<![CDATA[ News della Federazione Italiana Tennis ]]> Fri, 12 Feb 2016 18:08:09 UTC <![CDATA[ LORENZI NEI QUARTI A BAIRES - Paolo sfida Nadal, live alle 20.30 su SuperTennis ]]> Venerdì (live alle 20.30 su SuperTennis) Lorenzi si giocherà un posto in semifinale con lo spagnolo Rafael Nadal, numero uno del seeding e campione in carica, che ha sconfitto per 64 64 l'argentino Juan Monaco (questo match lo scorso anno era stato la finale del torneo). Nadal ha vinto in tre l'unico precedente, disputato nel 2011 sulla terra del Foro Italico.

”SuperTennis”, la tv della Fit, trasmette in diretta ed esclusiva il torneo. Questa la programmazione:
venerdì 12 febbraio LIVE
- alle ore 20.30
LORENZI (ITA) c. Nadal (ESP)

sabato 13 febbraio - alle ore 01.00 differita (quarti); alle ore 18.00 LIVE ed alle ore 21.30 differita (semifinali)
domenica 14 febbraio - alle ore 18.00 LIVE (finale)

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RISULTATI
"Argentina Open"
ATP World Tour 250
Buenos Aires, Argentina
8 - 14 febbraio, 2016
$523.470 - terra battuta

SINGOLARE
Primo turno
Juan Monaco (ARG) b. (q) Marco Cecchinato (ITA) 61 63
Paolo Lorenzi (ITA) b. Pablo Andujar (ESP) 26 75 62
Federico Delbonis (ARG) b. (wc, 6) Fabio Fognini (ITA) 67(4) 64 64

Secondo turno
Paolo Lorenzi (ITA) b. Diego Schwartzman (ARG) 46 63 61

Quarti
Paolo Lorenzi (ITA) c. vinc. (1) Rafael Nadal (ESP).Juan Monaco (ARG)

DOPPIO
Primo turno
Federico Delbonis/Andres Molteni (ARG) b. Fabio Fognini/Juan Monaco (ITA/ARG) 75 63
Paolo Lorenzi/Inigo Cervantes (ITA/ESP) b. Pablo Andujar/Pablo Carreno Busta (ESP) 64 64

Secondo turno
Paolo Lorenzi/Inigo Cervantes (ITA/ESP) c. Gero Kretschmer/Alexander Satschko (GER)

QUALIFICAZIONI
Primo turno
(1) Marco Cecchinato (ITA) b. Juan Ignacio Galarza (ARG) 61 62
Filippo Volandri (ITA) b. (7) Maximo Gonzalez (ARG) 64 46 64

Turno di qualificazione
(1) Marco Cecchinato (ITA) b. (5) Facundo Arguello (ARG) 63 75
(4) Albert Montanes (ESP) b. Filippo Volandri (ITA) 63 64 ]]>
Fri, 12 Feb 2016 00:08:20 UTC
<![CDATA[ VINCI IN SF A S.PIETROBURGO - Babos battuta in tre set. Troverà la Ivanovic ]]> nella foto) si è qualificata per il penultimo atto del "St. Petersburg Ladies Trophy", neo nato Wta Premier dotato di un montepremi di 687,900 dollari che si disputa sul veloce della “Sibur Arena” di San Pietroburgo, in Russia. Nei quarti la tarantina, numero 16 Wta e seconda favorita del seeding, ha sconfitto per 76(3) 46 75(4), dopo due ore e 33 minuti di partita, l'ungherese Timea Babos, numero 51 del ranking mondiale, mettendo a segno il quarto successo in cinque confronti. Roberta è "chirurgica", soprattutto nei tie-break. Nel primo parziale la Babos va per due volte avanti di un break ma la Vinci recupera e soprattutto la riagguanta dal 2-5 al 5 pari ma non sfrutta due chance per poter andare a servire per il set in vantaggio 6-5. Decide il tie-break: la pugliese sale 4-2, concede un punto ma poi ne infila tre consecutivi (7-3). Nella seconda frazione la reazione rabbiosa della 22enne di Sopron che strappa la battuta a Roberta nel terzo gioco, salva due palle per il contro-break nel game successivo, ma poi difende con autorità il vantaggio fino al 64 che pareggia il conto dei set. Il parziale decisivo richiama un po' il primo: break Babos in avvio con l'ungherese che mantiene il vantaggio fino al 5-3. La Vinci recupera in extremis quando Timea serve per il match (5-5) ed è ancora il tie-break a decidere: Babos allunga fino al 4-2 ma l'azzurra infila un parziale di cinque punti a zero, compresa una risposta fulminante di diritto sul 5-4 che accarezza la linea e la porta al match-point. Timea spedisce lungo e Roberta può esultare.
Prossima avversaria per lei la serba Ana Ivanovic, numero 20 Wta e quarta testa di serie: la 28enne di Belgrado è avanti per 6-3 nel bilancio dei precedenti.

