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Luca Nardi e la scelta di Tirrenia per diventare grande

Comincia la stagione junior in Australia il pesarese classe 2003, che da settembre si è trasferito al Centro Tecnico Federale dove è seguito da Claudio Galoppini: “L’Italia vive un buonissimo momento con tanti giovani di qualità. Mi piacerebbe unirmi a loro, prima devo alzare il mio livello di gioco”

di Luca Fiorino | 10 gennaio 2020

Facilità di gioco impressionante, carattere tranquillo, margini di miglioramento enormi. Luca Nardi, numero uno dItalia fra i classe 2003 nell’ITF ranking under 18, non ama particolarmente le copertine né stare al centro dell’attenzione. Eppure, nonostante la giovanissima età, è da diverso tempo sulla bocca di molti addetti ai lavori in virtù dei successi giovanili conseguiti e dei primi punti ATP conquistati quando aveva appena 14 anni. Benché navigare con successo nel mare magnum del mondo juniores non sia garanzia di sicuro avvenire fra i professionisti, la direzione presa dal marchigiano sembra rassicurare anche i più scettici. Da settembre ha salutato Pesaro, la città natale, e si è trasferito a Tirrenia nel Centro Tecnico Federale dove è seguito quotidianamente nel suo percorso di crescita.
Luca è un ragazzo intelligente ed equilibrato - afferma Claudio Galoppini, ex coach storico di Paolo Lorenzi oggi -. Inizialmente aveva un po’ di timore ad allontanarsi da casa ma per fortuna si è ambientato presto e meglio di quanto potessi immaginare in partenza. Il nostro compito è stato metterlo a suo agio e assicurargli la necessaria elasticità in questo nuovo capitolo della sua vita”.
Luca Nardi inaugurerà la stagione in Australia, dove sarà in main draw a Melbourne accompagnato dal tecnico federale Giancarlo Petrazzuolo, per poi prender parte nel mese di febbraio a qualche torneo Futures sul cemento outdoor.

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Luca Nardi nasce a Pesaro il 6 agosto del 2003 da papà Dario, notaio in uno studio della città, e da mamma Raffaella. Impugna la prima racchetta già da piccolissimo, fortemente incuriosito dal fratello Niccolò. “Era inevitabile che prima o poi vedendolo giocare mi avvicinassi anche io a questo sport - spiega il marchigiano -. Era un buon talento, adesso all’età di 23 anni sta smettendo per via dello studio. Ho anche una sorella più grande di nome Giulia. Lei ha sempre nuotato e attualmente studia all’Università Bocconi di Milano”. 

Luca muove i primi passi nel tennis mettendosi in luce al Lemon Bowl - torneo giovanile capitolino di grande tradizione - sia nella categoria under 10 che under 12. Dopo aver fatto tabula rasa di successi a livello nazionale, il suo nome inizia anche a comparire sul taccuino di alcuni manager stranieri grazie al titolo colto al torneo Les Petits As di Tarbes nel 2017. Un evento di fama internazionale, equiparabile a un Campionato del Mondo under 14, al quale hanno partecipato in passato giocatori del calibro di Rafael Nadal, Roger Federer, Novak Djokovic e Andy Murray. “Fu una grande settimana - ricorda Nardi -. Non avevo alcun tipo di aspettativa alla vigilia perché non toccai la racchetta la settimana prima del torneo a causa di un forte virus intestinale. Più vincevo e più mi sentivo sollevato di aver passato almeno un turno. È stata un’esperienza bellissima da cui ho imparato tanto”.

