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Eleonora Alvisi alla ricerca del tempo perduto

Dopo un 2019 nero segnato da gravi infortuni, la 16enne pugliese è pronta al grande salto dagli Junior ai Pro. Ripartirà dal Sudamerica: "Adesso non vedo l’ora di iniziare daccapo"

di Luca Fiorino | 19 gennaio 2020

Una ragazza leale e sincera fuori dal campo quanto aggressiva e propositiva sul rettangolo di gioco. Eleonora Alvisi, campionessa italiana under 16 nel 2018 e grande protagonista col CT Bari nel campionato di Serie A2 della passata stagione, è una delle più fulgide promesse del tennis azzurro. Malgrado un’annata in chiaroscuro nella quale non è stata libera di poter esprimere appieno il proprio potenziale a causa di qualche infortunio di troppo, la giovane tennista pugliese sogna ancora in grande ed è pronta al riscatto. “Quel che è successo lo scorso anno è soltanto un lontano ricordo. Adesso non vedo l’ora di iniziare daccapo”. Eleonora inaugurerà la nuova stagione in Paraguay, accompagnata dal tecnico federale Giovanni Paolisso, per poi chiudere lo swing sudamericano in Brasile dove la raggiungerà coach Sebastian Vazquez. “Le persone in Sudamerica hanno una mentalità diversa da noi - dichiara Eleonora -. Trovano una soluzione per ogni cosa senza farne un dramma in caso di sconfitta. In questi viaggi c’è sempre tanto da imparare e sono contenta di ritornarci”. Alvisi, una delle più forti giocatrici classe 2003 italiane, sarà impegnata in tornei di grado A e grado 1. “Saranno degli appuntamenti importanti per testare il mio attuale livello fisico e tennistico - dichiara la barlettana -. Assieme a me ci saranno anche Zucchini, Serafini e Paoletti e tante altre italiane”.

DA SUD VERSO NORD

Eleonora Alvisi nasce a Barletta il 13 marzo del 2003 da papà Stefano, di professione commercialista, e da mamma Maria. Muove i primi passi nel tennis all’età di 6 anni, subito dopo aver visto il padre dilettarsi con la racchetta. “Vedendolo giocare mi sono incuriosita e in un batter d’occhio mi sono innamorata del tennis - confessa Eleonora -. Il mio primo maestro, al quale devo molto, è stato Vincenzo Falcone. Con lui ho cominciato a giocare i primi tornei e da allora ho sempre dedicato la mia vita a questo sport”. All’età di 13 anni, Eleonora si trasferisce a Foligno sotto l’egida di Sebastian Vazquez, suo attuale coach. “Non è stato semplice lasciare tutti gli affetti - ammette la pugliese -. La nostalgia di casa e dei miei genitori si sentiva, d’altronde ero ancora molto piccola. Fortunatamente mi sono subito ambientata e integrata in un bel gruppo formato da otto ragazze con cui mi vedo e sento tuttora. Sono estremamente grata a mamma e papà per avermi sempre appoggiata nelle mie scelte di vita”. Da circa un anno, Alvisi si è spostata al Tennis Club Padova al seguito di Sebastian Vazquez in una nuova tappa del suo percorso di crescita. “Inizialmente mi ha pesato un po’ questo cambiamento ma era inevitabile - rivela -. Adesso mi trovo benissimo e ho instaurato nuove amicizie con altre ragazze. Cos’è cambiato? Principalmente da quando sono qui sto lavorando molto di più sul piano fisico. Non a caso, ho basato gran parte della mia lunga preparazione invernale proprio su questo aspetto”.

