<![CDATA[ News della Federazione Italiana Tennis ]]> Sat, 29 Aug 2015 09:21:19 UTC <![CDATA[ ECCO IL TETTO ANCHE A NEW YORK - Funzionerà dal 2016, ma ci sono già novità ]]>
A New York dal 2008 al 2012, per 5 edizioni consecutive, la finale maschile è slittata di un giorno, tanto che dal 2013 è stata istituzionalizzata al lunedì e solo quest’anno si è tornati alla tradizionale programmazione con la finale maschile in programma domenica 13 settembre. Superata la problematica che per anni aveva impedito di dare il via al progetto: il Centrale di Flushing Meadows è stato costruito su una vecchia discarica e il tetto avrebbe rischiato di farlo sprofondare. Grazie alle nuove tecnologie la copertura è a forma di ombrello e poggia su dei piloni senza aumentare il peso della struttura. La soluzione è stata trovata dallo studio Rossetto & WSP: le 5mila tonnellate d’acciaio, distribuite su 1.700 travi strutturali, non toccheranno l’impianto attuale. Il supporto è infatti dato da 24 colonne in acciaio. Le prime novità sono già pronte per questa edizione dello Slam statunitense: un nuovo impianto di illuminazione, un nuovo e sofisticato impianto audio e quattro nuovi schermi per coinvolgere al massimo il pubblico sugli spalti. Insomma uno spettacolo nello spettacolo.

Il rinnovamento di Flushing Meadows, l’impianto situato a Corona Park, che ospita gli US Open, sarà completato per il 2016. Ci sarà un nuovo Grandstand con capienza di 8mila spettatori al posto dei 6mila attuali. L’attuale impianto sarà demolito al termine del torneo e ne verrà costruito uno nuovo in tempo per la prossima edizione. Anche il Louis Armstrong Stadium sarà ampliato entro il 2018: da 10mila a 14mila posti.
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Fri, 28 Aug 2015 17:34:33 UTC
<![CDATA[ US OPEN MASCHILI - AZZURRI - 5 nel main draw. Cecchinato sfida Fish ]]>
Andreas Seppi, testa di serie numero 25, attende un giocatore proveniente dalle qualificazioni (in un eventuale terzo turno potrebbe incrociare il numero uno Djokovic), mentre l’altro tennista italiano compreso nel seeding, Fabio Fognini numero 32, esordirà contro lo statunitense Steve Johnson, numero 49 del ranking Atp. Il ligure si è imposto nell’unico precedente giocato quest’anno al primo turno degli Internazionali BNL d’Italia a Roma sulla terra rossa. In un eventuale terzo turno potrebbe trovare Rafa Nadal, testa di serie numero 8.

Avversario insidioso per Simone Bolelli, numero 62 Atp, opposto a David Goffin, 14esima testa di serie. Due i precedenti, entrambi giocati quest’anno: successo del bolognese a Sydney sul cemento, rivincita del 24enne belga a Monaco sulla terra rossa.

Paolo Lorenzi, numero 82 Atp, affronterà al primo turno il ceco Jiri Vesely, 22 anni e numero 47 mondiale, che ha vinto l’unico precedente giocato nel 2015 a Wimbledon a suon di ace. In caso di vittoria il senese (unico azzurro sorteggiato nella parte basa del tabellone) al secondo turno potrebbe sfidare il croato Ivo Karlovic, 21esima testa di serie, recordman stagionale di ace (ha superato quota 10mila in carriera, secondo tennista di sempre insieme al suo connazionale Ivanisevic).

Infine Marco Cecchinato, numero 102 Atp, affronterà il 33enne Mardy Fish, ex top ten (è stato numero 7 nel 2011) che a Flushing Meadows vanta i quarti nel 2008. Lo statunitense del Minnesota giocherà a New York l’ultimo torneo della carriera prima del ritiro. Una sfida prestigiosa, dunque, per il 22enne tennista siciliano che per la prima volta è ammesso di diritto al main draw di uno Slam.

