stampa | chiudi

06

set 17
ANDERSON ORA SOGNA IN GRANDE
Querrey ko: prima SF Slam con Carreno Busta
Pablo Carreno Busta (foto Tonelli)
Pablo Carreno Busta e Kevin Anderson sono i primi due semifinalisti degli US Open, ultimo Slam stagionale avviato verso la stretta decisiva sui campi in cemento di Flushing Meadows. Il giocatore spagnolo, numero 19 del ranking mondiale e 12esima testa di serie, sull’Arthur Ashe Stadium ha dominato infatti l’argentino Diego Schwartzman, numero 33 Atp e 29esima testa di serie: 64 64 62 lo score, in un’ora e 58 minuti, che ha aperto al 26enne di Gijon le porte della prima semifinale in un Major in carriera, dopo i quarti raggiunti al Roland Garros, dove però si era dovuto ritirare dopo pochi game contro il connazionale Rafa Nadal per un infortunio ai muscoli addominali, che lo ha costretto a saltare il resto dei tornei sulla terra e poi Wimbledon.
Dal canto suo il gigante sudafricano (2 metri e 3 centimetri di altezza), numero 32 Atp e 28 del seeding, che agli ottavi aveva stoppato l’azzurro Paolo Lorenzi, ha sconfitto in quattro set, con il punteggio di 76(5) 67(9) 63 76(7), dopo tre ore e 26 minuti, lo statunitense Sam Querrey, numero 21 del ranking e 17esima testa di serie, semifinalista all’ultimo Wimbledon. Anche per il 31enne di Johannesburg, in precedenza nei quarti proprio a New York nel 2015 quando poi sullo slancio arrivò in ottobre al numero 10 della classifica mondiale (suo best ranking), si tratta della prima volta nel penultimo atto di uno Slam.

ANDERSON VINCE IL DUELLO FRA GIGANTI CON QUERREY - Com’era prevedibile, è stato un confronto all’insegna della potenza della battuta e dei fondamentali da fondo, quello fra i due grandi colpitori, nel quale hanno fatto la differenza la maggior continuità di rendimento e concretezza di Anderson, il mese scorso finalista al torneo di Washington fermato solo da Sascha Zverev. Rispettando i turni di servizio, il primo set è approdato al tie-break dove Querrey grazie anche a un doppio fallo dell’avversario sul 2-2 si è issato fino al 5-2 in suo favore, prima di incassare però un parziale di 5 punti consecutivi da parte del sudafricano (due prime vincenti, altrettante risposte e un diritto potente) che ha incamerato la frazione, facendo il pieno di fiducia e insinuando qualche crepa nella mente dello yankee. Non a caso Anderson si è procurato due opportunità di break già nel game di apertura del secondo set, concretizzando la chance però nel sesto gioco, vantaggio vanificato subito tuttavia da un doppio fallo nella prima palla break concessa a Querrey. Dunque tie-break pure in questo caso: il californiano che compirà 30 anni il 7 ottobre ha allungato fino al 5-1, con generosità il rivale ha tentato la rimonta, coronata quando l’americano ha commesso doppio fallo sul 6 a 5, poi è stato Anderson a procurarsi un set point sull’8 a 7, cancellato con il servizio da Querrey, che poi ha piazzato lo spunto decisivo per pareggiare il conto sul 11 a 9 grazie a un rovescio in rete dell’avversario. Non è cambiata però l’inerzia dell’incontro, visto che Anderson ha strappato la battuta al giocatore di San Francisco nel sesto game del terzo set, facendolo suo per 63. Servizi che l’hanno fatta da padrone nel quarto, approdato di nuovo al “gioco decisivo”: la maggior aggressività ha consentito al sudafricano di portarsi avanti 3 a 1 e 4 a 2, venendo però riagganciato e superato da Querrey (5 a 4), il quale ha salvato un primo match point sul 6 a 5, ha mancato a sua volta una palla set (7 a 6) per portare il discorso al quinto, finendo per arrendersi con tre errori consecutivi, due di rovescio e uno col diritto.

UN SUDAFRICANO TRA I ‘BEST 4’ A NEW YORK DOPO 52 ANNI - Alla fine le cifre danno ragione al biondo Kevin, primo sudafricano a raggiungere la semifinale in uno Slam dai tempi di Wayne Ferreira, nel 2003 agli Australian Open, il primo invece a riuscirci nella Grande Mela dopo il connazionale Cliff Drysdale nel 1965: 22 ace contro i 20 dello statunitense, e 67 vincenti a fronte dei 44 del rivale. "E’ fantastico giocare in uno degli stadi più importanti del mondo, di notte, e riuscire a vincere” – sottolinea Anderson, con un sorriso colmo di felicità, a spazzare via un paio di stagioni costellate dagli infortuni – “E’ stato un match incredibile, nel quale mi sono battuto su tutte le palle, anche perché la differenza si è giocata su pochi punti. E’ stata dura perdere quel lungo tie-break del secondo set dopo aver mancato la possibilità di farlo mio, ma sono riuscito a rimanere lucido e concentrato. Ho lavorato duro per raggiungere un obiettivo del genere nella mia carriera e ora voglio godermelo almeno un giorno prima di pensare alla semifinale”. Una semifinale in cui, precedenti alla mano, il longilineo Kevin partirà con i favori del pronostico essendosi aggiudicato i due testa a testa disputati con Carreno Busta: il più recente appena qualche settimana fa nel ‘1000’ di Montreal (63 76), dopo quello vinto nel 2013 sulla terra di Casablanca (63 63).

