<![CDATA[ News della Federazione Italiana Tennis ]]> Thu, 27 Jul 2017 16:47:20 UTC <![CDATA[ TRE TAPPE PER DIVENTARE FEDERER - I passaggi che trasformarono il ragazzo ribelle ]]> In un'interessante puntata di “The Tennis Podcast”, l'ex responsabile media ATP David Law (attualmente collaboratore per BBC Radio e commentatore per la pay-tv BT Sport) ha raccontato una serie di aneddoti, alcuni inediti, sulla gioventù tennistica di Federer. Ma è andato oltre, individuando tre momenti decisivi nella maturazione dello svizzero, la tanto delicata transizione da “ragazzo” a “uomo”. Molti pensano che il momento-simbolo, il definitivo ingresso nel gotha, sia stata la vittoria contro Pete Sampras negli ottavi di Wimbledon 2001. Pur riconoscendo la simbologia di quel successo, Law individua altri passaggi. Opinione che vale, se non altro perché ha incontrato Federer per la prima volta quando aveva 16 anni, lo ha preparato e istruito per i primi impegni con i media, e ha trascorso parecchio tempo con lui (anche guardando partite di calcio) e con le persone del suo staff. Secondo Law, il ragazzino ribelle e capriccioso dei primi anni ha preso coscienza di sé grazie a tre episodi avvenuti tra il 2002 e il 2003.

La morte di Peter Carter. Il primo vero maestro di Roger Federer è stato l'australiano Peter Carter. Discreto giocatore, best ranking al numero 173 ATP, ebbe in sorte di accompagnarlo nei suoi primi passi. Law dice che lo ha seguito tra i 9 e i 18 anni di età: ad essere pignoli, lo ha seguito dal 1991 al 1995 e nel biennio 1997-1998. Quando Roger aveva 9 anni e stava iniziando, Carter accettò un'offerta di lavoro dall'Old Boys Tennis Club di Basilea. Fu lui a insegnargli la tecnica e le basi della disciplina, di un corretto comportamento sia dentro che fuori dal campo. Nozioni importanti per un ragazzo un po' ribelle. Law, addirittura, sostiene che l'influenza e la severità di Carter gli abbiano evitato guai peggiori. Le loro strade si separarono, ma l'affetto è rimasto. Carter è tragicamente scomparso 15 anni fa, il 1 agosto 2002, durante un safari in Sud Africa con la moglie Silvia, che pochi giorni prima aveva vinto una lunga e faticosa battaglia contro un tumore. Ben contento che il suo ex coach andasse nel paese di mamma Lynette, Federer rimase profondamente scosso dall'episodio. Impegnato al Canadian Open, accolse la notizia tra urla e pianti disperati. Ci volle parecchio per riprendersi. “Dopo quell'episodio, Roger è cresciuto molto velocemente perché non aveva mai pensato alla morte. Invece era toccato a qualcuno che conosceva bene, con cui si vedeva tutti i giorni e viaggiava insieme a lui – dice Law – da allora, ha imparato a digerire tutto quello che gli succede e a farne tesoro. Non dimenticherà mai certe lezioni, ed è un peccato che Carter non abbia fatto in tempo a vedere i suoi successi”.



La prima vittoria a Wimbledon. Sembra banale, eppure fu un passaggio davvero importante nell'interiorità di Federer, non solo nella percezione altrui. Nel 2001 aveva battuto Sampras, ma poi si era fermato. L'anno dopo era inciampato in Mario Ancic al primo turno. Aveva già vinto otto tornei (tra cui il Masters 1000 di Amburgo), ma si nutrivano ancora dubbi sulla sua classe. Vincere Wimbledon gli ha tolto un peso, specie per le modalità: non tanto la finale su Mark Philippoussis, quando la semifinale contro Andy Roddick. “Federer e Roddick stavano crescendo insieme, con i miei colleghi si discuteva spesso su chi avrebbe avuto una carriera migliore. Con quella vittoria, il mondo si rese conto del suo talento. Ha addomesticato il servizio e il gioco di Roddick. Disse che finalmente non gli avrebbero più chiesto del futuro. 'Almeno sono un campione'”.



