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Lunedì, 7 Luglio 2008 alle 08:46

FORZA E TALENTO

di Giancarlo Baccini
Aldilà degli aspetti più squisitamente tecnici, è un fatto che Federer e Nadal (o dovrei piuttosto dire Nadal e Federer?) danno carne e muscoli alle due anime del tennis: talento e forza. La rivalità che li contrappone trascende loro stessi, che infatti si rispettano al limite dell’adorazione. E’ la rivalità fra due modi d’essere. C’è chi vince perché è nato bravo e chi vince perché bravo ci è diventato lavorando e scarificandosi. Per opposti motivi, sia l’uno sia l’altro suscitano in noi comuni mortali ammirazione e spirito di emulazione. Dunque il tennis ha bisogno di entrambi.
Se stesse a significare che la forza ha preso definitivo sopravvento sul talento, la vittoria di Nadal a Wimbledon sarebbe una jattura. Ma non è così. Questa è solo la ripetizione, alla rovescia, di quanto accaddenel 1981, quando fu il talento di McEnroe a metter fine al regno della forza di Borg.
Passano gli anni, cambiano le racchette, le palle, le tecniche di preparazione e persino l’erba di Wimbledon, eppure il tennis è sempre lo stesso.
Anche se Federer dovesse trarre dalla sconfitta di ieri le stesse conseguenze che all’epoca ne trasse Borg, già sappiamo che, prima o poi, un altro semidio dal tocco fatato tornerà a deliziare i nostri neuroni.
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wimbledon, federer, nadal
Mercoledì, 2 Luglio 2008 alle 10:49

WIMBLEDON: CINA, SEMIFINALE FEMMINILE STORICA. E GLI UOMINI?

di Angelo Mancuso
Un’edizione storica a Wimbledon: Jie Zheng, o meglio Zheng Jie come si dice nel suo paese mettendo prima il cognome, è la prima cinese a raggiungere le semifinali in un torneo dello Slam. Mai successo prima: nel 2006 Na Li si era fermata, sempre sull’erba di Wimbledon ai quarti, imitata e poi superata quest’anno dalla Zheng. Dalla Cina con furore. Dopo il ping pong, o meglio il tennistavolo (altrimenti i pongisti si arrabbiano…), anche nella terra di Mao il tennis ha preso piede. Il primo segnale arrivò quattro anni fa alle Olimpiadi di Atene dove Ting Li e Tian Tian Sun hanno conquistato la medaglia d’oro nel doppio femminile. In quello stesso anno Na Li diventò la prima cinese a vincere un torneo del circuito maggiore: è successo a Canton. Oggi la Cina può contare su tre giocatrici nelle top cento: Zi Yan, Na Li e Shuai Peng, tutte capaci di vincere o giocare finali Wta. Come la stessa Jie Zheng che è sì una sorpresa a livelli così alti (a Wimbledon ha battuto anche la numero uno Ivanovic) ma nel 2006, prima di un lungo stop per un’operazione alla caviglia sinistra, era 27 del ranking e ha già collezionato tre titoli Wta. Tante ragazze cinesi, sette in tabellone a Wimbledon comprese le rappresentanti di Taipei, e nessun uomo. A sorprendere è questo dato: il giocatore cinese con la miglior classifica è tal Peng Sun, numero 485 della classifica Atp. Mai la Cina ha avuto un top cento. Perché? La domanda è stata rivolta alla Zheng, che l’ha buttata sulla provocazione. “Vorrei saperlo anche io - ha risposto - forse i ragazzi cinesi non hanno abbastanza muscoli… Nel basket c’è Yao Ming, ma i ragazzi scelgono il ping-pong… Forse dopo questi risultati di noi ragazze ora qualcuno in più si avvicinerà al tennis”.
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wimbledon, semifinale donne storica della cina, mai un top ten cinese
Venerdì, 27 Giugno 2008 alle 12:21