PRIMA SEMIFINALE SLAM PER CARRENO BUSTA: “INCREDIBILE” - Carreno Busta si sta riprendendo qui con gli interessi quello che la cattiva sorte gli aveva tolto in precedenza: il tennista iberico, che agli ottavi aveva interrotto con tre tie-break (e tre set point annullati nel primo) la cavalcata del Next Gen canadese Denis Shapovalov, è giunto al penultimo atto con un percorso netto, senza lasciare per strada alcun set nei cinque incontri disputati. Solidità fisica e anche mentale le doti che gli hanno concesso di emergere in una parte bassa del draw rimasta priva di big e quindi piuttosto aperta, sfruttando un’occasione tanto ghiotta (ha affrontato ben quattro qualificati, cosa mai accaduta prima in uno Slam). E grazie a questo risultato l’iberico è potenzialmente top ten nella classifica Atp che verrà diramata al termine del torneo newyorchese. "E’ una sensazione incredibile, un sogno che avrei mai creduto di poter realizzare” – il commento del 26enne cresciuto nell’Accademia di Juan Carlos Ferrero al termine del match - "Sono riuscito ad essere concentrato fin dall’inizio, sapendo che avevo di fronte un avversario difficile, contro il quale è necessario fare sempre attenzione perché è molto rapido negli spostamenti e sa rispondere molto bene".

NON RIESCE UN’ALTRA IMPRESA AL PICCOLO DIEGO - Non è invece riuscito a scrivere un’altra pagina storica Schwartzman, con il suo metro e 70 il più basso giocatore approdato ai quarti di finale di uno Slam dai tempi di Jaime Yzaga agli US Open del 1994: se dopo aver preso gli scalpi pregiati di Marin Cilic, numero 7 del mondo e 5 del tabellone, e di Lucas Pouille, numero 20 Atp e16esima testa di serie, il 25enne di Buenos Aires avesse superato l’ostacolo Carreno Busta, il “Peque” – come è soprannominato in patria proprio per via della sua statura – sarebbe diventato il più basso semifinalista in un Major dopo oltre 37 anni, dopo Harold Solomon (1980 al Roland Garros), lo stesso giocatore che raggiunse il penultimo atto in questo torneo nel 1977. Comunque, rimane ampiamente positiva la sua avventura nella Grande Mela ed è stato bello l’abbraccio fra i due giocatori al momento di stringersi la mano.

SUBITO AVANTI LO SPAGNOLO, LUCIDO NEI MOMENTI CHIAVE - In un testa a testa inedito nel circuito, fra due esordienti nei quarti degli US Open, l’argentino si è trovato subito a inseguire, cedendo il servizio nel gioco di apertura. Un vantaggio che Carreno Busta ha mantenuto, annullando una palla break nel sesto game per il possibile 3-3, e poi consolidato strappando di nuovo la battuta a Schwartzman, per un 5-2 pesante. Lì il 26enne di Gijon ha accusato un po’ la tensione, con un errore gratuito e un doppio fallo che gli sono costati il contro-break, però sul 5-4 quando per la seconda volta è andato a servire per il set lo spagnolo è riuscito ad intascare la prima frazione. E sull’abbrivio si è portato avanti di un break anche all’inizio della seconda partita (2-1), però è stata di carattere la reazione del 25enne di Buenos Aires, con immediato controbreak e poi primo sorpasso sul 3-2, fronteggiando un’ennesima opportunità di break per Carreno. Il quale sul 4-3 per il rivale si è tirato fuori da una situazione delicata, sullo 0-40, inanellando cinque punti di fila per il 4-4. Nel game seguente Schwartzman ha commesso un doppio fallo, propiziando il break dello spagnolo, ottenuto nonostante una corda rotta durante lo scambio. Dimostrando ancora una volta di saper giocare bene i punti importanti, come già accaduto contro Denis Shapovalov, Carreno Busta ha chiuso 64, piazzando due ace sul 15-30 e poi un altro servizio vincente sulla seconda palla set dopo aver mancato la prima con un’accelerazione di rovescio fuori. Anche in avvio di terza frazione lo spagnolo ha tolto la battuta al sudamericano, apparso un po’ a corto di soluzioni contro la solidità del tennis dell’iberico, che è salito sul 3-1 recuperando ancora una volta dallo 0-40. Un copione che l’argentino non è riuscito a cambiare, finendo per ritrovarsi sotto 5-2 dopo aver ceduto per la sesta volta il servizio (su 8 opportunità complessive, mentre 2 palle break su 10 quelle convertite dal “Peque”) per poi alzare definitivamente bandiera bianca steccando un rovescio.

RISULTATI – Quarti (parte bassa): (12) Carreno Busta (ESP) b. (29) Schwartzman (ARG) 64 64 62, (28) Anderson (RSA) b. (17) Querrey (USA) 76(5) 67(9) 63 76(7).


SINGOLARE MASCHILE

DOPPIO MASCHILE

QUALIFICAZIONI MASCHILI



di Gianluca Strocchi