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Domenica, 11 Maggio 2008 alle 20:24

I DUE NOLE

di Giancarlo Baccini
C’è un Nole che tutto il mondo conosce grazie alla tv e a internet ma che Roma non ha avuto modo di godersi in presa diretta. E’ il Nole burlone, quello che fa le imitazioni dei colleghi e qualche numero da clown, l’immancabile mattacchione che fa ridere i compari della ghenga, l’attore nato. Qui l’abbiamo visto sempre serio serio. Prima sulla difensiva in sala stampa, quando s’è sforzato di giustificare l’inusitato ritiro di Montecarlo. Poi sulla difensiva anche sul campo, con tanti problemi di tennis e tanto nervosismo. E infine serio serio anche dopo essersi liberato della paura di giocare male sulla terra battuta e aver vinto il torneo, impermeabile persino ai soavi tentativi di stuzzicarlo da parte di Lea Pericoli.
Sollecitato a regalare al pubblico del Foro almeno un siparietto, Nole ha declinato l’invito, e solo a mezza bocca s’è lasciato strappare la promessa che farà un’imitazioncina l’anno prossimo, qualora dovesse bissare il successo romano di oggi.
Qual è il vero Djokovic? Quello che s’è sforzato di costruire un personaggio o quello che, una volta arrivato in cima, dà l’impressione di volersene liberare?
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Domenica, 4 Maggio 2008 alle 19:44

7 UOMINI FORO

di Giancarlo Baccini
7 uomini Foro... A dispetto del fatto che il tabellone principale è molto meno capiente che in passato (56 posti anziché 64), fra i molti record battuti dagli Internazionali BNL d’Italia 2008 prima ancora di cominciare c’è quello del numero di italiani ammessi di diritto al singolare maschile: 5, vale a dire Volandri, Starace, Seppi, Bolelli e, grazie al doppio formidabile exploit compiuto nelle qualificazioni, la new entry Fabbiano, 19 anni da compiere. Gli altri due azzurri, Cipolla e Naso, sono wild card, e anche questo è uno sprovincializzante record, perché dal 1995 le wc concesse agli italiani erano almeno quattro.
L’ultima volta con 5 azzurri di diritto nel main draw era stata 15 anni fa, quando però due di loro provenivano dalle qualificazioni. Un altro record è dunque quello dei 4 promossi per meriti di classifica, mai così numerosi negli ultimi vent’anni.
Oltre a confermare i progressi che il tennis italiano sta facendo a tutti i livelli, questo piccolo ma significativo exploit aggiunge un tocco di italianità al grande torneo che oggi prende il via con i connotati di un vero e proprio “Quinto Slam”. Con 9 dei Top 10 ATP e tutte le Top 10 WTA, gli Internazionali BNL d’Italia si situano al vertice assoluto della qualità tennistica e promettono un fantastico spettacolo sia alle decine di migliaia di spettatori che per due settimane affolleranno il Foro Italico sia ai milioni che lo seguiranno in tv (e anche qui è record, perché Italia 1 trasmetterà in chiaro ben sei giornate di gioco, il che non accadeva dalla notte dei tempi).
Il favorito numero uno è naturalmente Rafa Nadal, che sulla terra battuta sembra non avere rivali e che punta a diventare primatista assoluto di successi romani vincendo il quarto titolo consecutivo. Non appena rimesso piede sulla sua superficie preferita, il mancino spagnolo è tornato a travolgere ogni avversario: Federer a Montecarlo e, ieri, il maratoneta Ferrer a Barcellona. Però siamo tutti qui a chiederci se Federer, re incontrastato del tennis contemporaneo, non riuscirà, prima o poi, a spezzare la supremazia terraiola del suo grande rivale. E sotto sotto ci auguriamo persino che in questo duetto sappia inserirsi anche qui a Roma, come già ha fatto a gennaio nell’Open di Australia, il terzo incomodo Novak Djokovic. Il sorteggio ha comunque reso il compito di Nadal più facile, mettendo entrambi i suoi rivali dall’altra parte del tabellone e assegnando loro anche il compito di far fuori, se vogliono arrivare fino a lui, gli altri due specialisti che possono aspirare al titolo: Ferrer e Nalbandian.
In un contesto così ultracompetitivo, per i nostri “7 uomini Foro” sarà dunque davvero difficile trovare un po’ di spazio. Però non bisogna fasciarsi la testa prima di essersela rotta, come ha dimostrato l’anno scorso Filippo Volandri battendo, nell’ordine, Gasquet, Federer e Berdych, e diventando il primo italiano a qualificarsi per le semifinali dopo la bellezza di 29 anni.
L’azzurro che sta nel quarto teoricamente meno spaventoso è proprio quello apparentemente più in forma, Simone Bolelli, reduce dalla sua prima finale ATP, quella combattutissima ma persa ieri, a Monaco, contro Mano di Pietra Gonzalez, finalista al Foro un anno fa (a Simone è stato fatale l’unico break subito in tre set). Anche se per portare il suo terzo assalto dell’anno a Davydenko dovrà far fuori prima mezza Francia e poi Roddick, Bolelli è in fase di grande maturazione e dunque si può legittimamente sperare in suo exploit. Più difficile, invece, sembra il cammino di Volandri e di Seppi, che, oltretutto, se partissero bene sarebbero attesi da un crudelissimo derby negli ottavi. Starace può aspirare a vedersela con Federer al terzo turno, mentre le wild cards Cipolla e Naso dovranno superarsi per sopravvivere a un primo turno proibitivo. Quanto a baby Fabbiano, numero 412 del mondo, il suo Foro Italico lo ha già vinto.
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federer, nadal, djokovic, volandri, seppi, starace, bolelli, fabbiano, naso, cipolla
Lunedì, 24 Marzo 2008 alle 11:30

