<![CDATA[ News della Federazione Italiana Tennis ]]> Mon, 23 Jan 2017 12:34:53 UTC <![CDATA[ IL VECCHIO CARO SERVE AND VOLLEY - Mischa e un tennis vintage che non c’è più ]]>
Lo ha fatto con il serve and volley, quello stile di gioco che ha fatto la storia del tennis finendo nel dimenticatoio al giorno d’oggi vittima dell’aumentata fisicità del gioco e degli avanzamenti tecnologici che hanno in qualche modo messo in secondo piano la tecnica più spettacolare e allo stesso tempo sintomatica del talento. Chi si dimentica gli ooh e le emozioni regalate, senza andare troppo lontani nel tempo, dai vari McEnroe, Edberg, Becker, Sampras, Rafter, Ivanisevic. Un tennis vintage che non c’è più.

Gli australiani, che sono ancora alla ricerca degli eredi di fenomeni come i vari Laver, Rosewall, Hoad, Fraser, Roche, Newcombe (altro che i bad boys Kyrgios o Tomic), tutti esponenti di un tennis d’attacco, sono stati abbagliati da Zverev e oggi sui quotidiani di Melbourne si è tornato a parlare di serve and volley. Chi meglio di Pistole Pete Sampras può spiegare quanto sta accadendo, anche se spegne sul nascere ogni speranza di un ritorno al passato: “Non credo - si legge su The Age - che tornerà mai in auge, si tratta di casi isolati come appunto Zverev. E’ difficile da imparare e non garantisce risultati positivi nell’immediato. E i ragazzini e i loro coach non amano i fallimenti…”.

E allora viva lo Zverev sbagliato, che ieri ha destabilizzato Murray con un tennis d’attacco, rischioso e spettacolare, fermando il tempo. Il futuro, per una volta, può attendere. ]]>
Mon, 23 Jan 2017 04:21:03 UTC
<![CDATA[ SARANNO FAMOSI - Lo junior Iannaccone e il selfie con King Roger ]]> “L’ho avvisato che poi gli ritirano l’accredito…”, sottolinea il suo maestro e allenatore, Antonio Cannavacciuolo, campano di Pompei con cui Federico Iannaccone lavora al Centro tecnico federale di Tirrenia. Intanto il molisano classe 1999 ha guadagnato tempo per rincorrere il suo sogni di incrociare King Roger: è negli ottavi del torneo junior degli Australian Open (doppio 62 all’australiano Crnokrak e tornerà in campo mercoledì. Ora basta informarsi sul campo di allenamento del fuoriclasse svizzero e poi…

E dire che il torneo non era iniziato granché bene. “Vero - conferma Federico - Ho beccato un bel 60 nel primo set giocato qui all’esordio contro il giapponese Tajima. Poi però ho reagito. Sarà stato per contraddire il mio maestro che mi rimprovera di essere talvolta un po’ abulico… Scherzi a parte è la prima volta che gioco in un contesto come Melbourne Park, davanti a tante gente ed ero molto teso all’inizio. Poi mi sono un po’ sciolto”.

E’ nato a Campobasso, ma ha lasciato casa presto per inseguire il suo sogno. “Ho iniziato a giocare un po’ per caso”, racconta Federico, che si guarda intorno nell’area media della Rod Laver Arena come a dire ma volete proprio me? “Mia madre mi ha accompagnato ad un circolo vicino casa, ho provato per una settimana sia tennis che nuoto, poi ho scelto la racchetta. Comunque già guardavo su internet e in tv tutti i video di Federer, ovviamente”. Poi si è trasferito a Benevento, Castel di Sangro, Foligno e ora è a Tirrenia. Tennis e studio: “Frequento il quarto linguistico, studio la sera dopo gli allenamenti. Siamo arrivati qui in Australia nella prima settimana di gennaio. Fino alla scorsa settimana al pomeriggio studiavo, ma da quando siamo qui a Melbourne l’occasione è troppa ghiotta per vedere da vicino i campione del tennis. Sto qui a Melbourne Park dal mattino alla sera…”. Sperando in un selfie con King Roger. ]]>
Mon, 23 Jan 2017 02:11:57 UTC
<![CDATA[ SERENA VUOLE DI NUOVO IL TRONO - La Lucic-Baroni nei quarti Slam dopo 18 anni ]]>
OBIETTIVO DOPPIO - Forse non sarà totalmente concentrata sul tennis (vedi l’annuncio ufficiale del fidanzamento con Alexis Ohanian, co-fondatore di Reddit) ma state sicuri che dopo l’uscita di scena della Kerber un pensierino a riprendersi il trono Serena lo ha fatto. E neppure tanto “ino”. Anche contro Barbora Strycova, 16esima testa di serie, la Williams parte male perdendo i primi due turni di servizio (realizzando un solo “quindici”). Per fortuna va meglio nei game di risposta anche perché il servizio della ceca non è esattamente ingiocabile. La Strycova prende ancora un break di vantaggio nel settimo gioco ma anche stavolta Serena recupera e poi chiude il game successivo, il nono, con il suo primo ace dell’incontro. Nel decimo gioco la ceca salva ben quattro set-point ma nel dodicesimo deve capitolare con l’americana che riesce ad incamerare il primo parziale soltanto all’ottava palla utile complessiva. Nella seconda frazione la Williams comincia a sbagliare qualcosa di meno e nel quarto gioco, con un micidiale dritto in cross firma l’allungo (3-1). Serena sale 5-2, la ceca recupera fino al 5-4, ma la numero due del mondo chiude 75 64, in un’ora e tre quarti di gioco, su una volée messa in rete dalla Strycova. A preoccuparla, però, ci sono anche stavolta ben 46 errori gratuiti. ”E’ importante per me essere riuscita a vincere in una giornata non certo tra le mie migliori”, ha commentato Serena. Nei quarti troverà la Konta, mai affrontata in carriera: ”L’ho vista giocare parecchio: sta facendo bene, davvero molto bene. Ha un gioco d’attacco nel vero senso della parola ma io lo conosco molto bene. Come ho già detto, non ho assolutamente nulla da perdere in questo torneo” - ha ribadito la Williams, che a Melbourne ha già trionfato in 6 occasioni ma che probabilmente non vuole caricarsi di ulteriori aspettative (leggi: prima posizione mondiale) - ”Qualsiasi risultato per me rappresenta un bonus: ovviamente sono qui per vincere ma spero di riuscire a giocare meglio. Posso solo migliorare”.




