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Te la do io l'America...

E' cominciata la trasferta degli azzurrini, che culminerà a New York con l'appuntamento degli US Open nella prima settimana di settembre. Vincente la sinergia tra Federazione, maestri e coach degli under 18

24 agosto 2019

Un finale di estate intenso per gli Under 18 azzurri. Competere e accrescere la competitività sulle superfici veloci e confrontarsi con i migliori giocatori del circuito giovanile mondiale. Con questi obiettivi la spedizione tricolore ha varcato l'oceano. I primi a partire sono stati Flavio Cobolli (ha raggiunto i quarti in singolare e la finale in doppio agli ultimi Roland Garros junior), Lorenzo Rottoli, Francesco Maestrelli e Samuel Vincent Ruggeri (tutti classe 2002), che hanno giocato un Grade 1 nel Maryland facendo il loro esordio nel circuito americano (Cobolli e Rottoli si sono fermati nei quarti). A loro si sono aggiunti per partecipare la prossima settimana a un torneo in Canada (a Repentigny, sobborgo di Montreal) prima dell'appuntamento degli US Open (1-8 settembre), Luca Nardi (classe 2003), Luciano Darderi (classe 2003), Matteo Arnaldi e Francesco Passaro. Gli ultimi due, entrambi classe 2001, faranno il loro ritorno negli States dopo l'avventura vissuta lo scorso anno e concluderanno con gli US Open junior la loro esperienza nella categoria.

UN PERCORSO CHE PARTE DA LONTANO

"Siamo soddisfatti perché la categoria può contare, oltre sui già noti Sinner, Musetti e Zeppieri che ormai giocano nel circuito maggiore, su ragazzi che partecipano a questa trasferta americana con la possibilità integrare il gruppo in vista degli Australian Open junior 2020 del prossimo gennaio con Fausto Tabacco, Biagio Gramaticopolo e Leonardo Malgaroli, tutti nati nel 2002", spiega Giancarlo Palumbo, responsabile under 18 che segue gli azzurrini nella trasferta.
Un percorso iniziato da lontano, come sottolinea lo stesso Palumbo: "E' il frutto di un progetto che parte dagli 11 anni e in cui la federazione ha creduto. Il lavoro fatto al centro tecnico e nei centri periferici è fondamentale. I ragazzi svolgono cicli settimanali di allenamento a Tirrenia, supportati ovviamente dai loro maestri e coach. Una sinergia che si è rivelata vincente. Sicuramente le partecipazioni agli Slam junior rappresentano un punto di partenza per tutti i ragazzi che vogliono tentare, sottolineo tentare, la strada del tennis professionistico e coltivare questo sogno. Certo bisogna restare con i piedi per terra, ma ripeto, i risultati sono il frutto dell'ottimo lavoro che la federazione ha fatto e speriamo possa dare frutti anche nel prossimo decennio".

IL PROGRAMMA DELLE AZZURRINE

Non ci sono ragazze in questa trasferta americana. I motivi sono molteplici: Elisabetta Cocciaretto, che ha già esordito in maglia azzurra in Fed Cup, Federica Rossi e Martina Biagianti, tutte classe 2001e all'ultimo anno tra le junior, dopo la Summer Cup hanno cambiato definitivamente circuito facendo il salto nei tornei ITF. E con loro Alice Amendola, pure lei 18enne. Sara Ziodato (classe 2002) sta recuperando da un infortunio alla caviglia e non gioca da Wimbledon. Eleonora Alvisi (classe 2003) è rientrata dopo l'infortunio avuto lo scorso aprile in Francia al torneo di Beaulieu Sur Mer, così come Federica Sacco (classe 2002), anche lei sulla strada del recupero. Melania Delai (classe 2002) giocherà sei tornei ITF da 25mila dollari cominciando da Trieste (1-8 settembre) per poi spostarsi in Sardegna. Lisa Pigato (classe 2003) figurava come alternate agli US Open: vista l'incertezza e dovendo partecipare alla Junior Fed Cup a Lake Nona in Florida (24-29 settembre) con Matilde Paoletti e Beatrice Ricci (entrambe classe 2003) giocherà due ITF da 25mila dollari: Bagnatica la prossima settimane e poi Trieste.

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