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Francesco Maestrelli, il piccolo Medvedev

Fisico imponente, gran rovescio e servizio esplosivo. Il 17enne di Pisa, che per movenze e colpi a qualcuno ricorda il russo, racconta la prima esperienza junior nello Slam australiano

di Stefano Izzo | 11 febbraio 2020

L’Australia può apparire ai più un altro mondo, talmente lontano da risultare addirittura terra irraggiungibile anche nell’era della globalizzazione. Francesco Maestrelli fino a qualche tempo fa scrutava il mappamondo e, nel gioco dei sogni, il dito puntava sempre lì, sull’emisfero australe. Il sogno è diventato realtà pochi giorni dopo il suo 17esimo compleanno, il 21 dicembre scorso, quando il ragazzone pisano ha preso parte alla spedizione azzurra di junior che ha fatto rotta sull’Australia per iniziare la stagione 2020 sul cemento Down Under. “E’ sempre stata una delle mie massime aspirazioni – racconta Francesco – L’anno scorso sono partito da molto lontano in classifica e mi sembrava impossibile poter giocare in uno Slam. Melbourne appariva come un traguardo troppo remoto e invece sono riuscito a guadagnarmi sul campo la possibilità di esserci”. La sterzata nella vita tennistica di Maestrelli è arrivata repentina poco meno di un anno fa, con il primo titolo ITF conquistato nel Grado 4 di Kramfors partendo dalle qualificazioni. Un primo brindisi piuttosto precoce se si considera che l’allora 16enne toscano era appena alla terza partecipazione in un torneo ITF. “Ho sempre cercato di coniugare tennis e studio – spiega Francesco iscritto al quarto anno al liceo scientifico Dini di Pisa – Ho ottenuto di poter frequentare le lezioni tre giorni a settimana, mentre gli altri sono dedicati interamente al tennis. Ho l’ambizione di veder crescere il mio gioco, ma allo stesso tempo cerco di non trascurare la scuola”.


IL SOGNO AUSTRALIANO

Nell’ultimo anno Francesco ha incrementato la partecipazione negli ITF, facendo finale e semifinale nei Grado 1 di Offenbach in Germania e Repentigny in Canada. Avrebbe potuto essere già ai blocchi di partenza del suo primo Slam nell’ultimo Us Open, ma a New York non ha potuto giocare per via di un infortunio. E allora il battesimo nel grande tennis è arrivato proprio nell’agognata Australia. “E’ stato ancora più emozionante di come lo avevo immaginato. L’occhio di falco, i raccattapalle che ti portano l’asciugamano, i campi finalmente non tutti attaccati. E poi entrare negli spogliatoi e trovare tutti i giorni Shapovalov o Kyrgios che ascolta musica con le cuffie. E’ stata un’esperienza incredibile che mi porterò dentro a lungo”.

In termini di risultati l’avventura australiana non ha riservato grandi soddisfazioni a Maestrelli, che con i suoi 17 anni appena compiuti era il più piccolo della comitiva azzurra dopo Luca Nardi, con cui ha un legame molto stretto insieme a Lorenzo Rottoli. Eliminazione al primo turno nel Grado 1 di Traralgon e stop al debutto a Melbourne. “Ho avuto difficoltà ad ambientarmi al clima, l’aria non era delle migliori e inizialmente ho avuto anche un po’ di influenza. A Traralgon il sorteggio non mi ha dato certo una mano, visto che sono capitato col francese Cazaux, poi vincitore del torneo (vittoria in finale contro Flavio Cobolli) e finalista subito dopo all’Australian Open. A Melbourne ho giocato un discreto tennis anche se la tensione, ammetto, era alta. La ritengo, comunque, un’esperienza positiva”.


MODELLO RUSSO

Maestrelli da due anni si allena al Centro Tecnico federale di Tirrenia ed è seguito dal coach Claudio Galoppini. Gran rovescio, il colpo migliore, e servizio poderoso dall’alto del suo metro e 94. Armi vincenti soprattutto sul veloce, la superficie preferita. Qualità che hanno portato qualche osservatore a definirlo un piccolo Medvedev. “E’ sicuramente un accostamento che mi inorgoglisce. Mi ispiro a lui, quello che ammiro del russo è che pur non essendo il massimo esteticamente, è molto efficace. Non è facile per un giocatore della sua statura muoversi così bene in campo. E’ una grande qualità che sto cercando di portare nel mio tennis. Con Claudio (Galoppini) stiamo facendo un gran lavoro sulla parte destra, l’aspetto che devo migliorare di più”.

 


QUESTIONI DI CAMPANILE

Se il 2019 è stato un anno per il primo importante salto, il 2020 si presenta come la stagione fondamentale per il passaggio verso i pro. “Vediamo da dove ripartire, Heraklion, Monastir e Sharm El Sheikh sono delle possibilità. Potrò giocare più Slam giovanili e questo spero possa contribuire alla mia crescita, come mi auguro di poter disputare qualche Future. L’ambizione di crescere c’è, la priorità in questo momento è avere chiarezza mentale e spensieratezza quando scendo in campo”.

Nel frattempo, Francesco si divide tra Tirrenia, Pisa e Livorno, dove è tesserato per il TC Livorno Villa Lloyd. Meglio un morto in casa che un pisano all’uscio è il detto che contraddistingue l’agguerrita rivalità tra le due cittadine toscane. Ma il rapporto è tutt’altro che conflittuale, nonostante Maestrelli sia tifosissimo del Pisa. “A Livorno sono molto cordiali. E’ un piacere ogni volta che scendo in campo per loro e ricevo sempre una bella accoglienza”.

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