<![CDATA[ News della Federazione Italiana Tennis ]]> Thu, 13 Dec 2018 16:24:21 UTC <![CDATA[ APPUNTAMENTO IL 21 DICEMBRE - Vivi anche tu la grande festa del tennis italiano ]]>
Appuntamento venerdì 21 dicembre a Roma nell’Auditorium Conciliazione a partire dalle 19. Lo spettacolo sarà condotto da Max Giusti, showman e grande appassionato di tennis (è anche consigliere federale della FIT), e da Elena Ramognino, noto volto femminile di SuperTennis.

Nella prima parte della serata si potrà assistere a "Giudizio Universale - Michelangelo e i Segreti della Cappella Sistina": un nuovo genere di esperienza che porta lo spettatore ad immergersi come mai è successo prima nelle più grandi opera della storia dell'arte. Proiezioni immersive a 270°, performer dal vivo, musiche originali di grande impatto e effetti scenici straordinari. Un impianto teatrale e tecnologico che restituisce la potenza del capolavoro di Michelangelo in un racconto che lascia il pubblico senza fiato.

E’ un’occasione irripetibile che però va afferrata al volo: la disponibilità dei posti è infatti limitata. Il contributo richiesto a te riservato, comprensivo del buffet al termine della serata, è di 40,00 euro per persona. Affrettati a prenotare, ti aspettiamo!

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Thu, 13 Dec 2018 09:30:13 UTC
<![CDATA[ A VOLTE ANCHE I NUMERI MENTONO! - Le percentuali: Rafa davanti Nole sul cemento… ]]>
Molto più “veritiero” l’83% del neo numero uno del mondo Novak Djokovic, che sul cemento ha vinto 31 match (aggiudicandosi gli Us Open ed i “1000 di Cincinnati e Shanghai) perdendone 6, classificatosi alle spalle del maiorchino, o l’81.8% di Roger Federer che su questa superficie ha un bilancio stagionale di 36 vittorie (comprese quelle per firmare il sesto Australian Open) ed 8 sconfitte. Dove Nole è invece il leader indiscusso è l’erba dove con 11 vittorie (e successo a Wimbledon) ed una sconfitta ha fatto registrare una percentuale del 91.7% che batte quella di “King Roger”, 87.5% frutto di 12 vittorie e 2 sconfitte, che è la stessa di Marin Cilic (6 vittorie ed una sconfitta).
Tra le curiosità anche il terzo posto dello slovacco Martin Klizan nella top five sulla terra, preceduto solo da Nadal e Zverev ma davanti a Thiem e Goffin.

Per una volta lo stakanovista del circuito non è stato Dominic Thiem: l’austriaco, che ha giocato 74 match (54 vittorie e 20 sconfitte) è finito alle spalle del Next Gen tedesco Alexander Zverev che di partite nel 2018 ne ha giocate ben 77 (58 vittorie e 19 sconfitte). Al terzo posto il russo Karen Khachanov che con 68 match disputati, e soprattutto 46 vittorie a fronte di 22 sconfitte, è arrivato ad un passo dall’ingresso nell’élite mondiale.

I MIGLIORI 5 DEL 2018 PER PERCENTUALE VITTORIE/SCONFITTE:
1. Nadal 45-4 (91.8%)
2. Federer 48-10 (82.8%)
3. Djokovic 53-12 (81.5%)
4. Del Potro 47-13 (78.3%)
5. A.Zverev 58-19 (75.3%)
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Thu, 13 Dec 2018 06:57:19 UTC
<![CDATA[ TSENG, N. 1“MADE IN TAIWAN” - Il dominatore junior sogna... di essere Federer ]]>
Chun non ha le stimmate della star, alla Sascha Zverev, perché è piccolino (1.73) e pesa troppo poco (62 chili), né possiede il tocco di altri fenomeni precoci, alla Richard Gasquet. Ma è dinamico, veloce, tatticamente intelligente e bravissimo nel gestire le emozioni, è un computerino che annulla le qualità degli avversari. Fiero della sua data di nascita, 8 agosto, identica a quella di Roger Federer, ovviamente posticipata di vent’anni, 2001 lui, 1981 il Magnifico. Un segno del destino difficile da dimenticare.