La numero uno del seeding è la 18enne stellina svizzera Belinda Bencic, numero 11 del ranking mondiale, regolarmente approdata ai quarti.

”SuperTennis”, la tv della Fit, trasmette in diretta ed esclusiva il torneo. Questa la programmazione:
venerdì 12 febbraio - LIVE
- alle ore 10.00
Babos (HUN) c. VINCI (ITA)
- alle ore 15.30
Kasatkina (RUS) c. Cibulkova (SVK)
a seguire
Bencic (SUI) c. Pavlyuchenkova (RUS)
differita alle ore 23.30 (quarti)

sabato 13 febbraio - LIVE
- alle ore 12.00
VINCI (TA) c. Ivanovic (SRB)
differita alle ore 16.00

domenica 14 febbraio - LIVE alle ore 14.30 (finale)

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"St. Petersburg Ladies Trophy"
Wta Premier
San Pietroburgo, Mosca
8 - 14 febbraio, 2016
$687,900 - veloce indoor

SINGOLARE
Primo turno
(2) Roberta Vinci (ITA) bye

Secondo turno
(2) Roberta Vinci (ITA) b. Yanina Wickmayer (BEL) 62 76(2)

Quarti
(2) Roberta Vinci (ITA) b. Timea Babos (HUN) 76(3) 46 76(4)

Semifinali
(2) Roberta Vinci (ITA) c. (4) Ana Ivanovic (SRB) ]]>
Fri, 12 Feb 2016 11:48:41 UTC
<![CDATA[ INDEPENDENT REVIEW PANEL - Illeciti nel tennis: nuovo organo di controllo ]]>
L'IRP - guidato da Adam Lewis QC e composto da altri due membri che saranno nominati entro la fine di febbraio - avrà il compito di investigare in merito alle denunce di corruzione nel mondo del tennis professionistico e sull'idoneità delle attuali norme e procedure anti-corruzione. In pratica l'Independent Review Panel verificherà l'efficacia e l'adeguatezza del Tennis Anti-Corruption Programme (TACP), della Tennis Integrity Unit (TIU) e del Tennis Integrity Protection Programme (TIPP) suggerendo gli eventuali cambiamenti da apportare.

L'IRP sarà dotato di poteri ad ampio raggio, inclusi il diritto di chiedere la produzione di documenti, di investigare e nominare esperti qualora lo ritenga appropriato. Per far questo si coordinerà non soltanto con organismi all'interno del tennis ma anche esterni, come le agenzie di scommesse. Benché non sia previsto un termine preciso, è previsto che la singola indagine sia completata al massimo entro 12 mesi con la pubblicazione delle risultanze (Interim Report). Dopo la pubblicazione di queste ultime si aprirà un procedimento al quale prenderanno parte tutte le parti interessate o implicate in qualche modo che potranno presentare le loro considerazioni. Al termine del procedimento l'IRP redigerà un Final Report che gli organismi del tennis internazionale pubblicheranno e, qualora si siano verificate delle irregolarità, metteranno in pratica tutte le decisioni dell'IRP.
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Fri, 12 Feb 2016 14:25:27 UTC
<![CDATA[ LE SCELTE DI MATTEO DONATI - L'intervista: “Ordine dentro e fuori dal campo” ]]> “lungo e difficile”. Capita che il fisico non lo lasci in pace, come in questo avvio di 2016 in cui ha problemi alla schiena, ma gli incidenti di percorso fanno parte della strada. Matteo lo sa e il tono di voce, pur delicato di natura, è più fermo e deciso rispetto a qualche tempo fa.