AGGRAPPATI A JOHANNA - Se i tifosi british fino ad un paio di giorni fa gongolavano grazie a Murray, Evans e Konta ora restano aggrappati a Johanna, per il secondo anno di fila approdata nei quarti a Melbourne (e senza perdere un set come Serena, Venus e Muguruza). Nel replay della sfida di dodici mesi fa (terminata 8-6 al terzo per la Konta) la britannica nata a Sydney, nona favorita del seeding, si è sbarazzata per 61 64 della russa Ekaterina Makarova, 30esima testa di serie. Primo set senza storia con il servizio mancino della Makarova che non da assolutamente fastidio alla Konta. Seconda frazione più equilibrata grazie al break al quarto gioco di Ekaterina, con due risposte che si stampano sulla riga, che arriva a condurre per 4-1. La “nuova” Johanna però non ci sta, riprende a martellare soprattutto con il diritto ed infila cinque giochi consecutivi anche se al momento di chiudere il match, con il servizio a disposizione, deve annullare tre palle per il cinque pari alla russa prima di poter esultare. ”Sono molto soddisfatta del livello di gioco con cui ho iniziato il match” - ha detto la britannica - ”credo che proprio per questo per lei sia stato difficile entrare in partita. Nel secondo set non penso di aver fatto grandi errori, è solo che improvvisamente lei ha cominciato a giocare meglio ma sono contenta per come ho recuperato. Avevo fiducia nel mio piano di gioco e non ho fatto altro che continuare a metterlo in pratica”. Ora le tocca Serena: ”Penso ci sia poco da dire su di lei. Davvero non vedo l’ora di giocare questa sfida, di scendere in campo e di affrontarla”. La libellula si è davvero trasformata in una tigre.

BENTORNATA MIRJANA - E’ una sfida generazionale: Lucic Baroni, classe 1982, ha fatto il suo esordio nel circuito nel 1997 a soli 15 anni, Jennifer Brady è nata nel 1995, due anni prima del debutto della croata…. Il break, l’unico, che decide il primo set lo mette a segno Mirjana nel settimo gioco: nel decimo è costretta a salvare una palla per il contro-break ma poco dopo il parziale è suo. Break e contro-break in avvio di seconda frazione. L’americana, che prima di Melbourne - dov’è partita dalle qualificazioni - aveva vinto solo due incontri nel circuito maggiore, tiene fino al 2-1, nonostante il bombardamento del diritto della croata, prima di subire un parziale di cinque giochi a zero con la Lucic-Baroni che le toglie la battuta sia nel quinto che nel settimo gioco siglando il 64 62. A 34 anni suonati Mirjana è tornata così nei quarti di finale di uno Slam quasi 18 anni dopo la prima - e fino ad oggi unica - volta: era il 1999, il palcoscenico il torneo di Wimbledon, quando una “bimba” croata, vittima di un padre-padrone, si spinge fino alle semifinali e si permette pure di strappare un set a sua maestà Steffi Graf. E’ passato tanto tempo ma la Lucic, nel frattempo diventata signora Baroni, è decisa a riprovarci. ”Quando voglio qualcosa lavoro duramente per ottenerla …è fantastico”. Ora la attende Karolina Pliskova.