Precoce, come tanti orientali, con le idee chiarissime, il numero 1 del mondo junior proclama: “Il mio idolo è Kei Nishikori, penso che sia il migliore di tutti e penso di somigliargli, come gioco, perciò voglio diventare proprio come lui. I risultati suoi e di coach Chang hanno aiutato noi tennisti asiatici a prendere sempre più fiducia e motivazioni”. Non sorprende che Tseng già si sia aggiudicato due tornei Futures, che abbia debuttato alla grande in coppa Davis (peraltro rifilando un doppio 6-0 al libanese Michel Saade), e che sia fra i primi 500 dei pro (n. 441). “E’ un fenomeno, fisicamente è ancora un bambino ma vince spesso contro quelli più forti e robusti. Il che dimostra grande intelligenza, oltre che capacità tecniche fuori dalla norma”, puntualizza Patrick Mouratoglou che l’ha accolto quando aveva appena 12 anni ed era in prima fila durante la finale di Wimbledon, contro la speranza di casa Draper (il castigatore dell’azzurro Lorenzo Musetti).

Tseng non è l’unico tennista “made in Taiwan”. Il prodotto migliore è ancora la doppista Su Wei Hsieh, che quest’anno, in singolare, con super velocità e resistenza, ha fatto lo sgambetto a Muguruza ed Halep. Tra gli uomini, il pioniere è stato Yen “Rendy” Hsun Lu, primo del paese ad entrare fra i “top 100”, è arrivato al numero 33 Atp nel novembre 2010 quando superò Andy Roddick allora 5 del mondo toccando gli storici quarti a Wimbledon. Anche se oggi, a 34 anni, dopo gli ennesimi infortuni, è sceso al 1.097, ma dopo aver aggiunto però un altro record: ha vinto più challenger di tutti, addirittura 29, l’ultimo a Jinan nell’agosto dell’anno scorso.

Sulla scheda ufficiale Atp, non compare il nome del coach, ma Tseng s’allena da sempre con papà Yu Te che gli ha messo la racchetta in mano a 5 anni e che, stranamente, come prima superficie l’ha allevato sulla terra rossa, accompagnandolo ancor oggi nella sua ascesa. Che, secondo il numero 1 del mondo junior finirà “a 23-24 anni da numero 1 Atp”. Se non si sogna a 17 anni… ]]>
Thu, 13 Dec 2018 10:53:26 UTC
<![CDATA[ LE PLURIVINCITRICI DELLA STAGIONE - Kvitova 5 volte a segno ma Osaka sceglie bene ]]> Due “soltanto” i titoli per la rivelazione di questa stagione, la giapponese Naomi Osaka, ma di primissimo livello - il Premier Mandatory di Indian Wells e gli Us Open - ma anche per la ex numero uno del mondo, la tedesca Angelique Kerber (Sydney e Wimbledon).
Di seguito tutte le 14 plurivincitrici del 2018:

Kvitova 5

Svitolina 4

Halep 3
Wozniacki 3
Bertens 3
Mertens 3

Osaka 2
Kar. Pliskova 2
Goerges 2
Kerber 2
Sabalenka 2
Barty 2
Qiang 2
Parmentier 2

In una stagione che ha visto disputarsi 58 tornei del circuito maggiore sono state 35 le tenniste che ne hanno vinto almeno uno. Un titolo azzurro, conquista da Camila Giorgi sul veloce indoor di Linz a fine stagione. La vincitrice più “anziana” è stata Svetlana Kuznetsova, che ha vinto il suo 18esimo trofeo della carriera a Washington, negli Stati Uniti, all’età di 33 anni ed un mese: quella più giovane è stata la serba Olga Danilovic, vincitrice sulla terra rossa della “River Cup” di Mosca, in Russia, del suo primo Wta della carriera ad appena 17 anni e 6 mesi.
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Thu, 13 Dec 2018 07:11:46 UTC
<![CDATA[ “LAVORO PER COMPETERE CON I BIG” - Matteo Berrettini punta ancora più in alto ]]>
BERRETTINI: “2018 DAVVERO POSITIVO, A GSTAAD MOMENTO TOP” - “E’ stato bello terminare l’anno confermando il titolo in A1 vinto dodici mesi prima, anche perché più che una squadra siamo quasi una seconda famiglia. Il 2018 è stato per me veramente positivo, sia in termini di risultati che di esperienze maturate” - conferma il 22enne giocatore romano – “E’ stata la mia prima stagione a tempo pieno nel circuito Atp e ci sono stati davvero tanti momenti significativi, come la prima vittoria in un match dello Slam o poi quella in rimonta al quinto set contro Sock a Wimbledon. Se però devo scegliere quello top non posso che indicare la conquista del titolo a Gstaad, il primo per me nel tour maggiore, bella e anche inaspettata, per questo doppiamente gratificante. Da fuori può essere sembrata anche una vittoria semplice, ma è stata una settimana intensa e impegnativa. Mi è capitato di rivedere i match del torneo svizzero, grazie alle repliche proposte da SuperTennis, e devo ammettere che mi emoziono e mi fa un certo effetto guardarmi, con la percezione di alcuni particolari che quando sono in partita non riesco a cogliere del tutto. Di certo anche dalla tv emerge il fatto che in quel periodo mi sentivo molto bene in campo e mi riusciva abbastanza facile fare le cose giuste”.

