<![CDATA[ News della Federazione Italiana Tennis ]]> Tue, 24 May 2016 21:25:06 UTC <![CDATA[ LA VITTORIA CHE NON TI ASPETTI - Finalmente Karin: "Sono più forte di prima" ]]>
Karin è rientrata lo scorso marzo dopo sei mesi: primo turno in Florida. Sconfitte all’esordio anche a Katowice e Istanbul, il primo match lo ha vinto a Madrid contro la russa Gasparyan, per poi cedere alla Halep al secondo turno. Quindi l’immediato ko a Roma contro la Strycova e il nuovo stop per il solito ginocchio prima di Norimberga, proprio alla vigilia dello Slam francese. Non ha potuto difendere il titolo conquistato in Germania dodici mesi prima e lo ha pagato in termini di classifica uscendo dalle top 100. A Parigi è arrivata da numero 118 e finalmente anche per lei una bella soddisfazione: ecco la prima vittoria contro una top-ten dopo 18 sconfitte consecutive. E fa nulla se Victoria Azarenka, numero 5 del mondo, si è ritirata nel terzo set con l’azzurra avanti 4-0, ironia della sorte fermata proprio da quel ginocchio destro che sta facendo ammattire Karin. “Cosa avrei potuto fare senza tutti questi infortuni nel corso della carriera? Compreso il problema al cuore di qualche anno fa? Non ho una risposta perché io sono questa, con i miei infortuni…”.

Due anni fa a Melbourne, sulla Rod Laver Arena infuocata dal sole dell’estate australiana, era stata ad un passo dal battere Maria Sharapova. "Quel match non lo dimenticherò mai”, sottolinea. Questa volta ce l’ha fatta con la Azarenka. “Il momento più difficile? Dopo aver vinto 63 il primo set, nel secondo sono andata a servire due volte per chiudere la sfida e lei è stata molto brava a spingere con coraggio alla risposta. Poi quel match point nel tie break… Quando affronti avversarie così forti e in alto nel ranking devi essere pronta a tutto e non devi scoraggiarti mai. Testa bassa e pedalare. Senza guardare mai indietro”.

Come suo costume la Azarenka ha probabilmente un po’ esagerato nel prendere tempo a causa dell’infortunio al ginocchio. Karin, che al Roland Garros ha raggiunto due volte di fila il terzo turno (2007 e 2008), prova a non cadere nella polemica: “La conosciamo tutte, mi spiace per lei, aveva un problema ed era chiaro. Però non è stata molto corretta, ma se le regole lo permettono puoi farci poco. Comunque io ho cercato di pensare solo a me stessa e a non perdere la concentrazione in quei minuti di attesa”. Con quel che ha passato non la spaventa certo qualche “sceneggiata” delle avversarie. “Ora la cosa più importante è che sto bene e posso allenarmi e lavorare sul campo con continuità. E’ già una grande vittoria per me. Non è facile fermarsi così spesso, superare tutte queste disavventure. Ma ne esco più forte di prima”. ]]>
Tue, 24 May 2016 18:40:38 UTC
<![CDATA[ KNAPP ELIMINA AZARENKA - Bene anche Giorgi, fuori la Schiavone ]]> Vika non al meglio, per onore di cronaca, ma brava Karin a non lasciarsi sfuggire l'occasione. Già nel primo set la bielorussa lamenta qualche problemino al ginocchio sinistro ma sale comunque 3-1: Knapp recupera, infila cinque giochi di fila e fa suo il primo parziale. Azarenka avanti di un break anche in avvio di seconda frazione (2-0) ma Knapp recupera. Sul 3 pari (15-0) servendo la bielorussa caccia un urlo e chiede il medical time out. Dopo una lunghissima pausa il match riprende e Vika conquista pure il settimo gioco. Nel nono game l'altoatesina però le strappa il servizio e può servire per chiudere, ma cede a sua volta la battuta a quindici. Nell'undicesimo gioco ancora un break tricolore, ma in quello successivo, pur arrivando a due punti dalla vittoria, Karin perde ancora il servizio ed è tie-break. Sul 6-5 arriva - finalmente - il match-point ma Vika è brava a cancellarlo con un diritto in contropiede e poi di slancio si aggiudica il tie-break per 8 punti a 6 pareggiando il conto dei set. La terza frazione non ha storia: Azarenka non si muove più e sul 4-0 per Karin decide che basta così.
Prossima avversaria per la Knapp, per due volte di fila al terzo turno (2007 e 2008) nello Slam francese - anche se negli ultimi tre anni era uscita sempre all'esordio - la lettone Anastasia Sevastova, numero 87 del ranking mondiale: la 26enne di Liepaja ha vinto l'unico precedente, disputato al primo turno delle qualificazioni degli Us Open del 2012.

