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Mercoledì, 14 Maggio 2008 alle 19:45

LARGO AI GIOVANI

di Giancarlo Baccini
Sulla copertina del numero di maggio del mensile della Federazione Italiana, “SuperTennis”, c’è una foto di Sara Errani festeggiata dopo aver colto il punto decisivo contro l’Ucraina in Fed Cup. Lo “strillo” dice “Largo ai giovani!”, e si riferisce anche a Bolelli e Seppi, protagonisti in Coppa Davis contro la Croazia.
Sara è l’unica azzurra rimasta in gara agli Internazionali d’Italia, mentre Bolelli è stato il miglior azzurro la settimana scorsa al Foro Italico e Seppi è il migliore questa settimana ad Amburgo. I giovani si fanno faticosamente largo, un passo alla volta, in un momento in cui le prime linee sembrano aver perso un po’ di smalto. Stiamo vivendo un cambio della guardia? Sebbene tutto lo lasci credere, sarebbe sbagliato, oltre che ingeneroso, escludere un rilancio imminente di qualcuno dei soliti noti. Per fare un piccolo esempio, oggi Starace ha messo alla frusta Nadal, sciupando con set point con un doppio fallo: con un po’ più di fortuna poteva farcela davvero. Però è un fatto che in questa primavera sono i poco più che ventenni a tenere alto il vessillo tricolore.
Aspettando i Trevisan, i Fabbiano e i Miccini, insomma, aggrappiamoci a questo nugolo di ragazze e ragazzi che rappresentano con dignità l’Italia nel tennis che conta e che di tanto in tanto ci regalano belle giornate.

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errani, seppi, bolelli, trevisan, fabbiano, miccini, starace
Lunedì, 5 Maggio 2008 alle 22:25

IL FUTURO DI TOMMY

di Giancarlo Baccini
Tommy Fabbiano ha perso con qualche rimpianto, perché dopo aver vinto il primo set con l’autorità di un veterano ha avuto occasioni importanti sia nel secondo sia nel terzo. Però il suo esordio nel grande tennis è stato lo stesso molto positivo, e non soltanto per i successi nelle qualificazioni su Hanescu e Pashanski. Il ragazzino pugliese ha infatti dimostrato di saper stare bene in campo.
Fabbiano è rapido, coordinato, con buoni fondamentali, un servizio preciso e un'ottima risposta. E poi è intelligente: legge bene il match e sa usare le debolezze dell’avversario. Io, che l’avevo visto soltanto una volta giocare in allenamento, nel 2006 a Tirrenia, mentre faceva a pallate con Seppi, sono rimasto sorpreso dai suoi progressi. Forse gli mancano qualche centimetro di altezza e qualche chilo di muscoli, ma la potenza, in fondo, non è tutto neppure nel tennis moderno. Penso che il cervello sia ancora molto importante, insieme all’esperienza e all’autostima: il primo Tommy ce l’ha già buono di suo, l’esperienza se la sta facendo e l’autostima crescerà di risultato in risultato.
Seppi, Bolelli e Fognini, insomma, non sono soli: alle loro ancor giovani spalle premono giocatori ancor più giovani ma di sicuro valore come lui e come Trevisan. Sono rose e fioriranno, vedrete.
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fabbiano, trevisan, fognini
Sabato, 3 Maggio 2008 alle 17:30

IL COSMOPOLITISMO DEGLI ITALIANI

di Giancarlo Baccini
E pensare che Rino Tommasi e Gianni Clerici, di tanto in tanto, accusano di “provincialismo” gli Internazionali d’Italia...
Provinciali noi? Ma in quale altro paese del mondo, secondo voi, succederebbe che un giudice di linea chiama un fallo di piede al giocatore suo connazionale (per di più giovanissimo, perdipiù all’esordio in una grande competizione mondiale, perdipiù opposto a un ex top 10) quando sta servendo sul 5 pari al tie-break del terzo set, come è capitato ieri a Matteo Trevisan? In Francia? In Inghilterra? Negli Usa ? (E lasciamo perdere la Russia o la Croazia, dove le azzurre e gli azzurri hanno giocato di recente, permettendoci di toccare con mano la qualità dei loro linesmen).
Come dite? Che forse quel giudice di linea era lo stesso che l’anno scorso a Castellaneta, semifinale di Fed Cup contro la Francia, di falli di piede ne chiamò 12 alla Schiavone nel corso di un drammatico confronto con la Mauresmo?
Se era lo stesso io non lo so, ma ho motivo di dubitarne fortemente. Perché noi italiani non siamo provinciali, e dunque siamo in tanti ad avere a cuore soltanto una cosa: insegnare agli altri italiani come ci si comporta nel mondo civile. E di giudici di linea così (o anche di giornalisti, se è per questo) ne abbiamo a josa. Bravi. Onesti. Irreprensibili. Cosmopoliti.
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trevisan, tommasi, clerici
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