LA SERBIA TRIONFA A INDIAN WELLS, MA I TIFOSI ROVINANO LA FESTA

di Angelo Mancuso
I serbi Djokovic e Ivanovic vincono a Indian Wells ma i supporters dei due giocatori rovinano il trionfo. “Il Kosovo è la Serbia”. Era la scritta che campeggiava su una bandiera esposta da una cinquantina di supporters serbi durante la finale femminile di Indian Wells tra Ana Ivanovic e Svetlana Kuznetsova. Lo striscione è stato poi rimosso prima della finale maschile tra Novak Djokovic e lo statunitense Mardy Fish su ordine degli organizzatori. Gli stessi tifosi serbi, un centinaio in tutto, hanno fischiato ripetutamente l’avversario dei loro giocatori quando questi erano al loro turno di servizio costringendo l’arbitro ad intervenire più volte. Djokovic ha fatto ripetere un punto a Fish che era stato disturbato al momento di servire. Anche la Ivanovic, al termine della finale vinta con la Kuznetsova, si è pubblicamente scusata per la maleducazione dei tifosi serbi. Più diplomatico Djokovic, il cui padre è di origini kosovare. “E’ un argomento molto delicato che non c’entra nulla con lo sport - ha detto - e quella di far rimuovere lo striscione è stata una decisione degli organizzatori”.
Quello di Indian Wells è il secondo incidente “diplomatico” in manifestazioni sportive negli ultimi giorni. Venerdì scorso il serbo Milorad Cavic era stato sospeso durante gli Europei di nuoto a Eindhoven, Olanda. Cavic si era presentato sul podio dopo aver conquistato l’oro nei 50 farfalla mostrando una bandiera serba che recava la scritta “Il Kosovo è serbo”.
Il Kosovo Ha proclamato la sua indipendenza dalla Serbia il 17 febbraio scorso e il nuovo stato kosovaro è stato riconosciuto da una trentina di paesi, tra cui l’Italia, scatenando le proteste del governo serbo che considera il Kosovo come la culla della sua cultura.
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djokovic, ivanovic, la serbia e l'indipendenza del kosovo
Martedì, 13 Novembre 2007 alle 15:03

MASTERS SHANGHAI: FINALMENTE GASQUET!