Bene anche Camila Giorgi: la tennista di Macerata, numero 44 mondiale ed al rientro dopo i problemi alla schiena, ha sconfitto agevolmente la wild card francese Alize Lim, numero 156 Wta, con il punteggio di 63 62 in un’ora e 12 minuti. Un match dominato fin dalle prime battute e condotto in porto senza rischiare nulla. Prossima avversaria l’olandese Kiki Bertens, 24 anni e numero 58 Wta, che ha eliminato a sorpresa la favorita numero tre Angelique Kerber, campionessa degli Australian Open. La Giorgi, mai oltre il secondo turno a Parigi, ha vinto l’unico precedente giocato lo scorso anno sull’erba a Rosmalen.

Eliminata, invece, Francesca Schiavone, numero 95 Wta, che saluta il Roland Garros al primo turno cedendo in due set a Kristina Mladenovic, francese di origine serba di 13 anni più giovane rispetto alla quasi 36enne milanese. E’ finita 62 64 in un’ora e 27 minuti. Peccato per un secondo set che avrebbe potuto prendere una piega diversa e regalare all’azzurra un terzo parziale sul Suzanne Lenglen. La Schiavone era scappata fino al 3-0, poi 4-2, ma la rimonta della Mladenovic, numero 29 del ranking mondiale e 26esima testa di serie, reduce dalla semifinale di Strasburgo è stata prepotente. Quattro game di fila e chiusura su una palla corta larga di Francesca, vincitrice di uno storico trofeo Slam nel 2010 e finalista ancora dodici mesi dopo.

Ieri giornata amara per il tennis azzurro al Roland Garros, secondo torneo dello Slam della stagione in corso sulla terra rossa di Parigi. Subito fuori Roberta Vinci e Sara Errani. La tarantina, numero 7 Wta e settima testa di serie, si è fatta sorprendere dall’ucraina Kateryna Bondarenko, numero 65 Wta: 61 63. La pugliese è entrata in partita troppo tardo subendo costantemente la maggior potenza della rivale. Dopo aver ceduto il primo parziale in 22 minuti, l’azzurra ha avuto un sussulto sotto 2-0 nel secondo recuperando il break di svantaggio, ma ha subito ceduto nuovamente il turno di battuta lasciando via libera all’avversaria. Ancora un break della Bondarenko sul 3-2 dopo che la Vinci aveva avuto a disposizione due palle del 3-3 e via libera per l’ucraina che ha chiuso 63 dopo 59 minuti. Confermata dunque la tradizione negativa che l’accompagna nello Slam parigino: negli ultimi due anni è uscita sempre al primo turno e non si è mai spinta oltre gli ottavi (2013).
La romagnola, numero 18 Wta e sedicesima testa di serie, finalista nel 2012 e negli ultimi quattro anni sempre almeno nei quarti (semifinale nel 2013), ha ceduto in due set a Tsvetana Pironkova, numero 102 del ranking mondiale: 63 62 in un’ora e 20 minuti il punteggio in favore della bulgara, semifinalista a Wimbledon nel 2010. Sara è apparsa lenta e imprecisa, con la rivale sempre padrona degli scambi. Sotto 5-2 nel secondo set, l’azzurra ha salvato tre match point, ma si è arresa al quarto.

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RISULTATI
"Roland Garros"
Grand Slam
Parigi, Francia
22 maggio - 5 giugno, 2016
€32.000.000 - terra rossa

SINGOLARE FEMMINILE
Primo turno
(26) Kristina Mladenovic (FRA) b. Francesca Schiavone (ITA) 62 64
Karin Knapp (ITA) b. (5) Victoria Azarenka (BLR) 63 67(6) 4-0 rit.
Camila Giorgi (ITA) b. (wc) Alize Lim (FRA) 63 62
Katerina Bondarenko (UKR) b. (7) Roberta Vinci (ITA) 61 63
Tsvetana Pironkova (BUL) b. (16) Sara Errani (ITA) 63 62

Secondo turno
Karin Knapp (ITA) c. Anastasia Sevastova (LAT)
Camila Giorgi (ITA) c. Kiki Bertens (NED)

