<![CDATA[ News della Federazione Italiana Tennis ]]> Thu, 28 Jul 2016 20:14:50 UTC <![CDATA[ VINCI FUORI A MONTREAL - Roberta cede negli ottavi alla russa Kasatkina ]]>
COSI' IN TV - "SuperTennis", la tv della Fit, trasmette in diretta ed in esclusiva il torneo. Questa la programmazione:
giovedì 28 luglio - LIVE
- alle ore 18.30
VINCI (ITA) c. Kasatkina (RUS)
- alle ore 20.30
A.Radwanska (POL) c. Pavlyuchenkova (RUS)

venerdì 29 luglio - LIVE
- alle ore 00.30
Keys (USA) c. V.Williams (USA)
- alle ore 02.30
Bouchard (CAN) c. Kukova (SVK)

alle ore 18.30 ed alle ore 20.30
sabato 30 luglio - LIVE alle ore 00.30 (quarti) ed alle ore 19.00 (prima semifinale)
domenica 31 luglio - LIVE alle 00.05 (seconda semifinale) ed alle ore 19 (finale)

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RISULTATI
"Rogers Cup"
Wta Premier
Montreal, Canada
25 - 31 luglio, 2016
$2.714.413 - cemento

SINGOLARE
Primo turno
(7) Roberta Vinci (ITA) bye
(q) Camila Giorgi (ITA) b. Sloane Stephens (USA) 76(2) 76(4)
Sara Errani (ITA) b. (wc) Aleksandra Wozniack (CAN) 64 76(4)

Secondo turno
(7) Roberta Vinci (ITA) b. (q) Camila Giorgi (ITA) 26 63 64
(14) Karolina Pliskova (CZE) b. Sara Errani (ITA) rit.

Terzo turno
Daria Kasatkina (RUS) b. (7) Roberta Vinci (ITA) 75 63

DOPPIO
Primo turno
Andreja Klepac/Katarina Srebotnik (SLO) b. Sara Errani/Roberta Vinci (ITA) 16 76(4) 12-10

QUALIFICAZIONI
Primo turno
(11) Camila Giorgi (ITA) b.c. (wc) Gabriela Dabrowski (CAN) 63 61

Turno di qualificazione
(11) Camila Giorgi (ITA) b. (7) Bethanie Mattek-Sands (USA) 63 61

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Thu, 28 Jul 2016 18:10:44 UTC
<![CDATA[ LORENZI: UN ESEMPIO PER I GIOVANI - Qualità espresse al massimo: lunedì n.1 d'Italia ]]>
Paolo, giocatore intelligente, costruito pezzo a pezzo da coach Claudio Galoppini, fino ai 28 anni, giocava praticamente solo nei tornei Atp di secondo livello, cioè nei Challenger. Pian pianino, ha costruito un buon servizio, ha migliorato la propensione offensiva e, alla preparazione atletica sempre accuratissima, ha quindi aggiunto qualche opzione tecnica che gli manca, colmando più lacune. La sua umiltà gli ha consentito di alternare i tornei di prima e di seconda fascia, coroborando la classifica con gli appuntamenti minori senza rischiare il tutto per tutto in quelli più grandi, che danno più punti in classifica e premi, ma presentano più rischi per un giocatore che non ha soluzioni facili come lui. Tanto che oltre metà del suo bottino di punti nel ranking viene dalle vittorie Challenger a Caltanissetta e Canberra 2016, e da quelle di Cortina, Medellin e Pereira 2015, con anche le finali di Bucaramanga 2016 e Bogotà 2015. Risultati che confermano le qualità di resistenza ed abnegazione del ragazzo, oltre che la sua determinazione ad arrivare al traguardo quando affronta avversari della sua classifica o inferiori.

Dopo Kitzbuehel, Paolo ha gridato al mondo che l’età è solo un numero, che lui non si sente vecchio e che vuole migliorare ancora. Siamo certi che lo pensa davvero e che si impegnerà ancora al massimo per progredire davvero, soprattutto dopo che, orgoglioso com’è, si sarà presentato con l’etichetta di miglior tennista italiano alle Olimpiadi di Rio dal 6 agosto. E siamo altrettanto certi che, così come è già successo per Sara Errani e Roberta Vinci, anche Lorenzi chiuderà la carriera con la consapevolezza di aver espresso il massimo delle sue potenziali. O, quanto meno, non avrà remore e rimorsi di non averci provato fino in fondo e di essersi fatto influenzare dai critici per il suo tennis personale, o per lo stile non purissimo. Lui, le “Cichi", a suo tempo Gianluca Pozzi, e più di recente Andreas Seppi, sono l’esempio da seguire per giovani e meno giovani. Perché il talento tennistico ed atletico di Fabio Fognini, come i numeri di Flavia Pennetta e Francesca Schiavone o di Camila Giorgi li vedono tutti, o quasi, ma diventare il miglior italiano nella classifica mondiale, partendo da una base più grezza, è sfida ben più difficile. Così come maggiore è la soddisfazione per gli atleti che ci riescono, e più forte ancora la carica che li contraddistingue, oltre al rispetto degli avversari. Che, poi, in partita, quando il gioco si fa duro, fa anche la differenza. Perché coraggio e personalità non si vantano, si conquistano sul campo.

