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Mercoledì, 14 Maggio 2008 alle 16:22

JUSTINE LASCIA: SE NE VA DA NUMERO UNO

di Angelo Mancuso
"E' la fine di una bella avventura, ci pensavo da tempo". Con queste parole la Henin ha messo la parola fine alla sua carriera. La notizia sparata in prima pagina dai quotidiani belgi questa mattina era vera. Justine come Kim Clijsters e Martina Hingis. Tutte numero uno del circuito, tutte hanno detto addio al tennis ancora giovani. Ventidue anni Martina (rientrata poi a 25 nel 2006 per dire definitivamente addio lo scorso anno), 24 anni Kim. Ora tocca a Justine che il primo giugno ne compirà 26. La Henin ha detto basta in una affollata conferenza stampa. Quarantuno titoli Wta, sette tornei dello Slam (quattro Roland Garros, due US Open, un Australia Open), 117 settimane da numero uno della classifica mondiale.
Un ritiro a sorpresa che scatenerà mille domande e supposizioni. In questo tennis "tritatutto" l'unica cosa certa è che Justine ha giocato il suo ultimo match la scorsa settimana a Berlino: ko con la russa Dinara Safina. Justine se ne va mentre è ancora in vetta al mondo, anche se il 2008 per lei non è stato granché. Due tornei vinti (Sydney e Anversa) ma anche due sconfitte brucianti che devono aver lasciato il segno nell'ego della Henin: 64 60 contro la Sharapova agli Australian Open e 62 60 contro Serena Williams a Miami. Justine ha detto che non ci ripenserà come è capitato ad alcuni suoi colleghi e colleghe. Mai dire mai però...
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henin, la fine di una carriera da numero uno
Mercoledì, 14 Maggio 2008 alle 11:58

DAL BELGIO: LA HENIN SI RITIRA. MA SARA' VERO?

di Angelo Mancuso
Ma davvero si ritira? La stampa belga non ha dubbi: Justine Henin, numero uno del mondo e vincitrice di sette tornei dello Slam, oggi darà l’addio al tennis in una conferenza stampa: il primo giugno prossimo compirà appena 26 anni. Se davvero fosse così, il circuito perderebbe una delle giocatrice più forti della storia. Per non parlare del Belgio che giusto un anno aveva già salutato la Clijsters: Kim si è ritirata a neppure 24 anni. Ne sapremo di più oggi pomeriggio. Curioso però che tutto ciò avvenga alla vigilia del Roland Garros, il torneo cui la Henin è più legata. E non solo perché lo ha vinto quattro volte. Nel 1992 Justine aveva appena dieci anni ed era a Parigi con la madre Francoise Rosiere, poi prematuramente scomparsa due anni dopo. La piccola Henin dalle tribune applaudiva la Seles che trionfava sulla terra rossa parigina per la terza volta di fila. Monica superò in finale Steffi Graf 10-8 al terzo set. Justine sognava ad occhi aperti: un giorno lì, sul Philippe Chatrier, ci sarebbe stata lei ad alzare la coppa. Quando nel 2003 centrò l’impresa per la prima volta il primo pensiero fu proprio per la mamma. All’epoca aveva rotto con la famiglia: nessun contatto con il padre padrone Josè, dal quale era fuggita ancora ragazzina per rifugiarsi nella sicurezza di un coach, Carlos Rodriguez, che le sta accanto da quando aveva 14 anni e che le ha fatto anche da genitore. Sarà forse per questo che Justine ha sempre mostrato un carattere introverso, sfuggente, quasi scostante. E sarà per questo che a soli venti anni, era il novembre 2002, decise di sposare Pierre-Yves Hardenne, ex poliziotto inventatosi maestro da tennis, conosciuto durante un torneo nella sua Liegi. Probabilmente in Pierre-Yves aveva trovato quella sicurezza che le era mancata in famiglia dopo la tragedia della perdita della madre quando aveva appena 12 anni. Un matrimonio naufragato ad inizio 2007, quando rinunciò a giocare gli Australian Open per risolvere i suoi problemi familiari. Un divorzio coinciso con un riavvicinamento al padre e ai fratelli, che però non sono neppure menzionati nella guida Wta. Braccio d’oro, rovescio da sogno, nonostante un fisico non da amazzone stile Williams. In un circuito dominato da ragazzone robotizzate che sembrano prodotte in serie e sparano palline a più non posso, la Henin ha dimostrato che si può ancora vincere con il talento, con un tennis vario e divertente. Quarantuno titoli tra cui sette Slam: Justine ha vinto dappertutto tranne che sull’erba di Wimbledon. Ma è davvero finita?
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henin, il ritiro, un carattere introverso e sfuggente
Domenica, 11 Novembre 2007 alle 19:35