DOPPIO FEMMINILE
Primo turno
(12) Sara Errani/Lara Arruabarrena (ITA/ESP) c. Michaella Krajicek/Barbora Strycova (NED/CZE)
Karin Knapp/Mandy Minella (ITA/LUX) c. Nao Hibino/Eri Hozumi (JPN)

SINGOLARE FEMMINILE

DOPPIO FEMMINILE


















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Tue, 24 May 2016 17:20:19 UTC
<![CDATA[ ULTIMO ROLAND GARROS? - Schiavone rilancia: “E chi lo ha detto?” ]]> E’ comunque molto bello essere qui. Per me è sempre stato un torneo speciale fin dalla prima volta che ci sono venuta tanti anni fa”, racconta. Era il 2001 e giovanissima centrò i quarti di finale: quasi un segno del destino. “Qui è tutto speciale, le palle, il rimbalzo sulla terra, le rotazioni che puoi trovare…”, ribadisce.

E’ finita 62 64 per la Mladenovic, ma il pubblico le ha riservato un lungo applauso. Poi un rappresentate dell’ITF si è avvicinato a Francesca: sul sito ufficiale del torneo avevano scritto che era il suo ultimo torneo della carriera. Poi si sono corretti scrivendo che era il suo ultimo Roland Garros. Sbagliando ancora, come fa notare lei stessa: “Hanno dovuto correggere di nuovo. Chi lo ha detto che è l’ultimo. Ancora non ho deciso nulla. E comunque vi dò appuntamento a Wimbledon”. A 35 anni e 11 mesi è la tennista più anziana in tabellone dopo Venus Williams, ma in campo continua a lottare come una ragazzina. Lo scorso febbraio ha trionfato a Rio de Janeiro tornando a conquistare un titolo nel circuito maggiore a quasi tre anni di distanza dall’ultimo squillo (Marrakech, aprile 2013).

Ad inizio aprile aveva messo paura per un set a Garbine Muguruza nella sfida di Fed Cup a Lleida. Qui il secondo set contro la Mladenovic avrebbe potuto prendere una piega diversa e regalarle un terzo parziale tutto da vivere. La Schiavone era scappata fino al 3-0, poi 4-2, ma la rimonta della francese, numero 29 del ranking mondiale e 26esima testa di serie, reduce dalla semifinale di Strasburgo è stata prepotente. “Devo riordinare il mio gioco- confessa - sento di mettere in campo un livello di tennis inferiore a quello che so di poter esprimere”.

E allora arrivederci a Wimbledon. “E’ una sfida con me stessa”. In questa frase c’è tutta la Schiavone, una campionessa infinita. Di lei si è detto tutto e il contrario di tutto. Nessuno potrà mai toglierle un primato: è stata la prima tennista italiana a conquistare un titolo femminile dello Slam al Roland Garros sei anni fa. Ed è l’azzurra a vantare la miglior classifica nell’era open: numero quattro. Soprattutto ha conservato intatta la capacità di emozionarci, di sorprenderci con quel suo tennis a volte folle. Ma una lucida follia che in campo diventa poesia. E questo vale più di mille vittorie. ]]>
Tue, 24 May 2016 12:53:43 UTC
<![CDATA[ KIKI E' IL SORRISO PIU' BELLO - Dal tumore alla tiroide al successo ]]> Nella principale sala conferenze del Roland Garros, Kiki Bertens parlava a un gruppetto di connazionali, una decina, giunti a Parigi più per lei che per gli olandesi nel tabellone maschile. Nella sua espressione c'erano tante immagini da immortalare, e peccato che non ci fossero fotografi. Tre giorni fa, Kiki aveva vinto il torneo WTA di Norimberga. Era partita dalle qualificazioni e nel suo percorso aveva battuto anche Roberta Vinci, primo successo contro una top-10. Ottimi segnali, ma il primo scoglio parigino sembrava insormontabile: Angelique Kerber, numero 3 del tabellone e campionessa in carica dell'Australian Open. Invece è arrivata la sorpresa, la più fragorosa del primo turno. Quando ha perso il secondo set, pochi pensavano che l'avrebbe spuntata. La tedesca è maestra nelle rimonte, ma Kiki si è ripresa a suon di manate di dritto quello che le aveva tolto il destino. Un destino che si era abbattuto su di lei un paio d'anni fa. Durante il torneo di Miami si è sottoposta a un controllo di routine, effettuato da un medico della WTA. Risultato: uno strano rigonfiamento al collo. Sembrava un tumore. Un tumore alla tiroide. “Il dubbio era se si trattasse di un tumore benigno o maligno. Ho vissuto un periodo molto difficile, mi ero sottoposta ad altri test che avevano evidenziato una piccola eruzione. Sottopormi a un intervento avrebbe comportato altri rischi, quindi abbiamo deciso di lasciar perdere. E ho iniziato a giocare di nuovo”. Nonostante l'enorme peso psicologico, proprio a Parigi ha ottenuto il suo miglior risultato Slam: ottavi di finale. “Fu una grande sorpresa giocare a quel livello, perché ormai mi ero abituata all'idea di avere un tumore. Ero preparata al peggio ma agivo con incoscienza”. Chi la conosce descrive Kiki come una ragazza buona e semplice, molto tranquilla. Informazioni che coincidono con le sue note bibliografiche: è nata a Wateringen, nell'Olanda meridionale, a due passi dall'Aia. 10.000 abitanti e spiccioli nel comune di Westland. Chi nasce in un posto del genere e fa i soldi, solitamente cambia vita. Di sicuro cambia residenza.