Ecco, gli altri italiani, i tanti più giovani di Paolo Lorenzi e i tantissimi che possono mettere in campo prerogative di maggior rilievo dovrebbero interrogarsi, con estrema lealtà, su quanto succederà lunedì nella classifica mondiale. Non è un caso, è il premio al lavoro e all’intelligenza, alla gestione professionale della vita e della carriera. E’ la conferma che si può essere giovani a dispetto dell’anagrafe, ma, ahinoi, vale anche il contrario. Se non si lavora davvero su se stessi, tutti i giorni, continuando a sognare un obiettivo un po’ più in là.
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Thu, 28 Jul 2016 10:05:38 UTC
<![CDATA[ NOLE E RAONIC OK A TORONTO - Bene Nishikori, fuori il "baby" Shapovalov ]]>
RAONIC NO PROBLEM - Tutto facile per l'idolo di casa Milos Raonic. Il canadese numero 7 del ranking mondiale, reduce dalla finale di Wimbledon, è rientrato con un convincente doppio 63 rifilato a Yen-Hsun Lu di Taipei, che all'esordio aveva eliminato Sascha Zverev. Prossimo ostacolo per Milos lo statunitense Jared Donaldson, 19enne di Providence, nel Rhode Island, numero 147 Atp passato attraverso le qualificazioni, che ha battuto per 63 36 63 Fabio Fognini.

SHAPOVALOV OUT - La giovane wild card canadese aveva infiammato il pubblico di casa eliminando l'aussie Nick Kyrgios ma è stato riportato bruscamente con i piedi per terra da Grigor Dimitrov (64 63), uno che sa fin troppo bene quanto possa essere deleteria la pressione mediatica e quanto posa essere pericoloso il termine "giovane promessa". Il bulgaro, protagonista fin qui della peggior stagione della sua carriera, si gioca un posto nei quarti con Ivo Karlovic che a dispetto delle 37 primavere non solo ha rispedito a casa all'esordio il "baby" Taylor Fritz ma si è tolto lo sfizio di aggiudicarsi anche il derby con il connazionale Marin Cilic (64 76), numero 12 Atp ed ottava testa di serie.

NISHIKORI COL MINIMO SFORZO, ESCE ISNER - Promosso dal suo match d’esordio anche il giapponese Kei Nishikori, numero 6 del ranking mondiale e quarta testa di serie, regolando 64 75 il qualificato americano Dennis Novikov. Prossimo avversario del nipponico sarà lo statunitense Ram, numero 118 Atp, che ha sgambettato per 64 76(5) il francese Lucas Pouille, numero 23 del ranking e 13esima testa di serie. Un’altra testa di serie che deve rimettere nel cassetto le proprie ambizioni è John Isner, numero 16 Atp e 9 del tabellone, che cede in tre set nel derby con il connazionale Ryan Harrison (numero 144 Atp): 76(3) 67(4) 64 lo score che gli vale la possibilità di sfidare negli ottavi Tomas Berdych, numero 8 Atp e quinta testa di serie.

GOFFIN SENZA PROBLEMI, SI RITIRA THIEM - Debutta senza patemi invece il belga David Goffin, numero 11 Atp e settimo favorito del seeding: lo statunitense Sam Querrey, giustiziere di Djokovic a Wimbledon, per un fastidio alla schiena si è ritirato quando era sotto 64 2-1 e Goffin quindi si giocherà un posto nei quarti con il francese Gael Monfils, numero 14 del ranking e decima testa di serie, reduce dalla vittoria di Washington, che ha faticato un set soltanto contro il canadese Vasek Pospisil (n. 101 Atp): 76(6) 60.
Dura al contrario appena cinque game il torneo di Toronto per Dominic Thiem: l’austriaco, numero della classifica mondiale e sesta testa di serie, per un problema all’anca ha alzato bandiera bianca sul 4-1 in favore del sudafricano Kevin Anderson, il quale si misurerà negli ottavi con l’australiano Bernard Tomic, numero 22 Atp e 12esima testa di serie, impostosi secondo pronostico sul canadese Diez, uno che frequenta più il circuito challenger che questi appuntamenti.