RISULTATI
“US Open 2015”
Flushing Meadows, New York, Usa
31 agosto - 13 settembre 2015
$ 42.300.000 - cemento

SINGOLARE
Primo turno
(25) Andreas Seppi (ITA) c. (q)
Simone Bolelli (ITA) c. (14) David Goffin (BEL)
Marco Cecchinato (ITA) c. (wc) Mardy Fish (USA)
(32) Fabio Fognini (ITA) c. Steve Johnson (USA)
Paolo Lorenzi (ITA) c. Jiry Vesely (CZE) ]]>
Thu, 27 Aug 2015 16:21:09 UTC
<![CDATA[ US OPEN FEMMINILI - AZZURRE - 6 al via. Per la Schiavone Slam n.61 di fila ]]>
Sara Errani, testa di serie numero 16 (quarti a Flushing Meadows nel 2014 e semifinale nel 2012), attende una giocatrice proveniente dalle qualificazioni, mentre l’altra tennista italiana compresa nel seeding, Flavia Pennetta numero 26, affronterà al primo turno l’australiana (ma è nata a Bratislava, in Slovacchia, 28 anni fa) Jarmila Gajodosva, numero 75 del ranking mondiale. La 33enne brindisina, conduce 2-1 nei precedenti, ma la rivale ha vinto l’ultimo nel 2014 a Wuhan, in Cina, sul cemento. Flavia a New York vanta quattro quarti e una semifinale nel 2013. La Errani e la Pennetta potrebbero incrociarsi negli ottavi (quello presidiata dalla numero 4 Caroline Wozniacki).

Per Karin Knapp c’è la 22enne croata Ajla Tomljanovic, numero 62 Wta. Karin, che lunedì scorso ha fatto segnare il suo best ranking (numero 33) ha vinto l’unico precedente giocato ad inizio anno a Hobart sul cemento.

Roberta Vinci, unica azzurra sorteggiata nella parte alta del tabelloe e reduce dal buon torneo giocato a New Haven (ha concesso un solo game alla canadese Bouchard e ha perso solo al tie break del terzo set contro la danese Wozniacki dopo aver mancato tre match point), esordirà contro la californiana Vania King, 26 anni, ex top 50 scesa oltre la 400esima posizione nella classifica a causa di una serie di problemi fisici. La 32enne tarantina, numero 47 Wta, si è imposta nell’unico precedente disputato agli Australian Open nel 2010. Agli US Open ha raggiunto i quarti nel 2012 e nel 2013.

Camila Giorgi, numero 35 Wta (ottavi a New York nel 2013), affronterà al primo turno la svedese Johanna Larsson, numero 57: in parità i precedenti (uno a uno). La 23enne marchigiana è stata sorteggiata nell'ottavo della rumena Simiona Halep, seconda favorita del seeding.

Infine Francesca Schiavone, numero 94 Wta, sfiderà Yanina Wickmayer , 25 anni e numero 90, che agli US Open vanta una semifinale giovanissima nel 2009. La tennista belga si è sempre imposta nei quattro precedenti. La 35enne milanese a New York ha raggiunto due volte i quarti: nel 2003, 12 anni fa, e nel 2010. Francesca, gioca il suo Slam di fila numero 61 (il record tra le donne appartiene alla giapponese Ai Sugiyama, che si è fermata a quota 62) mentre tra i giocatori in attività solo Federer è più avanti a quota 64).

RISULTATI
“US Open 2015”
Flushing Meadows, New York, Usa
31 agosto - 13 settembre 2015
$ 42.300.000 - cemento

