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mar 19
IL DESTINO BUSSA DUE VOLTE
Kecmanovic e i lucky loser di successo
Miomir Kecmanovic (foto Getty Images)
Un anno fa, di questi tempi, Miomir Kecmanovic diventava il più giovane serbo in top 200 dai tempi del suo idolo Novak Djokovic. Numero 1 junior nel 2016 davanti a Tsitsipas (numero 2) e Auger-Aliassime (numero 4), ora numero 130 del mondo, è il primo lucky loser a spingersi fino ai quarti a Indian Wells da quando il torneo rientra nella categoria di quelli che oggi chiamiamo Masters 1000.

Battuto nell'ultimo turno di qualificazioni dall'altra sorpresa del torneo, Marcos Giron, era il secondo lucky loser nella lista. L'attesa gli ha offerto un piacere doppio, perché è entrato al posto di Kevin Anderson con tanto di bye al primo turno. La fortuna ha girato ancora dalla sua parte. Dopo le vittorie in due set su Marterer e Djere, il suo avversario negli ottavi, Yoshihito Nishioka, si è ritirato per un infortunio alla schiena dopo aver perso il primo set. Kecmanovic, che aveva vinto una sola partita nel circuito maggiore prima del torneo, sfida ora Milos Raonic. Vincendo, diventerebbe il più giovane semifinalista a Indian Wells dal 1988 dopo Andre Agassi, e quello con la più bassa classifica dal 1999 (Chris Woodruff, numero 550). Con questo risultato debutterà in top 100 la prossima settimana e salirà al sesto posto nella ATP Race To Milan, che qualifica per le Next Gen ATP Finals. Si è anche assicurato una wild card per il main draw di Miami.

“Misha”, figlio di due medici, ha lasciato Belgrado a 13 anni per andare ad allenarsi alla IMG Academy di Nick Bollettieri. Il distacco è integrale, vede i genitori più o meno due volte l'anno. “Sapevo che era la cosa giusta da fare. Se non fossi andato lì allora, ora non sarei qui”, ha detto.

Indisciplinato nei primi tempi in allenamento, ha debuttato in un torneo ATP l'anno scorso a Miami (perse contro Istomin) e in uno Slam all'ultimo Australian Open (battuto da Fernando Verdasco). Da junior, ha vinto due volte l'Orange Bowl under 18 nel 2015 e 2016, un back-to-back riuscito in passato solo a Solomon (1969-70) e Martin (1973-74). Ha raggiunto la finale dello Us Open junior 2016 e la semifinale al Roland Garros 2017. Ha vinto due titoli Challenger su tre finali, tutte in Cina, a Suzhou nel 2017 (senza perdere un set) e a Shenzhen nel 2018.

Se dovesse battere Raonic, Kecmanovic diventerebbe il terzo lucky loser in semifinale in un Masters 1000. Nel 2004 a Toronto, Thomas Johansson perse nelle qualificazioni. Rientrava dopo un lungo infortunio al ginocchio che l'aveva tenuto fuori per tutto il 2003. "Era una sensazione strana dover aspettare che si facesse male qualcuno", diceva. Quel qualcuno sarà Taylor Dent. Johansson batte Massu e Andreev senza perdere un set, rimonta il peruviano Luis Horna, supera in due set Joachim Johansson, si ferma solo di fronte a Roger Federer. “Il ginocchio sta molto bene”, commentava soddisfatto. L'anno successivo sarebbe diventato il primo svedese in semifinale a Wimbledon dal 1993.

Ancora più fortunato il lucky loser Lucas Pouille agli Internazionali BNL d'Italia 2016. Numero 52 del mondo, entra in tabellone dopo il forfait di Jo-Wilfried Tsonga. Ne eredita anche il bye al primo turno, vince con Gulbis, lascia cinque game a Ferrer, poi Juan Monaco gli regala la prima semifinale in un Masters 1000. Sì perché l'argentino, che aveva infiammato il Foro Italico contro Wawrinka, si ritira prima di scendere in campo. “Non posso nascondere di essere stato molto fortunato questa settimana” - spiega l francese in conferenza stampa prima della semifinale - “la mia fortuna non arriva comunque dalla sfortuna altrui”.