WIMBLEDON: IL TORNEO DELLE SORPRESE. LE METEORE LEWIS E WASHINGTON

di Angelo Mancuso
Il torneo delle sorprese. Anche questo fa parte del fascino di Wimbledon: oltre alle fragole con la panna, ai prati verdi dell’All England Club, al palco reale sul Centre Court, al bianco della tenuta da gioco che non è una scelta ma un obbligo, ai tabelloni sui campi secondari che non sono elettronici ma manuali. Mercoledì scorso Marat Safin, genio e sregolatezza tutta russa, aveva “asfaltato” un certo Novak Djokovic, futuro numero uno del mondo. Ieri giornata piena: prima la sconosciuta russa Alla Kudryavtseva, numero 154 del ranking, fa accomodare alla porta la più bella del reame, in arte Maria Sharapova la bizzosa, l’altezzosa, la bionda di ghiaccio campionessa sull’erba londinese nel 2004. Poi Rino Gattuso Tipsarevic (i due si somigliano come due gocce d’acqua) mette ko il “bombardiere” del Nebraska, al secolo Andy Roddick, due finali ai Championships: all’americano non sono bastati 27 aces per aver ragione del grintoso serbo di Belgrado. Nei giorni scorsi hanno salutato Wimbledon anche Nikolay Davydenko (numero 4 del seeding) e David Nalbandian (numero 7 e finalista nel 2002). Sorprese è vero, ma anche tradizione confermata. Sull’erba, superficie sulla quale si gioca pochissimo, spesso vengono fuori risultati inimmaginabili su altre superficie. Senza andare troppo lontano nel tempo c’era un certo Alexader Popp (tedesco, oggi ha 32 anni e non gioca più da tre), che all'inizio del Duemila in quattro partecipazioni ai Championships ha collezionato un ottavo e due quarti. In pratica vinceva qualche match solo sull’erba londinese. Oppure la finale del 1996: Richard Kraijcek contro la meteora MaliVai Washington. Vinse l’olandese (ottimo sull’erba), che riuscì a battere Pete Sampras nei quarti. Washington fu bravo ma soprattutto fortunato: nei quarti superò Alex Radulescu, in semifinale Todd Martin. Una meteora, appunto. Come l’avversario di John McEnroe nella finale del 1983, il neozelandese Chris Lewis, mai più visto a quei livelli.
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wimbledon, le sorprese, le meteore
Mercoledì, 25 Giugno 2008 alle 11:54

WIMBLEDON: MA E' VERA ERBA? IVAN LENDL OGGI AVREBBE VINTO IL TITOLO

di Angelo Mancuso
Ma è vera erba? Secondo tanti, a cominciare da John McEnroe e Boris Becker che sui prati di Wimbledon hanno vinto e tanto, l’erba dei Championships non è più quella di un tempo. Quella del serve and volley, con un’unica eccezione chiamata Bjorn Borg, che però a rete sul Centre Court si vedeva comunque spesso. Quella che permetteva a Becker, il più giovane vincitore dei Championships nel 1985 a 17 anni e 227 giorni, di tuffarsi come un portiere a difesa della propria porta. Ieri lo diceva anche Flavia Pennetta, che a Wimbledon vanta due ottavi (per il momento): l’erba è molto più lenta di qualche anno fa. Infatti ai Championships anche quest’anno è possibile assistere a scambi lunghissimi da fondo campo impensabili un tempo con la pallina che scivolava via bassa e veloce e non ti consentiva la minima apertura. Le prime avvisaglie si erano avute nel 2002: finale tra Lleyton Hewitt e David Nalbandian. Vinse l’australiano, che però nulla ha a che fare con la tradizione aussie del passato dei vari Laver, Emerson, Rosewall e Newcombe. Poi è cominciata l’era Federer, vincitore delle ultime cinque edizioni, che sta dominando come prima avevano fatto solo Borg (cinque titoli) e Sampras (sette). E non è che il numero uno a rete ci vada più di tanto, sicuramente molto meno di Pistole Pete. Le ultime due finali Roger Express le ha giocate e vinte contro Nadal, il re della terra rossa con i suoi “liftoni” di diritto e rovescio bimane che ora fanno male pure sull’erba. Solo un caso? O, senza nulla togliere a Rafa, che di giorno in giorno diventa un giocatore più completo, un po’ è merito dei prati meno veloci del passato? Che Nadal, per quanto è bravo e forte, vinca sui prati del Queen’s, primo spagnolo a conquistare un titolo sull’erba 36 anni dopo Andres Gimeno a Eastbourne, ci sta. Fa però riflettere il successo di un altro spagnolo, David Ferrer, a Rosmalen. Sull’erba di oggi, ne sono convinto avrebbe vinto l’agognato titolo ai Championships anche Ivan Lendl, che per un paio di stagioni si sottopose ad allenamenti specifici per migliorare il suo gioco a rete ma poi a Wimbledon fu battuto due volte in finale (1986 e 1987) prima dall’aussie Pat Cash e poi da Bum Bum Becker. Oggi Ivan il Terribile ce l’avrebbe fatta.
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wimbledon, l'erba più lenta, lendl e il titolo ai championships
Martedì, 24 Giugno 2008 alle 15:37