Invece Kiki è legatissima alla sua famiglia e sta ancora lì, con papà Rob e mamma Doré. Lui lavora, lei fa la casalinga. Non sono sportivi, ma hanno cresciuto – bene – tre figli. Oltre a Kiki ci sono Joyce e Daisy. L'Olanda, dicevamo: Kiki ama la sua terra e lo ha dimostrato in Fed Cup, dove vanta un bilancio impressionante: 14 vittorie su 15 match in singolare (unica sconfitta contro Anna Karolina Schmiedlova in un match comunque vinto dall'Olanda). Grazie ai suoi successi, il team guidato da Paul Haarhuis è arrivato a un paio di game da una clamorosa finale. Adora lo spirito di gruppo, adora stare con le sue compagne. “E' bello avere un team che ci circonda: insieme ci divertiamo molto”. Peccato (per l'Olanda) che le sue compagne si chiamino Richel Hogenkamp, Arantxa Rus e Cindy Burger, non esattamente fenomeni. A proposito di Olanda, il legame con la sua terra si legge anche su Twitter, dove il numero dei suoi post aumenta in occasione dei match di Fed Cup e non manca di seguire i suoi connazionali, in ogni ambito. Dieci giorni fa si è congratulata con Max Verstappen, il più giovane vincitore di sempre in un Gran Premio di Formula 1. E non ha mancato di guardare l'Eurovision Song Contest, il Festival Europeo della Musica. “E' più divertente leggere i commenti che ascoltare le canzoni” ha twittato durante la finale. La sua Olanda ha poi colto l'undicesima posizione. Ma la carriera della Bertens, in attesa di un grande exploit, rimanda sempre lì, a quel tumore che per fortuna si è rivelato benigno. Kiki è stata in silenzio per oltre un anno. Lo ha comunicato ai giornalisti esattamente 12 mesi fa, sempre a Parigi, dopo aver perso da Svetlana Kuznetsova. Quando lo ha fatto, si è messa a piangere. “Ma erano lacrime di sollievo e di gioia. Adesso posso ricominciare da zero. Lo stress ha un grande potere sul corpo umano: per un anno non ho praticamente dormito. Ero devastata, non sono riuscita ad allenarmi nel modo giusto e in quelle condizioni era praticamente impossibile praticare uno sport professionistico”. Pochi sapevano quello che succedeva. Nel mondo del tennis si era confidata soltanto con Richel Hogenkamp. Le altre compagne e Paul Haarhuis non ne sapevano nulla. “E' brutto vivere un periodo difficile e non poter raccontare il motivo. Ho preferito tenermi tutto dentro perché non avevo la certezza che fosse un tumore. Volevo evitare domande, mi avrebbero fatto stare ancora peggio”.

