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Pellegrino rilancia, scommettendo su se stesso

Il 22enne pugliese, senza allenatore da qualche mese, sta vivendo la sua miglior stagione a livello pro: “Mi piace il modo in cui lotto in ogni match. Vincere, poi, regala fiducia e aumenta le motivazioni. Punto a giocare le qualificazioni dei prossimi Australian Open”

di Gianluca Strocchi | 08 agosto 2019

Alla voce vittorie è arrivato a quota trentuno con la netta affermazione sul portoghese Goncalo Oliveira, che gli ha aperto le porte degli ottavi di finale al challenger di Manerbio - Trofeo Dimmidisì di Manerbio (46.600 euro, terra). C’è poco da girarci intorno, il 2019 è la miglior stagione di sempre per Andrea Pellegrino. A onor del vero, la stagione del rilancio.

“Non valuto il 2018 negativamente”

Già, perché dopo una crescita impetuosa nel 2016 e incoraggianti conferme nel 2017 (con la partecipazione alle qualificazioni italiane delle Next Gen ATP Finals), lo scorso anno c'è stato un passo indietro prima della recente rinascita. “In realtà non valuto negativamente il 2018 – afferma il 22enne di Bisceglie, attualmente numero 328 Atp, non distante dal best ranking di numero 315 fatto segnare alla fine di aprile dello scorso anno  – nel quale ho giocato tanti Challenger e neanche un Futures. A questo livello trovi giocatori molto forti e può capitare di avere annate non troppo positive. L'importante è lavorare tutti i giorni con impegno e credere in quello che fai. Prima o poi, i risultati arrivano”.

“La chiave è la continuità di rendimento”

Nel giugno del 2013 il ragazzo pugliese, che ha mosso i primi passi insieme al padre Mimmo, maestro di tennis, frequentando poi l’Accademia del tennis di Bari, ha alzato al cielo il trofeo al Torneo dell’Avvenire, a Milano, una sorta di mondiale under 16 spesso e volentieri trampolino di lancio verso i piani nobili del circuito (guardando i nomi che figurano nell’albo d’oro). E proprio in ambito junior (ex top 30) e nelle competizioni giovanili a squadre, indossando i colori azzurri delle varie rappresentative, Pellegrino ha avuto modo di affrontare diversi dei talenti Next Gen. “Conosco Zverev, Rublev e gli altri giovani che sono emersi già da qualche stagione. Di certo vedere miei coetanei già arrivati a livelli così alti rappresenta una motivazione ulteriore nel proseguire lungo il mio percorso – sottolinea Andrea, grande appassionato di calcio e tifoso dell’Inter - lavorando ancor più duramente. Che cosa mi manca per compiere il salto di qualità? Più che una questione tecnica penso si tratti di un processo di maturazione e di acquisire una maggior convinzione nei miei mezzi, per riuscire ad esprimermi al massimo in ogni match, con la consapevolezza di poter fare partita alla pari e quindi anche risultato con giocatori di miglior classifica. E’ la continuità di rendimento la chiave per poter eccellere in un circuito altamente competitivo come quello professionistico, dove gli atleti hanno una mentalità ben precisa, non lasciando nulla al caso”.

In cerca di un coach

Dopo tanti anni trascorsi al Centro Federale di Tirrenia (il suo ultimo tecnico è stato Giancarlo Petrazzuolo), adesso Pellegrino è tornato a casa, nella sua Bisceglie. “Lavoro con il preparatore fisico Mauro Atencio, che è con me qui a Manerbio. Sul piano atletico stiamo facendo un ottimo lavoro, conosco Mauro da tempo, sin da quando lavoravo a Tirrenia e lui ci trascorse un anno. È una persona molto positiva, mi dà energia, mi fa del bene e sono contento di averlo con me. Sul piano tecnico, ogni tanto mio padre mi dà una mano. Chiaramente sono in cerca di un coach, avere un allenatore è una cosa in più che aiuta a fare miglioramenti. Ma non è facile trovarlo a metà stagione, perché sono tutti organizzati e hanno già accordi con i vari giocatori. Spero di trovare qualcosa a settembre, per ora mi adatto con quello che ho e provo a fare del mio meglio”.

Obiettivo qualificazioni a Melbourne

Il che gli sta riuscendo abbastanza spesso, considerando che nel 2019 ha conquistato un titolo Futures (a Porec, in Croazia), raggiunto due finali e disputato numerosi buoni match nei Challenger, con i quarti a Vicenza come punta di diamante. “È vero che ho vinto tante partite, ma mi sta piacendo il fatto di lottare in ogni incontro. In passato, tante volte mi è capitato di mollare. Vincere, poi, regala fiducia e permette di allenarsi meglio. E aumenta la motivazione nel viaggiare tutte le settimane”. Quella che serve, come carburante, per alimentare l’inseguimento all'obiettivo stagionale: una classifica che gli consenta di disputare le qualificazioni dei prossimi Australian Open. Per riuscirci, Pellegrino dovrà raccogliere almeno 90-100 punti ATP da qui a fine anno. Chissà che la terra bresciana non possa dargli una bella mano.

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