QUALITA’ SUGLI SCUDI

Un’inesauribile gamma di soluzioni accompagnata da una completezza tecnica ragguardevole. Il progetto costruito su misura per Luca Nardi segue delle linee guida ben definite. “È un tennista dalle grandi potenzialità - afferma Galoppini -. Ingabbiarlo eccessivamente in giocate prestabilite sarebbe controproducente per uno dalle sue caratteristiche. Pertanto, avendo a disposizione una marea di soluzioni, va lasciato libero di agire senza togliergli estro e imprevedibilità”. Il prossimo passo sarà tramutare l’anarchia tattica in caos ordinato continuando a preservare l’istinto. “A questa età è tipico di chi esprime un tennis brillante e dalle mille varianti andare un po’ in confusione in determinate situazioni di gioco - spiega il tecnico federale -. Da correggere tecnicamente non c’è nulla, serve più che altro una maggiore disciplina tattica. In off season ci siamo concentrati tanto sul servizio e su alcune fasi di gioco col dritto a sventaglio e sulle palle più basse dentro al campo. Ha lavorato inoltre molto fisicamente riscontrando meno difficoltà di quel che mi potessi aspettare. Era la prima volta che svolgeva una preparazione atletica così lunga e intensa”. Il salto dal mondo juniores a quello dei grandi è imprevedibile, anche per chi sembra avere le stimmate del predestinato. “Ha le caratteristiche per diventare un professionista ma ci vuole molta calma perché non basta il solo tennis - sottolinea Claudio Galoppini -. L’importante è che senta lui il fuoco dentro e la spinta per migliorarsi giorno dopo giorno. Se ricordo qualcuno alla sua età giocare così? Nessuno, è il giocatore con più qualità che io abbia mai allenato”.

LA RICETTA DELL’AMORE

Una mosca bianca in uno sciame che svolazza nel senso contrario. Fuori dagli schemi di ordinaria formulazione, Nardi si distingue dalla massa per avere abitudini differenti rispetto a tanti suoi amici del rettangolo da gioco. “Non guardo il tennis in tv perché mi annoia, preferisco guardare altro - afferma Luca -. Non ne sono innamorato, sono semplicemente un ragazzo a cui piace giocarci. È una passione che coltivo come tante altre ma non rappresenta l’unica ragione della mia vita. Il mio scopo principale, se mai un domani dovessi diventare un professionista, è viaggiare per il mondo giocando ad alti livelli. Praticare uno sport ed essere in grado di trasformarlo in un vero e proprio lavoro sarebbe stupendo. Un sogno nel cassetto da esaudire in futuro? È difficile ma la mia ambizione più grande è vincere uno Slam”. 

Quando ci si trova davanti un ostacolo, la linea più breve tra due punti delle volte può essere una semplice linea curva. La missione a cui è chiamato Claudio Galoppini non si prospetta delle più semplici. “Oggi il tennis per lui non è la priorità assoluta - spiega il tecnico federale -. L’obiettivo di questo primo anno assieme a Tirrenia era provare a fargli cambiare idea senza alcuna forzatura lavorando in un clima disteso e sereno. Siamo soddisfatti del lavoro svolto in questi mesi”.

IL TENNIS FRA I BANCHI DI SCUOLA

L’apprendimento è un tesoro che segue il suo proprietario ovunque vada. La scuola ha da sempre rivestito un ruolo fondamentale nella vita di Luca, anche quando il tennis è entrato sempre più prepotentemente nella quotidianità. “Ho frequentato a Pesaro il liceo scientifico per i primi due anni con buoni risultati prima di trasferirmi a Tirrenia - racconta Nardi -. Ora studio qui per poter conciliare l’attività sui campi con quella sui libri”. Durante le lezioni condivide il banco di scuola con Lorenzo Musetti. “Siamo molto amici - svela il pesarese -. Conosco bene lui ma anche Giulio Zeppieri mentre non ho mai avuto modo di incontrare Jannik Sinner. In linea generale mi ritengo un ragazzo socievole ed è per questo che lego senza troppe difficoltà anche con i ragazzi stranieri. Hobby particolari? Mi piace giocare a calcetto e a padel”.

“Alzare il livello per arrivare su palcoscenici importanti”

Luca Nardi potrebbe far presto parte della nouvelle vague del tennis azzurro aggiungendo il proprio nome alla lista dei "fab 3" Next Gen tricolori. “C’è grande fermento in questi mesi. Il nostro Paese sta vivendo un buonissimo momento con una concentrazione impressionante di giocatori bravi e giovani. Non nascondo che mi piacerebbe un domani unirmi a loro. Ho tantissima voglia di calcare quei palcoscenici e iniziare. Prima però dovrò imparare ancora tante piccole cose - conclude il pesarese - e alzare il mio livello di gioco”. Il futuro in casa nostra è già iniziato.

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