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Melbourne, l'invasione degli azzurrini

A un anno di distanza dal trionfo di Musetti, abbiamo una nutritissima pattuglia di aspiranti promesse, che hanno fatto molto bene nella “prova generale” dello Slam Junior, il G1 di Traralgon

di Roberto Commentucci | 24 gennaio 2020

La pattuglia degli azzurrini alla conquista di Melbourne, per lo Slam junior a Melbourne Park, anche quest’anno è particolarmente nutrita: come ci racconta il Responsabile del settore Under 18, il veterano Giancarlo "Jack" Palumbo, "con 12 atleti, 8 ragazzi e 4 ragazze, l'Italia è la terza delegazione più numerosa, dopo quelle di Stati Uniti e Francia, ed escludendo naturalmente l'Australia, che può sfruttare le tante wild card a cui ha diritto il paese organizzatore".
Attenzione però: non portiamo solo quantità, ma anche qualità: fra i maschi abbiamo Flavio Cobolli, romano, classe 2002, n. 13 del ranking juniores, e il pesarese Luca Nardi, uno dei 2003 meglio piazzati con il suo 50esimo posto. Completano la compagine altri 6 atleti classe 2002: il romano Matteo Gigante, mancino di piccola taglia ma di grande esplosività, il siciliano Fausto Tabacco, il potente lombardo Samuel Vincent Ruggeri, i toscani Francesco Maestrelli e Lorenzo Rottoli, e infine Biagio Grammaticopolo. Fra le ragazze, abbiamo la lombarda Lisa Pigato, classe 2003, che vanta già due vittorie in tornei professionistici da 15.000 dollari, la forte biondina trentina Melania Delai, e infine Matilde Mariani e Sofia Rocchetti. Insomma: non abbiamo più Musetti e Zeppieri, ma anche quest’anno siamo molto ben rappresentati.

BUON COLLAUDO A TRARALGON

La Federazione ha messo in atto uno sforzo organizzativo e logistico davvero rilevante: i ragazzi sono accompagnati, oltre che dal Responsabile Giancarlo Palumbo, dai tecnici federali Giancarlo Petrazzuolo e Cristian Merlato, e dal preparatore fisico Roberto Petrignani. Sono poi aggregati alla spedizione i coach privati Stefano Cobolli (che segue Matteo Gigante e ovviamente suo figlio Flavio), Alessandro Bertoldero (tecnico di Melania Delai) e Giovanni Oradini (Lisa Pigato).
Il gruppo è partito da Fiumicino lo scorso 8 gennaio, in modo da avere il tempo necessario per smaltire il fuso orario e prepararsi adeguatamente per l'esordio nel consueto evento di preparazione allo Slam, il torneo di Traralgon, di categoria G1.

Si è trattato di una vera e propria "prova generale", dal momento che, come ci dice Palumbo “il campo di partecipazione era molto qualificato. I giocatori presenti a Traralgon erano sostanzialmente gli stessi che sono al via a Melbourne. Mancavano solo il francese Mayot, molto buono, che sarà la testa di serie n. 1, e 3 o 4 ragazze”. L’elevato livello tecnico conferisce ulteriore valore agli ottimi risultati conseguiti dalla truppa azzurra: nel maschile abbiamo registrato i quarti di finale di Nardi (superato in due tirati set da Cobolli), la semifinale di Gigante (anche lui sconfitto da Cobolli, suo compagno di allenamento) e la finale per Flavio, sconfitto all’ultimo atto dal francese Cazaux. Cobolli e Gigante, i due alfieri della Rome Tennis Academy, si sono rifatti vincendo il doppio. Tra le ragazze, molto bene Delai (finalista in singolo e in doppio, con Pigato) e Lisa Pigato, che nel match di terzo turno è stata l’unica a far soffrire la vincitrice del torneo, la temibile russa Polina Kudermetova, sorella minore di Veronika, n. 40 del mondo.

ANCHE GIGANTE E DELAI IN MAIN DRAW

Con i brillanti piazzamenti centrati a Traralgon, Gigante e Delai, che avrebbero dovuto fare le qualificazioni a Melbourne, si sono guadagnati un bello special exempt per il tabellone principale. “E’ importante, soprattutto perché consentirà ai ragazzi di recuperare energie. Il torneo di Traralgon è stato gratificante ma anche massacrante. A causa della pioggia ci sono stati molti rinvii e i ragazzi arrivati alle fasi finali, sia in singolo che in doppio, hanno dovuto disputare 3 o anche 4 match nella stessa giornata”. Anche da queste cose, del resto, passa la costruzione di un giocatore. “Sono esperienze preziose, per ragazzi che hanno ambizioni di professionismo. E’ importante che si abituino a gestire questi contrattempi, che sono del tutto normali per i pro, e che li vivano con il giusto approccio, senza farsene troppi alibi”.

Intorno alla pattuglia azzurra si respira un’aria rilassata e serena. I ragazzi e i tecnici hanno fatto gruppo, c’è molta empatia e, giorno dopo giorno, sale la speranza di ottenere un risultato di prestigio.  Chiude Palumbo: “Abbiamo ragazzi e ragazze con ottime qualità, e si è visto a Traralgon. La speranza è quella di fare anche quest’anno qualcosa di buono. Però il torneo dello Slam è una cosa diversa, c’è più pressione, si gioca davanti a un mucchio di gente, ci sono i media, i giocatori professionisti e i loro staff, e sarà importante gestire la tensione. Ma ho fiducia.” E ora, la parola al campo.


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