RISULTATI MERCOLEDI’ - 2° TURNO: (1) Djokovic b. Muller (Lux) 75 76(3), (4) Raonic (CAN) b. Lu (TPE) 63 63, (3) Nishikori (JPN) b. (q) Novikov (USA) 64 75, (7) Goffin (BEL) b. Querrey (USA) 64 2-1 rit., Anderson (RSA) b. (6) Thiem (AUT), (q) Stepanek (CZE) b. (wc) Polansky (CAN) 76(5) 64, Ram (USA) b. (13) Pouille (FRA) 64 76(5), Harrison (USA) b. (9) Isner (USA) 76(3) 67(4) 64, (12) Tomic (AUS) b. (wc) Diez (CAN) 63 76(4), (10) Monfils (FRA) b. Pospisil (CAN) 76(6) 60, (q) Donaldson (USA) b. Fognini (ITA) 63 36 63, Karlovic (CRO) b. (8) Cilic (CRO) 6476(3), Dimitrov (BUL) b- (wc) Shapovalov (CAN) 64 63.

TABELLONE SINGOLARE ]]>
Thu, 28 Jul 2016 05:53:14 UTC
<![CDATA[ TORONTO: FOGNINI ESCE AL 2° TURNO - Fabio cede in tre set al 19enne Donaldson ]]>
La cronaca. Dopo un primo turno di servizio un po’ complicato, con tre doppi falli e cinque palle break da fronteggiare, l’azzurro strappa la battuta al giovane statunitense al terzo game, variando i colpi per non dare troppo ritmo all’avversario. Il quale però restituisce il favore al ligure (2-2), con altro break e immediato contro-break, finché Donaldson non si issa sul 4-3 in suo favore e approfittando della poca continuità di Fognini, meno efficace nel servizio rispetto alle ultime uscite, vola sul 63 chiudendo il game a zero (anche con due ace) e portando a casa il primo set dopo poco più di quaranta minuti.
Fabio si scuote, riduce il numero di errori, e nella seconda frazione si porta rapidamente avanti 5-0, ma si addormenta un po’ facendosi recuperare fino al 5-3. E nel nono gioco, sul 40-0, commette due doppi falli e poi sbaglia un rovescio, ma con un attacco a rete e una buona prima, seguita da un dritto al corpo, riesce a pareggiare il conto dei set dopo un’ora e un quarto di partita.
Dopo aver mancato una palla break nel primo game del terzo, il ligure cede a zero il servizio ritrovandosi sotto 3-0 e dando segnali di nervosismo. Il 19enne di Providence, nel Rhode Island, al quinto incontro in pochi giorni, al cambio campo chiede un consulto medico per un leggero affaticamento e calo di zuccheri, comunque riesce a tenere la battuta che gli vale il 4-1. Fognini fronteggia due palle break e risale sul 2-4, poi Donaldson sul 40-0 a suo favore viene preso dal ‘braccino’: due doppi falli e altri errori consentono all’azzurro di ribrekkarlo (3-4). Ma il ligure spreca tanto, facendosi a sua volta recuperare da 40-0 e perdendo la battuta con un doppio fallo: il teen ager americano annulla due chanche per il 4-5 e con due belle prime vola per la prima volta al terzo turno di un ‘1000’, urlando tutta la sua gioia con un ‘come on’ liberatorio.
Fognini non riesce dunque ad eguagliare il terzo turno raggiunto in questo torneo nel 2007, quando dopo esser partito dalle qualificazioni battè Andy Murray per poi venire stoppato da Roger Federer.

Dopo le defezioni di Andy Murray, Roger Federer e Rafa Nadal, il torneo di Toronto vede in gara Novak Djokovic, numero 1 della classifica mondiale, Stan Wawrinka, Kei Nishikori e il beniamino di casa Milos Raonic ad occupare i primi quattro posti del seeding. Le prime otto teste di serie sono esentate dal primo turno ed esordiranno direttamente al secondo.
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RISULTATI
“Rogers Cup”
ATP World Tour Masters 1000
Toronto, Canada
23 - 31 luglio, 2016
$4.089.740 - cemento

SINGOLARE
Primo turno
Fabio Fognini (ITA) b. (15) Steve Johnson (USA) 64 64

Secondo turno
(q) Jared Donaldson (USA) b. Fabio Fognini (ITA) 63 36 63 ]]>
Wed, 27 Jul 2016 20:52:44 UTC
<![CDATA[ ON LINE LA RIVISTA SETTIMANALE - Lorenzi e Fognini infiammano il week-end ]]> Paolo Lorenzi? Supergiovane