W SKY!

di Giancarlo Baccini
Credo che nessuno sport abbia mai – mai e in nessun altra parte del mondo – goduto di una visibilità come quella che SKY SPORT sta dando in questi giorni al tennis. Sono ben 6 (scelti fra quelli che si disputano sugli otto campi coperti dalle telecamere) gli incontri del torneo di Wimbledon trasmessi contemporaneamente su altrettanti canali. Miracoli della tecnologia digitale, certo, ma miracoli, soprattutto, da parte di SKY, perché assicurare una programmazione così ricca e ben confezionata 9 ore al giorno per 14 giorni significa impegnarsi in uno sforzo stratosferico in termini di risorse umane e finanziarie.
Tutti noi appassionati di tennis dobbiamo dunque essere grati a SKY per questa che, prima ancora che di efficienza e di professionalità, è una prova di amore verso il nostro sport. Allo stesso tempo credo che dobbiamo anche essere orgogliosi del fatto che questa ondata di interesse e di passione siamo riusciti a suscitarla. Non staremmo in vetrina se i proprietari del negozio non fossero convinti che la gente si ferma a guardarci (e poi, magari, entra pure per comprare qualcosa).
W SKY!, dunque. Ma anche W IL TENNIS!...
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sky, tv, wimbledon
Martedì, 29 Aprile 2008 alle 23:02

WIMBLEDON: NON SI TOCCA LA DOMENICA DI MEZZO

di Angelo Mancuso
Wimbledon resta ancorata alle sue tradizioni e quindi anche all’irrinunciabile “middle sunday”: gli organizzatori hanno infatti escluso categoricamente l’ipotesi di far giocare durante la domenica che separa le due settimane dei Championships. Lo scorso anno la pioggia aveva fortemente rallentato il programma della prima settimana: Rafael Nadal aveva impiegato quattro giorni per concludere un match e Roger Federer non aveva giocato per cinque giorni. L’ultima volta che si è giocato nella domenica di mezzo risale al 2004: in quell’edizione dello Slam londinese sull’erba la pioggia fece saltare l’intero programma sia il mercoledì che il sabato costringendo così gli organizzatori a rinunciare alla tradizionale domenica di riposo per recuperare il ritardo. “Un calendario di 13 giorni ci sembra appropriato per garantire incontri di qualità - ha spiegato il direttore Ian Ritchie - malgrado quello che è successo lo scorso anno noi siamo dell’avviso conservare lo stesso schema, ne c’è ragione per cambiare”. Il torneo di Wimbledon è in programma dal 23 giugno al 6 luglio. E’ aumentato il montepremi salito a 11,8 milioni di sterline (circa 15 milioni di euro): ai vincitori del torneo maschile e di quello femminile andranno 750mila sterline (circa 950mila euro).
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wimbledon, le tradizioni, la pioggia
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