Come mai nei primi tornei dell'anno hai viaggiato così tanto? Australia, Hawaii, poi di nuovo Australia...
Ovviamente non si può rinunciare a un torneo del Grande Slam. Tenendo Melbourne (e i tornei di avvicinamento) come punto fisso, c'erano poi due opzioni: o giocare a Manila, nelle Filippine, oppure restare in Australia. Restando là l'unica chance era giocare a Maui, nelle Hawaii. E' piuttosto lontano ma il tempo c'era, dunque abbiamo scelto così per giocare il più possibile, come non avevo fatto nel 2015. L'idea era avere più possibilità per cogliere risultati, tenendo conto che non ho molti punti da difendere nei primi mesi dell'anno. E' stata una scelta ponderata, non facile perché trasferte così lunghe tolgono parecchie energie. Purtroppo non è andata come volevamo: le sensazioni erano buone, ma poi ho avuto qualche fastidio alla schiena già dopo il match contro Albot a Maui. Speravo fosse un problema passeggero, invece la situazione è andata peggiorando, così mi sono presentato a Launceston e non avevo la testa sul torneo. Per questa ragione non ho espresso il mio gioco, ma ho ugualmente provato a dare tutto, anche perché ero lontano da casa. Al rientro in Italia ho fatto tutti i controlli del caso.

Vieni da Alessandria, luogo molto importante per il tennis italiano. E' la città adottiva di Corrado Barazzutti: in che rapporti siete?
La conoscenza si è intensificata dopo la convocazione come quinto uomo nella trasferta di Davis in Russia. Mi piace molto, ha provato ad aiutarmi mettendomi a disposizione la sua esperienza. Fuori dal campo si ride e si scherza, spesso mi chiede di Alessandria, dove ha ancora tanti ricordi e qualche parente. Ogni tanto gli capita di passarci. Mi ha aiutato molto anche in Cina, laddove non c'era il mio coach Massimo Puci. Mi è stato accanto e ha dato tutto quello che poteva, anche di più. Lo ringrazio, così come tutti i giocatori della Davis, Umberto Rianna e tutti quelli che mi stanno dando una mano. Davanti a me c'è una strada lunga e difficile, ma poter contare su tante persone d'esperienza è certamente positivo.

Sei ancora legato ad Alessandria? Per te è linfa vitale tornarci ogni tanto oppure puoi già farne a meno?
Più che alla città sono legato alla famiglia. Sono un ragazzo che dà grande importanza ala famiglia. Ho lasciato Alessandria qualche anno fa ed è stata una scelta estrema, ma se possibile torno ogni weekend. Ho un legame molto stretto con mia mamma, mio fratello e tutti i parenti. Alessandria resta la mia città, ma ciò che conta sono soprattutto le persone.

Nei limiti del possibile, conduci una vita normale. Quando sei a Bra mangi in mensa, poi a casa te la cavi cucinando le cose basiche. Pensi che sia un vantaggio rispetto a tanti ragazzi un tantino più “viziati”?
Avere un ordine fuori dal campo aiuta. Vivo da solo da tre anni e so cosa bisogna fare, come gestire le cose, e cerco di migliorare giorno dopo giorno. Sono convinto che una persona ordinata nella vita non possa che far bene anche sul campo.

Ti avevano tolto il glutine, in stile Djokovic. Adesso questo regime è saltato, giusto?
La prova non è durata molto. Avevo eliminato anche i carboidrati e non è stato facile, perché ero abituato a mangiare parecchia pasta. Abbiamo provato a spostare la mia alimentazione soprattutto sulle verdure. Non ce l'ho fatta, dopo un mese mi sono ritrovato con poche energie e non mi sentivo troppo bene fisicamente. Ne ho parlato con il dottore e abbiamo lasciato perdere. Da allora non seguo una dieta precisa, ma sto attento a consumare tanti pasti nel corso della giornata. Diciamo che non seguo più un regime troppo stretto.

Leggendo la tua routine durante la preparazione, si nota che dedicavi più tempo alla parte fisica piuttosto che al lavoro sul campo. Visto che ti ispiri abbastanza ad Andy Murray, c'è la possibilità che tu possa avere un'evoluzione come la sua? A inizio carriera era magro e gracile, oggi ha una condizione fisica strepitosa.
L'obiettivo è certamente quello. Più che l'aspetto esteriore mi interessa stare bene in campo, migliorando forza e spostamenti. Ma non devo necessariamente sviluppare chissà quanti chili di muscoli, anche perché nel tennis bisogna muoversi. E' vero, stiamo lavorando molto sulla parte fisica ma anche su quella tecnica. Non c'è dubbio che nel periodo invernale la parte fisica abbia la priorità.

