio mentre a Roma si concludevano gli Internazionali BNL d’Italia, poi subito dopo i primi quarti di finale a livello challenger, con “scalpi” eccellenti come quelli di Gianluigi Quinzi, Viktor Galovic e Paolo Lorenzi (prima di essere stoppato da Gianluca Mager), e ancora a inizio luglio la finale nel 25mila dollari di Cuneo. In questo 2019 da applausi per l’Italtennis Francesco Forti è uno dei numerosi giovani che si sta mettendo in evidenza a suon di risultati: non a caso, qualche settimana fa ha stabilito il proprio best ranking (numero 393 Atp). La sua lunga estate calda (ottavi anche a San Benedetto del Tronto dove si è preso la rivincita con Mager) è tutt’altro che finita, visto che dopo il 2° turno a Cordenons è atteso la prossima settimana da un altro challenger, gli Internazionali di Tennis Città dell’Aquila, dove sarà in tabellone principale con una wild card (come pure Lorenzo Musetti).

“Ora gioco con più convinzione e coraggio”

Non c’è un segreto particolare dietro questi risultati, se non il fatto che sto riuscendo a raccogliere i frutti del lavoro che svolgo tutti i giorni in allenamento - spiega il 20enne di Cesenatico, che da tre anni fa base al Centro Tecnico Federale di Tirrenia – Il titolo a Casale Monferrato mi ha dato maggiore fiducia, poi a Vicenza ho alzato il livello. E a quel punto è come se fosse scattato dentro qualcosa in termini di convinzione e coraggio nell’affrontare i match, credendo fino in fondo nella possibilità di vincerli. Il mio tennis? Passa molto dai primi colpi, in particolare il servizio, che è un po’ il punto di forza. Essendo dotato di una buona forza fisica, sono uno che spinge e cerca il punto con decisione, entrando dentro al campo, mentre il talento, la cosiddetta ‘mano’, è quello che è… Con i tecnici federali Claudio Galoppini e Giancarlo Petrazzuolo, dopo aver perfezionato la spinta delle gambe e gli appoggi, ci stiamo focalizzando sul colpire la palla, sia in termini di peso che come velocità”.

Tweener candidato a colpo dell’anno

A impreziosire ulteriormente l’annata positiva di Forti (lo scorso anno ha ottenuto il diploma di maturità al liceo scientifico-linguistico) c’è stata pure una magia sul campo a San Benedetto, un tweener da standing ovation che gli è valsa persino sui social la nomination Atp per il colpo dell’anno.

 

“Non c’è posto migliore di Tirrenia”

Anche se ha dovuto lasciare la Romagna, Francesco è pienamente convinto della scelta di vivere full time il Centro Tecnico Federale di Tirrenia. “Non c’è posto migliore per approcciarsi a 360 gradi alla vita da professionista, abbiamo a disposizione tutto ciò che è necessario. Ora Tirrenia è un po’ la mia seconda casa, ma è stato difficile l’impatto iniziale - riconosce Forti - Mi mancavano i miei genitori, il mio fratellino e i nonni, con cui all’inizio andavo spesso ai tornei. Per fortuna quando gioco in Italia, appena possibile, la mia famiglia mi segue dal vivo. Sono consapevole che per tentare di emergere nel tour occorrono sacrifici, vedo pure i miei amici che con il lavoro e altri impegni cambiano i loro ritmi di vita. So comunque che un giorno, prima o poi, tornerò a Cesenatico, dove sono le mie radici e tanti legami che ho conservato nel tempo”.

“Per ora niente obiettivi di classifica”

Nonostante l’ascesa delle ultime settimane, Forti (“ho preso in mano la racchetta di beach tennis di mio padre prima dei 5 anni”, ricorda) rimane con i piedi per terra. “In questa fase non intendo pormi alcun tipo di obiettivo di classifica. In particolare, voglio evitare di mettermi addosso pressione da solo, devo solo continuare a lavorare in questo modo per andare in campo con il pensiero di competere e lottare su ogni punto, spingendo i colpi senza paura. Lo scorso anno, ad esempio, il desiderio di essere fra gli otto per le qualificazioni Next Gen italiane ha finito per condizionarmi sul piano psicologico, impedendomi di rendere al massimo”, conclude Francesco.

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