SINGOLARE
Primo turno
(1) Sara Errani (ITA) c, (q)
Roberta Vinci (ITA) c. Vania King (USA)
Francesca Schiavone (ITA) c. Yanina Wickmayer (BEL)
(26) Flavia Pennetta (ITA) c. Jarmila Gajdosova (AUS)
Karin Knapp (ITA) c. Ajla Tomljanovic (CRO)
Camila Giorgi (ITA) c. Johanna Larsson (SWE) ]]>
Thu, 27 Aug 2015 16:56:45 UTC
<![CDATA[ SERENA, PUOI SOLO PERDERLO - US Open Preview: Djokovic è ancora favorito ]]> lo Us Open 2015 vive un'occasione storica, con Serena Williams a un passo dal tanto agognato “Calendar Slam”. Fosse una squadra di calcio, avrebbe già preparato le magliette celebrative, magari con i nomi di Maureen Connolly, Margaret Court e Steffi Graf, le uniche a riuscirci fino ad oggi. Ma ci sono sette match da giocare e le bucce di banana sono sempre dietro l'angolo. Detto questo, gli addetti ai lavori sembrano d'accordo: Serena può soltanto perdere. E' troppo più forte rispetto al resto del gruppo. Lo dicono i numeri, ma soprattutto le sensazioni. Nel 2015 ha perso la miseria di due partite, tutt'altro che indicative: a Madrid contro Petra Kvitova e a Toronto contro Belinda Bencic. La prima non sembra competitiva, almeno fino a quando non avrà risolto il problema della mononucleosi. La seconda diventerà forte, fortissima, forse addirittura una numero 1. Ma ha appena 18 anni e uno Slam presenta pressioni ben diverse rispetto a un torneo WTA. Le altre? Difficile trovare una favorita numero 2. Volendo credere alla classifica, le più accreditate sarebbero Simona Halep e Maria Sharapova. La russa non ha giocato neanche un torneo di avvicinamento a causa di un problema a una gamba ed evidentemente non sarà al massimo: difficile inserirla tra le papabili. I risultati delle ultime settimane hanno fatto crescere le quotazioni di Simona Halep. La rumena è tornata in extremis al numero 2, fondamentale in chiave strategica, e ha raggiunto la finale sia a Toronto che a Cincinnati. In Ohio, pur perdendo contro Serena, ha fatto vedere buone cose. Ma in un eventuale replay a New York un miracolo sarebbe alquanto improbabile. Ce la vedete, la rumena dagli occhi tristi, zero Slam in bacheca, a rovinare la festa a Miss America? Difficile.

Se si va oltre i dati numerici, l'avversaria più credibile resta Victoria Azarenka. La bielorussa è accreditata della 20esima testa di serie ma vale molto di più, soprattutto sul cemento americano. I più attenti ricordano l'estate 2013, quando batté Serena a Cincinnati e la mise alla frusta a New York, in una delle più belle finali della storia recente. Per non parlare del match di tre mesi fa al Roland Garros, quando si portò avanti di un set e di un break. La bielorussa ha la personalità e – soprattutto – il “punch” per mettere in difficoltà Serena, ma il suo 2015 è al di sotto delle aspettative. E' visibilmente ingrassata, anche se oggi è più tranquilla. Durante il torneo di Cincinnati ha spiegato di aver vissuto un periodo di preoccupazione per imprecisati “problemi fisici”. Ha ottenuto il responso di alcuni esami, trovando la risposta ad alcune domande. Non è entrata nello specifico. “Non ho nessuna malattia e sto bene. Vorrei soltanto tenere tutto questo per me, almeno per ora. Se giochi tra i professionisti, conoscere certi dettagli può fare la differenza. Per me è stata una rivelazione molto importante”. A Cincinnati si è ritirata per un problema muscolare, ma se sta bene può essere pericolosa, l'unica in grado di reggere la forza d'urto di Serena. Dando un'occhiata alle altre teste di serie (la storia recente del torneo è piuttosto severa con le “unseeded players”: l'ultima finalista è stata Venus Williams nel 1997, ma non fu certo una sorpresa...) emergono tanti nomi, tante possibili outsider, magari persino per un posto in finale. Ma nella singola partita sembra impossibile battere Serena Williams. Citiamo Samantha Stosur, l'ultima capace di batterla nella Grande Mela (finale 2011) e Madison Keys, la più credibile e talentuosa tra le giovani americane. Non ha mai battuto Serena come invece è riuscito alla Stephens, però ha il già citato “punch” (per intenderci, quello che aveva Kim Clijsters) e non le manca nulla – davvero nulla – per esplodere. Anzi, solo una cosa: l'esperienza.

