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| Domenica, 7 Marzo 2010 alle 09:25 |
| INTERVISTA AL PRESIDENTE BINAGHI<BR>"IL TENNIS ITALIANO PRONTO A CAMBIARE" |
| di Dario Torromeo (Corriere dello Sport) |
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| commenti |
16 Il Sig.Binaghi e' un tennista che parla da politico. Parla. Se ogni tanto invece si fermasse ad ascoltare la voce della gente come noi, di chi vive di passione senza macchia, senza interessi, senza promesse, senza parole parole parole...allora, solo allora ci ricorderemo di lui. Se si è uomini...allora si scagli la prima pietra! Coraggio. |
| di Thehitcher (Giovedì, 11 Marzo 2010 11:58) |
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15 Sono un professional PTR. Sono anni che ormai giro per corsi di formazione e aggiornamento con relatori che vanno da Piatti a Sartori a Bertino Sanchez -Casal e dalla video analisi di Pizzorno ........cemento o terra la differenza e che a questi corsi partecipano veramente pochi tecnici ,ognuno parla una lingua tecnica tattica del tennis diversa, l'ignoranza su una materia tecnica come la biomeccanica (che si può esercitare solo con video analisi, altrimenti è pura improvvisazione) è impressionante a questo punto la superficie dice veramente poco è la formazione con la conoscenza della materia che conta. Se questa decisione di una spinta del cemento è solo un paracadute per giustificare i fallimenti tenici della FIT ........questo è un'altro discorso. In altri paesi tecnici nominati sopra sarebbero subbito assoldati per lavorare in fedeazione,questo non accade da noi , forse sono troppo scomodi! A riguardo del risanamento economico FIT sono capaci tutti a triplicare le tasse....è una vecchia regola delle finanziare nazionale. un saluto stefano! |
| di davide (Giovedì, 11 Marzo 2010 09:08) |
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14 In questo momento ci stiamo nascondendo dietro un falso problema, "LA TERRA" anche quando la terra era di moda, noi non avevamo uomini da primi 10....... Allora spero di essere chiaro e conciso: 1 per avere tecnici e maestri di valore una federazione oltre che ad una formazione dovrebbe dare prima una figura giuridica, in questo momento NON ESISTE IL MAESTRO O ISTRUTTORE DI TENNIS........ 2 se questo avvenisse tanti, ancora troppi circoli sarebbero in difficoltà, perchè il Maestro (o simile) potrebbe essere un problema in quanto non più sfruttabile ( a volte) o ricattabile (diverse volte) o sottomesso ( quasi sempre nei grosssi circoli)..........quindi la Federazione in questo caso non agevolerebbe il circolo..... 3 una Federazione è sostenuta (anche)dai circoli per via di tasse di affiliazione tessere e altro.....a sua volta i tesserati del circolo nominano un presidente che poi vota il presidente nazionale o regionale, giusto??? allora se tu sei un tesserato del tuo circolo sei mai stato interpellato dal tuo presidente per esprimere il tuo parere su chi votare e perchè??? NON CREDO spesso i tesserati per disinteresse o disinformazione non sanno nemmeno che si vota il presidente di federazione...........questo è voluto o è un caso......4 In questo SISTEMA dimmi se un MAESTRO(o simile) pensa a guadagnarsi la pagnotta a fine mese o si mette a fare CROCIATE in nome del tennis??? Potrei continuare ma finirei per stancare…….non ti sembra un sistema al contrario??? È così da almeno 30 anni…….però allora c’erano PANATTA…BERTOLUCCI…PIETRANGELI…..ZUGARELLI….BARAZZUTTI… chi è di questi che fa il coach a livello internazionale???