La separazione con Peter Lundgren. Il tecnico svedese, buon giocatore degli anni 80-90, lo ha guidato nei primi grandi successi. Il rapporto professionale è terminato a fine 2003, poche settimane dopo il trionfo al Masters di Houston, in finale su Andre Agassi. “Era reduce dalla sua miglior stagione, giocò benissimo e quella scelta fu uno shock per tutti. Fu il definitivo passaggio da ragazzo a uomo perché non aveva più bisogno di un compagno”. Già, perché Lundgren era più un amico che un allenatore. Law racconta che una volta Lundgren lo caricò su una macchina a noleggio, a Miami, e si misero a cantare a squarciagola, con tutta la forza che avevano, le canzoni degli AC-DC. Insieme si divertivano molto, ma dopo quel 2003 Roger si rese conto di non avere più bisogno di una figura del genere. In effetti, l'anno dopo avrebbe vissuto una delle sue migliori stagioni, vincendo tre Slam su quattro.



Prima di diventare uomo, Roger Federer era stato un ragazzino viziato, addirittura un “piagnucolone”. Spesso – racconta Law – si presentava a un torneo e rendeva meno del previsto perché aveva gravi passaggi a vuoto sul piano mentale. La puntata del podcast accoglie la testimonianza di Marc Rosset, numero 1 svizzero prima dell'avvento di Federer. “Quando ci siamo allenati insieme per la prima volta, mi resi conto che era talentuoso ma molto pigro. Un giovane che muove i primi passi nel tour è stressato, nervoso, mentre lui non si preoccupava di nulla. Questo mi ha sorpreso”. La prima finale ATP di Federer risale al 1999, al torneo di Marsiglia. Curiosamente, affrontò proprio Rosset e perse al tie-break del terzo. Durante la premiazione, gli veniva da piangere. Era disperato. Fu lo stesso Rosset a consolarlo. In effetti, sin da piccolo, non aveva un rapporto molto sereno con la sconfitta. “Roger non era un buon perdente – ricorda Madelein Barlocher, sua prima maestra a Basilea prima dell'arrivo di Carter – dopo ogni sconfitta rimaneva seduto sulla panchina e si metteva a piangere. A volte piangeva per mezz'ora. Magari l'avversario si era già fatto la doccia e mangiava nella Club House, mentre Roger era ancora in campo a piangere”. Più in generale, era il tipico adolescente perso nella musica e nei videogiochi. Anche il suo aspetto tradiva certe abitudini: prima aveva i capelli lunghi, poi il codino. Per un periodo, andò in giro con i capelli ossigenati. Pare che fosse molto vivace nello spogliatoio e sotto la doccia, dove si dilettava con imitazioni dei colleghi e dei campioni del wrestling, altro sport che seguiva con passione. “Non ricordo di aver mai visto nessuno con così tanta energia”. Dice Law. La passione per la musica è certificata da un episodio di quegli anni. Per accompagnare il suo ingresso in campo durante un torneo ATP, volevano mettere una delle sue canzoni preferite, dei Metallica. Ma non c'erano ancora gli MP3 o Youtube: l'unica soluzione era il CD dello stesso Federer. Non ne voleva sapere di prestarlo, aveva paura che sparisse. Per ottenerlo, dovettero giurare sulle cose più preziose possibili che glielo avrebbero restituito. Era ancora un ragazzino, inconsapevole di quello che sarebbe diventato nel corso degli anni. Il tennista più titolato di sempre.
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Thu, 27 Jul 2017 05:52:04 UTC
<![CDATA[ A STANFORD PENSANDO A NEW YORK - Su SuperTennis il ritorno in campo di Sharapova ]]>
SECONDO RIENTRO STAGIONALE PER MASHA - Neanche il tempo di godersi il rientro
seguìto ai 15 mesi di squalifica per assunzione di Meldonium, con la semifinale raggiunta a Stoccarda (fermata da Mladenovic) ed il secondo turno a Madrid (battuta da Bouchard) che a Roma è arrivato un nuovo stop, che è costato alla campionessa russa l’intera stagione sull’erba (al Roland Garros non sarebbe comunque andata perché non aveva la classifica sufficiente per poter giocare le qualificazioni). Ora, dopo aver testato lo stato di forma nel World Team Tennis (il campionato americano), Maria ci riprova a Stanford dove non ha mai vinto - ha disputato solo tre edizioni - ma dove è stata finalista nel 2010 sconfitta da Victoria Azarenka.

