<![CDATA[ News della Federazione Italiana Tennis ]]> Fri, 27 Mar 2015 10:14:16 UTC <![CDATA[ MIAMI: PER ME, NON E' PIU' N.1 - Genesi e sviluppo di una crisi: rischio trasloco? ]]> nonostante una sede suggestiva (per arrivarci bisogna attraversare un ponte) e una delle città più glamour del pianeta, il torneo non vive un bel momento. Anzi, rischia di traslocare. Com'è possibile? La vicenda parte da lontano, almeno dagli anni 90. Fondato da Butch Buchholz nel 1985, nelle prime due edizioni si è giocato a Delray Beach e Boca West, salvo trasferirsi nella sede attuale nel 1987. L'ATP gli ha subito riservato un trattamento di riguardo, con due settimane in calendario e i tabelloni a 96. Fino a quando il particolare status è stato concesso anche a Indian Wells, è stato l'unico a godere del benefit. Per anni è stato l'isola felice del circuito, a tutti gli effetti il “Quinto Slam”. A maggior ragione dal 1994, quando hanno inaugurato un nuovo campo centrale da 13.800 spettatori. All'epoca, fu un progetto all'avanguardia. Sponsorizzato dalla nota azienda di tè “Lipton”, per anni è stato identificato con il nome dello sponsor. “A marzo si gioca il Lipton” si diceva anche in Italia, forse perchè erano gli anni in cui imperversava la pubblicità del Lipton Ice Tea, con Dan Peterson che diceva: “Per me, numero 1!”. Ma hanno commesso il peggior errore possibile: sedersi sugli allori. Non hanno capito che chi si ferma è perduto. Concetto ben chiaro alla FIT, che ogni anno si ingegna per rendere sempre più belli, grandi e appetibili gli Internazionali BNL d'Italia. A Miami, invece, si sono fermati. La discesa è iniziata nel 1999, quando Buchholz ha venduto il torneo al colosso IMG. La più grande società di management ha trovato nuovi sponsor (Nasdaq ed Ericsson, poi Sony-Ericsson ed infine soltanto Sony), ma non ha effettuato sostanziali migliorie a un impianto che iniziava a sentire il peso degli anni. Senza impetuosi investimenti (Madrid e Shanghai, per fare un esempio) o una location da brividi (punto di forza di Roma), si sono fatti raggiungere e superare da Indian Wells, torneo-gemello che fino a qualche anno fa era un semplice prologo. Nel 2004, nonostante una crisi economica impellente, l'ATP ha regalato a Indian Wells lo status da 96 giocatori. Un campanello d'allarme che Miami non ha saputo cogliere. E nemmeno quando il multimiliardario Larry Ellison si è preso Indian Wells, promettendo investimenti faraonici (peraltro mantenuti fino all'ultimo centesimo), si sono mossi dall'immobilismo. Tuttavia hanno mascherato i guai fino a un paio d'anni fa. Il problema è esploso quando buona parte della mandria era già scappata dal recinto. A sorpresa, Roger Federer e Rafael Nadal decisero di non iscriversi. Possibile che i due tennisti più popolari rinunciassero al presunto “Quinto Slam”?