Prima di trasferirti a Bra, sei stato seguito per tanti anni da Roberto Marchegiani ad Alessandria. Ci racconti il periodo con lui?
E' stato come parte della mia famiglia. Mi ha preso a 8 anni e abbiamo trascorso tanto tempo insieme. La sua figura è stata importante anche sul piano della mia crescita personale. Tra gli 8 e i 15 anni è un periodo delicato per un bambino, poi ragazzo. Passavo molto tempo fuori casa, basti pensare che ho giocato il primo torneo quando avevo 10 anni, in Croazia. Secondo me è stato fondamentale. Sinceramente ho fatto fatica anche ad allontanarmi: dopo tanti anni in cui sei abituato a stare con una persona è dura cambiare. Spesso abbiamo condiviso la stanza, e comunque avevamo un ottimo rapporto. Si era creata una confidenza tale che potevo raccontargli ogni mio problema. A quel punto diventa difficile abituarsi a nuove persone, però è stata una scelta che dovevo fare, per diverse ragioni. L'ho fatta e non mi sono pentito. Dopo un anno di scelte difficili ho trovato un posto dove mi sento veramente a casa.

E' evidente che le ragioni della separazione sono questioni private, ma erano più di tipo caratteriale o tecnico?
Entrambe. Tecnicamente sentivo di aver bisogno di qualcosa in più. Nell'ultimo anno non ero migliorato troppo e quindi, dentro di me, sentivo il bisogno di nuovi stimoli e nuovi spazi. Mi sembrava una routine destinata a rimanere tale. Insieme alla mia famiglia, dopo tanti mesi di discussioni, siamo riusciti a maturare questa decisione. Una decisione difficile.

Durante il periodo di offseason hai cercato di sistemare il dritto. E' qualcosa di simile a quello che avevi fatto qualche anno fa con il servizio?
Abbiamo fatto tanta quantità con servizio e dritto, colpi fondamentali del mio gioco. Tante ore al servizio e tante ore di cesto per trovare il giusto ritmo. Con Massimo abbiamo sviluppato un piccolo accorgimento tecnico sul dritto, ma si tratta di dettagli. Niente di paragonabile a quello di qualche anno fa con il servizio. Partendo da qui abbiamo cercato di giocare più palle possibili, in modo da automatizzare certi meccanismi. Nel tennis di oggi è importante spingere, ma la solidità è fondamentale.

Tu non ami buttare via i soldi, piuttosto preferisci investire su te stesso. La spesa più folle che ti sei concesso?
Non ho grosse spese extra-tennis. Stando spesso lontano da casa, le mie spese riguardano soprattutto il tennis. Quest'anno ho fatto un grosso investimento prendendo un preparatore atletico. Ad esempio, sono andato in Australia con due persone. C'è uno staff importante: dirige Pino Carnovale, poi Damiano Fiorucci mi segue in giro per i tornei. Lui fa anche il fisioterapista: l'ho scelto perché ai tornei servono i massaggi e tante altre cose. A casa, invece, ci sono Maurizio Di Sano ed Emilio Santoni.

Citi spesso mamma Marina. Qual é il più grande sacrificio che ha fatto per te?
Ne ha fatti veramente tanti. Ha speso tempo ed energie per starmi dietro. Lo fa ancora oggi, ma è tutta passione. In passato è stata dura perché girare il mondo dai 10 a 18 anni, senza nessun prize money, è un sacrificio enorme. La lontananza è stata dolorosa, ma lei ha sempre accettato il fatto di avere un figlio piccolo che viaggiasse in continuazione. Non mi ha mai messo pressioni quando non arrivavano i risultati o comunque nei momenti difficili. Mi trasmette grande tranquillità. Durante le partite, quando lei è presente, cerco il suo sguardo e mi tranquillizzo subito. Da parte mia, quando posso torno a casa. Dopo l'Australia ho passato una settimana a casa e cerco di stare con lei il più possibile. Lei fa lo stesso, cercando di raggiungermi nei tornei più vicini insieme a mio fratello, che però fa più fatica perché in questo momento sta studiando all'Università. Hanno capito che la mia vita è questa: quando è possibile cerchiamo di riunirci.