ISPIRATA DA … VENUS - ”Era un po’ che non giocavo un match” - ha detto la Sharapova, attualmente numero 173 del ranking mondiale, in occasione del WTT a Newport Beach -. ”Ho dovuto fare esercizi di riabilitazione per la gamba per un bel po’ di tempo. Solo essere in grado di muovermi con tranquillità e di poter giocare di nuovo è grandioso”. Durante la sua assenza la regina sul trono mondiale è cambiata e ci sono state delle new entry nei piani alti del ranking ma Maria ha ribadito di conoscere molto bene la maggior parte delle giocatrici di vertice e che non vede grandi differenze nel circuito. Ed ha sottolineato i successi sempre più numerosi delle tenniste over 30 (lei che lo scorso 19 aprile ha spento proprio 30 candeline), e soprattutto i risultati di Venus Williams, a 37 anni numero 9 della classifica con due finali Slam (Melbourne e Wimbledon) raggiunte quest’anno: ”Bisogna prenderla ad esempio, pensando a cosa è riuscita a fare a Wimbledon o al livello al quale è in grado di giocare” - ha sottolineato Masha - ”questo spinge me e le altre a credere che puoi avere una carriera lunghissima se fai le cose giuste. E non riguarda solo il tennis: ci sono tante cose che le persone possono fare per prolungare la propria carriera. Venus ha sicuramente spostato in alto l’asticella”.

PENSANDO A NEW YORK - La Sharapova giocherà Stanford e poi Toronto (sempre con una wild card) cercando di recuperare la classifica sufficiente per non dover disputare le qualificazioni agli Us Open, visto che non sa se le sarà concesso un invito anche per New York, dove ha trionfato 11 anni fa. In attesa delle decisioni USTA, ha espresso il proprio parere Chris Evert, secondo la quale gli organizzatori non dovrebbero concederle la wild card. Eppure qualche mese fa lei era stata tra quelle schierate a favore dei tornei che aiutavano Masha….”Se lo ritengono giusto, i piccoli tornei possono farlo. Però gli Slam hanno uno status ben diverso. Non dovrebbero”, ha sottolineato l’ex numero uno del mondo.

UN PASSO INDIETRO – Lasciando da parte commenti e polemiche, alla vigilia di un altro rientro Maria ha voluto raccontare in un articolo scritto per “The Players’ Tribune” le emozioni provate in quel primo match giocato dopo la lunga sospensione per doping a Stoccarda contro Roberta Vinci. ”Una parte di me sapeva che non era la prima volta che mi accadeva di rientrare dopo un lungo stop: era già accaduto nel 2008 dopo l’operazione alla spalla destra… ma un’altra parte di me era consapevole che stavolta si trattava di qualcosa di completamente diverso. C’era qualcosa riguardo la squalifica che rendeva difficile fare paragoni con altre situazioni ed impossibile fare previsioni su come sarebbe andata. Almeno fino a quando non mi sono ritrovata sul campo…. Sono state dette tante cose” - ha aggiunto la Sharapova - ”la verità è che mi sono sentita vulnerabile per tutto il tempo della sospensione esattamente come qualsiasi altra persona. Ed ho costruito dei muri intorno a me, anche se non così impenetrabili come le persone possono credere”. Ora Masha è pronta ad una nuova sfida: ”Sono sicura che vincerò qualche partita ma anche che ne perderò delle altre. So che arriveranno critiche ma so anche che ho migliaia di fan. Non so come andrà a finire ma c’è una sola cosa di cui sono certa: il tennis mi è mancato”.

STANFORD SU SUPERTENNIS - “SuperTennis”, la tv della Fit, trasmetterà in diretta ed in esclusiva il WTA Premier di Stanford. Questa la programmazione:
martedì 1 agosto - LIVE alle ore 19.00 ed alle ore 23.00
mercoledì 2 agosto - LIVE alle ore 04.00; alle ore 20.00 ed alle ore 22.00
giovedì 3 agosto - LIVE alle ore 04.00; alle ore 20.00 ed alle ore 23.30
venerdì 4 agosto - LIVE alle ore 04.00; alle ore 21.00 ed alle ore 23.00
sabato 5 agosto - LIVE alle ore 01.00 ed alle ore 04.00 (quarti); alle ore 23.00 (semifinale1)
domenica 6 agosto - LIVE alle ore 04.00 (semifinale2); alle ore 23.00 (finale)
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Thu, 27 Jul 2017 09:32:52 UTC
<![CDATA[ FOGNINI NEI QUART A GSTAAD - Rimontato Gombos. Lorenzi cede a Gulbis ]]> Venerdì nei quarti Fognini troverà dall'altra parte della rete il lettone Ernest Gulbis, sceso al numero 313 Atp ed in gara con il ranking protetto, che si è aggiudicato quattro dei cinque precedenti con i ligure, compresi gli ultimi tre (ma i due non si affrontano dal 2014).