E allora si è scoperto tutto. Il primo a parlarne, scegliendo la vetrina onnivora di Twitter, fu l'ex giocatore Jonas Bjorkman (che a breve tornerà nel circuito nel team di Andy Murray). “Non fanno nulla dal 1994, hanno intascato tutto e non hanno investito nulla”. E così è emersa la realtà di un impianto per nulla adatto ad ospitare un torneo così importante. Non è un caso che da anni non batta il record di spettatori. Si parla di cifre importanti, per carità, ma la crescita si è arrestata. Nel 2010 hanno abbattuto il muro dei 300.000 spettatori, ma non riescono ad andare oltre. Nel 2013 erano 307.089, lo scorso anno 306.842. C'è attesa di conoscere i numeri del 2015, altra edizione senza Roger Federer. C'è stata anche un pizzico di sfortuna: lo scorso anno hanno vissuto un terribile “venerdì nero”, senza la disputa delle semifinali maschili a causa dei ritiri di Kei Nishikori (adduttori) e Tomas Berdych (gastroenterite). 27.000 spettatori rimasero a bocca asciutta, e chissà se avranno voglia di tornare quest'anno. Per la prima volta nella storia, il torneo è rimasto senza title-sponsor. Se l'anno scorso, nei teloni di fondocampo, troneggiava l'enorme scritta “SONY”, quest'anno il torneo si chiama “Miami Open presented by ITAU”. Quest'ultima è una banca sudamericana, che però non avrà la stessa visibilità di Sony. E' di pochi giorni fa la notizia della partnership con “Claro”, nota compagnia telefonica, anch'essa sudamericana, che in passato aveva sponsorizzato il torneo di Buenos Aires (lasciato a piedi quest'anno) e oggi affianca Rio de Janeiro. Non è un caso che gli sponsor sudamericani guardino con attenzione al torneo, giacchè a Miami c'è una forte comunità di lingua spagnola. I “latinos” fanno la fortuna del torneo, sia come acquirenti che come entusiasmo sugli spalti. La loro carica, tuttavia, non basta a preservare dalla crisi, anche perchè ci sono altre ragioni che non fanno dormire sonni tranquilli al direttore Adam Barrett. Il primo è globale e riguarda la crisi organizzativa degli Stati Uniti: la morìa di tornei ha accorciato la permanenza dei migliori giocatori. Prima di Indian Wells ci sono soltanto Memphis e Delray Beach, non così interessanti per i giocatori europei (che costituiscono la stragrande maggioranza dei top-players). Per questo, la loro permanenza negli States è più breve e non hanno così tanta voglia di restarci. E' il ragionamento di Federer, ma anche di Andreas Seppi, che dopo Indian Wells hanno optato per iniziare subito la preparazione sul rosso. L'altro problema riguarda la superficie di gioco: a Key Biscayne si gioca sul Laykold, una mescola di cemento lentissima. Sembra di giocare sulla terra battuta: con tutto il rispetto, difficilmente Carlos Berlocq avrebbe battuto Thanasi Kokkinakis se il campo non fosse stato lentissimo. Quando gli hanno chiesto un parere su come rilanciare Miami, l'ex doppista Paul McNamee ha detto che potrebbe passare alla terra verde, il mitico har-tru americano. La proposta avrebbe un senso, rendendo Miami la tappa di passaggio dal cemento di Indian Wells alla terra rossa europea. “Non fa parte dei nostri progetti – ha detto Adam Barrett – siamo aperti ai suggerimenti, ma il Miami Open resterà sul cemento”. Contenti loro...

Il problema più grande, tuttavia, riguarda le strutture. Alla critica di Bjorkman si è accompagnato Andrey Golubev, che ha paragonato i servizi di Miami a quelli di un challenger. “Dagli hotel ai campi c'è soltanto un pulmino all'ora, con inevitabili disagi. Per allenarsi alle 13, magari capita di dover partire alle 10 del mattino. E il cibo non è così speciale”. Il problema è che non si possono offrire servizi di livello se l'impianto non è all'altezza. A Miami lo sanno bene. Nell'ottobre 2012, la Contea ha effettuato un referendum popolare per dare via libera all'ampliamento. La gente del posto si è espressa positivamente (al 72%), così nel 2013 hanno presentato un progetto che prevedeva tre nuovi impianti, la ristrutturazione del campo centrale e una generale crescita degli spazi. Prevista anche la costruzione di due show courts, rispettivamente da 6.000 e 3.000 posti. Il progetto costa circa 50 milioni di dollari e sarebbe interamente finanziato da IMG, proprietaria dell'evento. Articolato in tre fasi, avrebbe dovuto terminare in tempo per l'edizione del 2017. Usiamo il condizionale perchè i lavori sono stati bloccati, con un ostruzionismo simile a quello che sta ritardando l'ampliamento del Roland Garros. A guidare gli oppositori c'è Bruce Matheson, pronipote della famiglia che tanti anni fa donò alla Contea il pezzo di terra che oggi è diventato Crandon Park. L'impianto è di proprietà della Contea, ma la famiglia Matheson non ha perso il potere decisionale sull'area. La vicenda legale è ancora in corso: l'ultimo episodio risale allo scorso 17 settembre, quando il giudice Marc Schumacher ha affermato la legittimità di un accordo del 1993, secondo cui l'insediamento nell'area è soggetto a limiti ben precisi. Ogni modifica di utilizzo all'impianto è soggetta all'approvazione di un Comitato di quattro persone. Per bloccare tutto bastano due pareri negativi: nel comitato siede lo stesso Matheson e un rappresentante di un ente no profit, di cui Matheson è tra i più importanti donatori. Oltre a dire di non avere alcun potere sulle decisioni del Comitato, Matheson ha spiegato che l'accordo originario prevedeva un solo stadio permanente contro i tre previsti dal progetto. “Costruire tre stadi è contrario al regolamento. Mi sembra evidente”. Grande rabbia per gli organizzatori. Adam Barrett ha detto che l'impianto, così com'è, non è in grado di ospitare un torneo di alto livello e ha risposto alla frecciata di Matheson, secondo cui vorrebbero rendere l'area una specie di raffineria. “Niente affatto, sembrerebbe un centro di allenamento di alto livello. Adesso sembra una raffineria!”. L'attuale accordo con la Contea prevede che il torneo resti a Miami fino al 2023, ma se la vicenda non si sbloccherà (ovviamente il torneo ha presentato appello) non è da escludere un trasloco. Gli altri tornei corrono, a Miami sono stati fermi per troppo tempo. No, non è più il numero 1. Non lo direbbe più neanche Dan Peterson.
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Fri, 27 Mar 2015 06:11:14 UTC
<![CDATA[ WTA MIAMI SU SUPERTENNIS - 2°T con 3 azzurre in campo. Sharapova ko ]]> In serata Flavia Pennetta, numero 28 Wta e 15esima testa di serie, reduce dai quarti ad Indian Wells, deve vedersela con la bulgara Tsvetana Pironkova, numero 50 Wta (la brindisina è avanti 3-1 nei precedenti ma ha perso l'ultimo, giocato a gennaio al primo turno di Sydney), mentre Sara Errani, numero 13 Wta e 11esima testa di serie, ritrova dall'altra parte della rete la russa Anastasia Pavlyuchenkova, numero 38 Wta: la 23enne di Samara è avanti 2-1 nei precedenti ma la romagnola ha vinto proprio l'ultima sfida giocata tre settimane fa nei quarti di Monterrey (I match delle italiane sono programmati su campi non coperti dalla produzione televisiva locale)).