Il maggior pregio e il peggior difetto di Massimo Puci.
E' una persona molto particolare, tende a tenersi molto dentro e non parla tanto. Però sa quando parlare e secondo me è un grande pregio. Dopo la partita prova a calmarti, ma non ti dice chissà cosa. Magari si parla 2-3 giorni dopo. Tanti lo “prendono in giro” perché non mi sta sempre dietro, ma io so che mi segue nel modo giusto. Mi lascia i miei spazi. E' una persona particolare, qualcuno può pensare che non sia presente, ma non è vero. Mi conosce bene, sa cosa dirmi e si è creato un buon rapporto, anche con la famiglia. Bra è diventata una seconda casa. Ho scelto Bra perché in quel momento avevo bisogno di una parte tecnica ma anche di una “casa”, un posto dove stare tranquillo. Provenendo da Alessandria mi serviva un posto tranquillo ed essere circondato da buone persone, anche fuori dal campo.

Mentre tu percorrevi la tua strada, tanti giocatori si sono un po' persi, pur avendo ottime qualità tecniche. Quali sono gli errori più gravi che hai visto commettere?
Gli errori si capiscono solo se sei a fianco di qualcuno. Senza conoscere nello specifico tante situazioni non posso sapere cosa abbiano davvero sbagliato. E' certamente vero che tra i 15 e i 20 anni arrivano tante distrazioni. Se vuoi giocare a tennis devi girare tanto, sacrificare il tempo con gli amici, gestire le prime fidanzate...soltanto vivendo certe situazioni da vicino puoi capire gli errori che sono stati commessi.

Siamo nell'epoca del web sfrenato: ti capita di leggere quello che viene scritto su di te?
Non più di tanto, non amo leggere i commenti. E' giusto che vengano fatti, sia in positivo che in negativo, ma io cerco di seguire soltanto i consigli di chi mi sta vicino e lo fa per aiutarmi. Accetto le osservazioni negative se arrivano dalle persone in cui credo, la cui opinione ha un valore nella mia carriera e nella mia vita. Il resto? E' giusto che ognuno dica ciò che pensa, ma non si può ascoltare tutti. Bisogna affidarsi a un gruppo ristretto di persone, giusto o sbagliato che sia. E' molto importante seguire la propria strada.

Sarai al corrente dello scandalo scommesse esploso durante l'Australian Open. Osservando qualche incontro qua e là, ti sono mai venuti dubbi su qualche giocatore?
Il tennis è uno sport strano. Basta non stare bene o avere la giornata storta e perdi 6-1 6-1. Un risultato del genere può far pensare a chissà cosa, ma la verità è che siamo persone. Singole persone. Essendo tutti i match molto equilibrati, basta che qualcosa non vada nel verso giusto e i punteggi possono subire grosse oscillazioni. Non so se certe cose succedano o meno, però mancano le certezze. Gli scandali escono, ma non vengono pubblicati i nomi. Tante volte capita che escano solo per creare clamore. Sarebbe opportuno fare i nomi, altrimenti non ha senso sparare a vanvera. A cosa serve far uscire un elenco di 30-40 nomi? O ne pubblichi 2-3 con delle certezze, altrimenti non ha senso metterne alla gogna decine quando magari la maggior parte non c'entra nulla. Per me è importante il concetto della certezza: o ce l'hai o non ce l'hai. Non mi piace che ci sia il dubbio.
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Fri, 12 Feb 2016 08:15:04 UTC
<![CDATA[ ON LINE LA RIVISTA SETTIMANALE - Fed Cup tra presente e futuro ... e tanto altro ]]>
di Enzo Anderloni