Ci è voluto un anno per capire cosa sarebbe stato del suo tennis. Dopo un anno di ospedali olandesi, ha effettuato il controllo definitivo negli Stati Uniti. Esito: il rigonfiamento può rimanere. Al massimo potrebbe esserci bisogno di un'operazione tra 10 o 20 anni, ma soltanto se dovesse esserci un ingrossamento. “Quando me l'hanno detto ho pianto, sono esplose tutte le mie emozioni. Per un po' ho dormito 12 ore al giorno, avevo un gran bisogno di recuperare”. Era uscita dalle prime 100 ma ha trovato la forza di ripartire. Sembrava forte solo in Fed Cup, ma adesso è giunto il momento di riprendersi quello che il destino le ha tolto. Il titolo a Norimberga (secondo in carriera, aveva vinto a Fes nel 2012) l'ha riportata al numero 58 WTA, non così distante dal best ranking al numero 41, datato aprile 2013. Kiki può togliersi belle soddisfazioni: per riuscirci ha un team tutto nuovo. Il coach è un volto noto, l'ex giocatore olandese Raemon Sluiter, spettacolare quadrumane che faceva spesso faville in Olanda (le sue quattro finali ATP sono arrivate tutte nei Paesi Bassi), mentre per la parte fisica ha scelto Erroll Esajas. A giudicare dai filmati che pubblica sui social network, la fanno lavorare duro. E dopo averla vista da vicino, in effetti, possiamo dire che ne ha bisogno. E' una ragazzona massiccia, con grossi margini di miglioramento. Se li saprà afferrare, potrà essere pericolosa per tutte. Al secondo turno del Roland Garros 2016 se la vedrà con la nostra Camila Giorgi. Ma se sul campo le cose si sono messe per il verso giusto, per combattere la sua insicurezza si è affidata a un'agenzia di marketing olandese di nome “Sport Stories”, con sede a Eindhoven. Le hanno fatto fare qualche shooting, le cercano sponsor e vogliono crearle una bella immagine. Ma la scena più bella è stata vederla sorridere e gesticolare nella sala interviste principale del Roland Garros, quella riservata ai grandi del tennis. Quel sorriso lì è la cosa più vendibile. Un'immagine senza prezzo.
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Tue, 24 May 2016 18:54:55 UTC
<![CDATA[ MURRAY SI SALVA, BENE NOLE E RAFA - Debutto ok per Berdych, Tsonga e Ferrer ]]> Alla ripresa dell’incontro, sospeso la sera precedente per oscurità sul 4-2 Murray al quarto, l’eroe britannico di Davis ha infatti rischiato di cedere subito la battuta sul Philippe Chatrier, cavandosi d’impaccio e fronteggiando due palle break, per poi pareggiare il conto dei set al nono game. Ma nella frazione decisiva uno Stepanek quanto mai motivato a scrivere una pagina da annali reggeva l’urto, conservando i propri turni di servizio (aveva iniziato per primo la sequenza) fino a issarsi sul 5-4. Lì il veterano ceco arrivava due volte a 2 punti dal match (30-30 e 40-40), ma Murray dimostrava sangue freddo e fiducia nei propri mezzi, guadagnando il 5-5 e poi piazzando nel game successivo il break che lo spingeva verso il secondo turno (troverà il francese Mathias Bourgue, numero 164 Atp) quando il ceco sbagliava una volee di dritto, dopo esser rimasto in campo complessivamente 3 ore e 41 minuti.

NADAL E DJOKOVIC PASSEGGIANO - Leggermente prima aveva concluso la sua fatica (se così vogliamo definirla…) Rafa Nadal: è stata in effetti una passeggiata il debutto parigino, sul Suzanne Lenglen, del mancino spagnolo, numero 5 del ranking mondiale e quarta testa di serie alla luce del forfait di Roger Federer, che ha cominciato la caccia al decimo titolo sulla terra francese con un periodico 61 all’australiano Sam Groth, numero 100 Atp, tanta potenza ma senza vere armi per mettere in difficoltà il ‘re del rosso’ (appena tre errori non procurati in tutto l’incontro), che come secondo ostacolo troverà l'argentino Facundo Bagnis, impostosi sul francese Kenny De Schepper.
In scioltezza anche la prima uscita parigina per Novak Djokovic, che si sbarazza in meno di un’ora e trenta del cinese di Taipei Yen-Hsun Lu (numero 95 Atp), a cui cede appena sei giochi (64 61 61), guardando con una tranquillità anche al prossimo impegno: il serbo numero 1 del mondo, intenzionato a sfatare il tabù dell’unico major che ancora gli manca, incrocerà il belga Steve Darcis, che dopo esser stato promosso dalle qualificazioni ha fatto suo un ‘derby’ tra qualificati con il turco Ilhan.