DJOKOVIC: IL MARGINE E' RISICATO, MA C'E'
Otto anni fa, Flushing Meadows fu teatro della prima finale Slam di Novak Djokovic. Era un 20enne ribelle, ancora irriverente. Il cemento americano è perfetto per le sue caratteristiche, eppure fatica a dare la zampata. In Australia ha vinto cinque volte, in America si deve “accontentare” di cinque finali e un solo successo, nel 2011 (quando annullò due matchpoint a Federer in semifinale). Nei tornei di avvicinamento ha espresso un rendimento altalenante, eppure è giunto in finale sia a Montreal che Cincinnati. “Non sono contento del mio livello – ha detto – però ho ancora qualche giorno di tempo per lavorarci su e a New York le condizioni saranno leggermente più favorevoli”. In questa frase si racchiudono le due ragioni per cui è ancora il favorito numero 1. In primis, sarà certamente più brillante. E poi i campi più lenti e la lunga distanza potrebbero dargli una mano, soprattutto contro Roger Federer. Quanto visto in Ohio, ovviamente, ha regalato allo svizzero il ruolo di secondo favorito, sia per il seeding che per le sensazioni. Il suo tennis d'attacco così estremo, una specie di bungee jumping applicato al tennis, ha esaltato gli appassionati e scatenato dibattiti a non finire. A Cincinnati ha funzionato alla perfezione, ma si giocava 2 su 3 e le condizioni sono molto rapide. Per sua sfortuna, a New York non sarà esattamente così. Ma è in fiducia: se non spende troppo nei primi turni, è certamente insidioso per la vittoria finale. Un successo a New York sarebbe paradossale: lo Us Open è lo Slam dove non vince da più tempo. Era il 2008 quando batté Andy Murray in finale. E' proprio lo scozzese a chiudere la griglia dei favoriti. Secondo Tim Henman sta giocando il miglior tennis della sua vita e forse ha ragione, anche se Federer l'ha ridimensionato a Cincinnati. Tuttavia ha già vinto a New York e la sua condizione fisica è buona almeno quanto quella di Djokovic. Il successo a Montreal ne ha esaltato le prospettive, soprattutto per il modo in cui ha cancellato a Djokovic una caterva di palle break. Il problema di Murray non è né tecnico né fisico: semplicemente, nei big-match fatica nei punti importanti. Se la debolezza diventa forza, lo vediamo vicinissimo ai primi 2.

E gli altri? Il gruppo sembra piuttosto distante dai fuggitivi, anche se la storia insegna che le sorprese arrivano quando meno te l'aspetti. Dodici mesi fa, neanche Nostradamus avrebbe pronosticato una finale tra Marin Cilic e Kei Nishikori. Proprio il giapponese sembra il più vicino ai migliori, se non altro come picchi di rendimento. A costo di sembrare ripetitivi, ribadiamo che il suo problema è solo di natura fisica. I muscoli non gli mancano, ma la fragilità è insita nella sua struttura. Proprio non ce la fa ad andare oltre certi ritmi. Almeno, fino ad oggi non ce l'ha fatta. Lo scorso anno si presentò spompato in finale e poche settimane fa si è inceppato a Montreal quando sembrava pronto a lottare alla pari contro i migliori. Prima o poi vincerà uno Slam, ma i tempi non sembrano ancora maturi. Più che Marin Cilic, il quinto favorito è Stan Wawrinka, già campione a Parigi e perfettamente a suo agio sul cemento. Due anni fa giunse in semifinale, impegnando duramente Novak Djokovic e facendo le prove generali per il successo australiano di qualche mese dopo. Se non si farà condizionare dalle vicende extra-tennistiche delle scorse settimane, nulla gli è precluso. Nemmeno la vittoria finale. Diciamo che i pezzi del suo puzzle sono un po' più complessi e, date le premesse, un perfetto incastro sembra complicato. Certo, a Parigi non lo considerava nessuno...C'è poi un gruppo di giocatori più o meno sullo stesso piano. Rafael Nadal va citato per rispetto a un grande campione, ma le sue recenti performance sul campo, unite a quelle extra (è appena diventato testimonial di una nota marca di intimo) non inducono all'ottimismo. Magari può acciuffare i quarti, ma contro i giocatori sopracitati sarebbe nettamente sfavorito. Ci sono ragioni tecniche precise, a partire da un servizio che non fa più male, la profondità che manca e le gambe non più così esplosive. Il campione in carica merita attenzione, ma Marin Cilic non ha fatto nulla – assolutamente nulla – per essere considerato tra i favoriti. L'anno scorso piombò sul torneo come un UFO e spazzò via tutto e tutti. L'infortunio di inizio anno lo ha pesantemente condizionato e non si è più avvicinato a certi livelli. Difficilmente ritroverà lo smalto di dodici mesi fa, almeno per puntare alla vittoria finale. Da seguire Tomas Berdych, l'eterno piazzato, e il gigante John Isner. Negli ultimi due anni c'era grande attesa, poi ha deluso. Stavolta arriva a fari spenti, dopo una brutta eliminazione a Cincinnati e la mancata partecipazione al torneo di Winston Salem (che gli giocano praticamente sotto casa). Sembra troppo limitato per arrivare in fondo, inoltre negli Slam non combina niente da anni, ma nella seconda settimana ci va. Tutti gli altri (Gasquet, Tsonga, Kyrgios, Raonic, Lopez) giocheranno per un piazzamento. Non dovesse vincere uno dei tre top-favoriti, altro che Nostradamus... ]]>
Thu, 27 Aug 2015 12:18:54 UTC
<![CDATA[ MURRAY DALLA PARTE DI FEDERER - Serena potrebbe ritrovare la Bencic nei quarti ]]>
I teorici ottavi maschili in base al seeding:
(1) Novak Djokovic (SRB) c. (14) David Goffin (BEL)
(10) Milos Raonic (CAN) c. (8) Rafael Nadal (ESP)
(4) Nishikori (JPN) c. (16) Gael Monfils (FRA)
(9) Marin Cilic (CRO) c. (7) David Ferrer (ESP)
(5) Stan Wawrinka (SUI) c. (11) Gilles Simon (FRA)
(15) Kevin Anderson (RSA) c. (3) Andy Murray (GBR)
(6) Tomas Berdych (CZE) c. (12) Richad Gasquet (FRA)
(13) John Isner (USA) c. (2) Roger Federer (SUI)