Giovedì secondo turno amaro per Karin Knapp: l'altoatesina, numero 55 Wta, ha ceduto per 61 63, in poco più di un'ora ed un quarto di gioco, alla russa Ekaterina Makarova, numero 9 Wta ed ottava testa di serie.

La prima testa di serie del torneo è Serena Williams, con l'incognita dell'infortunio al ginocchio che le ha impedito di giocare la semifinale ad Indian Wells. Subito fuori la favorita numero due Maria Sharapova (bye al primo turno): la russa si è fatta sorprendere dalla connazionale Daria Gavrilova, 21 anni e numero 97 Wta, in due set: 76 (4) 63.

Nel seeding anche Simona Halep, trionfatrice ad Indian Wells, Caroline Wozniacki ed Ana Ivanovic. Assente di lusso, qui come in California, la ceca Petra Kvitova.

”SuperTennis”, la tv della Fit, trasmette in diretta ed esclusiva il torneo.
Questa la programmazione:
venerdì 27 marzo – LIVE alle ore 16, alle ore 18, alle ore 20 ed alle ore 22
sabato 28 marzo - LIVE alle ore 01.00, alle ore 16, alle ore 18, alle ore 21.30 ed alle ore 23.30
domenica 29 marzo - LIVE alle ore 03.30, alle ore 17, alle ore 19 ed alle ore 21
lunedì 30 marzo - LIVE alle ore 01.30, alle ore 17, alle ore 21 ed alle ore 23
martedì 31 marzo - LIVE alle ore 01.00, alle ore 03.00 ed alle ore 19 (quarti)
mercoledì 1° aprile - LIVE alle ore 01.30 ed alle ore 19 (quarti)
giovedì 2 aprile - LIVE alle ore 01.00 (quarti) ed alle ore 19 (semifinali)
venerdì 3 aprile - LIVE alle ore 03.00 (semifinali)
sabato 4 aprile - LIVE alle ore 19 (finale)

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RISULTATI
"Miami OPen"
Wta Premier Mandatory
Key Biscayne - Miami, Florida (Usa)
23 marzo - 4 aprile, 2015
$5.381.235 - cemento

SINGOLARE
Primo turno
(11) Sara Errani (ITA) bye
(30) Camila Giorgi (ITA) bye
(15) Flavia Pennetta (ITA) bye
(q) Tatjana Maria (GER) b. Roberta Vinci (ITA) 76(9) 63
Karin Knapp (ITA) b. Katerina Siniakova (CZE) 62 60