“PER MISURARMI CON I BIG ALZARE CONTINUITA’ DI RENDIMENTO” - Di sicuro in appena dodici mesi tante cose sono cambiate, non solo a livello di numeri, ma principalmente dentro Matteo Berrettini. “Ora so che in tutte le partite posso giocarmela, pure con avversari quotati. Anche quando ho affrontato top player del calibro di Sascha Zverev o Thiem ci ho perso ma almeno per parte del match ho toccato con mano che come livello potevo starci e che la distanza non era siderale. Si tratta di una consapevolezza importante in prospettiva futura: so che per potermi misurare con i più forti devo fare in modo di avere ancor più continuità di rendimento, a livello alto, nell’arco della singola partita e della stagione. Ed è proprio quello su cui stiamo lavorando”.

“ABBIAMO LAVORATO SUL FISICO E VARI ASPETTI TECNICI” - Le indicazioni arrivate dal PalaTagliate lasciano ben sperare: nel match più atteso della finale contro il Parioli l’allievo di Vincenzo Santopadre ha dominato un cliente difficile come Thomas Fabbiano, mostrando già una buona condizione atletica e tecnica. “Dopo il torneo di Mosca mi sono concesso un paio di settimane di vacanza, anche perché avevo un piccolo problema alla gamba ed ero stanco dopo una stagione lunga e intensa” - spiega Matteo – “Abbiamo così avuto il tempo per lavorare bene sulla parte fisica, aspetto fondamentale anche sul piano della prevenzione degli infortuni. Ma anche dal punto di vista tecnico stiamo curando la parte del rovescio per migliorarla, così come ci stiamo soffermando sul servizio per cercare di renderlo un’arma ancora più incisiva ed efficace. Senza dimenticare gli spostamenti, per essere in grado di gestire i tempi di gioco e poter dunque comandare gli scambi, in quella che è un po’ la prerogativa del mio tennis. L’obiettivo insomma è quello di diventare il più completo possibile dovendo cimentarmi in competizioni del massimo livello”.

“PROSEGUIRE UN PERCORSO A MEDIO E LUNGO TERMINE” - Già, nel 2019 Berrettini è atteso alla prova del nove, dopo il salto di qualità della stagione da poco conclusa. “Parto il 27 dicembre per Doha, poi giocherò Auckland, in quelle che sono le mie due tappe di avvicinamento agli Australian Open, primo Slam dell’anno, dove conto di ottenere un buon risultato. Subito dopo c’è la Coppa Davis in India: spero di essere fra i convocati per la sfida di Calcutta e magari di scendere in campo, far parte del gruppo azzurro a Genova contro la Francia è stata un’esperienza significativa che mi ha insegnato molto. Cosa chiedere a Babbo Natale? Prima di tutto, di sicuro, la salute, considerando che penso di “aver già dato”, come si dice, in quanto a problemi fisici. Poi per quel che riguarda l’aspetto agonistico sento di non aver ancora completato il mio potenziale e di poter migliorare in vari aspetti, proprio per questo non mi pongo obiettivi di classifica particolari nel nuovo anno e anche se i risultati non dovessero arrivare subito so che stiamo investendo su un processo di crescita e maturazione a 360 gradi a medio e lungo termine” - conclude Matteo – “per proseguire in un percorso cominciato già da qualche tempo”.
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Tue, 11 Dec 2018 07:33:46 UTC