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| di ecilspot (Giovedì, 11 Marzo 2010 00:31) |
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| 13 Scusami ECILSPOT ma non ho capito di che tipo di "legami" tu stia parlando tra FEDERAZIONE-CIRCOLI-MAESTRI, ti prego di farmi un po di chiarezza. Dal punto di vista tennistico sono giovane. Seguo il tennis dagli anni 90 e questa storia dei tennisti italiani maschi ormai dura da un bel po. Non dico che dobbiamo per forza sfornare il Federer italiano (che sono sicuro sarebbe rovinato subito in mano a noi "italiani", tra giornalisti, inviti nei talk show, isola dei famosi, grande fratello, forse lo farebbero anche diventare cantante a Sanremo!), ma almeno avere un numero 15/20 che faccia delle belle figure nei tornei ATP, e che giochino nella serie A della DAVIS, non penso che stiamo chiedendo la luna, mica la devono vincere sempre ogni anno la coppa Davis! |
| di chapeau (Mercoledì, 10 Marzo 2010 01:45) |
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| 12 SANTE PAROLE ROBERTO. |
| di serie c (Martedì, 9 Marzo 2010 20:12) |
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11 @ rpberto commentucci
grazie per la risposta chiara ed esaustiva, che condivido al 99%
la mia non voleva essere una difesa "reazionaria" della terra battuta ma un invito alla riflessione sul vero male del tennis italiano, che non è il "rosso" in sè e per sè (che, personalmente, spero non scompaia mai dal panorama del tennis internazionale) ma, come hai giustamente evidenziato tu, la mentalità provinciale e campanilista che ci contraddistingue |
| di lelesurfer (Martedì, 9 Marzo 2010 16:50) |
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10 Caro lelesurfer, la terra rossa non è un alibi, è un problema concreto. In Spagna ormai da anni oltre il 40% dei campi è in superfice veloce e i loro giocatori attuali hanno ricevuto un'impostazione tecnica molto più moderna rispetto a quelli di una decina di anni fa, basta confrontare un Verdasco o un Robredo con un Mantilla o un Bruguera. Anche gli spagnoli hanno imparato a giocare vicino al campo e a servire bene. I cileni (Gonzales in primis) giocano spesso sul veloce da ragazzini. In Aregentina stanno pensando di riconvertire la superficie del torneo di Buenos Aires dalla terra al cemento. E comunque si tratta di paesi che hanno migliore tradizione tennistica e migliore mentalità rispetto al nostro. Il problema grosso in Italia è infatti che la terra rossa amplifica e rende più gravi i nostri difetti di mentalità nella costruzione dei giocatori. Si punta sui ragazzini più regolari e più scaltri tatticamente (che la terra all'inizio fa sembrare più competitivi) anziché su quelli che cercano di praticare un tennis più aggressivo e "futuribile", oggi anche a causa della terra che li sfavorisce meno competitivi e per questo scartati. Inoltre allenarsi e competere sul rosso non incentiva a lavorare su servizio e risposta, che sono i due colpi più importanti del tennis moderno. Basta vedere come servono e rispondono i nostri tennisti di punta rispetto ai top players. Sfidare il veloce, mirare a costruire tennisti competitivi anche sul veloce, vuol dire anche e soprattutto cambiare la nostra mentalità provinciale. A questo si aggiunge il fatto che ormai la terra ad alto livello dà solo il 27% del totale dei punti Atp. |
| di Roberto Commentucci (Martedì, 9 Marzo 2010 14:14) |
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| 9 xCHAPEAU non so quanti anni hai ma dovresti vedere la cronistoria della federazione tennis almeno degli ultimi 30 anni e a lato la Scuola Maestri........ Ci sono legami e interessi stretti e troppo importanti per cambiare veramente qualcosa nel legame FEDERAZIONE-CIRCOLI-MAESTRI........ Per la Federazione purtroppo prima vengono per importanza i circoli, o meglio i dirigenti di circolo che non vuol dire i tesserati dello stesso........ Non credo di aver offeso nessuno ma questa è stata una scelta del vecchio e del nuovo sistema........... Sono a disposizione di eventuali chiarimenti in merito..........come sempre CI VUOLE CORAGGIO........ |
| di ecilspot (Martedì, 9 Marzo 2010 13:23) |
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8 perchè continuiamo a nasconderci dietro l'alibi della "terra battuta"??? è pieno di paesi con specialisti del rosso che riescono a raggiungere ottimi risultati anche sulle altre superfici (vedi spagna, argentina, cile, tanto per citare qualche nome a caso),
Secondo me il vero problema è che i giovani talenti del nostro tennis si perdono per strada (mi piacerebbe capire le motivazioni) oppure emergono troppo tardi (faccio un esempio: Potito Starace, prima del celebre terzo turno al roland garros (nel 2004, a 23 anni), era un perfetto sconosciuto; da allora non è mai più uscito dai primi cento del ranking e, comunque, a mio vedere, rimane uno dei più forti in assoluto sul rosso.)