di Enzo Anderloni

Qual è l’età giusta per vincere? Se lo chiedi a Rafael Nadal o Boris Becker ti rispondono: 17 anni. Se lo chiedi a Paolo Lorenzi, dice 34. Francesca Schiavone ti direbbe 27. Roger Federer 19. Roberta Vinci 24. Laura Siegemund 28. Fabio Fognini 26. E stiamo parlando per tutti della prima volta. Dunque forse non è l’età che conta. Conta solo riuscire a vincere. Qualcuno comincia a farlo a 26 anni, qualcuno a quell’età smette di giocare (vedi un certo Bjorn Borg). Qualcuno a 26 anni decide di fare la mamma annunciando che tornerà a giocare poi (grande Azarenka!). Dunque ormai è chiaro che non c’è fretta e non c’è una regola. Dunque non si capisce tutta quest’ansia che sta intorno al tennis giovanile, questa mania di giudicare senza appello e iperselezionare entro i fatidici 18 anni.
Paolo Lorenzi è arrivato sabato scorso alla sua prima vittoria Atp. Oggi è n.41 del mondo, una posizione di eccellenza assoluta. Davanti lui solo 40 uomini al mondo, fenomeni compresi: i Djokovic, i Murray, i Federer... Non mi ricordo che cosa Lorenzi abbia vinto da under. Mentre mi ricordo altri nomi, italiani e non, con in tasca un torneo Avvenire, un Trofeo Bonfiglio, uno Slam under 18 di cui poi si son perse le tracce.
C’è da essergli davvero grati, a Paolino. Ma anche a Laura Siegemund, 28 anni, che ha vinto questa settimana a Bastad il suo primo torneo Wta. Perché ci aiutano, per prima cosa, a ricordare che tutti possono inseguire i loro sogni. E acchiapparli, anche senza essere fenomeni. Poi, e questo è ancora più importante, ci rammentano che l’intelligenza, la preparazione, la profondità e una certa cultura non sono componenti opzionali, utili solo dopo il tennis. Iscriversi all’Università, studiare, pensare che ”dopo” si potrebbe fare il medico, come aveva fatto Lorenzi; oppure riuscire addirittura a laurearsi “mentre” (come ha fatto la Siegemund, in psicologia) sono scelte che denotano teste molto pensanti, capaci di darsi delle regole, di impostare dei lavori duri con obiettivi precisi. Giorno dopo giorno. E allora si arriva. Tutti così possono arrivare.
Chi avrà le doti per vincere Wimbledon, si laureerà là. Chi lo farà a Kitzbuehel, avrà comunque il suo alloro e il suo diploma di dottore delle racchetta, coronando un percorso che si è scelto. E che lo stuzzicherà a tentare la scalata di una montagna ancora più alta. Perché è nell’aver saputo cogliere la bellezza di quel sogno che sta il segreto per arrivare in cima. È la forza del desiderio che conta, non l’età.
In questo senso Lorenzi è giovanissimo perché, dopo tanti anni di tornei Challenger, chi più di lui può avere una voglia matta di vedere che panorama si gode da ancora più in alto? Avrà sicuramente più motivazione lui di un Nadal (quattro anni meno di Paolo) che ha già vinto tutto, giusto?
E quanto giovane in questo senso è Fabio Fognini, non ancora trentenne, coetaneo di Djokovic e Murray. Se guardiamo a quanto è fatata la sua manina e per lunghi tratti incontenibile il suo tennis, possiamo dire che, a differenza di Nole e Andy, non ha ancora vinto niente di quello che è alla sua portata. E dunque, da questo punto di vista, è molto più fresco di loro, che ormai per desiderare qualcosa devono chiamarlo Grande Slam o prima posizione mondiale. Dunque godiamoci la formidabile doppietta di Paolo e Fabio e approfittiamo per allentare la pressione su noi stessi e sui nostri ragazzini in crescita, che sono pure bravi. Non preoccupiamoci troppo di insegnargli a vincere le partite di oggi. Facciamogli sognare quelle di domani. Saranno loro a trascinarci per prenderle. Prima o dopo, che cosa cambia?

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 21 - 2016

RIVISTA SUPERTENNIS

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SuperTennis Magazine – Anno XII – n.29 – 27 luglio 2016
In questo numero:
Prima pagina: Supergiovane Pag.3
Circuito Mondiale Atp e Wta: mare o montagna? Fognini e Lorenzi Pag.4
New Balls, please: Paolino e Fabio ci indicano… la luna Pag.5
Focus: Francesca Jones, quattro dita le bastano Pag.8
Terza pagina: Miloslav Mecir, il primo oro Pag.9
I numeri della settimana: Storico 2 in 1 azzurro Pag.10
Il tennis in tv: regine (live) a Montreal Pag.12
Giovani: Musetti & Rottoli, under 14 da medaglia Pag.14
In Italia – campionati di 3° categoria: Busonera da favola Pag.15
Circuito Fit-Tpra: il benessere al Centro Pag.16
Personal coach: il corpo che parla Pag.17
Racchette e dintorni: dal frassino al graphene, nella foresta dei materiali Pag.18
La regola del gioco: calcio alla pallina: si continua a giocare? Pag.20


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Wed, 27 Jul 2016 10:01:38 UTC