Secondo turno
(11) Sara Errani (ITA) c. Anastasia Pavlyuchenkova (RUS)
(30) Camila Giorgi (ITA) c. (q) Allison Van Uytivank (BEL)
(15) Flavia Pennetta (ITA) c. Tsvetana Pironkova (BUL)
(8) Ekaterina Makarova (RUS) b. Karin Knapp (ITA) 61 63

DOPPIO
Primo turno
(4) Flavia Pennetta/Su-Wei Hsieh (ITA/TPE) c. (wc) Alize Cornet/Elina Svitolina (FRA/UKR)
(wc) Karin Knapp/Daniela Hantuchova (ITA/SVK) c. (wc) Alexandra Dulgheru/Simona Halep (ROU)

QUALIFICAZIONI
Primo turno
Lin Zhu (CHN) b. (1) Francesca Schiavone (ITA) 64 60 ]]>
Fri, 27 Mar 2015 06:46:57 UTC
<![CDATA[ ATP MASTERS 1000 MIAMI - Bolelli e Fognini al 2°T. Stanotte tocca a Fabio ]]>
Giovedì buona la prima per Simone Bolelli: il bolognese, numero 47 Atp, ha battuto agevolmente il cipriota Marcos Baghdatis, numero 58 Atp in due set: 62 62 in poco più di un’ora. Il 29enne di Budrio aveva vinto anche l’unico precedente, risalente al 2008. Prossimo avversario per Simone il serbo Viktor Troicki , numero 39 Atp e 32esima testa di serie: il 29enne di Belgrado è avanti 2-1 nel bilancio dei confronti diretti.
Eliminato, invece, Paolo Lorenzi: il senese, numero 87 Atp, è stato sconfitto dallo slovacco Marin Klizan, numero 41 Atp, con il punteggio di 63 64.

I primi due favoriti del seeding sono Novak Djokovic, reduce dal successo ad Indian Wells, e Rafa Nadal: dalla parte del serbo sono capitati Nishikori (n.4), Raonic (n.5) e Ferrer (n.7); dalla parte dello spagnolo invece Murray (n.3), Wawrinka (n.6) e Berdych (n.8). Grande assente lo svizzero Roger Federer, numero due del ranking mondiale e finalista ad Indian Wells, che ha deciso di riposarsi in vista della stagione europea sul rosso.
Già fuori Juan Martin Del Potro, al rientro dopo l'operazione bis al polso sinistro, battuto all'esordio in due set dal canadese Vasek Pospisil.
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RISULTATI
"Miami Open"
ATP World Tour Masters 1000
Key Biscayne - Miami, Florida, Stati Uniti
23 marzo - 5 aprile, 2015
$ 5.381.235 - cemento

SINGOLARE
Primo turno
Martin Klizan (SVK) b. Paolo Lorenzi (ITA) 63 64
Simone Bolelli (ITA) b. Marcos Baghdatis (CYP) 62 62
(2) Fabio Fognini (ITA) bye

Secondo turno
Simone Bolelli (ITA) c. (32) Viktor Troicki (SRB)
(20) Fabio Fognini (ITA) c. Jack Sock (USA)

DOPPIO
Primo turno
Simone Bolelli/Fabio Fognini (ITA) c. Raven Klaasen/Leander Paes (RSA/IND)