KAROLINA NON DELUDE - Dopo la paura rimediata nel turno precedente contro la giovane russa Kasatkina, stavolta la Pliskova non si è concessa distrazioni (o almeno non troppe). La ceca, quinta favorita del seeding, ha regolato con un doppio 63 l’australiana (ma è nata e cresciuta in Russia) Daria Gavrilova garantendosi un posto nei quarti in uno Slam per la seconda volta in carriera (le era già accaduto agli ultimi Us Open dove poi si è spinta fino in finale). Nel primo set la 24enne di Louny ha perso una sola volta la battuta all’ottavo gioco (dopo aver salvato la prima palla-break con un ace la seconda le è stata fatale) quando però era già in vantaggio per 5-2. Nella seconda frazione ha perso ancora il servizio in avvio prima di mettere a segno due break consecutivi che hanno di fatto deciso il match. Prossimo ostacolo per lei la Lucic-Baroni contro la quale è in vantaggio per 3-2 nei precedenti ed ha anche vinto al tie-break del terzo set l’ultima sfida, disputata nel secondo turno di Wuhan nel 2015. Karolina, che ha iniziato la stagione vincendo a Brisbane, però dovrà stare molto attenta: i loro ultimi tre confronti sono stati infatti estremamente combattuti.

RISULTATI LUNEDI’ - Quarto turno (ottavi parte bassa): (5) Kar.Pliskova (CZE) c. Gavrilova (AUS), Lucic-Baroni (CRO) b. Brady (USA) 64 62, (6) Konta (GBR) b. (30) Makarova (RUS) 61 64, (2) S.Williams (USA) b. (16) Strycova (CZE) 75 64.

SINGOLARE FEMMINILE

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Mon, 23 Jan 2017 08:10:10 UTC
<![CDATA[ RAONIC NON DELUDE: E’ AI QUARTI - Goffin elimina Thiem, avanti anche Dimitrov ]]>
RAONIC CONVINCENTE, BAUTISTA AGUT DEVE ARRENDERSI - Una prestazione convincente, quella del potente tennista nato a Podgorica, da dove la famiglia è scappata quando Milos aveva tre anni per sfuggire ai drammi della guerra dei Balcani. Nel tie-break del primo set si è trovato sotto 4-0 e 5-1, riuscendo però a far sua la frazione per 8 punti a 6. L’iberico, giocatore che fa della continuità di rendimento il suo forte, ha comunque reagito pareggiando il conto dei set e anche nel terzo ha avuto la chance di brekkare Raonic, bravo ad annullarla e poi sul 5-4 in suo favore a sfruttare il momento di tensione dell’avversario, che con un doppio fallo e un errore di diritto gli ha consegnato la terza frazione. A quel punto l’inerzia era totalmente dalla parte del canadese, semifinalista qui dodici mesi fa quando mise in seria difficoltà anche Murray, e Bautista Agut ha dovuto rimettere nel cassetto la speranza di accedere per la prima volta ai quarti di un Major, incassando la quinta sconfitta in altrettanti testa a testa con il canadese. Il quale ora attende il vincente del confronto clou fra il francese Gael Monfils, numero 6 del ranking e del seeding, e lo spagnolo Rafa Nadal, nona testa di serie.

PER GOFFIN PRIMO SCALPO TOP-10 IN UNO SLAM - Dopo il “terremoto” di domenica con l’uscita di Andy Murray e Kei Nishikori, quinta testa di serie, piegato in cinque set da un ritrovato Roger Federer, il torneo maschile ha perso negli ottavi un altro atteso protagonista. Dominic Thiem, numero 8 del ranking mondiale e del seeding, è stato eliminato infatti da David Goffin, numero 11 Atp: 57 76(4) 62 62 il punteggio in favore del belga, il primo tennista del suo Paese a raggiungere i quarti di finale a Melbourne. Si conferma dunque ricca di sorprese l’edizione 2017 dello Slam down under: cinque dei primi otto del draw hanno fatto le valigie infatti prima dei quarti.
Si tratta della prima affermazione su un top-10 in uno Slam per il 26enne di Rocourt, che era giunto tra i ‘best 8’ anche all’ultimo Roland Garros e sta per tagliare il fatidico traguardo dell’ingresso nei primi dieci. Con una temperatura di 36 gradi, anche dopo aver ceduto il primo set, Goffin ha avuto il merito di reggere l’urto del solido austriaco nei primi due parziali, per poi far valere una maggior lucidità e probabilmente anche freschezza atletica nei due successivi, scrivendo così una piccola pagina di storia per lo sport belga. “Sono stanco ma davvero molto felice” - il commento a caldo di Goffin – “perché è stato veramente un buon match. Non facile, specialmente perché nei primi due set con la luce del sole era complicato controllare la palla con i rimbalzi alti. Ma sono riuscito a trovare una chiave, servendo in particolare in modo efficace e trovando il giusto timing sui colpi di Dominic. E ho vinto questa battaglia…”.