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| di lelesurfer (Lunedì, 8 Marzo 2010 15:46) |
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7 Salve a tutti. Pirmo punto: Io penso che fare giocare un po di più sul veloce i nostri giocatori non può che fare del bene a loro. Sia perchè ormai la maggior parte dei migliori tornei al mondo si gioca su queste superfici e sia perchè così migliorino in pò di più il loro gioco (secondo me la terra nasconde parecche lacune tecniche del giocatore per via della velocità della palla molto minore rispetto al veloce, questa è una mia opinione). Secondo punto: le donne hanno già dimostrato che hanno attaccamento alla maglia e hanno dato i risultati che tutti noi ci auguravamo..e cioè vincendo tantissimo, quindi penso che l'espressione usata dal Presidente era riferita più ad un atteggiamento di gratidudine nei loro confronti (anche lui spera che le nostre campionesse giochino il più a lungo possibilie in DAVIS), i maschi putroppo non sono stati all'altezza (ma questo è ormai sono anni che è così!!). Terzo punto: questione allenatori, qui sono in totale disaccordo con il Presidente. Non è forse anche compito della FIT monitorare gli "allenatori/maestri"??? o il suo interesse è forse solo nel giocatore o campione di turno, quando non gioca la DEVIS??? Io prima di criticarli avrei fatto un piccolo esame di coscienza, e mi sarei domandato qual'è il livello dei nostri maestri in Italia e come ottengono le licenze per primo. Avrei anche monitorato la loro età media, che a mio avviso incide parecchio nel loro modo di insegnare e trasformare i ragazzi in campioni. Poi una volta fatto tutto ciò, io al posto della FIT avrei detto al giocatore promettente: Io ti consiglio che se vuoi diventare un "vero" giocatore di andare con il maestro "Tizio" o "Caio" e via dicendo. Poi stava al giovane e anche alla sua famiglia investire in questo, ed infine nella FIT completare il suo cammino facendolo studiare mentre gioca a tennis, e via dicendo in strutture moderne e con un Maestro con la M mauscola. |
| di chapeau (Lunedì, 8 Marzo 2010 09:56) |
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| 6 Incredibile ... dopo 20 anni forse si sono accorti che il mondo va da un'altra parte ...... era l'ora di rottamare la terra rossa.... |
| di serie c (Lunedì, 8 Marzo 2010 00:33) |
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| 5 Che dire.... ci sono dei passaggi di questa intervista che .......mha....... |
| di ecilspot (Domenica, 7 Marzo 2010 15:10) |
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| 4 Anche a me sembra un programma valido. Sinceramente di Binaghi non mi piace quando si comporta in maniera "autoritaria" e soprattutto quando reagisce (sia con le parole che con i fatti) in maniera arrogante alle critiche, ma mi sembra che sia animato da passione. Spero che riesca a smussare gli angoli più "cattivi" del suo carattere per il bene del tennis italiano |
| di massimiliano30970 (Domenica, 7 Marzo 2010 13:08) |
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3 cosa vul dire riconvertire l'attività di vertice sui campi veloci? giocare roma sul veloce ? giocare la coppa davis sempre sul veloce ? i capionati italiani , si giocano una settimana l'anno , le coppe a squadre tipo winter cup si giocano già sul veloce si potrebbe chiedere al TC ambrosiano e al Tennis Milano di trasformare tutti i campi in terra in cemento per disputarvi l'avvenire e il bonfiglio . Comunque una splendida idea . Bravo presidente aavnti così .
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| di gennaro (Domenica, 7 Marzo 2010 11:54) |
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| 2 Ma non capisco. Prima Binaghi dice che tutti i giocatori devono rispettare i loro "doveri" verso la FIT, e poche righe dopo si contraddice sostenendo che Pennetta e Schiavone, se decidessero di non partecipare alla FED Cup, ne sarebbero esentate? Ma per quale motivo due pesi e due misure? E' chiaro che queste prese di posizioni poi creino tensioni all'interno del gruppo. |
| di Knicks (Domenica, 7 Marzo 2010 10:32) |
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| 1 Trovo molto interessante la dichiarazione di Binaghi a proposito dell'aumento dell'attività agonistica sui campi veloci. Mi pare un'idea eccellente e spero che venga realizzata. Ormai il vero tennis si gioca sui campi rapidi, e crescendo solo sulla terra i nostri giovani hanno più difficoltà ad essere competitivi ad alto livello. |
| di fabrizio (Domenica, 7 Marzo 2010 10:14) |
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