Napoli, Palavesuvio, 3 febbraio 2008: l’Italia, vincitrice della Fed Cup nel 2006 e finalista nel 2007, perde al primo turno del World Group, in casa contro la Spagna. Francesca Schiavone, 28 anni, già n. 11 del mondo, scivolata al n. 23, va sotto con Nuria Llagostera Vives, n. 130, e con Anabel Medina Garrigues, n. 30. La Medina Garrigues nella prima giornata, aveva battuto anche Flavia Pennetta, 26 anni, n. 34 del mondo. A risultato acquisito il capitano Corrado Barazzutti fa esordire Sara Errani, 20 anni, n. 63 del mondo. Disastro? Crollo? Bocciatura? Quella squadra vincerà altre tre volte la Fed Cup, nel 2009, nel 2010 e nel 2013. L’ultima volta schierando in singolare Roberta Vinci (che negli anni precedenti aveva avuto spazio solo in doppio) e la piccola Errani, diventata grande.
E allora perché dopo la sconfitta di domenica contro la Francia (Mladenovic, n. 30 del mondo, Garcia n. 38 del mondo) nei titoli dei principali quotidiani si parlava di disastro, crollo, bocciatura? Cos’è cambiato? E perché Errani e Giorgi di oggi, rispettivamente 28 e 25 anni, non devono godere della credibilità di Schiavone e Pennetta di allora? Facile oggi guardare a Francesca e Flavia come a due supercampionesse. Ma chi il 3 febbraio 2008 avrebbe detto, senza che nessuno chiamasse una neuro- ambulanza, che Francesca avrebbe vinto il Roland Garros e Flavia gli Us Open in finale su Roberta Vinci? Della Schiavone si pensava che con l’11° posto raggiunto nel 2006 avesse espresso il massimo. Della Pennetta, in ripresa dopo uno dei tanti infortuni, si sperava una buona risalita, dopo che nel 2005 aveva chiuso n. 23. Che allora era già un buon risultato. Dunque tocca dispiacersi per la sconfitta di Marsiglia, perché perdere non piace (e non deve piacere) a nessuno. Ma è naturale sostenere con fiducia le nostre ragazze, in un momento sicuramente difficile.
Sara Errani si trova a confermare anno dopo anno, settimana dopo settimana, uno status da grande giocatrice, finalista a Parigi, a lungo top 10. Un momento di appannamento non solo è legittimo ma fisiologico. Capita a tutti i grandi giocatori. Come potremmo spiegare altrimenti la sconfitta delle russe Kuznetsova (n. 17) e Makarova (n.30) contro l’olandese Bertens, n.106? E contro la sua compagna Hogenkamp n. 141? Cose che succedono nel tennis nelle gare a squadre. Ma non per questo le squadre crollano.
Tanti hanno puntato il dito su Camila Giorgi e il suo tennis apparentemente dissennato dopo la sconfitta decisiva con Caroline Garcia (due posti davanti a lei in classifica). Dimenticando in un attimo la bellissima vittoria (stesso tennis “dissennato”) del giorno prima con la Mladenovic (10 posti sopra di lei). Non è un momento facile per Errani e Giorgi. Con Roberta Vinci che parla di “ultima stagione”, tutto il peso dell’Italia di domani è sulle loro spalle.
Sara sa che da lei ci si aspetta sempre quella supercombattente che, pur con il suo servizio tenero, ha fatto paura a tutte le più forti giocatrici del mondo. Spesso battendole. E reggere quel peso con una maglia azzurra addosso non è uno scherzo. Camila deve rendersi conto che mentre sul circuito può liberamente sparare tutto “a 1000”, chiudendo gli occhi, tanto al massimo ci rimette solo lei, quando arriva la Fed Cup c’è una responsabilità diversa. Prendere coscienza che non tutti i punti sono uguali, non tutte le partite sono uguali, può essere proprio la chiave di quella maturazione che potrebbe fare di lei una grandissima giocatrice. Con un capitano dell’esperienza e della sensibilità di Barazzutti, i presupposti per mettere i vari tasselli al loro posto ci sono tutti. A partire dal prossimo match contro la Spagna. Dunque, forza ragazze! C’è da lavorare duro, come sempre, ma abbiamo fiducia. In voi. Nel ritorno di Karin Knapp. Nello sbocciare di Martina Caregaro e di altre splendide ragazze che (se ne parla in queste pagine) stanno arrivando dal mondo junior.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 5 - 2016

RIVISTA SUPERTENNIS

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SuperTennis Magazine – Anno XII – n.5 – 10 febbraio 2016

In questo numero
Forza ragazze! Pag.3
Fed Cup: torniamo nell’arena Pag.4
Fed Cup: Il futuro c’è, basta crederci Pag.5
Terza pagina- l’intervista: Francesca Schiavone Pag.6
Circuito ATP: il sogno infinito di Paolino Lorenzi Pag.8
Focus: Di Wu, il n.1 di Cina made in Italy Pag.10
Giovani, ragazze del ’99: quattro azzurrine d’assalto Pag.12
I numeri della settimana Pag.14
Il tennis in tv: tutta la Fed live sul 64 Pag.16
Internazionali BNL d’Italia: programma ufficiale, disegna tu la copertinaPag.17
Circuito Fit-Tpra: giochi (e vinci) per te, e per il tuo circolo Pag.18
Personal coach: in campo non vedi solo con gli occhi Pag.20
Racchette e dintorni, calzature leggere: Jet le ali ai piedi Pag.22
La regola del gioco: palla persa o rotta? Va sostituita così Pag.20

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Wed, 10 Feb 2016 09:03:40 UTC