Il 28enne di Riga ha infatti fermato la corsa di Paolo Lorenzi : il 35enne senese, numero 36 Atp e quinta testa di serie, reduce dalla finale ad Umago, è stato sconfitto per 76(10) 36 64, dopo due ore e 39 minuti di battaglia. La cronaca: primo set ancorato ai servizi con il solo Lorenzi costretto ad annullare palle-break: una nell'ottavo gioco e ben quattro - altrettanti set-point - nel dodicesimo. Ha deciso il tie-break: Paolo ha fallito due set-point e Gulbis se lo è aggiudicato per 12 punti a 10. L'azzurro ha poi pareggiato il conto dei set grazie ad un break messo a segno nel quarto gioco della seconda frazione. Nel set decisivo Lorenzi ha salvato tre palle-break nel secondo gioco, il lettone è stato solidissimo al servizio e nel decimo gioco, sulla seconda palla-break offerta dal senese ha chiuso l'incontro.

RISULTAT GIOVED^ - Secondo turno (wc, 4) Fognini (ITA) b. Gombos (SVK) 16 64 63, Gulbis (LAT) b. (5) Lorenzi (ITA) 76(10) 36 64, (q) Hanfmann (GER) b. (3) F.Lopez (ESP) 76(5) 36 61
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RISULTATI
"J. Safra Sarasin - Swiss Open Gstaad"
Atp World Tour 250
Gstaad, Svizzera
24 luglio - 30 luglio, 2017
€482,060 - terra rossa

SINGOLARE
Primo turno
(5) Paolo Lorenzi (ITA) b. (wc) Marco Chiudinelli (SUI) 76(2) 63
(4) Fabio Fognini (ITA) bye
Denis Isomin (UZB) b. (q) Lorenzo Giustino (ITA) 63 62

Secondo turno
Ernests Gulbis (LAT) b. (5) Paolo Lorenzi (ITA) 76(10) 36 64
(4) Fabio Fognini (ITA) b. Norbert Gombos (SVK) 16 64 63

Quarti
(4) Fabio Fognini (ITA) c. Ernests Gulbis (LAT)

QUALIFICAZIONI
Primo turno
(2) Joao Souza (BRA) b. Gianluigi Quinzi (ITA) 64 36 76(5)
(7) Lorenzo Giustino (ITA) b. Yann Marti (SUI) 64 67(3) 62
(6) Stefano Napolitano (ITA) b. (wc) Marc-Andrea Huesler (SUI) 63 62

Turno di qualificazione
(7) Lorenzo Giustino (ITA) b. (2) Joao Souza (BRA) 76(4) 76(5)
Daniel Brands (GER) b. (6) Stefano Napolitano (ITA) 76(3) 57 76(3) ]]>
Thu, 27 Jul 2017 13:21:18 UTC
<![CDATA[ KHACHANOV OK, FERRER KO - Amburgo: le sfide in diretta ora su SuperTennis ]]>
Una sorpresa l'uscita di scena dello spagnolo David Ferrer, numero 33 Atp e ottavo favorito del seeding, tornato al successo nel circuito proprio domenica scorsa con il titolo conquistato a Bastad: il 35enne di Javea è stato sconfitto per 75 63, in un'ora e tre quarti di gioco, dall'argentino Federico Delbonis, numero 81 del ranking mondiale, che non aveva mai vinto nemmeno un set nei tre confronti precedenti. Da sottolineare che Ferrer nel primo set è stato in vantaggio per 5-1.
Eliminato anche il francese Benoit Paire, numero 40 Atp e quinto favorito del seeding, che si è fatto sorprendere per 64 76(7) dall'altro argentino Nicolas Kicker, numero 96 del ranking mondiale: tra i due non ci sono precedenti.