MASTERS MADRID: TRIONFA LA HENIN

di Angelo Mancuso
Un magnifico spot per il tennis femminile: una finale così entusiasmante non la vedevamo da tempo. A Madrid la sfida tra Justine Henin e Maria Sharapova che assegnava il titolo di “maestra” è stato un vero spettacolo. Gran tennis, tante emozioni: il miglior match del 2007 tra le due giocatrici più forti del mondo. Alla fine ha vinto la numero uno, ovvero la Henin, ma solo dopo quasi tre ore e mezza di battaglia: 57 75 63. Per il secondo anni di fila il titolo va alla Henin. Era un bel po’ che le finali degli appuntamenti più importanti della stagione deludevano le attese. Per restare solo al 2007 una ritrovata Serena Williams aveva concesso appena tre giochi (61 62) alla Sharapova agli Australian Open: praticamente non c’era stato match. Idem come sopra al Roland Garros dove la Henin aveva rifilato un secco 61 62 alla sorpresa Ivanovic. Non era andata meglio meglio a Wimbledon: la rivelazione Bartoli aveva opposto resistenza per un solo set a Venus Williams: 64 61 per l’americana. E sempre la Henin aveva risolto in poco più di un’ora la pratica Kuznetsova agli US Open: 64 64 senza storia. Altro che parità del montepremi: i detrattori del tennis femminile erano andati giù duri facendo infuriare chi come Billie Jean King, pioniera del femminismo con la racchetta, celebrava una parità nel tennis che non si ritrova in altri sport. Le stesse tv mugugnavano: la CBS, il colosso che trasmette gli US Open sganciando una montagna di dollari per i diritti, lo scorso settembre faceva notare che i numeri del torneo femminile erano in preoccupante calo. Dimenticando, però, che la colpa è più della crisi del tennis a stelle e strisce che della qualità del gioco. Ben venga quindi una sfida come la finale di Madrid. Vero che la palla femminile viaggia più lenta di quella maschile, ma è altrettanto vero (il match tra la Henin e la Sharapova lo dimostra) che proprio per questo motivo ci sono più tocchi ed una maggiore varietà di schemi rispetto al tennis maschile. Se poi aggiungiamo che solo nelle sfide femminili si può assistere a scene di vero pathos con lacrime, astuzie e crisi di nervi vere o presunte, ecco che lo spettacolo è assicurato.
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henin si conferma "maestra", sharapova da applausi
Venerdì, 9 Novembre 2007 alle 09:08

MASTERS DONNE: DUE ESORDIENTI IN SEMIFINALE

di Angelo Mancuso
Henin e Chakvetadze nel gruppo rosso, Sharapova e Ivanovic nel girone giallo: sono queste le quattro semifinaliste del Masters femminile di Madrid. La quarta ed ultima giornata dedicata ai round robin servirà solo a definire gli incroci delle semifinali. Nel gruppo rosso la Henin ha chiuso al primo posto con tre vittorie in altrettanti incontri: la belga domani in semifinale sfiderà la perdente del match tra Maria Sharapova e Ana Ivanovic. La vincente della sfida tra la russa e la serba, invece, se la vedrà con Anna Chakvetadze. Henin a parte, già sicura di chiudere la stagione da numero uno come le era già capitato nel 2003 e nel 2006, da Madrid arriva un segnale forte e chiaro: le gerarchie nel circuito femminile stanno cambiando. Le Williams ormai giocano a singhiozzo, la Mauresmo al Masters neppure c’è arrivata, la Clijsters ha deciso di dire stop da tempo nonostante sia ancora giovanissima, la Hingis è incappata nella brutta vicenda della positività alla cocaina. Ecco allora che in semifinale si affacciano due debuttanti al Masters, la Ivanovic e la Chakvetdaze, entrambe ventenni. La serba era esplosa al Roland Garros conquistando la finale. La russa si era messa in luce agli US Open fermandosi solo in semifinale dopo essere stata protagonista dell’estate americana sul cemento con le vittorie a Cincinnati e Stanford. A Madrid è, invece, andata peggio ad un’altra debuttante, Marion Bartoli. La giovane francese, che ha sostituito l’infortunata Serena Williams, è stata travolta dall’inarrestabile Henin: 60 60 per la belga in meno di un’ora, una sconfitta pesantissima ed un esordio da incubo. Evidentemente Justine non ha dimenticato il ko di Wimbledon, quando proprio la Bartoli aveva infranto il suo sogno di trionfare finalmente sull’erba londinese (unico Slam che non ha mai vinto) battendola in semifinale.
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henin travolge bartoli, ivanovic e chakvetadze in semifinale
Giovedì, 8 Novembre 2007 alle 09:18