UN NUOVO INIZIO

Non esiste notte tanto lunga da impedire al sole di risorgere. Eleonora, dopo aver fatto i conti lo scorso anno con una sfortuna dannatamente sfacciata, ha intenzione di lasciarsi alle spalle tutti i pensieri negativi. “Non è stata affatto una stagione facile - rivela la barlettana -. Ho subito due gravi infortuni che mi hanno tenuta ferma ai box per un totale di circa 9 mesi. Adesso, dopo aver superato il trauma, mi sento in netta ripresa”. La giovane pugliese è stata dapprima bloccata da una periostite tibiale salvo poi strapparsi successivamente il bicipite femorale. “Il secondo infortunio è arrivato ad aprile in un torneo di grado 1 a Beaulieu Sur Mer (cittadina francese, ndr) contro Elsa Jacquemot - racconta Eleonora -. Durante un recupero mi è scivolato il piede, mi sono provata a rialzare ma non potevo più distendere la gamba. Sono stata inizialmente due settimane con le stampelle, poi ho iniziato il percorso di riabilitazione ma ricordo ancora che piangevo a dirotto ogni giorno per quanto fossi dolorante. È stato un periodo duro nel quale ho pensato soltanto alla salute e a guarire senza bruciare le tappe inutilmente. Ho ripreso a giocare verso fine agosto ma oramai la stagione era segnata. Un po’ di timore di farmi male quando mi muovo sul campo ce l’ho ancora ma adesso per fortuna la paura è passata quasi del tutto”.
Flavia Pennetta è da sempre il mio idolo. Ricordo come se fosse ieri il suo modo di stare in campo e il suo tennis da grande campionessa
Una regione sempre più sinonimo di garanzia assoluta. La Puglia, come oramai noto, è da anni fucina di grandi giocatrici che hanno scritto nel recente passato la storia del tennis italiano impreziosendo l’albo d’oro dei più grandi tornei al mondo. Eleonora Alvisi sogna di poter ripercorrere in futuro le orme delle corregionali Vinci e Pennetta. “Flavia Pennetta è da sempre il mio idolo - svela Eleonora -. Anche se ha smesso di giocare da un po’ di tempo, ricordo come se fosse ieri il suo modo di stare in campo e il suo tennis da grande campionessa. Il fatto che a me piaccia tanto e siamo nate entrambe in Puglia è una semplice coincidenza perché l’avrei stimata tanto lo stesso. Se la conosco? No, purtroppo non ho mai avuto occasione. Spero di incontrarla presto”. Eleonora guarda poco tennis in tv, ama stare in compagnia delle amiche e scorrazzare tra sgommate e fango sulla visiera nei crossodromi. “Amo il motocross e gli sterrati da quando ho 13 anni - confida la pugliese -. È una passione che mi ha tramandato papà e che pratico nei ritagli di tempo specialmente nel periodo estivo”. Una grande maturità accompagnata da una scarsa propensione alla scaramanzia. “Oggetti fortunati? No, non ne ho perché non ci credo. L’unico rito, se così vogliamo definirlo, che seguo alla lettera è sentire al telefono mio padre prima di ogni partita. Nessuno è in grado di trasmettermi sicurezza e tranquillità come fa lui”.

IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE

Attesa quest’anno al salto dal mondo junior a quello professionistico, Eleonora si dimostra consapevole dei propri mezzi e pronta ad assaporare i primi tornei ITF. “Secondo me il livello di grado A juniores non di discosta più di tanto dai tornei professionistici da 15.000 dollari. Oserei dire che come mentalità e agonismo siano forse addirittura superiori. Ciò che immagino possa divergere è l’esperienza delle giocatrici impegnate anche se non mi spaventa confrontarmi contro tenniste più grandi d’età. Anzi, mi motiva ancora di più. Sarà una sfida personale bellissima che inizierò da metà 2020 a seconda dei tornei in calendario”. Il percorso di crescita è ancora lungo, le fondamenta sono estremamente solide. La tennista pugliese preferisce mantenere un profilo basso senza volare troppo in alto. “Un sogno nel cassetto? Vorrei entrare in top 50 e diventare una professionista. Lavoro duramente ogni giorno affinché tutto questo possa un domani realizzarsi”. Con il borsone sulla spalla e una valigia piena di sogni, Eleonora è pronta a ripartire e a lasciarsi alle spalle i ricordi di un anno sfortunato.

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