Già definito invece da mercoledì l'ultimo quarto della partre bassa del tabelllone: lo giocheranno venerdì l'argentino Diego Schwartzman, numero 38 della classifica mondiale e sesta testa di serie, che ha battuto in rimonta per 16 64 62 il tedesco Cedrik-Marcel Stebe, numero 153 Atp, proveniente dalle qualificazioni, e l'altro tedesco Florian Mayer, numero 101 del ranking mondiale (vincitore al primo turno sull'azzurro Marco Cecchinato), trionfatore nell’edizione del 2014, che si è imposto per 63 46 64 sul russo Andrey Kuznetsov, numero 71 Atp.

RISULTATI GIOVEDI' - Secondo turno: (q) Delbonis (ARG) b. (8) Ferrer (ESP) 75 63, Kicker (ARG) b. (5) Paire (FRA) 64 76(7), (3) Khachanov (RUS) b. Bedene (GBR) 76(4) 57 64, Vesely (CZE) b. H.Zeballos (ARG) 64 64, Kohlschreiber (GER) b. (4) Simon (FRA) 63 36 62.

”SuperTennis”, la tv della Fit, trasmette in diretta ed esclusiva il torneo ATP 500 di Amburgo. Questa la programmazione:
giovedì 27 luglio - LIVE
alle ore 11.00
Delbonis (ARG) b. Ferrer (ESP) 75 63
alle ore 15.00
Kohlschreiber (GER) b. Simon (FRA) 63 36 62
alle ore 17.30
L.Mayer (ARG) c. Struff (GER)
alle ore 19.45 - differita
Khachanov (RUS) b. Bedene (GBR) 76(4) 57 64

venerdì 28 luglio - LIVE alle ore 12.00, alle ore 14.00, alle ore 16.00 e alle ore 18.00
sabato 29 luglio - LIVE alle ore 12.00 ed alle ore 15.00 (semifinali)
domenica 30 luglio - LIVE alle ore 15.00 (finale)
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Thu, 27 Jul 2017 14:05:09 UTC
<![CDATA[ NOLE OUT PER IL RESTO DEL 2017 - Djokovic lo ha annunciato con un video su FB ]]> "Ho preso la decisione di non disputare più alcun torneo nel 2017", ha esordito Nole in un video pubblicato sul suo profilo Facebook che ha anticipato la annunciata conferenza stampa. Djokovic rientrerà nel tour dunque solo nel 2018 e saltando i prossimi Us Open interromperà una striscia di 51 Slam giocati consecutivamente. Da lunedì il serbo, per la prima volta in dieci anni, non sarà tra i primi quattro del ranking e quasi certamente entro fine stagione uscirà dai top ten.

SUI PRATI DI CHURCH ROAD L'ULTIMO MATCH - "“Wimbledon è stato probabilmente il torneo più duro per me perchè ho sentito molto dolore" - ha aggiunto -.Il problema al gomito mi ha spinto a rivolgermi a diversi specialisti, in Serbia ed in giro per il mondo, soprattutto negli ultimi due mesi quando mi sono reso conto che l'infortunio stava peggiorando, e tutti hanno concordato nel consigliarmi un periodo di riposo. Uno sto dall'attività agonistica è dunque inevitabile", ha detto ancora Nole che in questa stagione ha disputato 40 partite con un bilancio di 32 vittorie ed 8 sconfitte. Nel video Djokovic è apparso sereno: "Sul piano professionale non è stata una decisione semplice per me, ma sto cercando di trovare gli aspetti positivi" - ha ammesso -. "Credo che tutto avvenga per una ragione, cercherò quindi di sfruttare al meglio il tempo a disposizione: io e Jelena tra un mese e mezzo diventeremo di nuovo genitori e voglio dedicare tempo di qualità alla mia famiglia".

IL FUTURO - Prima un paio di mesi di riposo assoluto, senza racchetta: quindi la riabilitazione. "Cercherò di ricostruire il mio gioco e il mio fisico. Non vedo l'ora di tornare a lavorare con Agassi: sarà con me anche la prossima stagione ma voglio anche ringraziarlo per essere stato con me quest’anno, per aver condiviso con me la sua esperienza". In carriera non era mai capitato al fuoriclasse di Belgado di dover stare fermo così a lungo: "Questo stop è un’esperienza nuova: fin'ora sono sempre stato bene. Lavorerò sugli aspetti del gioco che di solito non ho modo di curare: voglio costruire le fondamenta per i prossimi cinque anni o chissà quanti”.









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Wed, 26 Jul 2017 12:38:24 UTC