La sfortuna altrui ha cambiato il destino di nove giocatori nel circuito ATP e due giocatrici nel circuito WTA. Sono gli undici che, da lucky loser, sono arrivati la domenica successiva ad alzare il trofeo. Il primo, nel 1978, fu lo svizzero Heinz Gunthardt, futuro numero 22 del mondo e coach di Steffi Graf. Sul sintetico dello Springfield International Tennis Classic sconfisse in finale Harold Solomon vincendo così il suo primo titolo in carriera. Arriveranno poi Bill Scanlon nel 1978 a Maui, Francisco Clavet nel 1990 a Hilversum, Christian Miniussi nel 1991 a São Paulo, Sergiy Stakhovsky nel 2008 a Zagabria, Rajeev Ram nel 2009 in Newport (ammettendo candidamente di essersi ritirato apposta nell'ultimo turno di qualificazioni sapendo di avere un posto garantito nel main draw da lucky loser), Andrey Rublev nel 2017 a Umag, Leonardo Mayer la settimana successiva ad Amburgo e Marco Cecchinato che ha conquistato così a Budapest nel 2018 il suo primo titolo.

Negli Slam, nessun lucky loser è mai arrivato al quarto turno. La lista inizia con il Major più atipico, Wimbledon 1973, in cui la quota di ripescati a causa del boicottaggio sfiorò la metà dei partecipanti al main draw. Agli ottavi arrivarono in due, l'indiano Jaidip Mukerjea che perse contro il futuro vincitore Jan Kodes, e il sudafricano Bernie Mitton, battuto nel primo turno di qualificazioni che però si è goduto al meglio il suo primo Slam in carriera. Nel 1976 al Roland Garros Bernard Mignot, primo belga ad aver vinto un titolo nel Grand Prix (Dusseldorf 1974), rimane con poche speranze dopo la sconfitta all'ultimo turno di quali. Va al cinema e a mangiare una pizza, il direttore del torneo l'ha rassicurato che tutti gli iscritti sono arrivati. Galeotte furono le cozze che il neozelandese Brian Frairlie aveva mangiato la sera prima. Mignot entra in tabellone e batte Bertolucci. Cambia hotel ogni sera, supera al quinto set il brasiliano Mandarino e lo spagnolo Gisbert, raggiunge la seconda settimana ma il messicano Raul Ramirez lo fa ammattire. A Parigi arriveranno così avanti nei due anni successivi il tedesco Rolf Gehring e il ceco Stanislav Birner, padre di Eva Birnerova, che elimina Mark Edmondson, Zeljko Franulovic e San Smith, perdendo po in tre set contro Corrado Barazzutti.

Nel 1983 la vera sorpresa la firma John McCurdy da Yarrawonga, campagna australiana, che giocherà solo per altre due stagioni. Un passato da dilettante nel football australiano, manca un match point all'ultimo turno di qualificazioni ma viene ripescato e sfrutta un tabellone che gli mette di fronte tre avversari poco affini all'erba, Juan Avendano, Claudio Panatta e Cassio Motta. Perse contro Tim Mayotte, semifinalista l’anno prima. Sempre a Wimbledon, nel 1995, Dick Norman si prese il gusto di battere tre ex campioni tra singolo e doppio, Pat Cash, Stefan Edberg e Todd Woodbridge prima di fermarsi contro Boris Becker.

Si è fatto conoscere da lucky loser anche David Goffin, arrivando alla seconda settimana da lucky loser al Roland Garros del 2012, il suo primo Slam. Supera Radek Stepanek, Arnaud Clement e Lukasz Kubot e negli ottavi toglie anche un set all'idolo Roger Federer. L'ultimo exploit rimane il giro di giostra di Stephane Robert, primo a spingersi da lucky loser al quarto turno dell'Australian Open dopo averne battuto un altro al terzo, Martin Klizan

Anche Borna Coric si è in un certo senso annunciato da lucky loser a Dubai 2015 quando, ripescato diciannovenne, ha sconfitto Andy Murray nei quarti prima di fermarsi in semifinale contro Roger Federer. Sono giocatori, i lucky loser, che sanno di aver strappato una seconda possibilità, di aver preso tempo in prestito dai piani ordinari del destino. Non hanno niente o quasi da perdere. E, qualche volta, finiscono anche per vincere.



di Alessandro Mastroluca