DIMITROV ‘STOPPA’ LA CORSA DELLA WILD CARD ISTOMIN - Nello spot di tabellone lasciato libero dalla prematura uscita di scena di Novak Djokovic, il belga si giocherà un posto in semifinale con il bulgaro Grigor Dimitrov, numero 15 del ranking mondiale e del seeding, che in quattro set ha posto fine alla favola della wild card Denis Istomin, numero 117 Atp, “giustiziere” del serbo al secondo turno. L’uzbeko, che dopo i 5 set con Nole aveva vinto un’altra maratona contro lo spagnolo Carreno Busta, numero 30 Atp e del tabellone, ha giocato due set ad altissimo livello ma poi, pesantemente condizionato da un problema muscolare alla coscia sinistra, ha dovuto lasciare strada a ‘baby Federer’ (tornato a vincere un titolo dopo due anni e mezzo, a Brisbane, proprio alla vigilia degli Australian Open), rimanendo in campo quasi per onor di firma. Per Dimitrov si tratta della seconda volta nei quarti a Melbourne, dove nel 2014 venne fermato da Rafa Nadal. E le ambizioni del 25enne di Haskovo vanno anche oltre, considerando che ha sempre vinto in quattro confronti con Goffin (uno agli US Open 2014, uno al challenger di Ginevra e gli altri in due futures in Germania).

RISULTATI LUNEDI’ - Ottavi: (3) Milos Raonic (CAN) b. Roberto Bautista Agut (ESP) 76(6) 36 64 61, (11) David Goffin (BEL) b. (8) Dominic Thiem (AUT) 57 76(4) 62 62, (15) Grigor Dimitrov (BUL) b. Denis Istomin (UZB) 26 76(2) 62 61, (6) Gael Monfils (FRA) c. (9) Rafael Nadal (ESP).

SINGOLARE MASCHILE ]]>
Mon, 23 Jan 2017 10:23:35 UTC
<![CDATA[ DIARIO DA MELBOURNE / 18 - Le palline da tennis per far del bene... ]]>
Lo spirito imprenditoriale yankee ha capito che facendo leva sul feticismo di noialtri si acchiappano due piccioni con una fava. Si smaltiscono i rifiuti facendo soldi, che poi è il business del futuro. Tennis Australia ha fatto palo, nel senso che invece di parlare ai nostri disturbi ossessivo-compulsivi ha scelto di parlare molto prosaicamente al portafoglio: durante l’anno, a Melbourne Park i tubi con 4 palle nuove costano la modica cifra di 15 dollari australiani, mentre gli scatoloni con 72 palle usate sono messi in vendita a 40 dollari - se sono state utilizzate in allenamento - e a 60 dollari se invece hanno visto una partita ufficiale. Hai voglia a smaltirne 50 mila, anche se molte palle vengono riutilizzate nelle lezioni di gruppo, qualcuna viene raccattata come souvenir dagli avventori e la maggior parte finisce più o meno accidentalmente nei borsoni dei soci. Insomma, se capitate dalle parti di Northcote e notate che a casa ho più palline degli Australian Open che cotton fiocs, adesso sapete il perché.

Da quest’anno, però, Tennis Australia ha deciso di usare le palle per fare cose buone e giuste. E scusate il doppio senso trash. Entrando a Melbourne Park, un baracchino presidiato da giovanotti sorridenti guidati tanto per cambiare da una italo australiana - Lara Bernardo - ti invita a metterti una mano sul cuore e una in tasca. Attraverso un meccanismo molto vintage puoi ritirare una pallina usata durante il torneo, e in cambio ti si chiede solo un gesto simbolico: il versamento di una golden coin – una moneta dorata. In pratica una donazione da uno o da due dollari. Una richiesta talmente esigua che la maggior parte delle persone ne sgancia molti di più, visto che il ricavato va in beneficienza ad associazioni, fondazioni e istituti di ricerca che tramite Tennis Cares affrontano il problema della depressione, fanno ricerca sulla SLA e assistono bambini disagiati. Una riuscitissima operazione sociale, ambientale e di marketing che ha fatto centro, se oggi alle 4 di pomeriggio lo stand era chiuso per esaurimento di scorte di palline. Solo nei primi due giorni del torneo, ne sono andate via un migliaio, con varie decine di migliaia di dollari finiti alle persone bisognose. Con tante grazie a Karlovic e Zeballos per il loro contributo.



DIARIO DA MELBOURNE / 1

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Mon, 23 Jan 2017 07:41:04 UTC