SINGOLARE MASCHILE


Nel tabellone femminile la super favorita è ovviamente Serena Williams, che va a caccia del Grande Slam dopo aver vinto nel corso della stagione Australian Open, Roland Garros e Wimbledon. Il sorteggio non sarà piaciuto a Maria Sharapova, testa di serie numero tre, che è dalla stessa parte dell’americana (si incrocerebbero in semifinale). La Williams conduce 18-2 nei precedenti. Soprattutto la russa ha perso le ultime 17 sfide e non batte Serena dal 2004, quando si impose in finale proprio a Wimbledon (aveva appena 17 anni) e poi a fine stagione al Masters di Los Angeles. L’ultimo incrocio lo scorso luglio nelle semifinali di Wimbledon (62 64 per la numero uno). Nei quarti Serena potrebbe ritrovare la 18enne Belinda Bencic (possibile ottavo con l’altra emergente Karolina Pliskova, 23enne ceca): una sfida che avrebbe il sapore della rivincita dopo che la giovane svizzera, erede designata di Martina Hingis, ha sconfitto a sorpresa la statunitense in semifinale a Toronto un paio di settimane fa. La favorita numero due è la rumena Simona Halep: dalla sua parte la ceca Petra Kvitova, numero 4 del seeding e la 21enne spagnola Garbine Muguruza, numero 9. Ma trovare una vera rivale per Serena è davvero un’impresa ardua

I teorici ottavi femminili in base al seeding:
(1) Serena Williams (USA) c. (15) Agnieszka Radwanska (POL)
(12) Belinda Bencic (SUI) c. (9) Karolina Pliskova (CZE)
(3) Maria Sharapova (RUS) c. (13) Ekaterina Makarova (RUS)
(10) Carla Suarez Navarro (ESP) c. (7) Ana Ivanovic (SRB)
(5) Petra Kvitova (CZE) c. (9) Garbine Muguruza (ESP)
(16) SARA ERRANI (ITA) c. (4) Caroline Wozniacki (DEN)
(8) Lucie Safarova (CZE) c. (11) Angelique Kerber (GER)
(14) Timea Bacsinszky (SUI) c. (2) Simona Halep (ROU)

SINGOLARE FEMMINILE ]]>
Thu, 27 Aug 2015 18:01:53 UTC