di Angelo Mancuso
Finalmente Gasquet! Era almeno tre anni che lo aspettavamo: il talento annunciato del tennis mondiale però non sbocciava mai. Eccolo, eccolo, ma poi tutto finiva in una bolla di sapone. Una delusione per chi come il sottoscritto stravede per Richard da sempre. Sì, perchè del francesino è un colpo di fulmine. Il suo coetaneo Nadal (sono entrambi del 1986 e da juniores vinceva sempre Gasquet), invece, ti conquista con il tempo. La forza di Rafa contro il talento di Richard, la grinta feroce contro lo stile, il diritto che sembra una fucilata contro la perfezione stilistica di un rovescio da manuale. Soprattutto lo attendevano impazienti i francesi. L’ultima delusione era arrivata nel maggio scorso al Roland Garros: titoloni sui giornali per l’erede designato di Yannick Noah, ultimo transalpino a trionfare sulla terra rossa parigina nel lontano 1983. Un gran can can come solo i nostri cugini d’oltralpe sanno fare ma ecco Richard gambe all’aria già al secondo turno contro il belga Vliegen, onesto operaio della racchetta. A Wimbledon, i primi segnali positivi: semifinale, battuto solo dall’imbattibile (sull’erba) Federer. Ora, cinque mesi dopo, eccolo a Shanghai tra gli otto “maestri”, ovvero i migliori giocatori della stagione: quinto francese della storia (il più giovane) dopo Noah, Leconte, Forget e Grosjean. L’eterno enfant prodige è finalmente diventato adulto. Richard a Shanghai non è arrivato in gita premio: ha messo ko Novak Djokovic, numero tre del ranking e pretendente al trono di re Federer, ed è in corsa per un posto in semifinale. “Tra i diciotto e i diciannove anni - confessa - ho avuto paura di non essere all’altezza del circuito maggiore, ero smarrito. Non riuscivo a giocare come volevo e gli ultimi tre anni mi hanno insegnato molto”. Lontano parente del ragazzino altezzoso e talvolta maleducato che tre anni si fece cacciare dal campo durante le qualificazioni agli US Open per aver lanciato la racchetta e colpito un giudice di linea. Leconte qualche mese fa lo aveva accusato di essere un bambino viziato puntando il dito anche contro il suo coach Eric Deblicker e mettendo sul banco degli imputati la federtennis francese: troppe scuse, troppi alibi, aveva tuonato il buon Henry, anche lui dotato da madre natura di un gran talento. La stessa stampa francese si era stufata di aspettare e sperare: dopo il ko al Roland Garros non era stata tenera con Gasquet: si era parlato di bluff. Richard ha capito in tempo: sarebbe stato un delitto sprecare il talento che madre natura gli ha regalato.
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gasquet batte djokovic, è in corsa per le semifinali
Martedì, 25 Settembre 2007 alle 15:22

IL "SUN": DJOKOVIC LAMBITO DAL PERICOLO SCOMMESSE

di Giancarlo Baccini
Dispaccio di agenzia:
"(DIRE) Londra (Inghilterra), 25 set. - Partite truccate nel tennis. Oggi il giornale inglese "Sun" ha scritto che il serbo Novak Djokovic avrebbe ricevuto un'offerta di oltre 150.000 euro per perdere un incontro. L'episodio risalirebbe allo scorso anno, alla vigilia del primo turno del torneo di San Pietroburgo. Il giocatore, tramite il suo ufficio stampa, ha smentito il fatto. "Lo scorso ottobre non avevo deciso a quale torneo partecipare perche' ero stato contattato anche per giocare a Basilea, ma a causa di un infortunio ho dovuto ritirarmi". Un caso analogo a quello di Davydenko che in agosto perse al primo turno a Sopot con l'argentino Vassallo Arguello: sul match il numero delle scommesse era sensibilmente alto, fatto insolito per quel genere di partite. Nei giorni scorsi Tim Henman aveva dichiarato che sempre piu' spesso i giocatori vengono avvicinati per falsare l'andamento dei match.".
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scommesse, davydenko, djokovic
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