SERENA KO, MASTERS GIA' FINITO

di Angelo Mancuso
Henin già in semifinale, Ivanovic quasi. Siamo già ai verdetti dopo la seconda giornata del Masters femminile di Madrid. Archiviato il successo sulla russa Anna Chakvetadze, Justine ha concesso appena quattro games (62 62) alla serba Jelena Jankovic ed è saldamente al comando del gruppo giallo. La belga dal braccino d’oro si conferma la “Federer in gonnella”: la numero uno del circuito femminile è lei, nessun dubbio. Si è presentata a Madrid in gran forma ed è a caccia del secondo successo di fila al Masters, decimo stagionale. Sta impressionando anche Ana Ivanovic: dopo la russa Svetlana Kuznetsova nella prima giornata, ha messo ko la slovacca Daniela Hantuchova (62 76). Grazie a questa vittoria la ventenne serba è vicinissima alle semifinali, mentre la Hantuchova è quasi fuori dai giochi, avendo perso già all’esordio contro Maria Sharapova. Brutte notizie per Serena Williams. Unica americana in tabellone, tornava al Masters dopo un’assenza di tre anni (aveva vinto nel 2001), si è ritirata dopo aver perso il primo set (64) con la Chakvetadze per un infortunio al ginocchio sinistro. Serena si era già fermata due settimane fa a Zurigo e a Madrid è scesa in campo vistosamente incerottata. Niente da fare: sarà sostituita dalla francese Marion Bartoli, presente in Spagna come prima riserva. Il Masters, dopo aver perso Venus già prima del via, deve rinunciare anche a Serena. Qualche anno fa le due sorellone americane dominavano il circuito per la gioia di papà Richard che le aveva tirate su a hot dog e racchette, ora sembrano diventate di cristallo. Anche nel 2007 tra un infortunio (vero o presunto) e l’altro hanno giocato pochissimo: per Serena undici tornei, per Venus tredici. Nonostante ciò hanno portato a casa metà Slam: Serena ha vinto gli Australian Open, Venus a Wimbledon, segno che possono ancora essere protagoniste sui campi da tennis. Infortuni a parte, l’impressione è che il tennis non sia più al centro dei loro interessi: moda, cinema, tv, impegni pubblicitari. Troppe distrazioni per star dietro a Henin e socie.
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henin in semifinale, ivanovic ok, serena si ferma
Mercoledì, 7 Novembre 2007 alle 08:50

HENIN, OLIMPIADI A RISCHIO

di Angelo Mancuso
Buon compleanno Ana! Comincia con una sorpresa il Masters femminile di Madrid: Ana Ivanovic mette ko la russa Svetlana Kuznetsova in tre set (61 46 75) al termine del più bel match della prima giornata del torneo. Miglior modo per festeggiare il suo compleanno la ventenne serba non poteva sceglierlo. La Ivanovic, finalista quest’anno al Roland Garros, si conferma così una delle più belle novità espresse dalla stagione che si avvia alla conclusione. In precedenza Maria Sharapova aveva superato, sempre nel gruppo giallo, Daniela Hantuchova (64 75) in una sfida tra bellissime del circuito. La bionda russa si è presentata in campo con un vestitino stile college inglese con tanto di fiocco intorno al collo: maglietta bordeaux su gonnellino rosa. Positivo, come da pronostico, l’esordio della favorita Justine Henin. La numero uno del mondo, che insegue il decimo titolo stagionale, si è sbarazzata in due set di Anna Chakvetadze: 61 76 (4). Primo set senza storia, poi la giovane russa, alla prima partecipazione al Masters, ha superato l’emozione dando qualche grattacapo alla belga. Ma ieri Justine più che per il successo sulla Chakvetdaze ha fatto discutere per la sua probabile rinuncia a giocare le Olimpiadi di Pechino del 2008. La Henin, oro ad Atene 2004, soffre d’asma e teme che l’elevatissimo tasso di smog della capitale cinese possa aggravare il suo problema. Già nello scorso settembre era stata costretta al ritiro al torneo di Pechino. Un problema, quello dello smog nella città cinese, ammesso dallo stesso direttore della commissione di coordinamento del Cio per i Giochi del 2008, Hein Verbruggen. Nonostante le rassicurazioni di facciata delle istituzioni, Pechino resta la capitale più inquinata dell’Asia: le Olimpiadi della prossima estate consacreranno agli occhi del pianeta la Cina come la quarta potenza economica mondiale, ma il problema dello smog resta e potrebbe creare danni agli atleti. A Pechino il livello di PM10, le polveri sottili, varia dai 142 microgrammi per metro cubo fino ai 175, valore quasi otto volte superiore a quello di 20 microgrammi che l'Organizzazione Mondiale della Sanità considera sopportabile. A New York il livello è di 27 microgrammi, a Londra di 24. A Milano o Roma quando va oltre i 50 scatta l’allarme rosso.

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henin batte chakvetadze, sharapova e ivanovic ok
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