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Partita l’innovazione formativa: come è andato il 1° modulo

Appena conclusa la prima settimana di lezione del Corso di Formazione ordinario per Maestri Nazionali che dà il via al nuovo, ambizioso quadriennio formativo. Didattica on-line, interattività e multidisciplinarità: “Bilancio positivo: puntiamo a insegnanti 3.0”

22 febbraio 2021

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I maestri del futuro devono sapere ispirare, avere visione ed essere multidisciplinari: queste le basi del nuovo quadriennio formativo

La settimana che si è appena chiusa segna un passaggio importante. Sì, perché con il primo modulo del Corso di Formazione ordinario per Maestro Nazionale 2021/2022, aperto lunedì mattina e chiuso venerdì, è partito il nuovo quadriennio di formazione dell’Istituto Superiore di Formazione Roberto Lombardi.

Si tratta di un quadriennio importante, perché a sua volta segna un’altra fase di passaggio. Quella verso la creazione del maestro 3.0, il maestro del futuro. A dare il polso del cambiamento in atto pensano le parole del direttore dell’ISF Michelangelo Dell’Edera: “Con questo corso maestri facciamo un altro passo in avanti: in undici anni abbiamo fatto molti cambiamenti. Il più importante è quello di formare non degli insegnanti che lanciano palle, ma degli insegnanti ‘che insegnano’ nel vero senso della parola. D’ora in poi, puntando ancora più in alto, vogliamo formare insegnanti che sappiano ‘ispirare’ e che abbiano una ‘visione’ ad ampio respiro”.

Un obiettivo ambizioso che però ha solide basi: “Innanzitutto perché - suggerisce Dell’Edera - il livello medio delle classi da formare si è alzato notevolmente”. Merito di un’adeguata e scrupolosa selezione, che grazie ai processi di bando raccoglie il meglio delle candidature. Dei 218 aspiranti corsisti che avevano presentato richiesta per questa sessione, solo 60 hanno ottenuto il pass per i corsi. “Si tratta dei 60 che meglio si sono classificati nelle graduatorie del bando, stilate secondo parametri oggettivi quali il titolo di studio, i pregressi tennistici o gli anni di esperienza. Così, tanto per fare un esempio, adesso lavoriamo con più laureati”.

Il nuovo quadriennio formativo, come avevamo avuto modo di spiegare nelle scorse settimane, si è aperto con una novità anche molto pratica. Il Corso Maestri, così pensato e perfezionato, è al suo esordio: per la prima volta i moduli scientifici, i primi due dei sei previsti, si svolgono ‘a distanza’, on-line. Con le tecnologie e le strumentazioni della Scuola dello Sport di Sport e Salute, in modalità sincrona. Il che significa che le lezioni sono in presa diretta, non registrate.

“Questa edizione rappresenta un unicum, perché il corso è in continua evoluzione e perché già dal prossimo anno contiamo di far svolgere le lezioni dei moduli scientifici sempre on-line ma in modalità asincrona”, spiega Dell’Edera. Vale a dire in modalità on-demand.

Si badi bene che non si tratta di una misura emergenziale per combattere l’emergenza sanitaria, ma un piano strutturale: “Parliamo di un processo che va sempre più incontro alle esigenze dei corsisti - sottolinea Dell’Edera - e se da un lato è vero che questo maledetto Covid ci ha fatto perdere un anno, dal punto di vista dell’evoluzione di certe tecnologie e processi ce ne ha fatti guadagnare 10”.

La continua evoluzione e la velocità di adattamento alle situazioni ormai sono caratteristiche sempre più necesserarie. Il tutto in un periodo che già di per sé, per quanto riguarda il tennis, ha rappresentato una serie di grossi cambiamenti che non potevano non influire anche sulla didattica e, di riflesso, sulla formazione degli insegnanti.

“Pensate soltanto alle nuove regole testate nel formato Next Gen già da qualche anno: lo shot clock non più discrezionale sul servizio, i no-ad… tutto si velocizza, tutto cambia. Gli insegnanti devono essere sempre più in grado di abbracciare questi cambiamenti e accompagnare i propri allievi”.

L'aula virtuale con i corsisiti durante la prima settimana di lezioni, il 1° modulo del Corso Nazionale Maestri 2021

Una necessità resa addirittura più impellente dagli adattamenti resisi necessari in tempi di pandemia. “I calendari sono stati stravolti, i cambi di superficie improvvisa da una settimana all’altra sono diventati all’ordine del giorno: per questo e per molti altri motivi gli insegnanti devono essere più duttili e avere uno sguardo d’insieme più ampio, più adatto a rimodellarsi secondo le esigenze del momento”.

Da qui un programma di studi molto a largo spettro, con tante materie scientifiche a cesellare le competenze dei futuri maestri. Proprio questo è stato il messaggio lanciato da Dell’Edera all’inizio dei lavori, lunedì scorso, alla nuova classe. “Ci ho tenuto molto a responsabilizzare i corsisti sul ruolo fondamentale che oggi riveste un insegnante certificato. Abbiamo parlato di come si sarebbero svolte queste prime lezioni, ho voluto anche dettare la linea di condotta da tenere per escludere le problematiche relative all’insegnamento a distanza”.

Telecamere sempre accese, interattività non solo ben accetta ma richiesta: “E devo dire che da quel che ho visto proprio l’interattività è stato un carattere distintivo di queste prime lezioni, i corsisti si sono subito adattati e hanno risposto molto bene".

"Se dovessi dare un voto alla prima settimana, darei un bell’8, con buoni margini di miglioramento e con l’ambizione di arrivare a 10 già dal prossimo modulo in programma a fine marzo”.

Nel dettaglio quali sono state le aree tematiche affrontate in questa prima settimana? Molte: da quella Metodologica (con il docente Claudio Mantovani) a quella Motoria e Fisica (con Giovanni Catizzone e Roberto Benis); da quella relativa a Comunicazione, Sociologia e Marketing (con Francesco Giorgino, giornalista del TG1 contestualmente impegnato nella copertura dell’insediamento del nuovo Governo Draghi) a quelle del Management (Angelo Altieri), della Fisiologia (Valerio Bonavolontà) e della Preparazione Mentale (Antonio Daino).

Una delle slide di presentazione del Corso Maestri con il programma dei moduli

Tutte aree che, al termine della prima settimana, vengono approfondite attraverso lo studio di libri e manuali, alcuni dei quali verranno inviati fisicamente in copia cartacea già questo lunedì a tutti i corsisti. Obiettivo? Prepararsi non solo al 2° modulo in calendario dal 29 marzo ma anche all’esame valutativo che si terrà in maggio  - un ‘parziale', si direbbe con linguaggio universitario - capace di portare ai candidati Maestri un punteggio da 0 a 10 punti. Punti che concorrono a formare la valutazione finale, espressa in centesimi, che sarà il vero e proprio punto d’arrivo per tutti, alla fine dei due anni del percorso.

Il Maestro del futuro deve essere un direttore d'orchestra, con una visione d'insieme del processo di costruzione dell'atleta

“Le varie materie - spiega Dell’Edera - servono per costruire un insegnante completo, multidisciplinare. Non inteso come un tuttologo che accentri tutte le competenze su di sé ma inteso come un direttore d’orchestra, un regista in grado di comprendere e valutare tutti gli aspetti specifici che soggiaciono alla costruzione di un atleta. Solo così la collaborazione diretta con tutte le altre figure specifiche - dal preparatore fisico a quello mentale o alimentare - può sublimarsi”.

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