BERDYCH E TSONGA, BUONA LA PRIMA - Altrettanto comoda è stata l’affermazione di Tomas Berdych, settimo favorito del torneo, che non ha concesso scampo al canadese Vasek Pospisil, numero 46 Atp, lasciandogli sei game in tre set e archiviando la pratica in 1 ora e 38 minuti. Il ceco affronterà al secondo turno il tunisino Malek Jaziri (72 Atp), capace di regolare il tedesco Florian Mayer in gara grazie al ranking protetto dopo una serie di problemi fisici.
Nessun problema neppure per il beniamino di casa Jo-Wilfried Tsonga (sesta testa di serie), che si è sbarazzato in tre set del tedesco Jan-Lennard Struff, proveniente dalle qualificazioni, e giovedì troverà sulla sua strada il cipriota Marcos Baghdatis. Il pubblico francese si era gustato come antipasto l’affermazione di Lucas Pouille nel derby con il connazionale Benneteau, anche in questo caso – come per Murray - durato due giorni causa oscurità. E per il fortunato ‘Gastone’ del Foro Italico lo slovacco Martin non è un avversario impossibile per guadagnare un bel terzo turno al Roland Garros.

DEBUTTO VINCENTE PER FERRER, THIEM E TOMIC - A proposito di attesi protagonisti, ancora più agevole il compito dell’esperto spagnolo David Ferrer, numero 11 del tabellone, che travolge il russo Donskoy, così come fa il suo dovere anche l’austriaco Dominic Thiem, numero 15 del ranking e 13 del torneo, reduce dal successo a Nizza, suo terzo titolo stagionale, piegando in 4 set dopo un inizio in salita lo spagnolo Inigo Cervantes. Thiem ha concesso 10 palle break ma ha fatto valere la sua solidità da fondo (71 punti conquistati contro i 46 dell’avversario) e ora dovrà vedersela con un altro iberico Guillermo Garcia-Lopez, anch’egli venuto a capo in 4 set dell’olandese Thiemo de Bakker.
Nella parte alta del tabellone buona la prima anche per l’australiano Bernard Tomic (numero 20 del seeding), in grado di disporre senza patemi dell’americano Baker così da regalarsi un confronto con un altro degli emergenti del circuito, ovvero il croato Borna Coric, il quale a sua volta ha vinto in tre set il testa a testa tra promessi ‘saranno famosi’ con lo yankee Taylor Fritz.

ISNER AVANTI CON 40 ACE, FUORI KOHLSCHREIBER E DELBONIS - Salutano invece lo Slam su terra il tedesco Kohlschreiber, incappato in un cliente pericoloso come lo spagnolo Almagro, e l’argentino Delbonis (probabile avversario degli azzurri fra meno di due mesi in Davis a Pesaro), eliminato da un altro spagnolo da tenere d’occhio come Carreno Busta. La prosecuzione consente invece di proseguire il suo cammino parigino allo statunitense John Isner, numero 17 del ranking mondiale e 15esima testa di serie, che piega in 4 equilibrati set l’australiano Millman mettendo a segno qualcosa come 40 ace nei suoi 24 turni di servizio. Il britannico Kyle Edmund, suo prossimo avversario, è avvisato…

RISULTATI PRINCIPALI – 1° turno: (1) Djokovic (SRB) b. Lu (TPE) 64 61 61, Carreno Busta (ESP) b. (31) Delbonis (ARG) 76(3) 67(4) 64 64, (4) Nadal (ESP) b. Groth (AUS) 61 61 61, (6) Tsonga (FRA) b. Struff (GER) 63 64 64, (7) Berdych (CZE) b. Pospisil (CAN) 63 62 61, (11) Ferrer (ESP) b. Donskoy (RUS) 61 62 60, (13) Thiem (AUT) b. Cervantes (ESP) 36 62 75 61, Garcia-Lopez (ESP) b. De Bakker (BEL) 64 64 57 76(3), (20) Tomic (AUS) b. Baker (USA) 63 64 64, Coric (CRO) b. Fritz (USA) 63 61 63, (26) Sousa (POR) b. Dzumhur (BIH) 26 76(8) 64 75, Almagro (ESP) b. (24) Kohlschreiber (GER) 57 62 62 64, Baghdatis (CYP) b. Muller (LUZ) 75 64 61, Mahut (FRA) b. Berankis (LIT) 76(4) 62 61, Isner (USA) b. Millman (Aus) 67(4) 76(12) 76(7) 75, (29) Pouille (FRA) b. Benneteau (FRA) 63 46 64 76(4), (2) Murray (GBR) b. (q) Stepanek (CZE) 36 36 60 63 75.

SINGOLARE MASCHILE

DOPPIO MASCHILE

QUALIFICAZIONI MASCHILI ]]>
Tue, 24 May 2016 17:14:00 UTC