QUALIFICAZIONI
Primo turno
(24) Thiemo de Bakker (NED) b. (wc) Gianluigi Quinzi (ITA) 64 46 62
(4) Steve Darcis (BEL) b. Marco Cecchinato (ITA) 75 76(4)
Mate Delic (CRO) b. (18) Luca Vanni (ITA) 76(5) 76(3) ]]>
Fri, 27 Mar 2015 06:30:31 UTC
<![CDATA[ RIVOLUZIONE HAWK-EYE - Giudici di linea: tempo di andare in pensione? ]]> Inaugurato nel 2006 "Hawk-Eye" (occhio di falco) ha rivoluzionato non poco il tennis diventando uno strumento indispensabile in tutti i grandi tornei. Indispensabile ma non infallibile: ha un margine d'errore di 3,6 millimetri, assolutamente trascurabile però se paragonato alla possibilità di errore deglio occhi di un giudice di linea. Dal 2008 ogni giocatore può chiamare in causa Hawk-Eye tre volte per set, più una chiamata aggiuntiva in caso di tie-break: ma se ha ragione il suo "capitale" non viene intaccato. Il sistema, che piace anche alle tv perchè offre spettacolo supplementare, ha come unico difetto quello di costare tanto. Soltanto il Masters 1000 di Indian Wells lo prevede su tutti i campi di gioco: negli altri tornei c'è solo sui campi principali (su quelli in terra battuta "vale" counque il segno lasciato dalla pallina). Ma stiamo parlando solo dei tornei Atp e Wta più ricchi.
Ad ogni modo dopo i test segreti effettuati dall'Itf per appurare se il sistema di verifica elettronica per individuare l'esatto punto di rimbalzo possa sostituirsi ai giudici di linea, la prima sperimentazione pubblica si sta facendo in questi giorni in occasione delle "PowerShares Series", mini-circuito di esibizioni americano che coinvolge diversi ex campioni tra cui John McEnroe, Andre Agassi, Pete Sampras, Jim Courier, Michael Chang, Mark Philuppoussis. Nella prima tappa, disputata a Salt Lake City martedì scorso l'unico giudice "umano" era quello di sedia: per il resto soltanto la tecnologia con i giocatori chiamati ad arbitrarsi da soli se pure con la possibilità di verifiche elettroniche illimitate. Il più soddisfatto - incedibile a dirsi - è stato proprio McEnroe: "Non avrei mai pensato di giocare un torneo senza giudici di linea: è una gran mossa per lo sport e mi congratulo con chi ha voluto intraprendere questa coraggiosa iniziativa. Penso che possa essere un cambio innovativo per il nostro sport”.




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Thu, 26 Mar 2015 13:42:11 UTC
<![CDATA[ INTERNAZIONALI BNL D'ITALIA - Pre-qualificazioni: ecco tabelloni e vincitori ]]> Per gareggiare basta avere la tessera FIT e possono iscriversi anche i non classificati.

A differenza della passata stagione le date dei tornei sono diversificate nelle varie zone d’Italia e gli appuntamenti sono più numerosi. Si sono conclusi sinora i tornei maschile e femminile al Match Ball di Firenze (gli iscritti sono stati in totale 689, 473 uomini e 216 donne, hanno vinto Daniele Capecchi ed Elora Dabija), quello maschile al Monviso Sporting Club di Torino (iscritti 387, ha vinto Marco Bortolotti) e quello al CT Bari (286 iscritti, 224 uomini e 62 donne, hanno vinto Francesco Garzelli e Claudia Giovine).


CALENDARIO TORNEI OPEN BNL 2015 E NUMERO ISCRITTI

TABELLONI MATCH BALL FIRENZE

TABELLONI MONVISO SPORTING CLUB TORINO

TABELLONI CT BARI

TABELLONI TC GENOVA

TABELLONI VALLETTA CAMBIASO

TABELLONI SC COSENZA

TABELLONI CT GIOIA 1974

TABELLONI MONTEKATIRA

TABELLONI SPORTING CLUB BRIANO

TABELLONI TC PADOVA

TABELLONI CT TRENTO


Il vincitore e la vincitrice di ogni torneo verranno invitati a partecipare al torneo di pre-qualificazioni degli Internazionali BNL d’Italia che si terrà a Roma dal 5 al 7 maggio 2015.

E’ possibile partecipare anche a più tornei e per ogni partita vinta i giocatori avranno un bonus ai fini delle classifiche nazionali di 15 punti (fino ad un massimo di 45).

A tutti i partecipanti verrà regalato un biglietto per gli Internazionali BNL d’Italia, come negli anni precedenti per le giornate di sabato 9, domenica 10 o lunedì 11 maggio.

L’iniziativa, adottata anche dall’USTA (la federtennis statunitense), che ogni anno lancia tra aprile e giugno dei tornei di pre-qualificazione allo Slam americano aperti a tutti i tesserati senza vincolo di livello o classifica, ha riscosso negli anni un grandissimo successo con un numero di iscrizioni sempre in crescendo: nel 2014 sono stati oltre 3.000 i partecipanti ai tornei open BNL di pre-qualificazioni per gli Internazionali BNL d’Italia.

Tutti i tabelloni sono consultabili nel Portale Unico delle competizioni del sito: basta cercare in “tornei in corso” e scrivere BNL nella descrizione del nome della manifestazione. ]]>
Fri, 27 Mar 2015 09:15:57 UTC